scrivi

Una storia di Massimo.ferraris

Gus

L'importante è crederci

Pubblicato il 09 dicembre 2017 in Fantasy

Tags: cane desideri incontri

0

Mi alzo e barcollando raggiungo il frigorifero; la testa è un elicottero che volteggia sulla cucina, mentre cerco in qualche modo di aggrapparmi a tutto ciò che mi capita a tiro pur di non cadere. Le sei e trenta di una domenica mattina qualunque, proseguimento di un sabato sera movimentato. Ricordo a malapena di essere rientrato in casa verso le due e dopo nebbia. Solita sbronza al bar di Manolo insieme a Carlo e Andrea, ormai un classico per noi tre poveri sfigati tretacinquenni.

Afferro il cartoccio del latte e butto giù una lunga sorsata. Il freddo del liquido mi da una sferzata, rimettendo momentaneamente in chiaro la situazione. Mi accascio su una sedia ed osservo il caos che regna sovrano. Piatti sporchi, scatolette aperte, pane spezzettato in giro sul mobile della cucina. Dovrei fare un po' d'ordine, questo è sicuro, ma mi rendo conto che è il discorso di tutte le domeniche mattina. Chissà perchè gli scapoli tendono ad essere così disordinati? Magda, mia sorella, nonostante sia single anche lei, ha una casa che sembra uno specchio. E' forse questa la differenza tra maschi e femmine? Pensare troppo mi fa venire un altro giramento, quindi mi aggrappo al cartoccio e lo svuoto. Mi rialzo a fatica e raggiungo la camera da letto, se così si può definire, dove finisco disteso tra le lenzuola che da circa un mese mi riprometto di cambiare. Effettivamente l'odore comincia ad essere pungente...

Ho bisogno di prendere aria, indirizzare la vita su un binario nuovo. Si, belle parole, promesse che mai riuscirò a mantenere. Certo però, se nemmeno ci provo!

La tuta della Nike è perfetta; l'ho comprata in saldo tre anni fa, insieme ad un paio di scarpe da jogging, con l'intento di iniziare a correre. Le suole sono ancora nuove e alla felpa è attaccato il cartellino. E' venuto il momento di metterle in uso. Mi vesto a fatica e mentre mi abbasso per allacciarmi le stringhe il latte mi si ripropone. Mi alzo di scatto e sembra che lentamente lo stomaco risponda alla posizione verticale. Dio mio, sono proprio messo male...

L'aria è frizzante per essere ad aprile, ed il sole non riesce a scaldarmi le ossa. Inizio a camminare verso il parco, fonte di ossigeno, ispirazione e pace. La morsa che mi stringe la testa non vuole mollare, anche se i giramenti sono finiti. Poca gente intorno, più che altro maniaci del fitness che anche nei giorni di festa, alle sette, non mancano di sfilare in tutina multi color. Una signora col cane mi fa un cenno di saluto, ricambio cortese e vado oltre, sino a quando non mi rendo conto che la bestiola mi si è attaccata come un'ombra e continua a seguirmi.

-Allora, mi vuoi fare da supporto morale?- gli dico. Sembra essere felice del fatto che lo consideri e inizia a fare le feste. La signora si avvicina e ridacchia divertita.

-Gus ha trovato la persona giusta- esclama fissandomi. Ha due occhi scuri e profondi, nei quali non riesco a scorgere la pupilla. A prima vista l'ho presa per una donna anziana, mentre osservandola meglio nota l'assenza di rughe e i lineamenti regolari. L'unica cosa che stona sono i capelli tendenti al grigio che confondono.

-Buongiorno- le dico, -non so se sono la persona giusta, ma a quanto pare il suo cane mi trova interessante-.

-Non funziona proprio così- risponde seria. -Gus ha scelto, e lo fa una volta al mese, anche se questa volta ha impiegato quasi quaranta giorni- non capisco, che diavolo sta dicendo?

-E' difficile da comprendere, lo so- continua. -ma io mi limito a fare quello che vuole, senza pormi troppe domande. Venga con me, le devo parlare-.

Non so se è la cosa giusta da fare, costei mi pare un attimo fuori di testa, ma l'entusiasmo del cane, che continua a saltellarmi attorno, mi convince a seguirla. Raggiungiamo una panchina, posta davanti a quello che dovrebbe sembrare un laghetto, e ci sediamo. Gus mi salta in braccio e si ferma ad osservarmi. Non è il tipico sguardo di cane, sembra proprio che mi stia giudicando.

-Marco, Gus ha scelto lei- non mi sembra di averle detto il mio nome, ma il mal di testa che sento può giocarmi brutti scherzi. -Ha diritto a tre desideri...-.

-Come, scusi?- se mi vuole prendere in giro ha sbagliato persona. La donna sbuffa.

