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Una storia di LuisaCagnassi

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L'amore è un dono

(astratto)

Pubblicato il 13 febbraio 2016

Io ti dico buttati a capofitto trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera, come trovarlo? "Bèh, dimentica il cervello e ascolta il cuore..."
Mai tanto bene è stato rappresentato l'amore, superando quasiasi ragionevole limite.

Forse un giorno toglierò questa maschera che mi spinge a immergermi tra la gente alla ricerca di un emozione che riscaldi la mia solitudine d’amore.

Amare è un sentimento astratto, non lo tocchi, lo percepisci e lo vivi, ti logora o di colma di gioia; è un dono, un talento innato: o ce l’hai oppure no.

Non s’impara ad amare, è un germoglio che si possiede dentro al cuore sin dal primo vagito, forse ancora prima di vedere la luce: al primo contatto con la mamma.

Io sono rivestita di questo sentimento, dentro e fuori, ma quanto diventa difficile farlo intendere.

Cerco, nell’interagire, quel mondo che non riesco a vivere stando a casa, dentro questa enorme torre d’avorio, dove riesco a essere me stessa solamente scrivendo.

Per donare un po’ di me e non esplodere nella malinconia.

Le ferite causate da chi questo sentimento non è riuscito a maturare mai, sono infinite. La maggior parte della gente è così superficiale, si limita.

Perché rinunciare ai personali interessi cercando di conoscere le sensazioni e le necessità altrui?

Allora il mio animo è investito da rumori, che percuotono l’armonia dell’anima, la feriscono a sangue a volte, con parole buttate a vento, che diventano pugni dolorosi.

L’amore è astratto, ma si concretizza il giorno di San Valentino; in questa occasione ci ricordiamo che amare è vita, allora enfatizziamo il momento, con un fiore o un dono qualsiasi, quasi a voler negare che, ognuno di noi nel profondo, ha bisogno di amore per vivere.

Subito dopo si strapazza il sentimento e lo si mette sotto i piedi, in nome di mille altre motivazioni, sciocche e inutili, solo per sentirsi grandi.

Si giudica troppo, poi ci si emoziona dentro le note o le parole di una canzone: tanto basta.

Rifiutiamo di vivere l’amore, ce ne vergogniamo, perché non ci hanno insegnato che alla base di tutto, per natura, nasciamo con un gesto d’amore.

Non siamo costretti, lo rinneghiamo ma, San Valentino è il nostro alibi, per dire che, anche i più aridi e insensibili necessitano di un gesto d’affetto per vivere questa vita, con un senso più forte.

Io ho bisogno continuo di manifestare i miei sentimenti di vedere, come dentro una bolla enorme, questo universo scambiarsi attimi di affetto.

Lo cerco, come dicevo prima, su queste pagine, perché so che qui qualcuno sarà tanto paziente da ascoltarmi, leggendo sino in fondo, il mio tentativo di dare corpo al sentimento.

Un bagno di folla virtuale, capace di rigenerarmi e di darmi speranza, ora che il mio sentiero diventa sempre più breve, e il tempo si riduce ogni giorno.

In fine rientro nel mio nido, dove permetto solo a chi amo di entrare, perché voglio godermi il mio spazio, respirando a pieno l’amore di chi sa darmi, come sa, quanto di più essenziale appartenga alla vita.

Rientro nella mia solitudine, lasciando passeggiare le mie emozioni in silenzio, raccogliendole, per poi regalarle domani a qualcuno che aspetta là fuori, per offrigli, se posso, un attimo di serenità.

Amiamoci tutti i giorni dell’anno! É un augurio dettato dal cuore.

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