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Una storia di SerenaP

4

Carne e vaniglia

La sua meraviglia

Pubblicato il 10 novembre 2017

Mi distraggo e quasi mi dimentico di respirare quando mi accorgo di lei.

Col suo zaino sulle spalle e 'Anna Karenina' tra le mani.

Con i suoi jeans e la camicetta azzurra tutta abbottonata per tenere al riparo da occhi indiscreti tutta la sua meraviglia.

Ma io l'ho scorta.

La meraviglia.

E preme contro i bottoni della sua camicetta.

È fatta di carne. La sua meraviglia.

C'è un posto libero di fronte a me e il mio cuore vorrebbe urlare:- "Vieni qui. Ti prego parlami."

E lei, come se l'avesse sentito, si precipita da me. Si siede. Poggia lo zaino a terra.

Mi sorride.

È bella.

È bella.

Ma non mi parla.

No, non l'ha sentito.

Continua a leggere il suo libro mentre a tratti mi viene un infarto.

Allora sono tentato.

Ora glielo dico che alla fine Anna Karenina muore.

Che si butta sotto un treno perché diventa pazza.

E le dico pure che per lei son diventato pazzo anche io.

È truccata poco. Troppo poco.

Profuma.

E la sua meraviglia sa anche di questo.

Di semplicità dietro un velo di mascara.

E di vaniglia.

Chiude il libro. Lo posa. Si sistema. È il momento. Deve quasi scendere.

Per un attimo sposta lo sguardo su un punto fuori dal finestrino e io la guardo ancora un po'. Fisso il suo profilo,lo voglio nella testa perché domani non so se la rivedrò.

Poi si alza. Prende lo zaino e scappa via.

E io resto qui.

Distratto.

Dalla sua meraviglia.

Che sa di carne e di vaniglia.

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