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Una storia di Gjoe_S

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Il Tempo della Luna

Equilibrio: come trottole immerse nel piano della nostra vita andiamo perdendo, acquisendo, cercando e consumando.

Pubblicato il 03 settembre 2017

Giovanna Esse, con Linda Lercari e Francesco Scapicchi

PREFAZIONE

Fra i Miti e le Leggende di vari popoli si racconta di grandi cataclismi, sia ciclici che sporadici. Spesso le grandi civiltà del passato, anche quelle ormai sepolte, come gli Aztechi, gli Egizi, i Sumeri... e persino l’antica Grecia, con riferimenti anche all’Atlantide (vedi: La Repubblica – Platone).

Anche nella Bibbia, cosiddetta “Monoteista”, troviamo riferimenti al Caos e ad un Diluvio primordiale. E non solo, nel Vangelo di Giovanni, viene profetizzata una futura Apocalisse; mentre nella cultura Maya, la fine del Mondo, viene presentata come un evento epocale preciso. Nel loro sofisticato e incredibile Calendario, la catastrofe fa parte di un conteggio preciso, come le fasi lunari o le eclissi. La data più vicina all’epoca attuale è stata il 2012 d. C. e secondo i calcoli degli antichi Astrologi siamo soltanto all'inizio.

Ogni cultura antica racconta la sua versione della fine, anche se ne dà interpretazioni differenti, dovute alle differenti visioni del mondo, alla cultura e allo scenario Politico- sociale.

A quanto pare la nostra attuale civiltà, sarebbe solo l'ultima di una serie di culture precedenti, spazzate via da misteriose forze cosmiche, da eventi naturali incontrastabili e, sembrerebbe, anche a causa della stessa umanità e di certe sue scelte scellerate.

Adamo ed Eva peccano nell’Eden, in maniera tanto tragica ma misteriosa, che ancor’oggi dovremmo subire le conseguenze del loro peccato. A Gerico delle “incredibili” trombe, radono al suolo la città, mentre una distruzione epocale spazza via per sempre Sodoma e Gomorra dalla faccia della terra. Da qualche parte, nell’oceano Atlantico, un intero continente evoluto, antichissimo e misterioso, sparisce senza traccia oltre diecimila anni or sono, eppure il suo “fantasma” influenzerà per sempre le civiltà dei secoli successivi.

Lo studio della mitologia ci porta a non ignorarla, perché la Storia, da sola, non riesce a dare tutte le risposte riguardo al passato.

La costruzione delle piramidi e dei complessi megalitici, in tutto il pianeta, sono tutt'ora privi di una valida spiegazione.

A discapito di molte teorie paventate nei libri dell’archeologia "ufficiale", ad oggi nessuno saprebbe ricostruire nella stessa maniera complessi come la Sfinge e la grande Piramide d’Egitto, né le altre rinvenute in Cina, in Bosnia, persino in fondo al mare, nel cosiddetto Triangolo delle Bermuda o, addirittura, sotto i ghiacci del Polo.

Misteriosamente orientate rispetto a fondamentali parametri celesti perfettamente proporzionate secondo geometrie ancora sconosciute, e distanziate tra loro secondo sconcertanti e arcane dialettiche, secondo “impossibili” rapporti intercontinentali, di cui l’intuizione del concatenamento non ha fatto che infittire il mistero.

Chi le ha costruite?

Chi ha intagliato alla perfezione e poi trasportato pietre enormi, pesanti come un palazzo e le ha collocate, seguendo intricati calcoli e sequenze numeriche a noi sconosciute?

Così, ancora, come nessuno sa come siano riusciti a costruire Macchu Picchu ed altre città misteriose in zone impervie, irraggiungibili e, in realtà, chi e perché lo abbia fatto.

Bianca Diva

16 settembre 2018, Egitto, Valle dei Templi, ora locale.

Joseph Farmer non temeva i luoghi chiusi: questa era una delle caratteristiche che lo aiutavano ad essere un archeologo di fama mondiale, l'altra era la sua eccezionale magrezza. Proprio queste qualità, in quel preciso istante, gli fecero temere di stare per perdere la vita. Trentotto anni, innamorato delle civiltà del passato, non aveva alcuna intenzione di morire; quella mattina, però si rese conto di non essere messo bene.

