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Una storia di EnzoCocozza

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Alla ricerca di Robin Hood

Viaggio sulle tracce del più famoso fuorilegge d'Inghilterra

Pubblicato il 26 ottobre 2017

Premessa

Robin Hood, l'arciere che derubava i ricchi e donava ai poveri. Chi non conosce la sua storia? Di ritorno dalla Terza Crociata[1], combattuta al fianco di Riccardo Cuor di Leone[2], il nobile anglosassone Robin di Locksley è privato dei suoi possedimenti dall'usurpatore Giovanni Senza Terra[3] e si rifugia nella foresta di Sherwood, dove diventa un fuorilegge[4]. Da lì, alla testa dei “Merry Men” (gli “allegri compagni”), tra i quali si distinguono Little John, Will Scarlett e Fra Tuck, combatte le ingiustizie commesse dal Principe e dal suo braccio destro, lo Sceriffo di Nottingham. Alla fine, batte i suoi nemici, ottiene il perdono reale da Re Riccardo e corona il suo sogno d'amore con la bella Lady Marian. Con qualche modifica qui e lì, grossomodo, è questo il racconto che tutti conosciamo. Siamo sicuri, però, che questa sia la vera storia? Scopriamolo insieme.

"Robin Hood" Frank Moss Bennett

Introduzione

Quella di Robin Hood è una figura leggendaria. È probabile che la sua leggenda abbia avuto origine da un personaggio storico, le cui gesta diventarono talmente famose da renderlo protagonista, in primis, di ballate e, poi, di racconti. Certezze storiche in merito ad un tale individuo, tuttavia, non ce ne sono. Quello che si può fare è ipotizzare a partire dalle testimonianze letterarie che abbiamo, incrociandole con alcuni documenti storici e tracciare, così, un evoluzione del personaggio dalle origini fino ai giorni nostri. Il Robin del XIV° secolo[1] è molto diverso da quello che oggi conosciamo. Scopriamo quali furono “le sue prime gesta” in modo da poter incominciare ad analizzare la sua trasformazione e, strada facendo, delineare un suo identikit plausibile.

"Robin Hood and His Merry Men Entertaining Richard the Lionheart in Sherwood Forest" Daniel Maclise

Le gesta di Robyn Hode

Una delle prime testimonianze letterarie delle “imprese” dell'arciere criminale si intitola “A Gest of Robyn Hode”. Si tratta di una ballata, divisa in 8 stanze (“fyttes” in originale, “fytte” al singolare) e scritta in “middle english”[1]. Si suppone sia stata data alle stampe tra la seconda metà del XV° e la prima metà del XVI° secolo. Il corpus della leggenda è più antico ed è probabile che fosse trasmesso a voce, ma risulta di difficile datazione[2]. Il componimento fa parte delle “Child Ballads”[3].

Il Gest[4] si apre con la richiesta del narratore di ascoltarlo mentre ci racconta dello yeoman[5] Robin Hood. Costui è un orgoglioso fuorilegge, devoto alla Vergine Maria, nemico dei vescovi e dello sceriffo di Nottingham. È a capo di una banda di criminali[6], nella foresta di Barnsdale[7], dove i suoi uomini rapiscono[8] un viaggiatore triste e malmesso. Questi si scopre essere un cavaliere, che non ha i soldi necessari per riscattare i suoi possedimenti, offerti come garanzia per ottenere un prestito dall'abate di Santa Maria[9], in modo da raccogliere il denaro necessario a liberare il figlio, autore di un omicidio. Colpito da quella storia e dall'onestà dell'uomo[10], Robin decide di aiutarlo. Gli presta la somma di cui ha bisogno[11] e gli affianca Little John, in qualità di scudiero. Il nobile ringrazia e promette di tornare a sdebitarsi, in nome della Madonna. Il cavaliere riesce così ad estinguere il suo debito e a riscattare il feudo di Verysdale[12] dalle mani dell'abate, che era in combutta con il suo legale e lo sceriffo[13]. Sulla strada verso casa, il nobiluomo salva uno yeoman, che rischiava di essere linciato e incontra lo sceriffo di Nottingham. Questi rimane impressionato dall'abilità nel tiro con l'arco di Little John[14] e chiede di poterlo prendere al suo servizio. John giunge quindi al castello dello sceriffo, dove convince il cuoco della fortezza ad entrare nella banda di Robin[15]. Poi, i due, insieme, derubano il funzionario e scappano. Tornato nella foresta, John, in combutta con il suo capo, architetta un piano per catturare lo sceriffo. Il piano ha successo e il prigioniero è costretto a trascorrere un giorno nella foresta. Spossato, lo sceriffo chiede di essere rilasciato. Richiesta a cui Robin acconsente, ma solo dopo la promessa[16] da parte dell'ufficiale reale di non minacciarlo mai più.

