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Una storia di LuigiMaiello

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Intertwine Consiglia pt.72 “Della stessa sostanza dei sogni”

La serie The Get Down, insieme a Incubo stupendo del Management del Dolore Post-Operatorio e a Sandman di Neil Gaiman.

Pubblicato il 06 aprile 2017

"Il grado di libertà di un uomo si misura dall’intensità dei suoi sogni”

Alda Merini

Nei sogni di ognuno tutto è possibile, ma siamo sicuri di riuscire ancora a sognare?

Nella vita ci dovrebbe essere sempre qualcosa per cui vale la pena rischiare, qualcosa che accende il fuoco nella mente e negli occhi. Una forza che spinge da dentro, che stordisce ma ti indica la strada da seguire.

Possiamo chiamarla motivazione, aspirazione, desiderio, o semplicemente “sogno”, che diventa il motore che dovrebbe spingere tutti sulla strada (anche impervia) della autorealizzazione.

Ma troppo spesso ciò non accade, per la volontà di conformarsi o per la paura di rischiare.

“Te ne sei accorto sì, che passi tutto il giorno a disegnare

Quella barchetta ferma in mezzo al mare, e non ti butti mai”

Brunori Sas – La verità

I sogni da realizzare, nella loro accezione più bella e romantica, sono i protagonisti di Intertwine Consiglia pt 72: “Della stessa sostanza dei sogni” che inizia con la serie tv The Get Down di Baz Luhrmann.

Justice Smith e

“Reale come una notte che diventa nera,

questa non è una favola leggera,

ma io non mollo, e sai a cosa potrei ambire”.

The Get Down è un treno colorato che passa veloce sopra un ponte, e vedendolo, ti accorgi che alla prossima fermata non puoi perderlo.

È la storia che racconta la nascita dell’hip hop e di un gruppo di ragazzi del Bronx, che tra musica e graffiti, hanno talento e tanti sogni da realizzare.

Ma è anche la storia di un’amicizia che si trasforma in amore.

Lei (Mylene - Herizen F. Guardiola) è bellissima, ha una grande voce e un'ambizione: vuole diventare la nuova Donna Summer, ma il padre crede che la sua voce debba “levarsi solo alla gloria di Dio”, mentre lei vuole cantare per andare via dal Bronx.

Lui (Ezekiel - Justice Smith) invece è bravissimo con le parole, ma è molto timido. Scrive tanto, su fogli trovati ovunque, ma non ha ancora capito bene dove lo porterà il suo talento.

“Volete che diventi chi volete voi, ma nessuno mi chiede chi voglio essere”

Diventerà un piccolo Shakespeare prestato all’hip hop.

Ad unire i due ragazzi c’è l’amore, ma anche la musica, o meglio, l’amore per la musica.

“Se sei raffinata come il vino e così divina, sai che dovrai essere la mia regina”

The Get Down è un’onda veloce che travolge,

in un mix tra musica (rap, dance, funky) e cronaca degli anni ’70 vissuti nel Bronx, che possiamo conoscere meglio anche grazie all’uso di materiale televisivo e giornalistico dell’epoca che irrompe improvviso tra una scena e l’altra, come le scene che raccontano del grande black out che colpì New York la notte tra il 13 e 14 luglio del 1977.

Quella notte ci furono moltissimi saccheggi (alcune fonti parlano di 1.616 negozi derubati) e tra i saccheggiatori c’erano parecchi ragazzini che sognavano di fare i dj ma che senza piatti, console e mixer potevano andare poco lontano.

Quella notte nacque l’hip hop.

A guidare questo gruppo di ragazzi troviamo l’aspirante dj Shaolin Fantastic, appassionato di arti marziali e di Bruce Lee, che corre, anzi “vola tra i tetti delle case”, con in mano sempre un disco e un segno particolare che lo rende riconoscibile: le sue Puma rosse, che dopo questa serie sono tornate di gran moda.

Ogni dettaglio, dai capelli come giganteschi cespugli ai costumi, è perfetto in questa serie in cui ci sono le storie di tanti personaggi: lo zio (o forse addirittura padre naturale?) di Mylene, politico influente che si muove tra la corruzione e il sogno di tramutare il devastato Bronx in un luogo vivibile; un produttore in declino che vede nella voce della giovanissima Mylene l’occasione per riscattarsi; gli amici di Ezekiel, tra cui uno che ama fare quelli che i comuni mortali chiamano graffiti e che per il sindaco sono “atti di vandalismo”, ma che in realtà appaiono come:

“costellazioni e briciole di scintille che raccontano una storia”.

