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Una storia di MartaGiacobbe

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Un'altra me

se vuoi davvero qualcosa non basta aspettare...

Pubblicato il 15 marzo 2017

Sedici anni e ancora un mondo e tutta me stessa da scoprire... “sei ancora piccola” mi dicono, devi ancora crescere per dire di amare davvero”, “ne troverai un altro non disperare hai tutta la vita davanti “e poi ancora “cosa ne sai tu dei problemi, quanti anni hai detto che hai?” Come se fosse l’età a renderti una vera adulta capace di districarti tra i drammi del cuore e i disagi della vita.

Ho solo sedici anni ma me ne sento trenta o forse vorrei averne solo per avere credibilità e voce in capitolo in certi discorsi, per poter far valere i miei sentimenti come quelli di chiunque altra persona adulta di questo pianeta.

Sedici anni... capelli scuri e ricci, occhi neri e umore instabile, questo è tutto quello che ho. Spesso mi sorprendo a immaginarmi diversa: più alta, più magra, più bella; ma il più delle volte immagino solo di essere diversa dentro, desidero essere un’altra me.

Guardo gli altri ragazzi della mia età: solari, spensierati che prendono tutto in modo semplice e naturale, senza farsi troppi problemi, senza troppe ansie, troppi pensieri, senza avere paura di stare in mezzo agli altri, così aperti e senza disagi. E poi guardo me, timida, introversa, chiusa che non so parlare con gli estranei e ho vergogna anche della mia stessa ombra. A volte vorrei uscire dalla mia pelle, dal mio guscio protettivo che mi imprigiona e impedisce di fare qualsiasi cosa senza sentirmi fuori posto. Vorrei ballare, cantare, urlare, saltare o anche solo parlare senza sentirmi a disagio. Desidero tutto questo senza mai riuscire ad andare al di là dei miei limiti e così resto sempre uguale, uguale a me stessa con le mie paranoie e il mio voler essere un’altra me.

Crescere ti cambia mi dicono sempre quando cerco di spigare il mio piccolo caos interiore e allora forse un giorno diventerò ciò che voglio essere, in fondo volere è potere, o almeno così dicono. Magari se desidero fortemente qualcosa sarò proiettata verso quel qualcosa e lo raggiungerò. Intanto aspetto perché per i cambiamenti ci vuole tempo, dicono, e nel frattempo mi chiedo se tutto quello che mi “dicono” non sono solo un mucchio di str*** da adulti frustrati che non sanno rispondere a una sedicenne che ancora deve crescere, ma che forse ha capito più di loro come gira il mondo e che se vuoi una cosa non devi aspettare devi solo prendertela o fare in modo che succeda.

Infondo non voglio mica la luna, voglio solo una versione 2.0 di me, una me più vivace, più socievole, più viva, in questo mondo fatto di gente che vuole essere solo qualcun’altro e non se stesso, almeno io dal basso dei miei sedici anni (che forse valgono trenta) lo ammetto e allora ho deciso, non aspetto! Io vado a prenderla l’altra me!

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