Non avrebbe mai dovuto infilarsi nel cunicolo; l’avevano scoperto quasi per caso solo il giorno prima. Non avrebbe mai dovuto e, soprattutto, mai, mai da solo! Invece era proprio quello che aveva fatto: curioso, assetato di sapere, non aveva saputo resistere alla tentazione...

Con estrema imprudenza era in uno slargo di poco più di un palmo, senza puntelli e senza difese.

Per una concomitanza di sventure, proprio in quel momento, la terra aveva tremato. Niente di eccessivo... per ora. Il professore non poteva capire se si fosse trattato di un cedimento strutturale oppure di un vero e proprio terremoto.

L'unica cosa certa era che le pareti della fenditura si erano ulteriormente ristrette e i polmoni stentavano a recuperare ossigeno, già scarso di per sé.

Non si lasciò vincere dal terrore: si concentrò e sperò che il breve tremore non si ripetesse. Poi, come sapeva di dover tentare, sputò fuori tutta l'aria, fece leva e spinse.

Ammaccato e sbucciato, si trascinò fuori dal budello: era vivo ma non esultò. Era un uomo troppo concreto per non capire di aver rischiato. Sedette per terra per riprendere fiato: non sapeva che quello sarebbe stato solo l'inizio.

Non sapeva che anche a Tokio, a New York, a Basilea... a Città del Capo, nel medesimo istante (ora locale), tutta la Terra aveva tremato lievemente, quasi impercettibilmente ma... all'unisono.

Una cosa simile non era mai successa, mai!

Il telefono squillava freneticamente. Grande invenzione certo, ma anche una bella seccatura. Era Lisa, stava chiamando perché anch’ella aveva appena avvertito la scossa. Si era precipitata immediatamente fuori dalla Ziggurat che stava esplorando.

Lisa... collega, amica e, a volte, amante rappresentava spesso l'unico anello di congiunzione fra Joseph e il mondo civile.

Si parlarono concitati. Poi, qualche calcolo, alcuni controlli tramite il Satellitare e non ci volle molto a capire che tutto il pianeta era stato coinvolto in qualcosa di bizzarro.

Si concertarono per prendere il primo aereo in modo da incontrarsi a New York, nello studio che dividevano. Era necessario fare il punto della situazione, era il momento di riflettere.

A nulla valsero le recriminazioni e le scuse dell’archeologo: Lisa non si lasciò convincere riguardo al fatto che, rimanere separati, fosse una buona idea!

Lui doveva muovere il culo, lei non avrebbe accettato scuse.

Imprecò!

Che donna irritante! Non fosse stato per la sua somiglianza con Nefertiti non l'avrebbe mai degnata di uno sguardo; invece, eccolo a darsi una bella ripulita per prendere il primo volo utile e lasciare il “campo” a metà.

Durante il volo cercò di riposare ma c'era qualcosa che gli rodeva la mente. C'era un'immagine nella sua testa, un'immagine che aveva scorto per un istante sul fondo del cunicolo.

La concitazione dopo la scossa gliel'aveva fatta dimenticare ma adesso, come un tarlo, il ricordo gli impediva di riposare.

Mentre cercava di sfuggire alla morte aveva pensato assurdamente:

"Ah, ecco! Giusto a proposito... nel buio più profondo, si scorge Lilith, la siderale divinità che si identificava con la Luna..." e poi non era stato più in grado di capire perché avesse avuto quel pensiero, la ricerca della salvezza aveva catalizzato tutta la sua attenzione... si era distratto ed ora se ne rammaricava!

Il professore non poteva certo immaginare che, ironia della sorte, la sua “improbabile” compagna, a duemila chilometri da lui, e nello stesso istante, stava analizzando un’immagine di Lilith, nelle viscere di una struttura Mesopotamica.

ANOMALIA

Ponte del Cormoran, catamarano oceanografico, 16 settembre 2018; un punto imprecisato del Pacifico.

Carlino era il cuoco di bordo ma anche il meccanico... forse per questo, i suoi intingoli puzzavano di nafta.

Il professor Rimsky e gli altri tre, avevano deciso di immergersi comunque, nonostante fosse stato rilevato un terremoto di piccola entità, in qualche posto, non lontano.

La traversata per raggiungere l'Isola di Pasqua era lunga e noiosa. Carlino aveva sfilettato un tonno al mattino presto, adesso le fettine stavano marinando nel suo “intingolo” segreto. Aveva lessato le ultime carote, crude non si sarebbero potute mangiare: troppo “vecchie”.

