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Una storia di LuigiMaiello

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Intertwine Consiglia pt.67: “Legati per la vita”

Il film "Indivisibili" legato a "Il contrario di uno" di Erri De Luca e al duo Simon & Garfunkel.

Pubblicato il 20 ottobre 2016

"Due non è il doppio ma il contrario di uno, della sua solitudine.

Due è alleanza, filo doppio che non è spezzato."

Erri De Luca, Il contrario di uno

Ogni persona nel corso della propria vita tesse una fitta rete di legami sociali: alcuni più forti, altri più deboli.

I legami forti sono quelli che segnano la nostra esistenza: rapporti caratterizzati dalla fiducia, dalla cooperazione e dalla reciprocità, ma in molti casi c’è anche qualcosa in più, di diverso e unico che non è possibile definire.

Sono le amicizie che durano decenni, i legami familiari, gli amori appena nati e quelli finiti che ti segnano per sempre. Sono quelle relazioni che vanno vissute e alimentate, perché:

“Sai cosa succede quando non vedi una persona per troppo tempo? Dimentichi come è fatta”.

È proprio un viaggio fatto di legami forti e indissolubili che vi proponiamo questa settimana in Intertwine Consiglia pt. 67 : “Legati per la vita” che inizia con il film "Indivisibili".

Una premessa è d’obbligo: il film è da pochissimo nelle sale, ma potete stare tranquilli, in quest’articolo non troverete spoiler che vadano oltre ciò che già si vede nel trailer ufficiale.

“Io, tu, noi. Indivisibili!”

È questo il ritornello del pezzo più famoso di Dasy e Viola, due gemelle siamesi napoletane che si esibiscono in feste di paese, battesimi e matrimoni cantando canzoni neomelodiche.

Il loro talento è grande e potrebbero cantare qualsiasi cosa, ma ogni volta:

“Quattro canzoni e ce ne andiamo, che oggi tenimme parecchie situazioni”

“E il bis?”

“Indivisibili”

“Sempre Indivisibili! Io voglio fare Janis Joplin!”

Marianna e Angela Fontana con il regista Edoardo De Angelis.

Hanno un talento pazzesco le due protagoniste pressoché sconosciute di “Indivisibili”, il film diretto da Edoardo De Angelis che secondo molti doveva essere il candidato italiano agli Oscar. Tra i maggiori sostenitori alla candidatura c’era anche il regista Paolo Sorrentino, ma poi ad averla vinta è stato Fuocoammare di Gianfranco Rosi.

Marianna Fontana e Angela Fontana sono due interpreti sorprendenti e reggono la storia alla grande.

Il loro è un amore viscerale in cui ognuna della due dice all’altra: “Io teng’ sul a te”.

Sulla loro diversità nel film campa una famiglia intera: il padre (Massimiliano Rossi) che per loro compone pezzi cupissimi (“Tutte le belle canzoni sono tristi”, dice); una madre inerte e alcolizzata (Antonia Truppo), lo zio, il produttore discografico che tende più a “valorizzare” la loro diversità fisica (e sessuale) che la loro voce e poi c’è il prete, che le fa travestire da Madonne durante le processioni.

Le due ragazze si sentono dei fenomeni da baraccone, ma il padre ha una teoria del tutto sua riguardo il loro talento:

“Ma vi siete guardate intorno? Qua la gente normale fa la fame.

Voi siete speciali, siete il futuro!”

In questa storia il corpo doppio delle protagoniste diventa la metafora delle contraddizioni di quel pezzo di terra in cui si svolge la vicenda: la città di Castelvolturno, una terra martoriata e violentata che allatta e avvelena i suoi figli, ma come canta Enzo Avitabile nella colonna sonora:

“Tutt'eguale song 'e criature, nisciuno è figlio de nisciuno, tutt nati dall'ammore se sape come si nasce, ma nun se sape comme se more”

Il film è un vero e proprio percorso di formazione, perché ad un certo punto il sogno di Dasy e Viola cambia e desiderano la normalità: mangiare un gelato, fare un viaggio, ballare, bere vino senza temere che l'altra si ubriachi e anche fare l'amore.

“Dottò ma voi state dicendo che ci possiamo dividere?”

Qua si innesca il cambiamento che porta al dramma familiare perché ognuna delle due ragazze potrebbe vivere la sua vita, ma proprio le persone a loro più vicine (i familiari) si oppongono a questa scelta per paura di perdere una preziosa fonte di mantenimento.

Nel film emerge la volontà di cambiamento e di libertà, ma anche un grande desiderio di normalità che commuove e fa riflettere sul senso della vita, perché può capitare, come alle protagoniste del film, di non poter vivere una vita propria e di doverla condividere sempre con qualcun altro.

Edoardo De Angelis, dopo Mozzarella Stories e Perez, dà vita a una di quelle rare pellicole in grado di appassionare, emozionare e disturbare nella stessa misura.

Indivisibili spinge a riflettere e ci lascia un grande interrogativo:

Cosa faresti se dovessi dividere la tua vita, in ogni momento,

anche quello più intimo, insieme a qualcun altro?

“Le chiedevo conto, e mai si deve tra chi sta in amore. Non esiste il tradito, il traditore, il giusto e l’empio, esiste l’amore finché dura e la città finché non crolla.”

Il contrario di uno è un libro di Erri De Luca che racchiude 19 racconti e un poemetto in versi tutti di carattere autobiografico che sono tenuti insieme da un filo comune: l’incontro con l’altro, che, anche solo per un breve tempo, ci sottrae alla solitudine dell’uno.

Nel corso della vita ognuno incontra tante persone e attraversa varie vicende, ma il primo incontro è uguale per tutti: è quello con la propria mamma ed è proprio a tutte le mamme che il libro è dedicato.

