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Una storia di Gianmarco.glovi

Il coraggio di seguire le proprie passioni

Pensieri notturni fuori dal ritmo che la vita ci impone

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Pubblicato il 27 maggio 2018 in Altro

Tags: passione sogno lavoro coraggio notte

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La mia storia parte dall'immagine di copertina: uno schema per dare ordine alle idee e ai pensieri notturni esplosi nella mia testa mentre fumavo una sigaretta sul balcone di un appartamento di Milano.

Non è una novità, spesso ho bisogno di riordinare le idee scrivendo, prendendo appunti con la promessa di rielaborarli, e perchè no, pubblicarli sotto forma di storia su Intertwine. Quante volte l'ho fatto negli ultimi anni? Nessuna. E allora perchè iniziare a farlo alle 3:00 di notte di un sabato sera? Forse perchè sono troppi mesi che non do voce nè concretezza ai miei pensieri, alle mie inclinazioni, alle mie passioni. E allora che questo possa essere un punto di partenza, per me e magari per qualche malcapitato incappato in questa confusa raccolta di pensieri notturni ai quali mi appresto a dare un ordine, il mio.

Ore 3:47

Scorrono i titoli di coda dell'ultimo episodio della prima parte della "Casa de Papel", una bella serie tv lanciata da Netflix e che ha avuto un grande successo. Ciò che cattura la mia attenzione in questo momento non è la serie in sé, bensì le note di "Bella Ciao" associate alle immagini più classiche del capitalismo. Questo mix di musica e immagini, unito ad una sigaretta fumata nella notte in quartiere periferico di Milano hanno stappato nuovamente quel contenitore di pensieri confusi e aspirazioni che (probabilmente da anni) trova posto nella mia testa.

Non è la prima volta che succede e in questi casi mi piace flirtare per qualche secondo con ognuno di essi: lavoro, politica, ingiustizie,donne, passioni e sogni. A volte mi perdo per qualche minuto in più in alcuni di essi, penso di scriverci qualcosa ma poi lascio perdere, anzi, cosa ben peggiore, "rimando". L'ultima volta mi capitò in una domenica tremenda, quando negli stessi minuti si quantificavano i morti in Palestina e si parlava degli ennesimi incidenti sul lavoro, notizie che passano oramai tra una vergognosa indifferenza generale.

Da qui parte la mia riflessione: a quando rimando? Il weekend serve a staccare dal lavoro, a mettere a posto casa, a vedere gli amici e andare a bere qualcosa o meglio ancora a trascorrere un paio di giorni in qualche capitale europea. In un attimo si salta alla domenica sera, pronti per una nuova settimana di lavoro. La tranquillità della notte questa volta mi ha convinto, scrivo a penna per vedere graficamente l'evoluzione dei miei pensieri.

Fuori dai ritmi che la vita moderna ci impone possiamo riscoprire noi stessi. Qualche mese fa leggevo un articolo in cui si sosteneva che le 8/10 ore lavorative ci impediscono letteralmente di sviluppare le nostre passioni e per quanto ognuno di noi cerchi di negarlo a sé stesso, credo sia effettivamente così. Nella maggior parte dei casi passiamo gran parte della nostra vita facendo un lavoro che non ci piace o che comunque non ci rappresenta. Può davvero qualcuno avere il sogno di controllare bilanci? C'è davvero chi ha come obiettivo nella vita quello di vendere prodotti e servizi altrui di cui non conosceva l'esistenza fino a qualche anno prima? La verità è che guardiamo al risultato, allo stipendio e alle sicurezze che ci offre la stabilità economica. La ragazza o la famiglia e gli amici danno un senso alla nostra vita, ci permettono di accettare o anche di farci piacere il nostro lavoro, ma nella maggior parte dei casi le nostre passioni restano represse, sopite e troppo spesso spariscono con gli anni.

Sono convinto che ad ogni età e in ogni fase della vita ognuno di noi si possa domandare quale sia il suo sogno ed è più che normale avere un sogno diverso per ogni fase della vita. Una volta ho fatto questa domanda ad una ragazza e mi ha risposto "io non ho sogni". Rimasi talmente colpito da quella risposta che decisi di approfondire il discorso, rfiutando l'idea che una così bella persona potesse vivere senza un sogno. Sapete cosa saltò fuori? Che l'ultimo sogno che le veniva in mente era quello di fare la ballerina. Questa persona da anni ha smesso di sognare, seguendo la strada che la sua vita attuale e il suo lavoro le avevano tracciato.

Stimo profondamente quelle persone che hanno avuto il coraggio di dare forma alle loro idee, lasciando magari un lavoro sicuro o rifiutando a prescindere quello che il sistema aveva da offrire per ritagliarsi il loro spazio in un mondo frenetico e preimpostato. Spesso non si tratta di persone straordinarie, ma di persone che hanno assecondato le loro inclinazioni e possono quindi vivere alimentandosi ogni giorno delle proprie passioni. Quello che intendo non è che tutti possiamo realizzare grandi cose, ma che tutti dovremmo quantomeno orientare la nostra vita il più vicino possibile alle nostre passioni e non ritagliare 1 ora al giorno (o magari 2 la notte) per dare sfogo a quello che invece vorremmo fare dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.

Che sia un viaggio, una missione umanitaria, un progetto lavorativo o l'impegno politico dobbiamo iniziare a dare spazio alle nostre passioni, poco a poco magari, fino a capire se vogliamo che esse siano il motore della nostra vita, fino a capire che finalmente stiamo realizzando qualcosa per cui valga la pena aver vissuto.

Io me lo chiedo ogni giorno e credo che anche una pagina, scritta finalmente fino alla fine, possa essere un inizio. Certo la struttura e il filo logico lasciano a desiderare, tanti altri concetti sono rimasti fuori, ma ho iniziato a dare sfogo alle mie passioni, per il momento in un'afosa notte milanese, magari in futuro dalle 9 di un lunedì mattina.

Ah e ad ogni modo alla fine quella ragazza un sogno ce l'aveva, semplicemente, avere un bambino.

Ore 4:50

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