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Una storia di Stellina83

Questa storia è presente nel magazine La mia fantasia in un click

Il primo amore non si scorda mai

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Pubblicato il 08 luglio 2018 in Storie d’amore

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Sono sempre stata una donna dalle grandi forme. Sin da piccola ero bullizzata non solo dai compagni di scuola, ma addirittura dai professori. Perciò mi chiusi a riccio e per anni evitai di fare qualsiasi cosa potesse rendermi veramente felice, come ad esempio ballare. Ho sempre avuto una passione per l'arte, in ogni sua forma, dalla musica, alla pittura, alla scrittura. E ho sempre amato ballare. So che per molti può sembrar facile dire MA PERCHE' NON HAI PERSO PESO ALLORA SE TI SENTIVI INADEGUATA? Fosse facile! Purtroppo il mio approccio con il cibo è sempre stato difficoltoso: mi serviva come sfogo, come consolazione, oppure al contrario c'erano periodi in cui non mangiavo affatto, mi rifiutavo persino di bere, prendevo lassativi per veder scendere quella maledetta lancetta della bilancia. Ho pensato pure al suicidio in certi casi, continuando a ripetermi MA QUAL E' IL TUO PROBLEMA BRUTTA CICCIONA SCHIFOSA CHE NON SEI ALTRO. Desideravo l'amore più di ogni altra cosa, ma figuriamoci se qualcuno poteva amare una balena bianca come me: con una famiglia iperprotettiva, ipersevera e iperchiusa, non ebbi neppure la possibilità di godere dell'adolescenza e del piacere di conoscere degli amici, figuriamoci un possibile ragazzo. Rimasi sola per così tanto tempo che mi adeguai a quella condizione. Finchè alla veneranda età di 19 anni, passai immediatamente dalla pubertà alla giovinezza dove mi resi conto che l'unico modo per vivere era quello di fare le peggio cose, per poter recuperare il tempo perso a causa di quella famiglia che per troppo tempo mi aveva tenuto a freno. Perciò, appena ebbi la possibilità di godere dei piaceri della libertà, me ne ubriacai, letteralmente. Volevo amore, volevo sesso, volevo sballo. Non mi interessava nulla. Ero ancora obesa, ancora "sfigata", ma sapevo di poter dare e ricevere molto. Volevo amore, volevo sentire il cuore battere, provare cosa volesse dire AMARE! Ero come una bambina che guardava il suo nuovo giocattolo e cercava di capire come funzionasse. Per me era tutto nuovo e i maschi erano un nuovo mondo da esplorare. E puntale non tardò ad arrivare la mia prima cotta!


Ero tornata dalle vacanze estive post esame di stato. Per una serie di motivi, decisi che nel mio futuro non c'era posto per lo studio. Non volevo per nessun motivo andare all'università, ma decisi di mettermi subito in pista per trovare un lavoro, qualunque esso fosse. Mia nonna, una delle poche cose buone che fece per me, fu quella di chiedere ad un nostro vicino di casa (mai visto in vita mia...) di prendermi sotto la sua ala nella sua fabbrica e di insegnarmi un lavoro, per quanto faticoso e poco proficuo potesse essere. Però mi faceva guadagnare soldi e mi dava comunque la possibilità di entrare a far parte del mondo del lavoro.

Perciò quella mattina di metà Settembre, alle 7 del mattino, Mr P. (userò un nome in codice) si fermò con l'auto davanti a casa per accompagnarmi in ditta, in modo che potessi imparare la strada e non arrivare trafelata almeno il primo giorno. Ero emozionatissima, agitata, tanto che non sentivo nemmeno sulle spalle il peso della notte insonne da cui ero reduce. Salii in auto imbarazzatissima, così tanto che mi scordai di salutare. Lui mi disse con voce sorridente BUONGIORNO... EMOZIONATA? Un fulmine mi trapasso il cervello facendomi "risvegliare" e capii dell'immensa figuraccia che avevo appena fatto!! Alzai lo sguardo pronunciando un timido BUON GIORNO... UN PO' e il fulmine scese al cuore facendomi perdere un battito alla vista di quell'uomo. Non potevo vedere benissimo perchè la luce del sole tardava a risplendere, ma mi bastò quel poco per capire che era uno degli uomini più belli che ebbi mai visto. Capelli castani, corti e leggermente a spazzola, occhi verdi, non magrissimo, qualche ruga qua e là e un velo di barba che contornava un viso ben definito. Mi sentivo avvampare, le gote mi si infuocavano, le mani sudate e il cuore che per poco non usciva dal petto. Di tanto in tanto mi faceva domande e io rispondevo a monosillabi, pensando tra me e me IDIOTA, PARLA ALTRIMENTI CREDE TU SIA UNA BAMBINELLA. Non so dove riuscii a trovare il coraggio, ma d'un tratto chi chiesi SCUSAMI... QUANTI ANNI HAI? Lui mi guardò un po' incuriosito ma rispose tranquillamente 38 E TU? Come facevo a dirgli 19?! Fisicamente ero una donna ormai a tutti gli effetti con tutte le mie cose al loro posto, ma per il resto, figuriamoci... ero molto indietro.

