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Una storia di LuigiMaiello

Lo IAB Forum 2017 a Milano, il tassista di Napoli e ...

Il racconto del Digital Forum a Milano e qualche aneddoto da sapere.

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Pubblicato il 04 dicembre 2017 in Giornalismo

Tags: iab iabforum diariodibordo milano eventi

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La settimana scorsa io e Gianluca siamo stati allo IAB Forum a Milano, l’evento più grande sul mondo digital in Italia, e uno dei più grandi in Europa.

Siamo stati là con lo stand di Intertwine, di cui Gianluca Manca è uno dei founder, nonché il CEO, mentre io mi occupo, per lo più di comunicazione e contenuti.

Questo che leggete è un racconto breve di quello che è successo in quei tre giorni a Milano, tra il cielo grigio e il nostro stand colorato, tra i tassisti simpatici e cordiali e le antipatiche (a dir poco) signore della trattoria del centro.

L’arrivo a Milano.

La prima cosa che ci ha colpito è il freddo, che ci è rimasto nelle ossa, tanto che, nel momento in cui scrivo, ho un po’ di febbre. Altro elemento dominante è il grigio del cielo, che ci ha fatto compagnia per tutto il tempo, tranne una mattina, quando ci siamo affacciati e abbiamo visto, sul palazzo di fronte, quella che a Napoli definiamo come “una lenza di sole” (un raggio di sole).

Passaggio obbligato alla sede di Digital Magics, tra i primi a credere (e investire) in noi, dove abbiamo fatto quattro chiacchiere con alcuni amici. La serata è passata tranquilla, tra il bisogno di mangiare qualcosa di caldo (e calorico) e la voglia di bere un buon drink sui Navigli.

Il giorno dopo la sveglia suona presto.

Milano - Zona Navigli.

Intertwine allo IAB Forum 2017.

L’apertura è prevista alle nove, per cui ci muoviamo presto e appena arrivati siamo piacevolmente sorpresi dalla bellezza del nostro stand e anche dalla posizione: all’ingresso, sulla destra.

Il primo giorno è stato quello più intenso: abbiamo parlato davvero con tante persone, tutte interessate e competenti: un pubblico preparato, che ci ha fatto tante domande e con cui è stato un piacere confrontarci.

Lo storytelling allo IAB Forum 2017.

Molte persone hanno visto questa edizione dello IAB Forum molto centrata sullo storytelling come metodo per la comunicazione aziendale. Se negli anni passati molto più spazio era stato dato ai Big Data e al Programmatic Advertising, questa volta invece molto si è dibattuto (in plenaria) della necessità di comunicare prodotti, marchi e valori attraverso le storie.

Quando siamo di fronte a una buona storia (quando guardiamo un film, una pubblicità o leggiamo un romanzo) non ci interessa che i fatti raccontati siano veri o falsi, possibili o immaginari: l’importante è che siano verosimili e coerenti nelle loro sequenze di azioni e nessi causali.

Fabio Rovazzi e Marco Montemagno in plensaria.
Fabio Rovazzi e Marco Montemagno in plensaria.

Le scienze ci spiegano il mondo così com’è,

mentre una storia può descrivere un mondo che non esiste ancora.

La costante dei nostri discorsi è sempre stata la qualità della nostra community e dei rispettivi contenuti. A livello di comunicazione aziendale, infatti, molti sono sembrati stanchi e assuefatti da una comunicazione fatta di post su Facebook e Instagram, o da quella ancor più breve fatta di tweet.

In un momento storico in cui tutti i punti di riferimento sono venuti meno, il consumo è in gran parte un consumo di storie, soprattutto per il contributo che le storie possono dare ai nostri processi identitari.

La Consonante K, il tassista e le signore.

La Consonante K è un libro di Davide Morganti (pseudonimo di Davide Palmieri), che a breve vedrete anche su Intertwine. In uno scambio di mail, ci ha detto che stava a Milano per la presentazione del suo libro. Ci siamo andati, subito dopo il primo giorno allo IAB. Alla presentazione, in un nuova e curata libreria al centro di Milano, c’era anche lo scrittore russo Nicolai Lilin, autore del libro “Educazione siberiana”, che è stato portato anche sul grande schermo da Gabriele Salvatores.

Un’oretta in cui al tono scherzoso di Davide Morganti si sono alternate le domande lente (a dir poco) di Lilin, e poi, dopo una chiacchierata e la firma di rito della copia del libro, siamo andati a mangiare.

Il tassista innamorato di Napoli.

Il primo tassista che abbiamo incontrato è un napoletano che vive a Milano da circa cinquant’anni. Originario del Rione Sanità, ci ha raccontato diversi aneddoti (Milano è grande assai e gli spostamenti mai brevi) e ci ha spiegato come, in realtà, Napoli (e i napoletani) a Milano siano ben visti. Ci ha detto, testualmente: “Sono i napoletani che spesso si piangono addosso, quando non c’è motivo per farlo. Secondo i milanesi, le persone di Napoli hanno qualcosa in più”.

Ci ha esortato a continuare con i nostri progetti e ci ha fatto un grande in bocca al lupo.

Era arrivato il momento di mangiare.

Le signore al ristorante.

Quando ci spostiamo in altri luoghi, ci piace mangiare piatti tipici del posto, e l’abbiamo fatto, anche questa volta: trattoria al centro di Milano per mangiare un buon risotto alla milanese con ossobuco.

È un posto in cui le persone, anche se non si conoscono, condividono lo stesso tavolo. Accanto a noi si siedono due signore, intorno ai cinquant’anni. Sembravano due persone distinte, ma all’inizio non scambiamo una parola. E neanche in seguito.

Ben presto infatti iniziano a fare dei discorsi che più retrogradi non si può. Dalla ragazza del figlio che a lei non piaceva alla segretaria del direttore, perché “se non facesse altro con lui, mica le darebbe quello stipendio”.

A volte, le donne sono le prime ad essere maschiliste e sessiste.

La sagra delle banalità è andata avanti per un po’, con qualche punta di razzismo e, a ogni affermazione, io e Gianluca ci guardavamo sbalorditi, indecisi se rispondere a tono o meno. Ad un certo punto, però, abbiamo iniziato a ragionare, ad alta voce, sulla mentalità chiusa delle persone. Su come non dipenda dal posto in cui ti trovi. Le loro facce hanno cambiato colore.

Noi siamo usciti, e siamo andati a bere.

Secondo giorno allo IAB Forum.

Il secondo giorno allo Iab è andato più o meno come il primo: molti incontri e possibilità di collaborazioni. Tanti contatti e alcuni dovrebbero concretizzarsi a breve.

Ogni tanto veniva a farci compagnia il robot dello Iab, e, a fine evento, tutti a bere Aperol Spritz alla festa di Radio RTL 102,5.

Là ho parlato con una ragazza milanese a cui piacciono le canzoni di Alessio (“Ma si ven staser tu nun fa cchiù a scem...”) e a fine serata molti membri importanti dello Iab si sono messi a ballare i latino americani.

Il giorno dopo abbiamo preso il treno per tornare. L'ultimo a salire è stato un ragazzo che ha salutato (e baciato) una ragazza.

Perché, se ci pensi, eravamo all’evento digital più importante d’Italia, ma tutto, alla fine, è più semplice di ciò che pensi.

Come una bella storia che ti emoziona.

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