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Una storia di AlessiaScipioni

Questa storia è presente nel magazine Il Codice Fibra

Quando Fibra si trasforma in Schopenhauer

Fenomeno e noumeno, l'apparire e l'essere, quando la musica diventa quasi filosofia

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Pubblicato il 24 gennaio 2018 in Giornalismo

Tags: Fenomeno Fibra

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Il fenomeno, secondo Schopenhauer, è qualcosa che ci rende sfocata la visione della realtà, facendola apparire diversa da come è veramente. E' una specie di illusione, è quello che noi percepiamo, vediamo in superficie, detta in due parole: è l'apparenza; Il noumeno, invece, è la reale visione, ciò che effettivamente è una cosa, o una persona, è una lettura più profonda di ciò che appare, tanto che Kant sosteneva che al noumeno ci si arriva, non con l'esperienza, ma solo attraverso la mente; detta in due parole: è l'essere. Apparire ed essere, l'apparenza e la sostanza, il fenomeno e il noumeno. Secondo Schopenhauer ciò che divide il fenomeno dal noumeno, o ancora meglio, ciò che trasforma il noumeno in fenomeno è il velo di maya: cioè quel qualcosa che offusca, trasforma, illude e altera la realtà.

Schopenhauer era ossessionato dalla ricerca del vero, in parte lo è sempre stato anche Fibra. L'apparenza e l'ipocrisia sono sempre state altamente, e duramente, attaccate dal rapper in quasi tutti i suoi testi. Ogniqualvolta che mi chiedono una frase bella di Fibra, al 99% rispondo sempre con "in società basta apparire". Perchè queste quattro parole descrivono in pieno un mondo reale, quello che viviamo ogni giorno. Qui non conta più l'essere, ma l'apparire; non conta il tuo essere te stesso, ma come sai renderlo apparente agli occhi degli altri, non conta più il noumeno, vali solo se sei un fenomeno! E qui arriviamo al punto, cioè alla canzone ultima di Fibra: Fenomeno, appunto.

Se analizziamo bene il testo, se ci ragioniamo sopra come si dovrebbe sempre fare di fronte a un testo rap, scopriamo che Schopenhauer e il suo pensiero svolazzano liberi, e in pieno, in quella canzone. E, aprendo una piccola parentesi, il brutto è che mi ritrovo qui a scriverlo perchè questa associazione non potrei farla in nessun altro ambito. Perchè se posti una spiegazione, come quella che andrò a fare poi in questo articolo, in qualche gruppo, per esempio su Facebook, in cui si sostiene Fibra, io già so cosa mi risponderebbero: ti fai troppi viaggi mentali...e, onestamente, mi sono rotta le palle di questi personaggi. Fibra non è mai scontato, non è mai banale, non è mai limpido, Fibra è uno dei pochi, se non quasi il solo, che ti spinge a ragionare anche su dove mette le virgole, perchè pesa le parole e le calibra talmente bene che, se andiamo a fondo nei suoi testi, in quasi tutte le frasi, Fibra ti dice più di una cosa..."uso doppi sensi in quasi tutte le mie frasi"...ma a chi lo dici? Infatti, passi giornate a capire, a interpretare, vuoi, magari, condividere il tuo pensiero sul ragionamento, e che ti rispondono? Ti fai i viaggi mentali...bene, il rap è un viaggio...lo dice anche Sfiber! Quindi amen, fratelli.

Arriviamo al dunque. Il testo di Fenomeno ha molta attinenza con il pensiero di Schopenhauer e vi spiego perchè.

