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Una storia di LuigiMaiello

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Intertwine Consiglia pt.39: "Un viaggio on the road"

Una Storia Vera di David Lynch "intrecciato" a Highway to hell degli AC/DC e a La Distanza, la graphic novel di Colapesce e Baronciani

Pubblicato il 03 dicembre 2015

“Chiudi gli occhi ed immagina una gioia

molto probabilmente penseresti a una partenza…

Quando tutto ti sorprende e nulla ti appartiene ancora”

Niccolò Fabi, Costruire.

Molto spesso più che la meta di un viaggio, l'importante è partire, magari con un amico, così da potersi raccontare cosa è cambiato della propria vita e cosa ancora cambierà. Con lui puoi essere sincero, sapendo che su di lui potrai contare e a lui potrai continuare a raccontare la storia della tua vita.

Il viaggio in fondo è quello, trascorrere intere giornate insieme, alternando parole e silenzi, ma avendo sempre un comune sentire.

Intertwine Consiglia pt.39 vi propone una strada da fare insieme, ma non si tratta di uno di quei percorsi tradizionali.

Il nostro è un viaggio on the road, che inizia tranquillo, a bordo di un trattorino nella periferia americana e finisce in Sicilia, con un breve, ma intenso, passaggio all’inferno. D’altronde sarà pur vero che :

"Il viaggio è nella testa”.

Il viaggio on the Road inizia a bordo del trattorino tosaerbe di Una Storia Vera, film del 1999 diretto da David Lynch.

Il film in originale si intitola Straight Story, come, appunto, una storia semplice, vera, ma anche come Alvin Straight, il protagonista, personaggio reale, un vecchio agricoltore in pensione che nel 1994, a bordo di una tosaerba (l'unico mezzo che gli fosse consentito guidare) fece un viaggio di quasi seicento chilometri.

Il motivo? Andare a trovare il fratello reduce da un infarto.

I due fratelli non hanno mai avuto un grande rapporto, non si parlavano da 10 anni, ma Alvin conscio del poco tempo a disposizione decide di risanare una ferita che non vuole portarsi nella tomba, quindi si mette in viaggio.

“Nessuno conosce meglio la tua vita di un fratello che ha quasi la tua età,

sa chi sei e cosa sei meglio di chiunque altro. Un fratello, è un fratello.”

E’ un film di David Lynch diverso dagli altri. Non si tratta più di mettere in scena personaggi a confronto con i propri fantasmi di violenza e sopraffazione, ma di rappresentare una vicenda apparentemente semplice, diretta, vera.

Ma Una Storia Vera si può addirittura considerare un film "astratto", nel senso in cui questo tende a rappresentare un mondo interiore, forse idealizzato.

Il viaggio ricopre la quasi totalità del film ed è un'occasione per Lynch di fare una riflessione sulla estemporaneità della vita.

Non è di certo il “road-movie” a cui siamo abituati, è piuttosto un tragitto lento, scandito dagli incontri che il protagonista ha durante il percorso e che simboleggiano, in un certo senso, il percorso di ognuno verso la maturazione.

Nel corso di questi incontri il protagonista ricorda il passato, dispensa consigli, commenta la tristezza della vecchiaia, a volta dà le sue lezioni di vita:

“La cosa più brutta della vecchiaia è il ricordo di quando eri giovane…”

Ma c’è spazio anche per la durezza della guerra:

“Ho combattuto in trincea nella seconda guerra mondiale... Perché dovrei aver paura a dormire in un campo di mais?”

Il film è stato fonte di ispirazione per tanti road movie successivi, tanto che anche il regista vincitore del premio Oscar Paolo Sorrentino ha dichiarato di essersi ispirato a Una storia vera per il suo This Must Be the Place.

Il film comincia e finisce con un manto di stelle,

“E tornammo a rimirar le stelle”, ma il finale della storia reale è triste, perché lo straordinario Richard Fansworth, scandalosamente non premiato a Cannes, muore suicida un anno dopo l'uscita del film.

Dai toni “calmi di Una Storia vera passiamo all’hard-rock degli AC/DC.

Con la band australiana cambiamo itinerario e prendiamo un’“Autostrada per l'inferno”: Highway to hell.

Gli AC/DC sono tra i gruppi di maggior successo nella storia del rock: i loro album hanno venduto oltre 200 milioni di copie nel mondo e Highway to hell è uno dei loro maggiori successi, secondo forse solo a Back in black.

Il disco inizia con la title track:

“Sono sull’autostrada per l’Inferno

Non ci sono segnali di stop

O limiti di velocità

Nessuno riuscirà a farmi rallentare ..”