-Marco Andreoli, residente in questa città sin dalla nascita. Trentacinque anni, scapolo, una sorella di nome Magda, un'auto di dodici anni da revisionare. Sport preferito la pallacanestro, lavora presso l'Ufficio delle Entrate dal 2007 e ha due cari amici che si chiamano...-.

-Ferma, ferma!- sono allibito, costei sta elencando un sacco di informazioni su di me senza nemmeno leggerle su un foglio. -Mi spiega cosa sta succedendo?-.

-Gus le da la possibilità di esprimere tre desideri. Ricorda la storia di Aladino? Beh, questa è una versione più evoluta. Capisco che è difficile da accettare, ma sono autorizzata ad accettare un desiderio di prova per dimostrarle che non sto scherzando-.

Lo dice con serietà, quasi fosse la cosa più ovvia del mondo. L'alcool continua a giocarmi brutti scherzi, o... poi realizzo.

-Ahahah! Non mi frega! Avanti, mi faccia vedere dove sono le telecamere. A momenti ci cascavo davvero. Bella idea...- il suo viso rimane impassibile, poi sbuffa di nuovo.

-Esprima un desiderio, non ho intenzione di ripeterlo- nella voce una nota scocciata. -Si ritenga fortunato dell'opportunità e cerchi di non sciuparla-.

Il groppo che mi si forma in gola si fa ancora più consistente quando vedo l'espressione di Gus che stringe gli occhi quasi volesse fulminarmi.

-Voglio che mi passi il mal di testa e sentirmi bene come non mai!- esplodo, dicendo la prima cosa che mi viene in mente. Gus allarga la bocca in un sorriso canino e alza la zampa puntandomela sul petto. All'improvviso sento come se un'energia positiva mi percorresse, trascinando via mal di testa, stanchezza e anche un fastidioso raffreddore che mi infastidisce da qualche giorno. Vedo tutto chiaro, la vita sembra sorridermi.

-Non è suggestione- dice la donna, -è successo davvero. E con questo il bonus è stato consumato. Ora le devo dettare delle regole, se si sente pronto-.

Che altro devo fare se non buttarmi in questa situazione irreale?

-Non può chiedere cose irrealizzabili o che vanno contro gli scopi prefissi da Gus, quali l'immortalità, diventare l'uomo più ricco della Terra, portare la pace nel mondo, diventare un supereroe- sghignazzo ascoltando l'elenco. -Insomma, cose semplici che possano portare gioia nella sua vita. Iniziamo con il primo-.

Tre desideri, e da inventarmi qui, seduto su una panchina in compagnia di due esseri strampalati. Ma in fondo che ho da perdere, se non un po' di tempo? Penso a qualcosa di urgente; scarto il lavoro che per fortuna possiedo, la salute che ho ottenuto con un bonus e capisco che la cosa più urgente di cui ho bisogno, e che può portarmi l'equilibrio che cerco, è l'amore.

-Vorrei una ragazza, ma che debba conquistare, non finta, insomma non un pacchetto preconfezionato da voi-.

-Capisco- dice la donna. -Un po' strano, ma in linea con le regole. L'avviso che i desideri vanno esauditi uno per volta; il secondo sarà disponibile al raggiungimento del primo risultato-.

Gus sorride nuovamente e torna a posare la zampa sul mio petto, poi salta giù dalle mie gambe, si lascia mettere il guinzaglio ed insieme alla donna si allontana.

-Ma... adesso?- chiedo ai due. -Che succede?- ma non si degnano di voltarsi. Rimango qualche minuto seduto pensieroso. In effetti mi sento bene, in perfetta forma. Un sogno ad occhi aperti? Colgo l'occasione per mettere in funzione le scarpe nuove, cimentandomi in una corsa. Entro nel viale principale e percorro i primi cento metri attraversando una serie di panchine, poi svolto a destra, dove so che c'è un sentiero che conduce verso un prato dove d'estate la gente va a prendere il sole. L'urto è violento e finisco a terra. Non capisco se ho cozzato contro un albero o altro, sino a quando non scorgo una ragazza in tuta.

-Scusa- mi dice, quasi fosse tutta colpa sua. -Come sempre ho la testa tra le nuvole. Ti sei fatto male?-.

-Io no, tu piuttosto!- e mi alzo raggiungendola. Il suo fisico snello e asciutto è nulla al confronto del mio parecchio appesantito dall'inattività e le feste di fine settimana. Avrà circa trent'anni, capelli rossi e lentiggini. Nel complesso proprio una bella ragazza.

-Mi chiamo Marco e la colpa è tutta mia- le dico sorridendo. -E devo in qualche modo farmi perdonare-.

-Giada- mi risponde non mollandomi la mano.

