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Una storia di SimoneCardelli

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Vieni a bere qualcosa al Corvo Blu

Gente da bar.

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Pubblicato il 29 agosto 2018 in Humor

Tags: bar pulp

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Artur “culonero” se ne stava appoggiato coi gomiti sul bancone e io gli servo da bere. Fa il meccanico ma passa la maggior parte del tempo a bere assieme agli altri derelitti qua al Corvo Blu; Il bar dove annegare i dispiaceri della vita. Culonero è il soprannome che gli abbiamo dato perché da sempre indossa la stessa lurida salopette con macchie di grasso e olio sparse dappertutto. La sua filosofia di vita è che ogni cosa si può aggiustare, ma se hai fretta allora vaffanculo da un’altra parte. Il ronzio del ventilatore sparge nell’ambiente la puzza della latrina degli uomini ma che ci vuoi fare, lavi e subito arriva qualcuno che piscia storto e ti schizza tutto il pavimento, poi esce scoreggiando e io mi sono rotto di pulire. Ci penserò domani. Comunque culonero è qua che mi di Tom e della sua Volkswagen che sta rattoppando per farla andare avanti ancora un po’. A me non me ne frega niente ma faccio sì con la testa e lui va avanti a bere e a parlare. Culonero è sempre il primo a arrivare ma anche il primo ad andarsene e dopo di lui arriva sempre “Mimì”, un’ex bagascia consumata da una vita di marchette. Il suo vero nome è Mirelle. Seduta al solito tavolo di fianco alla latrina, si guadagna i soldi delle bollette maneggiando i colli d’oca degli uomini soli. Ma anche di quelli sposati. La sua tecnica è semplice, si siede, beve vino e osserva i poveracci che entrano nel bar; chi entra nel cesso fissandola negli occhi diventa suo cliente. Chi non la guarda è da scartare, sarà per la prossima volta.

Oggi è il primo sabato del mese; il momento dove chi ha uno straccio di stipendio viene a berselo qua al Corvo Blu.

C'è un discreto via vai, ma mi sto preoccupando perché non ho ancora visto Luis, il Ragioniere. Noi lo chiamiamo così perché ora ha uno studio di commercialista in centro, ma tutti sappiamo che prima faceva l'esattore per Tommy lo Svitato. Tommy è il boss della mala, ma non frequenta il mio bar. E' un locale rispettabile, il mio. Dicevo del ragioniere: secoli fa, quando era ancora giovane, girava per i negozi a riscuotere il pizzo per il racket di Tommy, ma lui era il primo ad essere sempre indebitato col boss. Cosette da niente, s'intende. Ma si sa che i boss di quartiere ne fanno una questione di principio. Il povero Luis è finito in ospedale un paio di volte. Quando ne è uscito, la seconda volta, ha lasciato la città, deciso che avrebbe studiato da avvocato e prima o poi avrebbe incastrato il boss. Non è andata così. Niente studi di legge per Luis, ma di economia. Quando è tornato, ha cercato subito il boss, con una gran bella faccia tosta, e si è messo a sua disposizione, perché, diceva, c'erano modi più efficaci di far soldi che quello di taglieggiare i poveri commercianti. Incredibile ma vero, Tommy lo Svitato si è lasciato convincere, ed ora è lui il padrone di quasi tutti gli esercizi commerciali della zona e, tramite il ragioniere, riesce a fregare un sacco di soldi al fisco, tanto che il piccolo debito che Luis aveva nei suoi confronti è stato ripagato di cento, o mille volte. I casi della vita.

Ma eccolo, il ragioniere, un po' in ritardo. Entra con la solita faccia stranita, che sembra sempre lì a far conti a mente, con la camicia sgualcita, la giacca di tweed stazzonata, il nodo della cravatta storto e gli occhiali che scendono sulla punta del naso, che a suo tempo Tommy gli aveva rotto. Si siede al banco, ordina il solito gin e tonica, e si mette lì a guardare Mimì. Tutti sappiamo che il ragioniere viene al Corvo Blu solo perché vorrebbe andare a letto con Mimì. Infatti, come dicevo, il mio locale non ha nulla a che vedere con i commerci di Tommy lo Svitato. Comunque, mi tengo buono il ragioniere. Il fatto è che Mimì, non so per quale ragione, non se lo fila per niente e sembra sia l'unico con cui non gli interessi fare qualcosa. Forse è perché Luis non le è mai passato davanti per andare al cesso. Se ne sta lì, buono, sul trespolo, con l'aria da contabile assorto; si fa un paio di drink perdendosi nelle lontane labbra di Mimì e poi se ne va. Gli servo il gin tonic.


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