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Una storia di Jelena

Prendetevi cura degli amori mai nati

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Pubblicato il 03 luglio 2018 in Storie d’amore

Tags: amore scrivere storie

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Si parla spesso degli amori finiti, stremati dalle grida e anestetizzati dalla noia, arrivati al culmine con un'esplosione che ha incendiato il cielo per poi farlo piombare in un buio inquietante.

Ma degli amori mai nati chi si ne prende cura?

Di quei sentimenti nascosti dietro alla più trasparente delle paure, degli sguardi negati per il timore di essere sorpresi nella vulnerabilità più intima. Chi si prende cura degli amori naufragati ancor prima di salpare, dei sogni fatti a ciglia bagnate, di quelli che tramontano senza aver avuto il tempo di albeggiare, quelli rimasti chiusi in un vecchio armadio come un vestito troppo audace. E' lì pronto per essere indossato senza però mai averne l'occasione, sempre fuori contesto, sempe troppo o troppo poco.

Si consolano i cuori spezzati con violenza e si ignorano quelli che, lentamente, si consumano senza far rumore per paura di essere derisi, per non sentirsi dire che quello no, non era amore.

Sono le cose mai accadute a non poter essere dimenticate, le emozioni che si rinnovano continuamente nella nostra testa, eterne primavere i cui fiori appassiscono ancor prima di sbocciare.

Alcune di queste storie sono frutto della geometria più semplice, camminano su rette parallele senza riuscirsi mai ad incontrare, e quando ci si prova si perde l'equilibrio.

Ed io che di equilibrio non ne ho mai avuto, ti ho amato a modo mio, come quel tale che per amore ha perso il senno ed ora grida sempre lo stesso nome sulla scalinata della chiesa del paese.

Ma lui si che ne ha di voce, io invece ho tuonato silenzi e pianto lacrime di polvere, ho detto che non mi importava per non dire che non avevo importanza se non eri con me.

Nessuno si è preso cura di me, nessuno ha notato che quel dolore invisibile mi si parava davanti agli occhi con le sembianze del tuo volto. Il tremolio che avevo nella voce nel solo pronunciare il tuo nome veniva scambiato per disprezzo, ed io li lasciavo fare.

Mi hanno rassicurata, mi hanno detto che andava bene così, perchè almeno ci avevo messo il cuore.

E cosa me ne faccio di un cuore messo al posto giusto se tutt'intorno è solo un grande disordine?

Cosa me ne faccio di un battito fuori sincro, di un muro preso in pieno mentre tu continuavi a sorridermi?

Non c'è mai stato niente di quello che gli altri chiamano percorso, non ci sono state domeniche al mare, la spesa del sabato pomeriggio o le liti per quella collega troppo invadente. Non c'è mai stato niente, fino a che quel niente non è diventato indispensabile.

Non c'è mai stato il coraggio di dirsi che avremmo potuto provare a restare a galla insieme in questo mondo che lascia affogare persino le speranze.

Avremmo dovuto parlare di più.

Ma Dio se ti ho amato.

Per sempre e un giorno in più.

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