E da qui inizia la nostra storia, fatta di incontri, appuntamenti, paure e teneri baci che scoccano una sera, un mese dopo essere finiti uno contro l'altro nel parco. Giada è stupenda, la ragazza giusta per me. Sento che il suo amore non è artificiale, costruito in seguito ad un desiderio espresso che ancora non capisco sia accaduto realmente, ma sincero. Da quando sto con lei ho finito di vagabondare e quando incontro Carlo e Andrea lo faccio solo per scambiare due chiacchiere. Mi sento sempre in ottima forma e la felicità è parte integrante della mia vita. Questa domenica mattina ho appuntamento al parco con Magda, mia sorella, per una corsetta ristoratrice. Sono riuscito a convincerla, dopo che ho scoperto i benefici di una bella sudata. Via tossine, polmoni ossigenati e muscoli più tonici. Magda si è lasciata convincere dopo che un rotolo di ciccia è spuntato improvvisamente dal bordo dei pantaloni. Alle sette sono pronto e scattante all'ingresso, in giro sempre i soliti, quando mi sento toccare una gamba. Guardo in basso e non posso credere ai miei occhi.

-Gus!- esclamo. Poco distante la donna dai capelli brizzolati si avvicina, questa volta sorridente.

-Allora? Come andiamo?- mi chiede.

-Alla grande- rispondo, affrettandomi a stringerle la mano. -Non so se è per via del desiderio, ma l'amore è piombato nella mia vita-.

-Solo merito suo- si affretta ad assicurarmi. -Se Giada la ama è perchè lei è riuscito a fare breccia nel suo cuore. E perciò direi che siamo pronti per il secondo desiderio-.

-Davvero?- la mia più che una domanda è un'esclamazione di gioia.

-Si. Venga, torniamo a sederci sulla panchina. Non si preoccupi ci vorrà poco e poi sua sorella è in leggero ritardo-.

-Ma come?...- ma poi mi fermo, domanda inutile. Ora devo pensare velocemente alla seconda occasione. Mi rendo conto di essere felice così, ho tutto ciò che desidero, e se non posso chiedere soldi e ricchezza, o la pace nel mondo, che cosa mi resta?

-Ho la testa vuota- dico alla donna, mentre Gus torna a saltarmi in braccio.

-Capisco, ma ricordi che un'occasione come questa non si ripeterà- ne sono conscio, ma continuo a spremermi le meningi inutilmente. -Devono essere desideri riferiti a lei e non per altri-.

-Ma io, dopo aver incontrato Giada, ho tutto ciò che mi serve- dico, quasi per scusarmi.

La donna mi guarda e poi sorride. -Lei è una bella persona, Marco. Gus ha avuto fiuto ancora una volta. Tre desideri, che la gente pensa siano pochi per tutto ciò che vorrebbe realizzare, per lei sono troppi. Che dire? Non possiamo metterli da parte ed attendere il momento in cui possano tornare utili, non funziona così. Le chiedo quindi cosa ha intenzione di fare, poi Gus deciderà-.

Osservo la bestiola, che con la lingua penzoloni assomiglia ad un normale cane. Ci guardiamo, sino a quando una scintilla non compare nei suoi occhi. Alza la zampa e l'appoggia sul mio petto.

-Ma non ho espresso nulla!- esclamo allarmato.

-Non a parole, ma con il cuore si- risponde la donna. Gus salta giù, mi lecca una mano e scodinzolando parte verso l'uscita del parco.

-Ci dobbiamo salutare- la donna mi porge la mano e la stringe forte. -Sono felice di averla conosciuta. Stia tranquillo, quello che le ha lasciato Gus vale come dieci desideri inespressi. Lo capirà tra...- guarda l'orologio, -tre minuti esatti- quindi anche lei si volta, lasciandomi solo.

Sono in stato confusionale, mi rendo conto di essere ripiombato in un sogno e non so che mi aspetta. Tre minuti, solo centottanta secondi per sapere cosa il futuro ha in riserbo per me. Mi dirigo verso l'entrata del parco, per incontrare mia sorella, attraverso un vialetto dove scorgo un signore intento a leggere un giornale, taglio a destra e un rumore, quasi impercettibile, mi stoppa. Guardo in giro e capisco che il suono proviene da un cespuglio posto dietro una panchina. Nessuno nelle vicinanze, mi avvicino e con mia somma sorpresa vedo una scatola di cartone da dentro la quale spunta il muso di un cucciolo, in tutto e per tutto uguale a Gus. Il cuore batte all'impazzata mentre lo afferro e lo sollevo, rendendomi conto che è piccolissimo. La prima cosa che fa è quella di appoggiare una zampina sul mio petto, poi mi lecca felice. Attaccato al collo ha un collarino azzurro con una targhetta metallica. Il nome, penso subito prendendolo con le dita. Quando lo leggo mi viene da ridere, tanto che sono obbligato a sedermi a terra.

Non poteva essere altro se non Desiderio.

Inizia a far sentire la tua voce attraverso le tue storie. Iscriviti, è gratis.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×

Sicuro che sia questa l'email?

×

Email non valida

×