L'ondata scosse la barca in modo anomalo.

Non succedeva niente da tre ore e l'uomo, incuriosito, s’affacciò e seguì il viaggio lento di quell'unica increspatura che si perdeva a vista d’occhio nell’Oceano calmo.

Qualche minuto dopo, sentì tossire il motore Evinrude del gommone di servizio: i quattro sub rientravano.

- Sì, l'abbiamo incrociata dieci minuti fa... uno Tsunami in miniatura. - disse Rimsky mentre Carlino aiutava a trasbordare le attrezzature. - Oggi partiamo per Rapa Nui, al ritorno ripescheremo i segnalatori...

- Aspettate - disse Cordier, il biologo francese - alla radio stanno parlando del terremoto. - infatti il notiziario web, aveva interrotto il normale flusso di dati.:

"... ancora non è stato localizzato. La NASA smentisce ma una cosa è certa: la scossa è stata registrata in tutto il pianeta, nello stesso preciso istante! E’ stata di bassa intensità e ancora non è stato possibile rilevarne l'epicentro."

Gli scienziati si guardarono l'un l'altro, increduli e sconcertati. Carlino rilevò il momento di tensione:

- Qualcosa non va? Cosa c'è?- chiese spaesato.

- C'è che quello che hanno detto alla radio è scientificamente impossibile, vecchio mio! - disse Rimsky a nome di tutti.

FENOMENO

La Casa Bianca, Washington D. C., 16 settembre 2018, ora locale.

Il presidente Gardner aveva dormito poco, come al solito, e male, come al solito. Stavolta a renderlo nervoso c'era stata la piccola scossa; niente di estremo, pochi attimi, poi era finita... il presidente non aveva neanche avuto il tempo di provare paura. Si era alzato per raggiungere la camera della moglie, dormivano separati da un po', anche questo era motivo di tensione. Sul corridoio, Gordon lo attendeva per riferirgli quello che già sapeva.

Ora aspettavano notizie: il presidente poteva riposare, i suoi erano già "allertati"!

Alle sei era già in piedi, fu lui stesso a chiamare l'assistente.

Il volto di Gordon non trasmetteva niente di buono. Dietro di lui, la signora Kristine, con il caffè espresso italiano: uno dei pochi piaceri a cui Gardner non voleva rinunciare, la mattina. Gli ricordava l'Italia e il clima di magia che aveva provato visitando quel vecchio paese.

- Ecco, forse meglio potrà spiegarsi il professor Green - disse Gordon, poco convinto.

L'unica cosa positiva era che la notizia non venisse profferita dalla sua bocca; conosceva bene la psicologia dei Capi: erano tutti estremamente scaramantici.

- Non possiamo ancora fornire notizie certe, signore, i dati... - cominciò Green impacciato.

Intanto Gardner, pur fingendosi attivo, ancora non aveva compreso di cosa stessero parlando.

C'era stata una piccola scossa qualche ora prima: Amen!

Perché alle sei del mattino erano tutti in stato di allarme? Sembrava fosse scoppiata una guerra. Fissò Green, sperando di capire.

- Insomma noi non siamo convinti che sia stato un terremoto! Questa "cosa " gli somiglia ma non è stato un terremoto, almeno... non di quelli che noi conosciamo, ecco.

CATASTROFE

Thunder Butte, North Dakota. 3 anni dopo.

- Il Fraking? No amici... non è stata solo colpa del Fraking!

Oggi, qui, ai piedi della Montagna Sacra, possiamo solo chiedere perdono. Percé Dio ci ha voltato le spalle...

Damon osservava sconcertato la moltitudine che si era riversata nell’antica valle.

Non aveva mai avuto tanto potere nelle mani; qsolo pochi anni prima avrebbe cercato di sfruttare quella notorietà a suo vantaggio: ricchezza, benessere... Ma oggi no!| Avrebbe dato un braccio, forse la stessa vita, pur di trarre fuori dalla disperazione quella gente. Soprattutto i bambini, vittime innocenti! Erano come fiori che vogliono sbocciare, fare esplodere petali colorati, e invece precipitavano, col resto dell'umanità, in un pozzo nero e senza fondo. Il suo pensiero volò a Cheira e alle sue labbra livide e fredde, l’ultima volta che l’aveva baciata.

