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Una storia di thirdmoon

La Summer Card uccise il mio amore

Storia sponsorizzata

Pubblicato il 18 aprile 2018 in Humor

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Questa è una storia vera. Una ridicola, insulsa, storia vera.

Io e Sara ci conoscemmo all'età di 14 anni. Amica di un'amica di un amico, mi venne presentata durante un'"emozionante" uscita al minigolf.

- Piacere Giuseppe -

- Ciao! Sara - :)

La faccina sorridente era la sua, che io facevo cagare a sorridere. Faccio cagare ancora adesso, però sono bravo a fare il coglione e a far sbellicare gli altri.

Non ci volle molto a catturare la sua attenzione. Qualche battuta lanciata al momento giusto, qualche allusione becera compensata da citazioni colte preparate apposta per l'occasione, e tutta la sua attenzione venne concentrata su di me.

Alla fine del pomeriggio mi lasciò il suo numero di cellulare.

A me l'avevano appena regalato - ero uno dei pochi sfigati che aveva dovuto aspettare la fine della terza media per averne uno - e lei era la prima ragazza che mi chiedeva di scriverle.

Erano i primi anni duemila e la cosa più bella che fosse capitata a noi sbarbati - prima dell'avvento della pornografia gratuita online, ovvio - fu la "SUMMER CARD" della Vodafone.

Tutti avevano Vodafone.

Quando qualcuno ti chiedeva "sei Vodafone?", tu dovevi per forza rispondere sì.

I clienti TIM erano dei reietti della società.

I clienti WIND erano... i clienti WIND?!?

I clienti BLU (sì, BLU, lo so che non se la ricorda nessuno) erano degli appestati da rinchiudere in un lazzaretto, "coloro che non dovevano essere nominati".

Ad agosto, per un solo mese NON PROROGABILE, potevi avere messaggi illimitati da inviare a tutti i tuoi amici. Il più delle volte erano messaggi inutili, perché tanto le uniche persone delle quali avevi il numero erano quelle che vedevi tutti i giorni. Almeno, per me era così.

Lei fu la prima ad aprire i suoi numeri al mio cospetto. 10 numeri pronti a cambiarti la vita, basta che non iniziassero con 338, altrimenti tutti sapevano che eri TIM e non ti avrebbero mai contattato. Saresti pian piano diventato un fantasma, e la gente avrebbe presto dimenticato il tuo nome.

Quando le dissi che il mio numero iniziava con 347, il suo sorriso si fece smagliante.

La sera stessa le scrissi.

IO: Cm stai?

S: Bn, tu?

IO: tt ok, m sn dvertito gg

"gg" voleva dire oggi. Quanto cazzo eravamo rimbambiti.

S: ankio. C mettiamo insieme?

IO: ok. Ma dm vd in vacanza

Che voleva dire "ma domani vado in vacanza".

E lei mi ripose di "nn prcc k ti asp" (non preoccuparti che ti aspetto).

Non aveva minimamente coscienza della tragedia che si stava per abbattere sulla nostra nascente storia d'amore telefonica.

Eh già, perché io mi ero completamente dimenticato che la mia promozione sarebbe scaduta il giorno seguente. Lei mi scrisse una, poi due, poi tre volte, poi smise.

Io supplicai mio padre e mia madre di ricaricarmi il telefono, che avevo speso tutti i soldi rimanenti con i miei amici. La loro riposta fu, sostanzialmente, "'sta cippa di minchia".

E così non ebbi mai la possibilità di rispondere ai suoi:

- ei

- c6?

- va be se nn hai voglia d msg ciao

Quando tornai a casa, dopo due settimane, riuscii a fare una ricarica.

Le scrissi:

IO: scs m era skaduta la summer. Cm stai?

S: nn m scrvere +

E così finì la mia prima relazione sentimentale.

In realtà, col senno di poi, se fossimo rimasti in contatto, qualche anno dopo avrei potuto scriverle:

- ehi, ora che la summer card è stata soppiantata dall'infinity, possiamo messaggiarci amorosamente a tempo indeterminato!

L'infinity salvò molte relazioni, la summer card distrusse solo la mia.

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