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Una storia di Jade07

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Inside

Ginevra si risveglia dentro una stanza d'ospedale. Sola, inerme, terrorizzata. E non sa perché.

Pubblicato il 03 agosto 2017

Buio. Nel suo campo visivo solo buio, nient’altro.

Ginevra osservava da dietro il nero delle sue palpebre il vuoto assoluto; la totale assenza di tutto ciò che si può definire vivo, che si può vedere o sentire. Sentiva che era viva, ma a parte quello non riusciva a muoversi, a pensare lucidamente, se non al fatto che si sentiva inerme e svuotata.

- Sono viva – si diceva tra sé e sé, rincuorata.

Poi un pensiero la fulminò. - No, no. Non può essere.

Un rivolo di sudore le colò giù per la fronte e stava riacquisendo pian piano tutti i sensi. Si trovava in una stanza d’ospedale e dalle finestre filtrava una luce candida.

Abbassò lo sguardo su di sé, toccandosi le sue lunghe ciocche rosse, il suo viso color porcellana, le mani con lo smalto blu in più parti scheggiato. Nell’osservare le sue braccia minute notò solo allora l’intrico di fili e flebo che le si attorcigliavano attorno.

Decise allora di guardare un punto fisso nel muro, bianco come il vuoto assoluto. No, il vuoto assoluto era nero, l’aveva visto. Era più come un inizio incerto. Di quelli che non puoi prevederne l’andamento, che potrebbero essere belli o irrimediabilmente disastrosi.

– Incerto – l’aggettivo le rimbombò nella mente. Come può una parola essere capace di farti crollare il mondo addosso? come può mozzarti il respiro e annullare ogni tuo pensiero, offuscandoti la mente?

Scosse la testa, ignorandone il pulsare fastidioso, e fece un respiro profondo. Non si calmò, ma la nebbia nella sua mente si dissipò e rifletté a fondo, prima che il panico la assalisse.

Non aveva la minima idea del perché si trovasse lì, da sola, terrorizzata.

Se solo quello di cui si era resa conto svegliandosi fosse vero, era in pericolo. Tutti quelli che amava erano in pericolo ed era la fine.

Non la fine di una storia, di una carriera di studi andata male o di un piatto di patatine fritte. No.

La fine del mondo che conosceva, o meglio, del mondo che pensava di conoscere.

Doveva porre rimedio, prima che fosse troppo tardi.

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