- Ve lo ripeto, fratelli - tuonò dal palco Damon, cercando di farsi sentire - Il Fraking non è stata l'unica azione scellerata dell'uomo moderno: è inutile cercare vendetta, adesso!

Le Multinazionali che odiate? Non esistono più...

Il nemico sociale? Non esiste più!

Tra voi, fratelli, ci sono molti che lavoravano per la Exxon, proprio qui, e “prosperavano”... ecco la verità!

Amici: abbiamo goduto, tutti! Abbiamo agito come quel burattino del racconto. Come Pinocchio, che si è divertito Paese dei Balocchi.

Allora, nessuno si chiedeva:"Possibile che non esista un freno? Possibile che tutto questo, tutte queste cose belle sono toccate tutte a me, e adesso? Miliardi di automobili; aria condizionata come se piovesse; miliardi di litri di acqua bollente... e intanto: scorie, spazzatura! Abbiamo succhiato questo Pianeta fino al midollo, svuotandolo, per riempirlo di ... di spazzatura: ecco la verità!

Fratelli, diciamolo: Volevamo tutto! E se qualcuno, se un "Grillo parlante", cercava di ricordarci la moderazione, la saggezza, la misura nelle cose... ebbene chi di noi non gli ha lanciato una pietra, per farlo star zitto?

SENZA POTERE

Giardini della Casa Bianca, Tenda del Presidente.

Gardner era diventato vecchio quasi all’improvviso.

Non avrebbe mai pensato che le sue ambizioni, i suoi sogni si sarebbero avverati con tanta precisione... ma a quale costo? Sembrava l’ironia della sorte.

Aveva sperato di riconfermarsi presidente? Bene, aveva raggiunto il suo obiettivo senza ostacoli.

Nessuno aveva tentato più di candidarsi, nessuno aveva intenzione di “soffiargli” il posto: a nessuno importava più niente di lui, ecco l’amara verità!

Anche gli altri Leader politici, nel mondo, avevano perso ogni potere pur conservando, intatta, la loro leadership, nessuno più lottava sulla Terra. Niente partiti, nessun contrasto. Una ad una erano crollate tutte le vecchie religioni.

"Oggi potresti auto-proclamarti re, imperatore, addirittura, Papa... nessuno ti ostacolerebbe: non c’era più regno, non c’erano più sudditi!"

Non era stato facile capire, prima.

Il mondo, per abbrivio, aveva continuato a funzionare quasi senza intoppi di rilievo. I "Profeti di sciagura", che non mancano mai, in ogni civiltà, sembravano innoqui ciarlatani. Come al solito, come era accaduto per millenni! Sì, è vero, i guai e le tragedie non erano mancati ma sempre l'Umanità era riuscita a rimettersi in piedi... e la Terra sembrava di nuovo un posto meraviglioso per viverci.

E, all'inizio, gli scienziati non avevano ancora presentato i loro calcoli; erano i primi a non volerci credere.

Le risposte, all’inizio, erano confuse, nessuno poteva (o voleva) ammettere l’entità della catastrofe.

La gente però era stanca dei terremoti e degli Tsunami.

Il pianeta aveva continuato a tremare. Ogni sisma, ogni vibrazione, era sempre un po’ più forte, durava un po’ più a lungo e il fenomeno si ripeteva sempre più frequentemente, a scadenza pressocchè regolare.

Damon Ford fu la voce che scatenò l’inferno.

Era uno scrittore, un “nativo” e, in passato, aveva cavalcato l’onda della letteratura del “mistero”. Affermava che gli europei erano l’espressione di Satana, che la Chiesa Cattolica era l’impero del Male: la menzogna fatta “Dio”.

Che i popoli nativi come indiani, boscimani e aborigeni, nonostante la loro presunta arretratezza, avevano imparato a vivere in equilibrio con la Natura, sopravvivendo per milioni di anni, invece, la civiltà del mediterraneo monoteista e falsa, si era sviluppata come un seme malvagio.

In poche migliaia di anni aveva portato il mondo alla catastrofe.

Oggi Damon era considerato un Guru, un capo spirituale... ma anche per lui era troppo tardi.

La popolazione mondiale, negli ultimi tre anni era crollata del 90%: i terremoti erano devastanti, la terra si spaccava, nessuna città moderna era rimasta in piedi e gli Tsunami, dopo poche ore arrivavano, come enormi ramazze a raschiare via le vite della gente sopravvissuta al terremoto, sulle coste.

