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Una storia di steo

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Non abbiamo abbastanza paura di internet.

Black Mirror, Internet of Things, Hacking.

Pubblicato il 25 ottobre 2016

Mi diverte sempre essere catastrofico, soprattutto nei titoli delle cose che scrivo.

Una volta tanto, però, ho l'impressione di non esagerare.

Affatto.

Era già da un po' di tempo che pensavo a scrivere qualcosa su questo argomento ( se vi state chiedendo quale ci arriviamo tra un attimo ) ma diciamo che la decisione finale l'ho presa dopo aver visto la nuova serie di Black Mirror in davvero poco tempo.

La copertina di Black Mirror

Black Mirror è una serie TV antologica, ciò vuol dire che in ogni puntata ci sono attori, personaggi e storie diverse rispetto alla precedente e che, soprattutto, non hanno nessuna continuità ma l'unica cosa che condividono è un tema di fondo che viene analizzato sotto aspetti e punti di vista differenti in ogni puntata; in particolare Black Mirror analizza (ed estremizza) gli aspetti più crudi (e veri) della tecnologia e della sua evoluzione.

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Tre sono le puntate che mi hanno fatto riflettere di più in quanto, seppur con una dose generosa di semplificazione della complessità tecnologica, presentano delle situazioni e delle condizioni che potrebbero tranquillamente verificarsi nei prossimi anni e, in alcuni casi, anche nei prossimi minuti.

La protagonista del primo episodio di Black Mirror

1° Episodio: Nosedive - Caduta libera

In questo episodio le persone sono legate ad un sistema di rating personale espresso su una scala da 1 a 5; ognuno può vedere associato agli altri, attraverso la realtà aumentata ( una lente a contatto smart ) un "rating", un vero e proprio voto.

Il voto può essere dato in qualsiasi momento molto spesso a seguito di un'interazione ( una conversazione, un acquisto, una corsa in taxi ).

Un aspetto molto importante del voto è che, oltre a condizionare inevitabilmente il giudizio degli altri, è che questo permette di accedere a dei servizi come noleggiare una macchina di classe più alta ( almeno 3.5 di votazione ) oppure attraversare i cancelli del proprio luogo di lavoro ( almeno 2.4 ).

Comprenderete quanto questo sistema non sia tanto estraneo a delle dinamiche che già esistono attualmente. Giudichiamo già le persone in base a quanti like ( reactions ) beccano su Facebook o Instagram eccetera eccetera.

Io mi sono dato semplicemente una risposta quando ho pensato

"dai ma questo non accadrà mai"
Il sistema di rating

Pensate se domani Facebook, oltre a farti recensire il cibo, ti facesse recensire anche le persone. Dopo l'attacco di panico, ho spento il cervello e ho detto che forse era il caso riflettere insieme a qualcun altro.

I protagonisti del terzo episodio di Black Mirror

3° Episodio: Shut Up and Dance - Zitto e balla

Questo è forse quello che mi ha scosso di più anche se probabilmente quello che tecnologicamente abbraccia temi sì attuali ma che, purtroppo, coinvolgono delle dinamiche che esistono più o meno da quando la gente ha iniziato a videochattare su internet.

Il protagonista è un ragazzino che, dopo che la sorella gli ruba il pc e becca un malware, non sa di essere ripreso attraverso la sua stessa webcam.

- spoiler alert -

Inconsapevole di ciò, il ragazzino si masturba davanti allo schermo e, qualche minuto dopo, riceve una mail in cui viene ricattato ( gli viene mostrato il suo stesso video ) e gli viene ordinato di fare tutta una serie di cose, altrimenti il suo video sarà diffuso dappertutto ( sì, anche inviato alla madre via sms ). Questo lo porterà a incontrare altre persone che in maniere simile sono state ricattate, seppur la tipologia di informazioni prelevate fosse diversa.

- fine spoiler alert -

A prescindere da quello che succede nella puntata ( che, ripeto, mi ha lasciato veramente a terra ) quello che viene evidenziato, oltre alle scelte che può fare un essere umano quando viene messo con le spalle al muro, è la facilità con cui le persone si disinteressano di un malware su di un PC o non si preoccupino se stiano parlando seriamente con la persona che credono dall'altro parte dello schermo.

La protagonista del sesto episodio di Black Mirror

6° Episodio: Hated in the nation - Odio universale

Il sesto e ultimo episodio tocca una serie tematiche: l'accanimento tramite i social media su un personaggio pubblico ( o no ), la vulnerabilità dell'Internet Of (Every)Things (IOeT) e la segreta collaborazione e presenza del governo con/in sistemi che sono presenti nella vita e nei luoghi delle persone. Qui ci vuole un altro piccolo spoiler alert senza il quale però perderete un po' il contesto.

A voi la scelta.

Una giornalista scrive un articolo particolarmente scomodo per cui viene letteralmente messa alla gogna sui social media da tutta la nazione. Una sera torna a casa e dopo qualche ora muore. Come?

Questa è la parte più interessante. In questa puntata viviamo un pianeta terra in cui le api, per una imprecisata epidemia, stanno del tutto scomparendo. Per salvare l'ecosistema, vengono sviluppate delle api robotiche in grado di sostituire in tutto e per tutto quelle reali.

Tali api posseggono ufficialmente "un sensore in grado di fargli riconoscere i fiori da impollinare". In realtà posseggono anche un sistema di riconoscimento facciale che il governo del Regno Unito utilizzare per spiare i cittadini essendo le api praticamente ovunque e si riproducono autonomamente tramite degli alveari.

Ma cosa c'entrano le api?

Ebbene un simpatico signore decide di prendere di mira le persone che vengono periodicamente messe alla gogna sui social media e, molto umanamente, ammazzarle utilizzando queste api, tecnicamente facendole navigare all'interno del cervello della vittima facendola impazzire dal dolore.

Chiaramente le api non dovrebbero poter essere utilizzate da chiunque ma a causa di alcune vulnerabilità del sistema centrale e grazie al sistema di riconoscimento facciale richiesto dal governo, il simpatico signor hacker di cui sopra è riuscito a scovare tale vulnerabilità per poi sfruttarla a proprio vantaggio.

Ammazzando un bel po' di gente.

La serra dell'azienda che produce le api.

Black Mirror mette a nudo quelli che sono dei problemi reali e l'ultima puntata è in grande scala un qualcosa che non è tanto assurdo che possa accadere tranquillamente anche oggi.

Basti pensare che, solo qualche giorno fa, maggior parte dei colossi di Internet sono stati messi in ginocchio da un attacco hacker condotto tramite dispositivi IOT; lavatrici, frigoriferi, frullatori, eccetera, eccetera.

Quello su cui si deve riflettere è che se un tostapane è in grado di essere manipolato per "visitare un sito" allora può essere manipolato per scaldarsi talmente tanto da esplodere.

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Il mio scopo è quello di cercare di portare nel contesto reale qualcosa che sembra molto lontano da noi e che in realtà non lo è, al fatto che tutti noi sottovalutiamo l'importanza dei nostri dati ( data la facilità con cui li rilasciamo ) e quanto ci affidiamo incosapevolmente alla tecnologia perché crediamo che sia nata unicamente per servirci quando in realtà può essere usata contro di noi molto più facilmente di quanto pensiamo.

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