A questo punto del racconto, il fuorilegge è preoccupato perché non ha ancora avuto indietro i soldi del prestito. Crede che la Vergine sia arrabbiata con lui per qualche ragione, ma, proprio in quel frangente, i suoi uomini catturano un monaco proveniente dall'abbazia di Santa Maria. Robin lo costringe a cenare con lui e la sua banda e, dopo, lo deruba perché, quello, non si dimostra sincero[17]. Sopraggiunge il cavaliere, il quale vuole disobbligarsi con Robin. L'uomo spiega le ragioni del suo ritardo[18] e si appresta a ripagare il suo benefattore, ma questi rifiuta e, anzi, lo loda per le sue azioni. Allora, il nobile gli dona degli archi, che lui stesso aveva provveduto a far costruire. In cambio delle armi, il fuorilegge gli da 400 sterline e gli rinnova l'amicizia.

Nella parte finale della ballata, lo sceriffo di Nottingham organizza un torneo di tiro con l'arco per provare a catturare Robin. Questi partecipa alla gara e vince, ma scopre di essere caduto in un'imboscata. Ne nasce uno scontro che vede gli “allegri compagni” avere la meglio, nonostante il ferimento di Little John. I banditi scappano e trovano rifugio al castello di Sir Richard at the Lee, il cavaliere aiutato in precedenza. Lo sceriffo pone l'assedio al maniero e, poi, va a Londra, a chiedere giustizia al Re. Nel frattempo, i banditi fuggono e, al suo rientro, l'ufficiale arresta Sir Richard. Date le circostanze, la moglie di quest'ultimo chiede a Robin di fare qualcosa e questi, insieme ai suoi uomini, entra in Nottingham, libera il cavaliere e uccide lo sceriffo. Ciò provoca l'intervento del sovrano, che si reca nella foresta, travestito da monaco, insieme alla sua scorta. Robin rapisce il gruppo e lo obbliga a cenare con lui. Il pasto è seguito da una gara di tiro con l'arco che il fuorilegge perde. A quel punto, il monarca svela il suo inganno, ma concede a Robin e ai suoi uomini il perdono, solo, però, se l'arciere entrerà al suo servizio. Robin accetta e rimane a corte per 1 anno e 3 mesi, dopodiché torna nella foresta e vi resta per 22 anni. Passato quel lasso di tempo, si ammala e si reca dalla cugina, la priora dell'abbazia di Kirkless, per essere curato. Qui, tuttavia, è ingannato[19] e muore.

I. Le gesta di Robyn Hode: Analisi del “Gest”

L'opera propone una struttura che è tipica delle prime storie di Robin, dove il fuorilegge incontra/rapisce qualcuno, cena con lui, lo mette alla prova e lo premia/deruba, a seconda che l'ospite si riveli sincero, oppure no. Intorno a questo schema si sviluppano tre vicende: il soccorso al cavaliere[1], l'inganno e lo scontro con lo sceriffo di Nottingham[2] e l'episodio con il Re, che precede la conclusione e la morte del fuorilegge[3], descritta, invece, in maniera parecchio sbrigativa e meno dettagliata rispetto a tutto il resto.

Così come erano raccontati, questi eventi dovevano suonare molto familiari al pubblico del “Gest”. Temi come il tiro con l'arco, il bracconaggio[4], i soprusi da parte dell'autorità, erano elementi tipici della quotidianità dell'epoca e che, perciò, ogni spettatore conosceva. Ad esempio, la vicenda inerente il debito contratto da Sir Richard con l'abate è tra le sezioni più autentiche dell'intera opera, dato che riguarda qualcosa che poteva facilmente accadere nel corso del XIII° secolo. Non a caso, risale al 1279 il primo di due decreti[5] emanati da Re Edoardo I per tutelare le entrate del regno e non rendere possibile il passaggio di proprietà terriere nelle mani della Chiesa. Delle tre vicende, quindi, quella che riguarda il cavaliere[6] costituisce un nucleo narrativo completo e possiamo identificarla come una parte a se stante del Gest, mentre le altre due[7] formano un'altra parte del racconto. È ragionevole pensare che la seconda sia meno datata della prima. Che ci sia una differenza temporale che riguarda le sezioni del Gest può essere chiarito, ad esempio, anche dai riferimenti alla figura dello sceriffo tra 2° e 3° stanza[8]. Quando l'abate è in attesa del cavaliere, non è specificato in quale territorio svolga il compito di tutore della legge lo sceriffo che è in combutta con lui, mentre quello che prende Little John al suo servizio è presentato, senza ombra di dubbio, come sceriffo di Nottingham. Perché questa differenza? Probabile che ciò sia dovuto all'uso di diverse fonti, il ché sembrerebbe confermare la diversa età delle due stanze.