La moglie era tornata con Gardner, questo c’era di buono. Si commuoveva e ringraziava il cielo ogni sera. Un destino benigno li aveva risparmiati: lui, sua moglie e i ragazzi... ma per quanto ancora?

LUNA GUARDIANA

Il professor Farmer, l'archeologo, ormai era un amico più che un collaboratore. Lui era stato meno fortunato; la sua amata Lisa se n’era andata in un incidente stradale, mentre cercava di raggiungere i suoi, nel Wisconsin.

Insieme con gli altri, scavavano sotto le macerie dei centri commerciali, cercavano qualcosa da mangiare per sostentare la famiglia.

Più lontano, fuori dal centro città, pochi coltivavano la terra con scarsi risultati... l’acqua era malata.

- Non è possibile – disse il Presidente scoraggiato – Mi rifiuto di credere che la stessa Terra sparirà... in che senso, poi? Spiegati meglio...

Parlavano a bassa voce per non spaventare gli altri, accampati nella tendopoli, come zingari. L’acqua era razionata e si raccoglieva in bidoni. Il cibo non scarseggiava ma la dieta era sempre la stessa e danneggiava la salute. La luce del sole filtrava poco e male perché i vulcani spaccati dalle scosse, avevano sparato nella stratosfera milioni di tonnellate di povere e gas. La Terra era un pianeta livido.

- Se non ci sarà un’inversione di tendenza, prima o poi questo pianeta collasserà... vedi – disse Luis, prendendo il Presidente per un braccio e allontanandosi con lui – E’ come una trottola, te l’ho detto. Il petrolio, il maledetto petrolio, non era là, nelle fosse, per puro caso... la Natura non è come la gente, che produce spazzatura che poi non sa smaltire.

I cosiddetti “giacimenti” facevano parte di un ciclo, un ciclo talmente lungo che noi nemmeno possiamo comprenderlo.

Anche la loro massa, il loro peso... facevano parte dell’equilibrio di questo pianeta. Un equilibrio connesso con tutto il sistema Solare... e, per quanto possa sembrare assurdo, forse persino con la stessa Via Lattea. – sedette su una vecchia panchina.

- Una trottola? – ripetè Gardner – Non riesco a credere che un pianeta immenso possa fermarsi... e cadere... e dove poi? Nel vuoto?

- No, non cadrà da nessuna parte... lo spazio non è un piano. La Terra è trattenuta, nel posto che occupa, da un equilibrio di forze immense, invisibili... non si vedono ma sono più robuste di mille corde d’acciaio.

Adesso l’orbita è diventata troppo instabile, la Terra vibra, vibra sempre più forte e disturba questo equilibrio. Presto esso si spezzerà... allora il Sole potrebbe avere la meglio, sulla forza di attrazione esercitata da Marte, o da Venere... ma gli altri pianeti non rinunceranno facilmente alle loro orbite.

Come un condannato a n morte, tirato da quattro cavalli, la Terra sarà squarciata e... esploderà. E’ già successo, chissà quanti miliardi di anni fa.

- Cosa è già successo? – chiese l’altro, con la speranza di intuire un qualche elemento positivo – Come lo sai?

- La fascia degli Asteroidi! – continuò Luis – Vedi, nello spazio, tra le orbite dei pianeti del Sistema, c’è uno strano intervallo; non dovrebbe esserci, non essendo occupato da un pianeta... eppure c’è. Ma non è veramente vuoto, in realtà la massa mancante è stata sostituita da asteroidi, pietre diciamo, meteoriti di varia grandezza: tutto lascia pensare che in un passato remoto, lassù ci fosse un pianeta e che poi esso sia esploso.

Qualcuno sostiene che la nostra Luna, sia stata generata proprio da quella catastrofe.

In silenzio, i due uomini, ritornarono lentamente verso il campo... lontano nel tramonto, inutile, ma possente come un gigante addormentato, giaceva l’aereo presidenziale. Si era fermato per sempre due anni prima. Avevano pensato di viverci dentro ma poi avevano lasciato perdere... troppo scomodo!

In realtà, misteriosamente, il pianeta aveva cominciato a “sbandare” dopo il fatidico anno 2012.

All’epoca la gente si aspettava un “Boom” o un “Crash”; poi, col passare del tempo, tutti pensarono che non sarebbe successo assolutamente nulla e che si trattasse solo di una bufala.

