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Una storia di LuigiMaiello

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Liberato: il cantante misterioso di Napoli è già un caso.

Quanto durerà il successo del napoletano e del suo cantautorato elettro pop?

Pubblicato il 18 maggio 2017

È ancora segreta l’identità di Liberato, il cantante napoletano che sta spopolando on line con le due hit “Nove Maggio” e “Tu t’e scurdat’ ‘e me”, ma quanto durerà il suo successo?

Due soli singoli ma già un boom di visualizzazioni su Youtube, un’intervista su Rolling Stone e la presenza tra gli ospiti del Mi Ami Festival: per Liberato, il cantante napoletano dall'identità sconosciuta, è un momento d’oro. Finora ha azzeccato tutte le scelte: dal genere musicale alla strategia di marketing e comunicazione.

R’n’b, elettro e hip hop perfettamente contemporanei, uniti a strofe e tematiche più vicine alla scuola dei neomelodici partenopei.

Fonte: liberato1926.tumblr.com

E poi un cuore tradito che non riesce a darsi pace, un classico in cui molti possono riconoscersi, così che viene voglia di ascoltare e cantare questi pezzi come in un loop.

“Nove maggio m’hê scurdat’/ T’aggio visto ca’ turnavi ‘nziem’ a ‘n’at’/ Nun me siente, nun me pienz’/Tengo ‘o core ca’ nun può purtà pacienz’”

Liberato, nove maggio è il suo primo successo

Una ragazzina vestita Nike dalla testa ai piedi si trucca nella sua camera, e poi gira tutta Napoli come una rapper navigata a piedi e in motorino: dalla periferia ai vicoli del centro, dal Vesuvio a Piazza San Carlo, passando per i murales di Maradona dei Quartieri Spagnoli.

La regia del video è di Francesco Lettieri.

Chi è LIBERATO?

È di Napoli, e canta. Solo questo sappiamo di lui.

Non ci sono in giro sue foto, non è nel video del suo pezzo. Sappiamo più cose sul suo successo, che non è solo questione di musica, ma anche frutto di un’attenta pianificazione a tavolino. È uno che si sa vendere bene e anche l’intervista uscita su Rolling Stone, ad esempio, secondo molti sarebbe stata concordata dall’ufficio stampa tempo prima.

Quando parliamo di artisti che scelgono di mantenere segreta la loro identità, ci vengono alla mente la scrittrice Elena Ferrante, il maestro della street art Banksy, i Daft Punk, tutte celebrità che hanno ottenuto l’attenzione del pubblico scegliendo di celarsi agli occhi dei fan. La stessa strategia che voleva praticare il papa giovane di Paolo Sorrentino.

Fonte: liberato1926.tumblr.com

È la curiosità umana che alimenta il tutto. In gergo di marketing si parla di “hype”, attesa: teaser, annunci, poster, immagini rubate, interviste. Abbiamo visto migliaia di volte questo processo. Tutto è volto a far correre la nostra immaginazione, ma non solo, è anche volto a creare una comunità di base per un determinato prodotto. In questo caso il “prodotto” è l’autore, il cantante.

C'è chi pensa sia qualcuno vicino al mondo della dance o dell'hip hop napoletano, ma il vero punto è un altro, o meglio ne sono diversi.

Quanto durerà il suo successo?

Dopo questa curiosità iniziale sarà in grado di restare sulla cresta dell’onda?

I suoi primi due pezzi sono dei mix originali di napoletano, R&B ed elettro, ma riuscirà a mantenere la sua originalità o in cerca di un pubblico più ampio si venderà alla legge del mercato?

Una scelta fondamentale, ad esempio, sarà quella se continuare o meno a cantare in napoletano.

Cosa farà LIBERATO? Sceglierà per sempre l’anonimato?

Chiure ll'uocchie par’ 'cchiu bell’

Chiove 'ngopp' a Procida

E tu t'hê scurdat' 'e me

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