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Una storia di LuigiMaiello

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Intertwine Consiglia pt.36: “An #EnglishStory”

La Sfida Creativa lanciata da Wlingua con 007 Spectre, i Sex Pistols e Lionel Asbo. Stato dell'Inghilterra” scritto da Martin Amis.

Pubblicato il 12 novembre 2015

Questa settimana inizia il viaggio di Intertwine in Inghilterra.

Un viaggio lungo, che non durerà solo il tempo di quest’articolo, perché il Regno Unito ci terrà compagnia per un mese intero.

Su Intertwine, infatti, è stata lanciata la prima Sfida Creativa, promossa da Wlingua, il portale per migliorare il proprio inglese in modo semplicissimo.

La sfida ha per tema: “La tua figuraccia in inglese”.

Wlingua mette in palio degli account premium per migliorare il proprio inglese. Partecipare raccontando la propria storia è semplicissimo, oltre che gratuito. Spiegheremo meglio cosa sono le Sfide Creative e come partecipare alla fine dell’articolo.

Ora però Intertwine Consiglia pt.36: “An #EnglishStory” comincia.

“Il mio nome è Bond, James Bond”

Quante volte avete sentito (o detto per gioco) questa frase?

E’ proprio con James Bond che inizia il nostro viaggio in Inghilterra, in particolare con Spectre, il ventiquattresimo film della serie di 007.

Spectre è il secondo film della serie diretto da Sam Mendes, dopo Skyfall, ed è nelle sale italiane da giovedì 4 novembre.

Questa volta a pronunciare la “frase fatidica” è Daniel Craig, alla sua quarta volta da protagonista nel ruolo del famoso agente segreto.

Sono passati 53 anni e 24 film dal primo episodio della saga ( 007 Licenza di uccidere), ma i marchi di fabbrica sono gli stessi, a partire dalla classica sequenza d’apertura “gunbarrel” (la canna di pistola).

Senza svelarvi troppi particolari, vi diciamo che Spectre non è altro che il nome dell’organizzazione criminale contro cui 007 dovrà combattere, ma “Spectre” sono anche i fantasmi del passato di Bond che tornano a tormentarlo.

Partita da Città del Messico, l’azione ben presto si sposta in una Roma straripante di storica suggestione.

Questa volta tra un funerale, un inseguimento e una gita in montagna, l'agente segreto più famoso del mondo realizza una serie di colpi di scena, riuscendo a unire i tanti effetti speciali spettacolari al sarcasmo del protagonista.

James Bond è un personaggio nato nei romanzi del britannico Ian Fleming.

Il primo in cui comparì Bond è Casino Royale, del 1953, mentre il primo film ufficiale in cui Bond è protagonista è Licenza di uccidere.

James Bond è un uomo d’azione, ma anche uno capace di riflettere molto (come quando gioca a poker) e di ottenere spesso ciò che vuole: come con le donne che seduce da Ursula Andress a Eva Green, da Halle Berry a Monica Belluci e Léa Seydoux, protagoniste dell’ultimo film.

Famose sono le auto che guida (Aston Martin), lo stile dei suoi abiti e i cocktail che ama bere, in primis il Vesper Martini, chiamato così in onore di Vesper Lynd, bondgirl di cui l'Agente 007 era innamorato nel primo romanzo della serie.

Se qualcuno volesse “darsi un tono” ordinandolo al bancone di un bar, il Vesper Martini è un cocktail composto da gin, vodka e Kina Lillet. Sono informazioni utili anche queste.

Tornando al film, nel cast troviamo anche uno splendido Christoph Waltz - con il quale Bond ingaggia un gioco di sopraffazione più psicologico che muscolare e Monica Bellucci, prima "over 50" della storia della saga. Una donna latina che fa capitolare per una notte il nordico sex appeal di Daniel Craig.

Possiamo di certo dire che Daniel Craig nel film non se la cava male:

"Lei è un aquilone che volteggia in un uragano, Signor Bond".

In tanti anni di avventure però resiste l'intramontabile fascino di Sean Connery. Secondo alcuni “studi” dell’Economist Daniel Craig è, tra i vari protagonisti che si sono susseguiti, quello che, in ogni film, conquista meno donne.

È però secondo per uccisioni – 14 a film – ed è quello che beve più cocktail. Teniamone conto.

Dall’agente segreto più famoso e longevo al mondo, passiamo a un gruppo che è riuscito a entrare nella storia della musica con appena quattro singoli e un album.

Parliamo dei Sex Pistols e l’album è "Never Mind The Bollocks... Here's The Sex Pistols".

I Sex Pistols la pensavano in modo abbastanza diverso da James Bond riguardo al fatto di dover difendere la “regina”. Basta ricordare il singolo God Save the Queen con cui realizzarono una vera e propria invettiva nell’anno del suo Giubileo d’Argento (25 anni di regno).