Però l’Universo non funziona così: i suoi tempi sono eterni... mentre il “fenomeno” uomo non è che un breve, anomalo, “colpo di tosse” rispetto all’infinito senza tempo del Creato.

Ognuno a modo suo, i sopravvissuti si strinsero tra loro. I più fortunati ai familiari, altri agli amici e, chi non aveva più nessuno, cercò una mano sconosciuta da stringere. Non rimaneva che attendere il prossimo tremore, forse l’ultimo.

Poi, un giorno, successe qualcosa che nessuno capì, un fenomeno mai registrato e che non si sarebbe ripetuto mai più.

Il pianeta Terra iniziò a vibrare, tutto, contemporaneamente, come una molla sotto una tremenda pressione.

Nell’aria un ronzio potente, mai percepito: una nota sorda e nuova che nessun orecchio aveva mai ascoltato.

Il terrore s’impadronì dei sopravvissuti, di quei condannati sperduti nello spazio. Tutti aspettavano la fine, e la “fine” durò quasi un mese. Poi... il nulla.

Non successe assolutamente nulla.

Tutto sembrava tornato come prima, i terremoti globali non si ripeterono mai più.

Le coste del mondo conosciuto erano diverse, gli oceani erano saliti di svariati metri. L’aspetto delle terre emerse era notevolmente cambiato. Ora, i continenti somigliavano di più a enormi arcipelaghi frastagliati.

I danni alle persone furono relativi. La lunga serie di violenti Tsunami, da anni aveva costretto i superstiti ad allontanarsi dalle coste. Le grandi città vicino al mare erano abbandonate e molte finirono sott’acqua.

E poi: la Luna!

Per settimane la gente si sfregò gli occhi per capire, per accettare l’impossibile, eppure il fenomeno era perfettamente evidente e ad a occhio nudo.

Il nostro satellite era diventato più grande, non c’era possibilità di errore; durante il mese successivo, con la Luna piena, la luminosità era talmente forte che sembrava l’alba.

Un’alba luminosa, rischiarata da una luce lattiginosa e violenta. Di notte sembrava che un nuovo, piccolo sole freddo, investisse la Terra.La Luna, come una guardiana fedele, aveva fatto uno scatto in avanti.

La Luna, come un bilanciere regolato da un esperto orologiaio, aveva cambiato di posto; la sua nuova orbita aveva compensato la stoltezza dell'Uomo, nell'inconcepibile equilibrio del creato.

EPILOGO

Molte generazioni dopo, nei pressi di un fiume senza nome, in un accampamento senza Capi.

Gruth, il vecchio saggio, si rischiarò la voce resa roca dall'età avanzata, l'uomo aveva più di 30 soli, e presto sarebbe partito per il Lungo Sentiero. Però era felice di aver raccontato la Leggenda ai suoi innumerevoli nipoti.

I ragazzi avevano ascoltato con passione e interesse, sotto la luce della Dea, la grandiosa Lil' Itthy, la Madre Guardiana di tutti gli uomini.

- Solo la Grande Madre si sacrificò ancora una vota per salvarci, ancora una volta, nonostante tutti gli altri dei ci avessero condannati: con un sol colpo, la Madre potente, spostò il Cielo e per fare di nuovo posto alla Terra, il pianeta che condannato!

Il vecchio, si volse verso Neo, il nipotino più scaltro e veloce, e tese la mano rugosa.

Il ragazzo, anche se a malincuore, lasciò cadere tra le dita rugose i due piccoli pezzi di metallo, che aveva scovato nelle Terre Malate dell'Ovest.

Era rimasto incantato quandoli aveva spostati con deferenza. I due pezzi di metallo si erano attratti l'uno contro l'altro, per combaciare perfettamente, diventando una cosa sola.

Ma Gruth aveva detto che non andava bene... e Gruth era il saggio.

Il nonno di tutti lanciò lontano il magnete che si perse tra i flutti oscuri del grande fiume.

- C'è tempo, c'è tanto tempo per la Tecnologia, ragazzi miei, dobbiamo ancora imparare a stare al mondo... e nessuno ci rincorre.

Il Tempo non esiste, figli miei!

La Luna alta, enorme, illuminava la valle, e l'altare con la pietra bianca che rifletteva il suo splendore: ancora una volta era tornata a essere una Grande Dea.

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