Azione: sputo sulla telecamera

Signore, aiuto, musica senz’anima

Parte subito a bomba e già è chiaro, o almeno dovrebbe esserlo. Azione, il ciak appunto, quindi ci troviamo nell'ambiente televisivo, con chi ce l'ha? Ecco che arriva il genio dualista, perche? Perchè può avercela con Stash dei The Kolors agli MTV Awards, dove l'artista dopo aver vinto un premio, non solo lo rifiutò, ma sputò sulla telecamera. Il presentatore, giustamente, gli disse: “Ti danno il premio e lo rifiuti, ma chi cazzo sei?”...un fenomeno! Quello inteso da Schopenhauer però; non solo, Fibra può avercela anche con se stesso...no, perchè? Perchè alla fine del video Speak English sputa proprio sulla telecamera, ma anche lui, in quel contesto non è più il noumeno Fabrizio Tarducci, ma è il fenomeno Fibra, sempre quello inteso da Schopenhauer. In questo contesto, la tv e le telecamere sono quel qualcosa che altera, illude la realtà, sono il famoso velo di maya di Schopenhauer. Quindi la tv vende immagini alterate, spesso esagerando, la reale visione di quella persona. E' chiaro, almeno dovrebbe, che Fabrizio Tarducci, come lui anche chiunque altro personaggio famoso e televisivo, nella vita di tutti i giorni è "diverso" dal Fabri Fibra pubblico; il primo vive la propria vita, il secondo prende vita dall'alterazione del primo, è il fenomeno che trasforma il noumeno Fabrizio. Ora lo so cosa state pensando...allora Fibra è un falso? No, perchè lui è sempre stato molto cosciente di questa netta differenza, lo si capisce dai testi, lo si capisce soprattutto da come ha affrontato il successo e da come è restato con i piedi per terra nel corso degli anni. Avete mai letto un gossip di vita privata su Fibra? No, mai. Perchè ha sempre tenuto ben distanti le due versioni, sempre ben consapevole che la sua vita privata, era privata e che la pubblica vita di Fibra, come personaggio, viaggiava su un altro binario. Nei testi, poi, non si è mai presentato come il perfettino di turno, ha sempre marcato i suoi limiti, le sue paure, i suoi demoni, le sue imperfezioni, Fibra si è sempre posto al pubblico così...deliberatamente imperfetto e difettoso, come lo è ogni essere umano e, gran parte del suo pubblico fedele, me compresa, lo adora proprio per questo motivo: è magnificamente umano Fibra, ricco di pregi e difetti mai nascosti. Tornando al testo, la tv e lo spettacolo sono quel velo di maya che bisogna abbattere per comprendere il noumeno, cioè quello che realmente è quel personaggio. Il mondo televisivo altera la realtà, lo fa di continuo, in ogni attimo, e lo fa con una rapidità esplosiva, tanto che spesso, purtroppo, la tv diventa vita. Nel senso che ci illudiamo di poter agire, fare e muoversi come se fossimo, anche noi, dei divi della tv, oppure aspiriamo a tanto, ma la vita non è un film...lo diceva anche J-ax. E' questa distinzione che manca ormai in questa società che, dalla tv, ha appreso delle vere e proprie regole di vita...tutti vogliono un fenomeno...perchè l'essere normale è passato di moda, tutti vogliono apparire e non essere, perchè quest'ultima tappa richiede più fatica, è dura essere se stessi, specie se tre quarti di mondo vive di apparenza. Lo sa anche Alessandro, l'Italia è Borghese...al di là del gioco di parole con il nome di Alessandro Borghese, ma è vero quello che dice...l'Italia è borghese, cioè tutti aspirano a essere benestanti, ad avere un certo tipo di vita, come se fosse una missione primaria. Perchè con i soldi puoi apparire più facilmente, puoi vendere qualunque immagine di te se sei benestante, famoso ecc. Mi viene in mente il pezzo di Dietrologia, dove Fibra diceva che nelle interviste alla domanda: qual è il tuo peggior difetto? I divi rispondevano: sono troppo buono, sono troppo paziente...cioè vendevano pregi per difetti, mai uno che dicesse: sono un po' stronzo, disordinata ecc. E anche questo è un velo di maya, possibile che tutti i divi italiani non hanno un cazzo di difetto vero? Impossibile, eppure gli italiani vivono in questa illusione, ecco che succede quello che Fibra decanta in Fenomeno: non vedi più l'essere in se stesso, ma solo quello che ti vogliono vendere come reale, vedi il fenomeno e mai il noumeno, come direbbe Schopenhauer. Attenzione poi perchè anche in "signore aiuto, musica senz'anima" è geniale e dualista; c'è il gioco di parole tra il Signore, inteso come Dio, quindi la preghiera, che di solito fai con l'anima perchè, appunto, la raccomandi a Dio e la musica senza anima, quindi senza l'essenza primaria; ma c'è anche altro...anche qui Fibra potrebbe avercela con diversi fattori: potrebbe riferirsi al ghostwriting, per esempio, dove a scrivere per te sono altri, quindi alla fine proponi al pubblico qualcosa che spacci per tuo, ma che in realtà non viene da te, il senza anima indica, in questo caso, che hai proposto qualcosa che non è nata da te, quindi non viene dalla tua visione, o dal tuo essere, ma da altri; oppure potrebbe avercela con la scarsità dei contenuti seri nelle canzoni, sia rap che di altro genere, che di solito primeggiano in classifica, la musica senza impegno all'ascolto, direbbe Marracash. Anche qui traspare il pensiero di Schopenhauer comunque, qualunque sia la versione dei fatti, sia nel ghostwriting e sia nei contenuti, infatti, si vende al pubblico qualcosa di irreale, o perchè lo spacci per tuo quando non lo è, sia se pubblichi una canzoncina che sai a priori che vende, quando magari vorresti fare canzoni serie, ma non le fai perchè vendono di meno, quindi stai falsando le tue intezioni per convenienza, stai falsando il tuo talento per arrivare al successo, crei un fenomeno e accantoni il noumeno.