Mi innamorai praticamente quel giorno di lui: io, una ragazzina poco più che infantile, lui un uomo ormai fatto, con le sue esperienze e il suo passato. Come poteva mai nascere una storia d'amore? Eppure, trascorse poco tempo, bastarono poche settimane, quel tanto che bastava per capire che in fin dei conti ci volevamo bene. Però non successe nulla, non lo permettemmo. Finchè non mi licenziai, a malincuore, per andare a lavorare come impiegata in un'azienda più grande. Non vi dico il dramma che subii, le lacrime che versai nel lasciarlo, ma d'altronde quello doveva essere un lavoro trampolino.

Mantenemmo comunque i contatti, ogni tanto ci sentivamo per telefono, si rideva, si scherzava, io che morivo dentro per aver perso l'occasione di poterlo almeno baciare. Mesi di felicità mista a sofferenza. Ogni volta che lo vedevo uscire con la macchina, che mi salutava, mi telefonava, sentivo il cuore pompare a mille e l'irrefrenabile voglia non solo di baciarlo, ma di farci l'amore. Si, perchè per me era amore, puro vero e sincero amore.

Una sera, tornado a casa da lavoro, mi chiamò come spesso ormai faceva, e presi coraggio

- "Senti Mr P. non è che ti va di vederci? Ci parliamo sempre, ci incrociamo ogni tanto, ma a me piacerebbe fare due chiacchiere di persona"

- "Mah, in effetti anche a me piacerebbe vederti, però posso solo al volo perchè devo andare da un cliente" mi disse lui con la sua voce calda, tanto calda da farmi fremere...

- "Facciamo così, visto che io sto tornando, tu stai andando, ci incrociamo a metà strada, ti vedo, ci salutiamo e poi ognuno va per la sua strada"

- "Ok, ci sto!"

Vi confesso che feci la strada del ritorno al 100 km/h tanta era la voglia e la premura di vederlo, non volevo perdere nemmeno un minuto! Volevo assaporarmi ogni attimo! Giunta a destinazione, era lì ad aspettarmi. Scesi dall'auto, salii sulla sua e un sorriso vero, sincero e pulito mi accolse e io trasalii! Ci abbracciamo: un lungo abbraccio stretto quel tanto che bastava per sentire il suo cuore battere e percepivo quanto anche lui fosse emozionato. Parlammo un po' del più e del meno e non so come, non so perchè, le parole uscirono senza freno:

- "Senti, ma almeno sulla guancia te lo fai dare un bacio?"

Lui mi guardo un po' stupito, ma con sguardo tenero e rispose:

- "Mica devi chiederlo"

Così mi pose la guancia e io feci per dargli un piccolo bacio, quando lui si girò e le mie labbra si posero sulle sue. Per un attimo pensavo di morire. Mi ritrassi guardandolo dritto negli occhi verdi, poi basta... Non capii più nulla e lo baciai, un bacio lungo un sogno! Caldo, bagnato, sensuale, provocante e provocatorio! Non riuscivamo a fermarci e il tempo trascorreva inesorabile mentre io mi godevo quel momento che ormai sognavo da troppo tempo!

Fu quel maledetto squillo di cellulare che ci interruppe e ci fece rendere conto che il tempo era scaduto! Volevo piacere dall'emozione! Lui rispose: "Ti richiamo io tra un attimo". Ripose il cellulare e mi guardò.

- "Ti voglio bene capetta".

Mi accarezzò la testa, mi diete un ultimo bacio e mi disse "Dai, ci sentiamo domani" e come se stessi camminando su una nuvola, andai alla macchina, misi in moto e andai verso casa. Fu lì, in quel momento, che iniziò la mia prima vera storia d'amore. Lui fu il mio primo vero amore, quello che non si scorda mai.

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