Gli inizi dei Sex Pistols risalgono al 1975. Composti dal cantante Johnny Rotten, dal chitarrista Steve Jones, dal batterista Paul Cook e dal bassista Glen Matlock, poi sostituito da Sid Vicious, i Sex Pistols sono da considerati da tutti l’icona della musica punk.

In tutto i pezzi dell’album sono dodici e oltre a God Save the Queen, gli altri singoli del disco sono Pretty vacant, Anarchy in U.K. e Holydays in the sun, tutte canzoni che sono entrate nella storia della musica.

Nel 1977 con questo disco i Sex Pistols riescono a fotografare perfettamente un’epoca, infatti "Never Mind The Bollocks" già dalle sue prime parole dell’album ("I don't" = Io NON) grida il rifiuto verso l’ordine costituito.

In tutto il disco I Sex Pistols sbattono in faccia al mondo il loro “NO” a tutto, in una continua esaltazione del nichilismo.

Altri titoli famosi, oltre ai singoli già citati, sono No Feelings, Problems e Submission.

Con questo disco i Sex Pistols diventano la voce di quei giovani della Gran Bretagna che nella seconda metà degli anni 70 vivono una crisi, sia economica che morale. Il punk diventa la risposta alle maniere dolci degli hippie e del loro "flower power", che avevano clamorosamente fallito nel tentare di cambiare il sistema.

Il sistema andava abbattuto dicendo “NO” a tutto, almeno in parole e musica.

"I am an Antichrist, I am an anarchist/ Don't know what I want but I know how to get it" ("Io sono un Anticristo, Io sono un anarchico/ Non so cosa voglio ma so come ottenerlo").

Il punk con la sua musica urlata risponde a quell’urgenza di abbattere lo stato di cose costituito, traducendo in musica le azioni da attuare nella società: rifiutare tutto il passato recente (il rock) e tornare all'elementarità del ritmo.

Continuiamo il nostro intreccio con il libro di questa puntata: Lionel Asbo. Stato dell'Inghilterra scritto da Martin Amis.

Lionel Asbo è un ritratto spietato dell'Inghilterra di oggi, quella delle periferie, lontana anni luce dall'immaginario di eleganza e ricchezza londinese.

Nel cognome del protagonista, Asbo, si ritrova l’acronimo di Anti-Social Behaviour Order, il decreto degli anni Novanta con il quale Tony Blair intendeva fermare i comportamenti antisociali.

Lionel rappresenta proprio il simbolo della decadenza inglese: un tipo violento per scelta e gusto, che passa più tempo in galera che fuori.

Da come viene descritto somiglia fisicamente a Wayne Rooney, attaccante della nazionale inglese e del Manchester United.

In realtà, oltre che tozzo, è anche molto pericoloso, ma questo non gli crea problemi, tanto da riscuotere un grande successo. La sua fama diventa enorme soprattutto dopo la vincita alla lotteria. Paparazzato e inseguito per tutta la nazione, Lionel Asbo diviene l’icona della società che ha perso i suoi valori fondanti, per seguirne altri, frivoli e violenti.

Il protagonista, quando non è in carcere, vive nella grigia cittadina di Diston insieme ai suoi due pit bull psicopatici.

A Diston le ragazze a 15 anni sono già incinte, a 35 sono nonne, e tutti gli abitanti della città non arrivano quasi mai ai sessant’anni.

«le sue alunne incinte delle scuole primarie e i suoi teppistelli sdentati, i suoi ventenni ansimanti, i suoi trentenni artritici, i quarantenni storpi, i cinquantenni dementi e i sessantenni inesistenti»

Lionel Asbo è un romanzo molto dickensiano, come altre opere di Amis, perché in mezzo a questa crisi di valori e a tanta violenza, c’è la possibilità di emergere e cambiare vita.

Il raggio di speranza è portato da Desmond, il nipote buono di Lionel, un ragazzino curioso e “capace di scrivere”, che proprio per la sua “diversità” viene messo alla berlina dalla famiglia.

È lui la fiammella di fiducia che ancora si può nutrire nel futuro e nel sapere.

Chiudiamo quest’articolo parlando della prima Sfida Creativa lanciata sul nostro sito. Il tema è “La tua figuraccia in inglese”.

A chi non è capitato di fare una figuraccia o di rendersi protagonista di una serie di episodi divertenti dovuti agli immancabili "misunderstandings" che affrontiamo ogni volta che ci misuriamo con l'inglese?!

Wlingua ti offre la possibilità di migliorare il tuo inglese. Come? Con degli account premium per gli autori delle storie più belle e divertenti.

Che sia una storia vera o inventata non è importante, ciò che conta è la bravura nel raccontarla e i sorrisi e le risate che ne scaturiranno! L’iscrizione alla Sfida Creativa è completamente gratuita.

Cosa aspetti? Migliorare e mettersi alla prova in modo divertente è possibile su Intertwine.

Racconta la tua figuraccia con l’inglese.

Inizia a far sentire la tua voce attraverso le tue storie. Iscriviti, è gratis.

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