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Una storia di MarikaSilvestro

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Essenziale 2049

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I sogni: il motore del mondo

I sogni sono le risposte di oggi alle domande di domani

Pubblicato il 04 novembre 2017

Corre l’anno 2049, le case dispongono tutte di un modernissimo e tecnologico sistema d’allarme, tutti i cittadini possiedono ormai il più evoluto tra gli smartphone, con dovuta assicurazione, quasi come se fosse un auto, tutti effettuano viaggi sempre più spesso, grazie anche alle moderne auto elettroniche, già progettate più di un trentennio fa, ma che all’epoca non avevano avuto grande seguito, perché si sa, un’innovazione riesce ad avere successo nella società imponendosi in essa, fino a non poter più esser ignorata, quindi l’auto elettronica ha dovuto fare il suo corso, e ha subito numerosi cambiamenti e sperimentazioni prima di poter soddisfare l’essere umano del 2049.

Sulle parole ‘essere umano ’ mi soffermerei perché in quest’epoca in cui la tecnologia sembra aver preso il sopravvento, le persone sono solo ‘esseri’ e pochi ‘umani’ e non s’interessano più ai beni primari, ma solo a quelli materiali, e la prova la si trova in una breve descrizione di questo 2049. Ciò nonostante, notevole è il progresso fatto da questa società nel corso degli anni, gli alberi non vengono più abbattuti, grazie al riciclaggio della carta, i rifiuti organici vengono riutilizzati come concimi e i frutti della terra crescono sempre più rigogliosi e saporiti, il vetro viene fuso per la creazione di nuovi metalli, e sembrerebbe tutto magnifico se ci fermassimo qui, ahimè bisogna tener conto del fatto che la tecnologia, per quanto utile non abbia portato con sé solo innovazione, ma anche un grandissimo problema di consapevolezza, che non ci consente di utilizzarla nel migliore dei modi.

Per esempio la tecnologia spesso ci impedisce di mostrare i nostri sentimenti, o meglio, siccome li esprimiamo attraverso di essa, magari con un messaggino o un emoticon, teniamo il vero significato di quel sentimento e di quell’emozione dentro di noi, e la stessa cosa accade con i sogni, oggi quando si fa un sogno si corre subito a cercare il suo significate nel web, invece prima si appuntava presto su un foglietto per non dimenticarlo, raccontarlo agli amici, per poi discuterlo e analizzarlo insieme, rendendosi quasi un po’ tutti impropriamente, come ‘Freud’.

Tutt’ a un tratto i miei pensieri furono interrotti da un gemito. Non sapevo chi emettesse questo verso così strano, e preso dalla curiosità cercai di scoprirlo. Si trattava di un bel ragazzo dagli occhi ancora semi chiusi, i capelli color oro e le labbra viola, sintomo di disidratazione, forse un effetto collaterale delle piccole che calmano la sete, novità di questo 2049. Sembrava quasi un semidio, perché sebbene, non fosse in condizioni perfette, riusciva a mantenere i suoi dolci lineamenti. Decisi di occuparmi di lui, finché non si riprendesse del tutto, e così lo portai con me. Giunti nella mia dimora, gli porsi una bevanda rinfrescante e dopo un’oretta cominciò ad acquisire colorito, e a proferire le sue prime parole, mi domandavo chi fosse questo sconosciuto dal volto ignoto e ben presto iniziammo a parlare.

<<Dove mi trovo? In che anno siamo?>> mi chiese l’anonimo ragazzino

<<Ti trovi nello stesso posto in cui ti ei addormentato un bel po’ di anni fa, ma in un tempo ben diverso: siamo nell’anno 2049>>

Il ragazzo sembrò sorpreso: <<Il piccolo principe nel 2049?! Antoine de Saint-Exupéry non aveva mica deciso ciò per la mia vita, sapevo di dover vivere un finale tragico, ma non di tornare a vivere dopo così tanti anni …>>.

A quel punto provai a far mente locale nella mia memoria scolastica e capii subito che avevo dinanzi a me il protagonista del piccolo principe, il mito di tutti i bambini, che con le sue avventure fa sognare grandi e piccini, ma mi chiesi come mai fosse qui davanti a me e com’era stato possibile tutto ciò. Né io né lui ci sapemmo dare una spiegazione, ma a quel punto, spinto dalla curiosità, gli chiesi del suo viaggio.