Nella canzone Fibra fa riferimenti chiari, cita molti personaggi, cita molti programmi e, guarda caso, sono tutti propensi a sfornare fenomeni, cioè i migliori chef, i migliori ristoranti...la normalità non interessa più a nessuno, o meglio, la realtà non interessa più, vogliamo i fenomeni. Poi decanta la moda, altro spiraglio che crea tanti fenomeni e pochi noumeni. La moda ti dà l'illusione di sentirti accettato perchè hai i pantaloni di quella marca che hanno tutti, per dire, la moda offusca, trasforma il tuo io a seconda di quali capi indossi...la moda è un altro velo di maya; come lo sono i soldi, il successo, la tv, i gossip, la bellezza...infatti che dice a una certa?

Sentivo parlare queste modelle

Dicevano che il fisico non serve

Che l’uomo giusto è quello che non spende

Mi stavo sballando sotto le stelle

E io quando l'ho sentita questa strofetta gli avrei voluto alzare un monumento in platino, no un disco di platino, un grattacielo gli darei in puro platino, solo per averla detta così chiara e tonda! Al di là, anche qui, del gioco di parole tra il programma Ballando sotto le stelle (altro format, guarda caso, che trasforma tutti in fenomeni del liscio, quando magari fin dal giorno prima non sapevi manco che esisteva il liscio, quindi ecco che il noumeno di Schopenhauer si veste del velo di maya Ballando sotto le stelle e si trasforma nel fenomeno del liscio) e Sballando sotto le stelle, cioè se vuoi arrivare al noumeno ti devi sballare, cioè devi andare fuori con l'accuso perchè ormai sei circondato da fenomeni e una cosa normale non la vedi, se riesci a vederla è perchè stai sballato! Cosa conta veramente in un rapporto? I soldi? La bellezza? La personalità? Il carattere? I sentimenti? Se hai risposto e acceso le ultime tre sei nel pieno del noumeno, ma siccome qui, ormai, regnano i fenomeni le prime due opzioni vanno alla grande, perchè devi apparire e non essere, quindi che cazzo me ne frega se sei bravo, fedele, dolce, ci tieni a me, se mi ami o meno, fammi vedere piuttosto il conto in banca e quante volte ti depili e vai in palestra please! Anche l'amore è diventato un fenomeno in questa società, anche lì regna l'illusione, l'alterazione, ormai il noumeno l'ottieni solo se ti sballi sotto le stelle!