The Get Down è un vero proprio kolossal costato 120 milioni di dollari (cifra record per Netflix) e ben 10 anni di lavorazione a Baz Luhrmann, che non è caso è il regista di grandi musical e film come Moulin Rouge, Il grande Gatsby e Romeo + Giulietta.

La voglia di emergere e di riscatto sociale di giovani sognatori provenienti dal Bronx, e la nascita dell’hip hop sono i temi centrali di questa bellissima serie in cui la parola chiave è "hope": speranza.

“Quello che penso, è che siamo su questo pianeta per fare un viaggio, ed è tutto un mistero”

Le prime sei puntate della serie sono su Netflix dall’agosto scorso, mentre le altre sei, che chiuderanno la storia, saranno online (sempre su Netflix) da venerdì 7 aprile.

“Sto aspettando il vento

Sto aspettando qualcosa di speciale

Mi sento come un fiume che vuole diventare mare”

“Un incubo stupendo” è il titolo del nuovo album del Management del Dolore Post Operatorio (abbreviato anche in MaDe DoPo), la band post-punk di Lanciano capitanata da Luca Romagnoli.

Come mai questo nome? Perché il gruppo è nato tra i corridoi dell'ospedale dove i membri della band erano ricoverati dopo un incidente automobilistico.

“Abbiamo cercato a lungo una definizione per la vita, per l’amore e per i sogni. Un incubo stupendo ci sembra la più appropriata”

Il disco inizia con la dolce e romantica “Naufragando”, un pezzo rock che è anche il primo singolo dell'albulm:

“E io farei di tutto per vederla ridere

Se potessi, sarebbe il mio lavoro”

Ascoltando quest’album si ha l’impressione di essere calati in un mix tra il rock e il cantautorato italiano anni ‘80, e le tonalità di gruppi emergenti come i TheGiornalisti, (che del resto dagli anni ’80 attingono alla grande).

Il secondo pezzo dell’albulm è la title-track “Un incubo stupendo”, che, con sonorità più serrate rispetto a Naufragando, racconta una storia d’amore che sta nascendo, con tutti dubbi che si porta dietro:

“se non è un romanzo ma solo un racconto

anche se l’incertezza sarà il nostro equilibro

10 canzoni in cui si respira la voglia di libertà, dove anche i bambini (in Marco il pazzo) diventano rivoluzionari. Quei bambini che, immaturi, sentono ancora visceralmente le ingiustizie.

Pezzi orecchiabili, in cui più che il punk c’è il rock e a volte anche il pop, ma c’è anche la presa di coscienza che nella società contemporanea si dà molta importanza a cose futili:

"Nel tempo delle cose inutili, l’unica cosa preziosa è il tempo che ho passato con te. Non era un sogno. Non era un sogno. Ero io."

A nove anni dal primo disco dei MaDe DoPo, “Incubo stupendo” è soprattutto un disco di passaggio, di crescita e cambiamento.

È un disco semplice, che emoziona, che ti fa venire di andare correre contro al vento con le braccia aperte, perché tutti dovremmo sentirci come “un fiume che vuole diventare mare”

“Le cose non devono essere avvenute realmente per essere vere.

Le storie e i sogni sono verità rivestite d’ombra che sopravvivranno

quando i nudi fatti saranno polvere, cenere, oblio”.

Sandman (The Sandman) è una delle migliori serie a fumetti di sempre.

Scritta da Neil Gaiman e pubblicata dalla DC Comics tra il 1989 e il 1996, ha per protagonista Dream, colui che controlla l'influenza dei nostri sogni.

Gaiman riprende una leggenda che è presente in molti paesi europei: di notte Sandman (l'uomo della sabbia) passa e fa sognare le persone spargendo della sabbia magica sugli occhi, e quando si svegliano, le crosticine attorno agli occhi sono i resti della sabbia magica. Gaiman amplia questa idea di base, realizzando una storia originale che unisce elementi di filosofia, storia e mitologia.

Sandman fa parte della famiglia degli “Eterni” (Endless), sette personaggi, fra fratelli e sorelle: Destino, Desiderio, Disperazione, Distruzione, Delirio (un tempo Delizia), e Morte.