<<Sai umano, ti svelerò il più grande segreto della storia, che nessuno ha mai capito …>>

Lo guardai stralunato, ma lasciai che finisse il discorso

<<…Era tutto un sogno>> disse il piccolo principe.

A quel punto lo guardai ancor più stralunato di prima e cominciò a spiegarmi i motivi di questa scelta

<<Vedi io sono solamente un personaggio di una storia, non decido io la mia vita, cosa fare, cosa dire, cosa sognare, quale avventura affrontare o altro, io mi limito a quello che il mio capo decide per me, ed il mio capo ha deciso che fosse tutto un sogno, perché al suo tempo nessuno sognava più, non ti so spiegare in che senso lo intendesse, perché io non ci ho mica vissuto in quell’epoca.>>

Non ci fu però bisogno di parole che capii da me e fui io a spiegarlo al ragazzino, ricordandomi del corso, che stavano prendendo i miei pensieri prima di sentire il gemito che ci fece incontrare

<<Vedi mio caro, il buon vecchio Antoine quando diceva che nessuno sognava più, si riferiva al fatto che le persone sembravano sempre esser prese dai beni materiali, o dalle cose da fare e non sognavano, spezzando le ali ai loro sogni, ancor prima che prendessero il volo, ed il fatto che nessuno, me compreso che non sono altro che un umile e onesto cittadino dedito al suo lavoro, abbia capito ciò fa capire, che il tuo padrone aveva ragione, nessuno è riuscito a intendere la sua morale, tutti si soffermavano su cosa vivessi, cosa facessi, dove andassi, cosa scoprivi, volevano concentrarsi tutti sulla tua vita per non concentrarsi sui loro sogni.>>

Il giovane apparse incredibilmente rattristato da una società che sembrava ormai esser giunta all’orlo di un precipizio e con un groppo alla gola affermò: << Quello che non hanno capito le persone è che i sogni sono il motore della società, ti fanno allontanare per un po’ da una società malata, lasciandoti andare in una società dove tutto è perfetto. Anche se nella vita di tutti i giorni, pare vengano messi da parte ognuno di noi deve avere la possibilità di coltivarli giorno dopo giorno fino alla loro realizzazione. Nessuno ha il potere di dirci che non realizzeremo MAI i nostri sogni, o che non diventeremo mai ciò che desideriamo, perché la forza dei sogni è di più! La forza dei sogni arriva così lontano che neanche Bolt potrebbe fermarla, la forza dei sogni quando comincia a scalpitare lo fa a gran voce, proprio come un bambino che vuole nascere e non vede l’ora di venire alla luce, perché lì nel pancione della mamma comincia a star stretto, così il sogno dev’essere realizzato e non accantonato, perché nessuno accantonerebbe mai un bambino (si spera), e dunque è necessario che ce ne si prenda cura fino alla totale sua realizzazione che porterà con sé senz’altro felicità e soddisfazione>>

Le sue parole mi commossero, mi resi conto dell’enorme saggezza che portava dentro il suo cuore un ragazzino dall’aspetto esile, ma il suo discorso non finì qui egli continuò dicendo: <<Ma cosa credi possa migliorare una società in tali condizioni?>>

Non poteva farmi domanda più difficile, ma proprio mentre stavo per rispondere mi disse con voce entusiasta: <<I sogni! Ovvio! Altrimenti perché Antoine mi avrebbe creato! Ho una missione e tu sarai il mio aiutante! Forza! Seguimi!>>

Ancora non riuscivo a capire e quando gli chiesi spiegazioni mi disse: <<La nostra missione si chiama ‘essenziale 2049’, dobbiamo riuscire a far ritrovare a questa società il valora che hanno perso.>>

<<Cioè il valore dei sogni?>> gli dissi

<<Esatto! Vedi che cominci a capire anche tu?! Finché continui a guardare le cose da adulto mediocre ti sembrerà tutto così assurdo, ma se cominci a guardarle con l’ottica di un bambino, bhe’ allora sì che capirai cos’ho in mente!>>

Ero entrato nel vero e proprio spirito del piccolo principe, avevo recuperato il mio valore dei sogni, ed ora insieme al giovane cercavamo di farlo recuperare a tutti gli altri gli abitanti.

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