Poi arriva quasi alla fine e ti sforna la seconda perla del testo, perchè la prima perla riguarda il ritornello, ma ne parliamo dopo. La seconda perla è:

Il mondo è cambiato da quando è arrivato il porno amatoriale

Gli attori non sono più dei veri attori

Così tutto il resto è andato a puttane, ah

Lasciatemelo dire...io lo adoro quando tira fuori queste finezze allucinanti, queste realtà occulte, perchè lo fa sempre con una classe infinita! Giustamente a un certo punto, il voler essere un fenomeno prende piede in te, perchè sei nato, cresciuto, sei stato istruito dalla televisione, ti conosce meglio lei che tua madre, quindi aspiri, vuoi stare in tv, vuoi assomigliare a quelli della tv, vuoi essere bello, ricco, famoso, in vista...ricordate Sfiber qualche anno fa in un'altra canzone? "La famiglia decide il tuo nome da lì in poi è tutto in mano alla TV", non c'è verità più vera in questa società, oggi i ragazzi sono cresciuti dalla televisione, perchè a quest'ultima gli si è dato un potere assurdo: quello di espandere la verità, quando in realtà espande, quasi sempre, l'esatto opposto; "Se l'hanno detto in tv sarà vero no?", "ma ti dico che è così, l'hanno detto in tv", gli italiani sono straconvinti che tutto, ma proprio tutto, quello che passa in tv è verità assoluta e realtà dei fatti, quando al 99% è l'esatto contrario e non c'è verità, o realtà, più falsificata di quella che passa per la televisione. Non è verità, è finzione, sveglia Italia! E i tg? Peggio che mai, Tg1 dici fumo, Tg2 come il Tg1, Tg3 lo dici te! Diceva Sfiber e non sbaglia, perchè comunque, fatevene una ragione italiani, i Tg hanno notizie filtrare, modificate e messe lì a seconda dell'audience e dell'appoggio politico a cui fanno riferimento...se vedi sei tg di sei canali diversi, ti fanno sentire la stessa notizia in sei versioni, a seconda della comodità dei partiti a cui fanno capo. Il tg4 di Fede, me lo ricordo con terrore, era una bestemmia chiamarlo Tg, era più uno slogan continuo a favore di Berlusconi e un inno al massacriamo i nemici del Cavaliere! A chiamarlo Tg ci voleva un coraggio infinito. La televisione è così, su qualunque campo la vedi, non vende realtà e verità, ma una finta proiezione di ciò che potrebbe essere, o non essere, la realtà e verità. Quelli che fanno televisione in modo serio, di solito, campano davanti alla telecamera e in prima serata quanto una partita di Monopoli, guarda Sartoro, Travaglio, li vedi in tv con un programma ogni due o tre anni, Sartoro ultimamente anche in seconda serata, dargli la prima serata era troppo controproducente, mentre una Barbara D'Urso te la fanno uscire anche dalle orecchie! SVEGLIA ITALIA! E' chiaro che se cresci con l'illusione che la tv ti renda migliore, sei già un fenomeno. Ma quella strofa fa un parallelismo e mette in moto un ragionamento davvero fine, perchè Fibra prende il mondo della pornografia e la sua trasformazione, in quanto sempre più spesso i siti porno vengono forniti di filmetti amatoriali, cioè fatti in casa da persone comuni, amanti del genere naturalmente, i quali si innalzano a fenomeni e iniziano le riprese. E tutto il resto è andato a puttane...cioè le vere case cinematografiche da porno hanno chiuso i battenti, c'era una volta il professionista Brass, ora c'è il vicino della porta accanto, quindi i professionisti fanno i disoccupati, mentre gli amatoriali da casa tingono di osè il mondo della pornografia; gli attori non sono veri attori, cioè sono fenomeni e non noumeni, tutto il resto è andato a puttane è il noumeno che vivi, cioè la realtà generata da quel fenomeno. Il parallelismo sta nella realtà che vivi, ormai assuefatti dalla tv, tutti pensano di poter fare i fenomeni, basta internet e una telecamera, si buttano su Youtube e, la cosa più sconfortante, è che al 90% più fai l'imbecille e più hai successo...c'è una che tra uno squash e l'altro, girando video in ciabatte alla metro, tinta di rosa, alla fine è sbarcata a fare il giudice a Sanremo e, anche lì, magari chi ha studiato al Conservatorio, chi ha la professione vera sulle spalle per poter giudicare la musica, è rimasto a casa disoccupato e depresso, anche lui è andato a puttane, come direbbe Fibra. Siamo circondati da fenomeni e non più esseri umani, questa cosa è deprimente.