Pubblicato nel 1979, Highway to hell è il sesto album in studio della band australiana e l'ultimo pubblicato con il cantante Bon Scott, che sarebbe morto l'anno successivo.

La seconda perla dell’ album è Touch Too Much con il magnifico ritornello in cui il cantante sembra perdere la ragione a causa di un “Tocco esagerato”:

“Troppo per il mio corpo, troppo per il mio cervello.

Questa dannata donna mi farà impazzire.

Lei ha un tocco..”

Dei 10 pezzi dell’albulm, tutti famosi, merita una citazione anche If You want Blood,

“ Se vuoi sangue l’avrai. Sangue per le strade, sangue sulle pietre, sangue nelle fogne, fino all’ultima goccia, se vuoi sangue l’avrai” e, se siete puntigliosi, vi dice anche Il gruppo sanguigno: “L’avrai, zero positivo”.

Insomma questo è un disco famosissimo, su cui si potrebbe dire tanto, ma è talmente famoso che l’unica cosa che possiamo aggiungere è che è un disco che tutti dovrebbero ascoltare.

Chiudiamo il nostro viaggio “on the road” con “La Distanza”, la graphic novel , nata dalla collaborazione tra il cantautore siciliano Colapesce (vero nome Lorenzo Urciullo) e il disegnatore Alessandro Baronciani.

La Distanza, edita da Bao Publishing, vede come protagonista della storia Nicola, trentenne barcollante come tanti, impigliato in un rapporto con la ragazza che vive a Londra, mentre lui è in Sicilia.

Nicola decide di raggiungerla, ma prima si concede un viaggio attraverso la sua terra e le sue amicizie. Il viaggio però lo condurrà molto più lontano del previsto, anche grazie agli incontri fortuiti, come quello che avviene in un negozio di dischi dove conosce Francesca e Charlotte, e con loro inizia a girare la Sicilia.

Logicamente la fidanzata non sa nulla e quando lo saprà si arrabbierà, e non poco.

In La Distanza emergono le preoccupazioni dell’amore a distanza ai tempi di whatsapp quando lasciare «il telefono in bagno mezza giornata può mettere in crisi un rapporto». Ma Nicola è anche l’esempio tipico delle ansie dei trentenni di oggi.

Ciò che emerge con più forza è però la Sicilia, con le sue atmosfere, i suoi colori, i suoni, gli odori che la rendono una terra unica ed inconfondibile.

Però La distanza è anche il ritratto di un’isola splendida , ma impigrita e lamentosa .

Originale è il modo in cui viene raccontata la storia, infatti le figure, così come i luoghi proposti, vengono presentate con un taglio fotografico, come se tutta la vicenda fosse scattata velocemente, proprio come farebbe un turista: il personaggio è sempre centrale, mentre i luoghi appaiono solo come sfondo accessorio, accennati.

Sfogliando le pagine si notano tanti riferimenti al cinema e alla letteratura a partire dal protagonista che è un “classico” personaggio alla Woody Allen, ma anche alla musica, non a caso Nicola e Francesca si incontrano in un negozio di dischi.

Colapesce e Alessandro Baronciani si sono conosciuti nel 2013 e da allora hanno iniziato a collaborare.

Ora sono in tour insieme con un nuovo format: un concerto disegnato, dove le più apprezzate canzoni di Colapesce vengono riproposte in versione acustica, accompagnate solo dai disegni e le illustrazioni realizzate in tempo reale da Alessandro Baronciani.

Un vero e proprio spettacolo dall’impianto quasi teatrale e dove l’aspetto visivo occupa un ruolo importantissimo, dove le note vengono tradotte in immagini su carta.

Ecco tutte le date del tour.

Chiudiamo quest’ articolo facendo “nostra” una frase, che è anche un’esortazione di Mark Twain:

“Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite.”

Perché ogni viaggio ha sempre qualcosa di avventuroso e tanti episodi da raccontare, ma molto spesso ciò che si ricorda è sempre meno di ciò che si è vissuto. Allora, forse, viene un po’ di nostalgia, pensando ai “vecchi” diari di viaggio, dove si appuntava tutto ciò accadeva durante il percorso, si segnavano date e spostamenti, cercando di trasmettere prima al foglio e poi al lettore, lo stupore e il piacere della novità. Perché non riprovarci?

“Sì viaggiare

evitando le buche più dure,

senza per questo cadere nelle tue paure

gentilmente senza fumo con amore..”

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