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Una storia di Storiescritte

Il testo che avrei voluto scrivere – Caparezza

Testo e analisi di questa canzone da Prisoner 709

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Pubblicato il 02 agosto 2018 in Recensioni

Tags: caparezza musica scrivere disco canzone

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“Il testo che avrei voluto scrivere non è di certo questo

perciò dovrò continuare a scrivere perché di certo riesco, prima o poi”


Il testo che avrei voluto scrivere fa parte di Prisoner 709, l’ennesimo successo di Caparezza. Il disco è uscito 3 anni dopo il grande successo di Museica, disco vincitore della Targa Tenco nel 2014; anche per questo intorno al suo nuovo lavoro c’erano tante aspettative, che non sono rimaste deluse.


“Scrivo tanto ma non sono soddisfatto. Scrivo tanto ma non sono soddisfo”.​​​​​​​

Al contrario dei dischi precedenti, in cui Caparezza volgeva il suo sguardo critico verso l’esterno (alla società), in questo il rapper pugliese cambia prospettiva e lo sguardo diviene introspettivo.

Con Prisoners 709, i tanti mostri che abitavano la testa riccia più famosa della musica italiana sono stati almeno momentaneamente sconfitti e sono venute fuori sedici tracce magnifiche, poiché pensate dalla prima all’ultima lettera, dalla prima all’ultima nota, in un modo che non siamo più abituati ad ascoltare. Caparezza sta scrivendo pagine importanti non solo della musica, ma in generale dell’arte italiana contemporanea e molti fanno finta di non accorgersene.

Prisoner 709 s’inscrive in una narrazione multipla che parte dall’esperienza personale di Michele Salvemini per assumere una dimensione corale. La settima fatica discografica del cantautore pugliese è un viaggio nella prigione mentale dello stesso artista, nella malattia che l’ha colpito con l’acufene poco tempo fa e nell’incertezza che si ritrova a sperimentale a livello identitario, tra le 7 lettere che compongono il suo nome di battesimo e le 9 del suo nome d’arte.

Il testo che avrei voluto scrivere – Caparezza (Testo)


Devo scrivere un testo
Un testo che tocchi la vetta del Kilimangiaro, non di Spotify
Lo colloco nella scaletta e i concerti diventano dei formicai
Le rime talmente pungenti che sembrano concepite con il braille
E più che parole somigliano a colpi thai!
Un inno di generazione, profumo di spirito giovane
Gremito d'ogni citazione, Epicuro, D'Aquino, Aristotele
Un testo prolifico che quasi quasi lo intitolo "Gonade"
E strofe che mandano a casa anche un nomade
Su Mucchio e Rumore, non più recensore
Alla cazzo di cane
Vincerò un Grammy, così da godermi
Il collasso di Kanye
Non è per niente, né carne né pesce
L'andazzo di Ariel
Ma ti rapisce e scatena le guerre
È il ritratto di Paride
Vorrei scrivere un testo epocale
Cosi bello che lo sento e sto male
Così inteso che fa pure male
Così tetro che suona al mio funerale
Così introspettivo che ne vedi le viscere
Che chi lo sente capisce me
Che faccio di me quasi un vice-re
Come Richelieu
Si intuisce che

Il testo che avrei voluto scrivere
Non è di certo questo
Il testo che avrei voluto scrivere
Non è di certo questo
Perciò dovrò continuare a scrivere
Perché di certo riesco
Prima o poi

Scrivo il migliore dei testi, Mogol e Lavezzi
Lanciatemi invettive
Così impegnato che il cantautorato in confronto
È da sguatteri di regime
Nei palazzetti pazzeschi
Sarò Palazzeschi
"Lasciatemi divertire"
Prima che arrivi la fine, che passi il confine
Tra sciatiche e minestrine
Io scriverò un testo con un senso
Così contagioso che lo twitti
Sarò più famoso di Gesù
No di più, più famoso di Hello Kitty
Così che corra meno rischi
Al limite poi rimedio Friskies
E sulla spiaggia si farà l'alba
Senza falò di demo e dischi
Sì che lo creo
Il testo che giurò vi stupirà
Il testo della mia maturità
Inteso non come "maturità quinta liceo"
Poi pubblico un disco di rarità
Così non sarà più di rarità
Ci metterò l'anima
Ci metterò faccia ed ingegno
Sarà una mina che lascerà il segno
Come la mina che lasci nel seggio
Solo che cambierà in meglio (finché non cambierà il vento)
C'è chi vuole che io taccia adesso
Bene, meglio fare un pezzo strumentale
Che un trattato che non faccia testo
L'importante è che si faccia presto

Il testo che avrei voluto scrivere
Non è di certo questo
Il testo che avrei voluto scrivere
Non è di certo questo
Perciò dovrò continuare a scrivere
Perché di certo riesco
Prima o poi, di certo riesco
Prima o poi

Scrivo tanto ma non sono soddisfatt-
Scrivo tanto ma non sono soddis-
Scrivo-
Scrivo tanto soddisfatto mai
Sono il vanto per i cartolai
E vado come un treno
Perché non mi sento arrivato
Non ascolto il giudizio del popolo intero
Perché non mi sento Pilato
E sì, gente, sono esigente
No, non mi interessa chi scalza me
Sono alla ricerca come la tua offerta
Per le azalee, quindi andalè, andalè, andalè

Il testo che avrei voluto scrivere
Non è di certo questo
Il testo che avrei voluto scrivere
Non è di certo questo
Perciò dovrò continuare a scrivere
A scrivere, a scrivere, a scrivere, a scrivere, a scrivere
A scrivere, a scrivere, a scrivere, a scrivere

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