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Una storia di Mina

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Potevo diventare famosa

E invece no.

Pubblicato il 01 marzo 2017

Potevo diventare famosa… e invece no. – Tratto da una storia buffa (triste) e vera.

I social sono quella roba meravigliosa dove due giorni fa eri serenamente nessuno e domani chissà.

I social sono quel luogo indefinito e sconfinato dove non si sa che esisti per tot anni e poi un giorno magia: sei diventato un ometto. Sei cresciuto. Hai la barba. Ti fai i risvoltini. Sei un vip.

I social andando velocemente, sono quello spiraglio di luce in fondo al tunnel che ognuno di noi si augura di intravedere almeno una volta nella vita e spassarsela di gusto.

"In futuro saranno tutti famosi per 15 minuti ." Diceva un tale Warhol.

Ognuno di noi, ogni giorno quando mette le mani su quel rettangolino bianco spera di stare per caricare il contenuto del secolo.

Ognuno di noi, ogni giorno spera di saltare all’occhio di qualcun altro e sbancare il lunario.

Questa è la storia di Daniela

Daniela l’illustratrice.

Daniela che si stava facendo i fatti suoi e si è scoperta vip.

Daniela che stava combattendo contro i peli del cane nuovo e si è scoperta famosa.

Daniela che quando si è accorta che era famosa non ha fatto in tempo a dire “quarantaduemila condivisioni” che già non era più vero.

Perché si, Daniela, Daniela l’illustratrice che conosco io, alla fine famosa non ci è diventata. (Non ancora)

A Daniela è capitata una storia incredibile e anche ordinaria: ha realizzato un lavoro perché fa l’illustratrice, lo ha esposto ad una mostra dedicata a Bowie perché l’hanno invitata, si è mangiata un panino con gli amici, si è bevuta una birra in allegria, se ne è tornata a casa contenta e si è messa a dormire: pigiama di flanella, bacino e via.

Poi si è svegliata, ha fatto il solito giro sui social, scroll veloce di informazioni varie, si è preparata il caffè, si è girata verso il pc e sbang.

Il lavoro di Daniela era ovunque.

OVUNQUE.

Ovunque significa davvero ovunque, significa per fino che la moglie di Bowie l’aveva caricata su ogni sorta di social e piattaforma. Significa che erano già in stampa le maglie con la sua opera.

Significa che la gente aveva già cambiato immagine di profilo mille volte.

Significa che ogni testata online l’aveva apprezzata. Significa che Daniela era sulla bocca di tutti mentre dormiva!

Che meraviglia di storia.

E invece no.

No perché il nome di Daniela non è mai apparso da nessuna parte.

Perché Daniela l’illustratrice non l’ha ringraziata nessuno.

Perché Daniela si è dovuta rimboccare le maniche da sola per dire agli altri che in realtà il lavoro l’aveva partorito lei.

Che neanche se lo immaginava tutto quel rumore, però si lo aveva fatto lei.

Ora questo è solo un omaggio a Daniela e al suo "ugualmente successo".

È un invito a riconoscere sempre il talento altrui dietro al quale ci sta il sudore.

In fine, ma non per importanza, è un invito leggero a stare con gli occhi sempre ben aperti e la speranza sempre accesa perché la fama sta là: dietro di noi, accanto a noi, avanti a noi, sotto di noi, in mezzo a noi.

Basta che la notiamo per tempo.

"Altrimenti ci arrabbiamo."

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