La perla immensa è il ritornello:

Fallo anche tu, eccome no

Si guadagna di più, è comodo

Qui nessuno diventa autonomo

Senza fare un po’ il fenomeno

Tutti vogliono un fenomeno

Tutti vogliono un fenomeno

Ma se poi diventi un fenomeno

Cadi a terra in questo domino

Fraté, fammi fare il fenomeno

Perchè è una perla? Leggete bene e con attenzione, provate a ragionare, fatevi anche voi due o tre viaggi mentali, come me. Fallo anche tu, eccome no, si guadagna di più, è comodo...beh certo i soldi fanno comodo, ma cosa devi fare per averli? Il fenomeno, cioè devi falsificare quello che sei e devi falsificarlo bene e in una certa direzione, altrimenti non diventi autonomo, cioè non guadagni abbastanza per vivere bene e secondo i canoni che ti dice la società, che vi ricordo ci vuole tutti uguali attraverso le mode, i telefoni di ultima generazione, la televione stessa ecc. Per raggiungere questo obiettivo devi fare il fenomeno, devi scendere a certi compromessi, devi apparire e non essere, perchè la gente è assuefatta di tv e giornali e vivono di quei fenomeni, quindi tutti vogliono un fenomeno, tutti vogliono vedere come appari e non come sei, frega cazzi di come sei, gli basta vedere come appari, però, stai attento, perchè se diventi un fenomeno, se falsifichi te stesso poi sei costretto a farlo sempre, la gente da te non vorrà più altro che il fenomeno che sei diventato, quindi dovrai fingere per sempre, altrimenti cadi a terra come le tessere del domino.

DOMINO, ecco una parola interessante, sapete perchè? Il domino è un gioco di tessere cinese e questo lo sappiamo, ma rappresenta anche altro. Il termine deriva dal latino dominus, cioè padrone, mentre in Francia il termine faceva riferimento ad un costume carnevalesco dalla veste nera e la maschera bianca. E' curioso eh? Il fenomeno è un illusione diceva Schopenhauer e, guarda caso, domino fa riferimento anche a una maschera. Quindi, si potrebbe anche dire, che se non fingi cadi a terra in questo gioco di maschere! Eh Fibra questo scontato e superficiale artista che usa le parole a cazzo per fare le rime...tagliatevi le mani quando scrivete questi commenti per piacere, più che altro per evitare che uno si incazzi di fronte alla vostra ignoranza incallita! Non solo, infatti, è chiaro che Fibra allude all'uso delle tessere del domino che creano l'effetto domino, cioè quando vengono messe una accanto all'altra per poi farle cadere una addosso all'altra per creare, guarda caso, un effetto visivo di grande fascino...cioè un'altra illusione, un altro effetto che crea un altro fenomeno, perchè trasforma delle semplici tessere da gioco in qualcosa di spettacolare...il gioco delle tessere, il domino vero, è il noumeno, cioè quella realtà vera di quelle tessere, l'effetto domino è il fenomeno, cioè l'alterazione, il velo di maya che trasforma quelle tessere da gioco in qualcosa di spettacolare che però è ben lontana dalla natura stessa per cui quelle tessere sono nate.

Fibra è un genio, lo dico da anni e anni, ormai mi rimane da capire solo una cosa: se sia un genio spontaneo, cioè fa queste finezze anche inconsapevolmente, proprio perchè la genialità ce l'ha impressa nel DNA, oppure se è un genio perchè, lo dimostra citazione dopo citazione, si è fatto un bagaglio culturale non indifferente e sa pesare bene una frase, fatto sta che nessuno in Italia scrive come lui, cioè ha ragione Ferro quando ha detto, da Fazio, "Fibra è così, è la metafisica ma quella reale".

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