Gli Eterni incarnano sentimenti, atti e passioni degli esseri umani, e ognuno ha un’area della vita umana su cui vigilare. Destino è il più anziano di tutti, e porta sempre con sé un libro enorme in cui ci sono scritti eventi passati e futuri: è nato appena prima che il primo essere vivente venisse al mondo, in quanto il destino di un uomo è già scritto prima che egli nasca; alla comparsa del primo essere vivente nasce anche Morte (Death).

L’uomo appena nato inizia a sognare,

ecco quindi comparire Sogno, che è in grado di creare i nostri incubi, le nostre fantasie e la nostra pace nel mondo del sonno.

"Sai, chiunque tu sia, cosa disse Freud riguardo a chi sogna di volare? Disse che significa che stai in realtà sognando di fare l'amore.."

"Sul serio? Allora dimmi, cosa significa quando sogni di fare l'amore? "

La storia inizia nel 1916 con l’incarcerazione di Dream, che riesce a liberarsi solo nel 1988. Nel corso della sua prigionia, il regno dei sogni è andato in rovina: tutti gli incubi sono fuggiti e alcune persone si sono addormentate per non svegliarsi più. Il protagonista però dovrà prima recuperare i simboli del potere che gli sono stati sottratti: un rubino, un sacchetto di sabbia magica, e il suo elmo. E per fare tutto ciò scenderà fino all’inferno.

“L’inferno è necessario. È necessario che vi sia un posto per i demoni, per le anime dannate. L’inferno è il riflesso del paradiso. È l’ombra del paradiso. Essi si delineano a vicenda. Ricompensa e punizione. Speranza e disperazione. L’inferno è necessario, perché senza di esso il paradiso non ha senso”.

Oltre alla storia, che ha come motivo centrale l’evoluzione morale di Dream, notevole è la veste grafica della serie: basti pensare che ogni personaggio ha un suo "font", cioè un suo carattere tipografico particolare quando parla. Questo significa che Todd Klein, uno dei pochissimi autori ad aver partecipato quasi interamente alla lavorazione della saga, ha inventato più di 50 font diversi, per i singoli personaggi.

Dream in realtà non rappresenta i sogni, ma è la personificazione della capacità di percepire quello che non esiste. E come tale rappresenta sì i sogni, ma anche l'immaginazione, l'arte, la capacità di cercare e di ipotizzare l'esistenza di alternative.

“Se non provi a salire, non rischi di cadere. È vero.

Ma è così tremendo sbagliare? Così doloroso fallire?

A Volte ci si sveglia, e a volte, è vero, si muore.

Ma c’è sempre una terza via”.

Lo psicologo Ernest Becker sostiene che l’uomo è caratterizzato da un dualismo di fondo: “l’essere umano ha bisogno contemporaneamente di far parte di un contesto e di distinguersi”.

Molto spesso ciò che più blocca il perseguimento dei nostri sogni (ed obiettivi) è la voglia di conformarci. Per tutta la nostra vita infatti, a partire dall’educazione familiare, passando per quella scolastica, veniamo abituati a non uscire al di fuori dello status quo, delle opinioni e dei comportamenti degli altri, ma anche dalle informazioni che supportano il nostro modo di pensare.

Il motivo? Secondo Seth Gogin (ne “La mucca viola”) tutto deriva dalla paura di sbagliare, perché siamo cresciuti con una falsa convinzione: che le critiche siano motivo di fallimento.

“La verità è che non vuoi cambiare

Che non sai rinunciare a quelle quattro, cinque cose

A cui non credi neanche più”

Brunori Sas – La verità

Forse bisognerebbe fare come “Il gabbiano Jonathan Livingstone” di Richard Bach, che abbandona la massa dei comuni gabbiani, per i quali volare è solo un mezzo per procurarsi il cibo, e impara a volare per il piacere di farlo, e con gioia perfeziona anche la sua tecnica.

Jonathan vola veloce e fa piroette, gli altri gabbiani non lo vedono di buon occhio, ma lui ubbidisce solo alla sua legge interiore, e così facendo, a suon di battiti d’ali, diventa una guida anche per gli altri.

Del resto solo uscendo dal recinto di ciò che è permesso, si possono avere grandi innovazioni. La storia è piena di esempi in tal senso: basti pensare a Prometeo, che cedette all’impulso di donare il fuoco all’uomo (metafora della conoscenza) e per questo venne punito da Zeus per avergli disobbedito.

Insomma non sapremo mai se “la vita è un sogno o sono i sogni che aiutano a vivere”, ma abbiamo una certezza, che in fondo

siamo uomini soprattutto perché possiamo sognare.

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