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Una storia di Pierpa0l0

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Il sogno di Viola

Viola, bambina di 9 anni con il sogno di diventare attrice e chi la ama che la protegge dai rischi da sognatrice

Pubblicato il 11 maggio 2015

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Viola era una bambina con un sogno nel cassetto, immaginava una vita speciale come tutte le bambine di 8 anni ed in particolare voleva volare in America, ad Holliwood, per diventare una grande attrice.

Le persone le sorridevano perché ad un faccino così dolce non era semplice negare qualcosa, figuriamoci un sogno, così non smise mai di rincorrere la sua strada.

Gli Anni insegnano che i sogni sono sogni e che volare è bello ma cadere lascia i segni, per questo le persone ammalate dalle troppe primavere non seppero ascoltarla.

Viola decise di condividere il suo sogno nel cassetto con due amiche che avevano la sua stessa passione, una amava giocare con la macchina fotografica del papà e l’altra adorava così tanto i cartoni animati che ogni sera provava a sceneggiarne uno.

Oggi viola ha 9 anni e ancora non è un’attrice di Holliwood ma ha imparato una lezione importantissima che le farà fare strada nella vita: “Se non ascoltano la tua voce, moltiplicala!”

Il piacere di condividere.

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- Vuoi mollare tutto, Viola? Credo tu sia impazzita. Anni di sacrifici, tuo e nostro, quatrini spesi per pagare lezioni all'Accademia prestigosa e affito del monolocale a Roma. Fatica tua, infinita, nel frequentare il Liceo e la formazione pomeridiana, sudore... per cosa? Dov'è finito il tuo sogno, ti è sfuggito?

- Ho deciso, lascio tutto, non ce la faccio più a inseguire il mio sogno, mi mancano le forze e la determinazione. Vedo andare avanti compagne meno belle e meno brave, magari solo perchè favoriscono l'insegnante di turno, io non sono così, non ce la farò mai a baciare uno che non mi piace per avere la parte nel musical. Colpa vostra, voi genitori mi avete cresciuta con l'imperativo delle serietà e della morale: questo non si fa..., quello non va bene! Il mio sogno l'ho chiuso in un cassetto, il problema è che non riesco ad aprirlo. Cambierò vita, andrò a fare l'estetista o la parrucchiera, mestieri dignitosi, certo, non c'entrano nulla con il mio sogno.

- Leggi questo articolo, ci sarà un casting a breve, cercano una ragazza con le tue caratteristiche per un ruolo in una fiction, perchè non provi? " Viola, Violetta sei una ragazza perfetta ma hai sempre avuto troppa fretta "

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Viola ci aveva provato, non una ma mille volte. Ricordava ancora le parole della nonna. "Viola non smettere, se ci credi. Viola, tu hai stoffa da vendere...!" Quante volte quella stoffa l'aveva messa in vendita per mercanteggiare un sogno bambino cresciuto con lei. "Crescendo potrai anche cambiare idea", le aveva sussurrato. Quel tremore, quel calore, quell'affetto l'avevano commossa. "Cara nonna volata in cielo! Cara nonna quasi mamma, anzi, più che mamma! Era andata avanti secondo i suoi insegnamenti ed era diventata una bellissima diciottenne. "Ma i sogni hanno anche un prezzo da pagare e il suo era stato altissimo!"Quando era andata ai provini, si era accorta che chiedevano sempre denaro, prima di ascoltare la voce, il cuore, prima di scoprire il talento! " La vita traccia! La vita ruba come una ladra! La vita, se vuole, ti brucia piú del fuoco! La vita appare come un fantasma!", si ripeteva per dimenticare. "Vieni, ti condurró ad Hollywood!", le aveva promesso Mark, seducendola con le sue belle parole, con i regali costosissimi, portandola a letto come fosse l'amante piú preziosa! L'amante! Appunto! Hollywood era come un ballo in maschera. Lei ne aveva percepito l'odore che poi si era trasformato in nausea. Mark, il produttore benevolo, era sposato, aveva due figli e lei se ne era perdutamente innamorata. "Che schifo! Non voglio questo mondo io! Non mi appartiene! La vita assale, la vita morde, la vita graffia, la vita ti fa morire prima" Pareva la cantilena della quotidianità."Nonna, se sapessi! Quant'è lontano il cielo! Tu sei oltre le nuvole e vorrei perdermi fra le tue braccia" Un soffio di vento le stropicció i riccioli. Non si scompose. Quasi una carezza quel vento. "Nonna, ho cambiato idea! Presteró la mia voce ai bimbi. Studierò per diventare insegnante. Presterò la mia voce al silenzio. Tu, se puoi, prestami la tua quando la mia vacilla, quando mi sento bruciare, quando nessuno m'accarezza! Ti voglio bene e mi manchi!" Il vento continuó a soffiare portandosi via le lacrime. "Mi chiamo Viola e non voglio fare l'attrice!" Sorrise, il cielo profumava di buono come i baci della nonna.

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La sua passione per il canto e per la musica non mutò nel tempo.

Intorno a un falò, accompagnata da una chitarra, poteva cantare per ore. Amava Tracy Chapman, "Fast Car" e "Give Me A Reason" erano le sue canzoni preferite. Raramente cantava The Promise, perché ogni volta che provava a cantarla, le uscivano le lacrime.

Pensava a sua nonna quando cantava: "ricordando il tuo tocco, il tuo bacio, il tuo caldo abbraccio ritroverò la mia strada per tornare da te... prometto di venire da te se tu mi aspetterai e dimmi che terrai un posto per me nel tuo cuore".

Spesso si fermava prima di terminare la canzone. Si alzava e tuffava in acqua, così che le lacrime si potessero mischiare all'acqua salata, trovare pace nel mare e andare lontano.

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