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Una storia di Hollielost

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Sfaccettature.

Pubblicato il 16 settembre 2015

Quando non so cosa fare, o dormo o cazzeggio. Nella seconda delle ipotesi me ne sto lì col pc, guardo i video su facebook su cani, cani affettuosi, gattini, gattini maltrattati che cercano casa, insomma, cose tenere, che, anche se non lo do a vedere, mi appartengono molto. Io sono una persona affettuosa. Certo, tu che leggi mi devi star su di dosso, nel senso che ti odierò se mi starai troppo vicino, se vorrai darmi i tre bacini, qualora dovessimo incontrarci una seconda volta, se avrò la luna non mi dovrai neanche respirare vicino. Eppure, se ne avrai davvero bisogno ed io avrò la possibilità di farlo, potrò esserti d'aiuto come meglio credi. Ora, nonostante questo lato puccettoso, ne ho anche uno un po' più nero, triste forse, ma solo agli occhi degli altri. Non pensavo neanche io di essere così: certo, forse un sospetto mi sarebbe dovuto venire, visto che adoro andare a passeggiare nei cimiteri e vedere un corpo irrigidito dentro una bara attira tutta la mia curiosità. L'ho scoperto guardando tutti quei canali che si occupano di delitti efferati o irrisolti, di gente ammazzata dalle persone di cui più si fidava di più per motivi davvero stupidi, come una relazione extraconiugale o soldi. Quasi ti convinci che, siccome tutte queste storie sono accadute negli Stati Uniti, tutti i pazzi siano lì, invece no, e per ricordatelo basta un post su facebook che ti fa tornare alla mente uno spietato fatto di cronaca che si è consumato anni fa in Lombardia. Gente invasata dal satanismo, purtroppo patita di heavy metal, che ha ucciso barbaramente una coppia di loro "amici". So già che hai capito di cosa sto parlando e per questo non voglio dilungarmi sulla faccenda, ma la domanda che mi pongo è perché io, che non farei mai del male a nessuno, sono stranamente attirata da queste cose.

Ho visto un video in cui si intervistava quella che era stata definita "la donna del gruppo": un visino innocente, due begli occhi azzurri che si riempivano di lacrime, mentre raccontava alla giornalista quello che era stato e che era stata lei. Sembrava molto pentita, contenta di aver passato l'esperienza del carcere per non perdersi di nuovo dopo quei momenti terribili. Leggevo poi i commenti a quel video, probabilmente di persone che la carità cristiana non sanno neanche dove sta di casa. che speravano che questa qui non uscisse mai dalla gabbia, insieme ai suoi loschi compagni. La mia curiosità mi ha portato a cercare altre informazioni, rileggere tutto, riguardare tutti i video disponibili, ma solo perché voglio capire. Penso a questa ragazza e alla sua vita come quella di tante altre, nonostante i problemi di droga: la scuola, un fidanzato non tanto affidabile, i compiti, gli amici, la musica, la necessità di fare gruppo per non sentirsi soli ma allo stesso tempo la voglia di essere un qualcosa di diverso. I diverbi con i genitori, con le amiche, la svolta che ti porta a fare delle scelte un po' del cavolo. Quella ragazza ha mille sfaccettature, come me, che posto foto di animali in difficoltà, odio i soprusi ma vado a cercare notizie di cronaca da brivido.

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