«Alle madri, perché essere in due comincia da loro»

Il primo pezzo è un componimento in versi dal titolo “Mamm'Emilia”:

“Mi hai messo in bocca tutte le parole a cucchiaini, tranne una: mamma. Quella l'inventa il figlio sbattendo le due labbra, quella l'insegna il figlio.”

C’è tutta la vita di Erri De Luca in questo libricino di 120 pagine: i ricordi dell’infanzia, l’impegno politico, le esperienze di operaio, le vicende legate al suo soggiorno in Africa, la natura, l’alpinismo.

E poi ci sono gli amori, quelli finiti o mai veramente sbocciati che Erri De Luca tratteggia e racconta con la solita maestria e leggerezza.

“I baci non sono anticipo d'altre tenerezze, sono il punto più alto. Dalla loro sommità si può scendere nelle braccia, nella spinta dei fianchi, ma è trascinamento. Solo i baci sono buoni come le guance del pesce. Noi due avevamo l'esca sulle labbra, abboccavamo insieme”.

"Due non è il doppio ma il contrario di uno, della sua solitudine.

Due è alleanza, filo doppio che non è spezzato."

L’inizio di quest’articolo ha tracciato la rotta di tutto il seguito perché è in questo modo che l'esperienza del due rende più piena e consapevole anche la condizione dell'uno.

Questa urgenza di condivisione che porta alla vera felicità nel libro assume tante forme diverse e si chiama di volta in volta: amore, comunismo, giustizia, affetto.

"Il contrario di uno" è un libro che vola leggero, con tante frasi corte che valgono intere pagine: sono parole semplici e profonde che scavano nell’intimo e donano il piacere di una lettura intensa e trascinante.

“A leggere molti libri, vedere molti quadri uno prende così spesso il posto dell'autore da diventare uno di loro.”

Anche nel mondo della musica c’è chi da solo proprio non sa stare: parliamo della coppia composta da Paul Simon e Art Garfunkel, in arte Simon & Garfunkel.

La loro storia insieme inizia prestissimo: i due frequentano la stessa scuola elementare e la loro prima esibizione in pubblico è una recita scolastica dove i due interpretano rispettivamente il ruolo del Bianconiglio e dello Stregatto in Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll.

Il loro primo gruppo si chiama “Tom and Jerry", che in seguito diventerà “Simon & Garfunkel".

Il primo album arriva nel 1964: è Wednesday Morning, 3 A.M., che include cinque brani originali, fra cui The Sound of Silence in versione acustica.

Il disco però si rivela un flop dal punto di vista commerciale e arriva la prima la separazione del duo.

Ma la storia è fatta anche di illuminazioni: Tom Wilson, il produttore del disco, decide di modificare la registrazione originale del brano aggiungendovi chitarra elettrica e batteria:

le parole dei profeti sono scritte sui muri delle metropolitane e sui muri delle case popolari. E sussurrò nel suono del silenzio

Le parole e la musica di quel pezzo diventano un tormentone ed è così che ha inizio il grande successo di The Sound of Silence e dei Simon & Garfunkel.

Si ricompone così il duo che darà vita a tanti altri successi tra cui Scarborough fair e Homeward Bound, ma la consacrazione definitiva si ha nel 1967, con la colonna sonora del film Il laureato di Mike Nichols (con la celebre Mrs. Robinson), che vince il Grammy per la migliore colonna sonora originale.

Seguono altri successi come America, Bridge over Troubled Water, The Boxer e El Cóndor Pasa, ma dopo il duo si scioglie di nuovo.

Ufficialmente i due non sono più tornati insieme, ma sono stati tantissimi gli episodi in cui si sono esibiti in pubblico.

Quindi quante sono le persone che fanno parte della nostra rete sociale e

quante quelle a cui vogliamo realmente bene?

Un famoso proverbio africano dice “Io sono perché noi siamo” e un altro ancora afferma “Se vuoi andare veloce, vai da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme agli altri”.

Aristotele ne la “Politica” definisce l’uomo come un “animale sociale”, perché tende ad aggregarsi con altri individui e a costruirsi in società, mentre più di recente, negli anni ’90, l’antropologo e psicologo evoluzionistico inglese Robin Dunbar ha teorizzato che in qualsiasi contesto e periodo storico, gli esseri umani riescano a gestire non più di 150 relazioni (150 è noto come «numero di Dunbar» ). Si tratta di una sorta di misura del limite cognitivo, legato alla capacità di processare l’informazione, oltre il quale i rapporti tendono a deteriorarsi.

Queste 150 relazioni possono essere divise in più cerchie: quella più interna è composta da familiari ed amici significativi con cui ci relazioniamo tutti i giorni o almeno una volta alla settimana; la seconda, da persone che contattiamo almeno una volta al mese, anche per scambiare delle semplici conversazioni del più e del meno, mentre entriamo in rapporto con il gruppo più esteso dei 150 almeno una volta all’anno, per esempio, in occasione delle festività (un modo per tener viva la conoscenza).

L'analisi di Dunbar è significativa ma non tiene conto dei social network e delle possibilità che oggi offrono per iniziare e coltivare relazioni sociali di natura diversa.

Ora però Intertwine Consiglia pt.67: “Legati per la vita” finisce e si collega idealmente all’inizio con una canzone popolare yiddish contenuta proprio ne Il contrario di uno di Erri De Luca.

Ehi tu ragazza dimmi se sai cosa può nascere anche senz'acqua, cosa può ardere senza estinzione, e soffre e piange senza le lacrime. Sciocco ragazzo, cosa mi chiedi? Senz'acqua crescere potrà una pietra, senza estinzione brucia l'amore e senza lacrime soffre e piange un cuore.

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