Tornando, invece, alla diversità tra prima e seconda parte, appare chiaro che quest'ultima riutilizzi a piene mani topos narrativi relativi alla leggenda di Robin Hood, già di successo all'epoca. Lo scontro tra Robin e i Merry Men contro lo sceriffo e i suoi uomini è un qualcosa che accade anche nella ballata dal titolo “Robin Hood e il monaco”[9], mentre il torneo di tiro con l'arco è il fatto principale in “Robin Hood e la freccia d'oro”[10]. Ancora, l'intervento del Re è pure al centro de “Il travestimento del Re e l'amicizia con Robin Hood”[11] e la morte del fuorilegge è riportata sia in “Robin e il cavaliere coraggioso”[12], che in “La morte di Robin Hood”[13]. A testimoniare la prolificità di queste tematiche contribuisce, allo stesso modo, la “Child Ballad” numero 116, dal titolo “Adam Bell, Clym of the Cloughe and Wyllyam of Cloudeslee”[14]. Questa dimostra come il materiale in questione fosse adoperato anche per racconti coevi a Robin e, che forse, con Robin, si influenzavano a vicenda. Le azioni di Adam sono ambientate a Inglewood, nel Cumberland e a Carlisle, zone più distanti dalla Great North Road[15], a differenza di Barnsdale e di Sherwood. Inoltre, chi scrisse di Adam non prese a prestito alcunché dai romanzi del XIII° secolo, come invece fecero gli autori che lavorarono su Robin. A tal proposito, infatti, bisogna precisare che quest'ultimi rielaborarono situazioni organizzate in un determinato modo (perché inerenti contesti sociali differenti e perché presentate tramite diverse forme poetiche) per poterle, poi, riadattare al personaggio di Robin. Da qui deriva il debito che questi ha nei confronti di Hereward[16], Eustace[17] e Fouke[18], tutti personaggi storici che sono stati fuorilegge per un periodo della loro vita e le cui gesta sono state drammatizzate e di grande successo in Inghilterra, tra il 1200 ed il 1300.

La cronaca degli avvenimenti del Gest ci fornisce, in ogni modo, una panoramica abbastanza particolareggiata dell'Inghilterra medioevale dal punto di vista sociale, militare e legale. È ragionevole ritenere che il quadro socio-economico e culturale di riferimento sia riconducibile, in modo particolare, all'Inghilterra del XIII° secolo. Lo si evince, ad esempio, dalla conclusione della sesta stanza nella quale è chiaramente citato un “Re Edoardo”[19]. Nella storia inglese si sono avvicendati in successione tre Re Edoardo: Edoardo I, dal 1272 al 1307, Edoardo II, dal 1307 al 1327 e, infine, Edoardo III, dal 1327 al 1377. Fra questi tre, il nostro principale indiziato sembra essere Edoardo II perché ebbe un “valet de chambre” di nome Robyn (o Robert) Hood[20] e viaggiò nei luoghi della leggenda dal 24 marzo al 22 novembre 1323[21].

Inoltre, Robin è presentato come uno yeoman. Con questo termine ci si riferisce ai membri di un'ampia classe sociale, esistente in Inghilterra, tra il periodo tardo medioevale e la prima età moderna[22]. I yeomen si collocavano tra i gradi più bassi della nobiltà[23] e i contadini e servi. Erano l'equivalente dei “franklins”[24], lemma che indicava i liberi, piccoli proprietari terrieri tra il XII° e il XV° secolo. Questo proprietario terriero agiato doveva essere in possesso di un appezzamento tra i 40 e gli 80 ettari, che fruttasse dai 40 agli 80 scellini all'anno[25]. Erano definiti in questo modo anche i funzionari al servizio di una casata nobiliare, che svolgevano diverse mansioni, dall'ufficiale giudiziario, all'addetto alla sicurezza e, più in generale, supervisore di diverse realtà amministrative. Il vocabolo aveva anche più di una precisa accezione militare. Sembra che in origine designasse gli appartenenti ad un qualche tipo di reparto di supporto alla cavalleria, di minor lignaggio rispetto al cavaliere e allo scudiero[26]. Quando, invece, la locuzione comincia ad individuare i membri di una precisa classe sociale, assume anche una nuova valenza bellica. Sono, infatti, yeomen gli arcieri che contribuiranno ai successi inglesi durante la prima fase della Guerra dei Cent'Anni. Non è un caso che le unità di arcieri provenissero da questa classe dato che l'Assise di corte sulle armi[27] del 1252 forniva istruzioni affinché i piccoli proprietari terrieri fossero armati e addestrati con un arco e i più facoltosi tra loro possedessero e fossero armati con spada, pugnale e “longbow”[28].

Un'altro aspetto che salta all'occhio quando si legge il Gest è l'ubicazione della base di Robin e compagni. Non si tratta di Sherwood, nel Nottinghamshire, ma di Barnsdale[29]. La zona in questione risulta identificabile con un'area del West Riding of Yorkshire[30], anche se esistono altre teorie[31]. Storicamente con tale nome si intendeva una piccola regione verde situata tra Pontefract e Doncaster, che non era una foresta reale, ma nel XIV° secolo era zona di imboscate[32]. L'assimilazione con la località nello Yorkshire appare la più probabile visto anche che alcuni riferimenti geografici presenti nel testo sono riconducibili a quel posto[33]. Altro luogo che compare nell'opera e ha la sua importanza è Verysdale, il feudo di Sir Richard. Child e Holt lo indentificano con il villaggio di Lee, nel Wyre (Lancashire) per ovvie ragioni toponomastiche[34], ma esistono anche sospetti che conducono verso Wensleydale, una valle nel North Yorkshire, oppure Kirkless, distretto amministrativo nel West Yorkshire. Il “Gest” suggerisce che si trovava nel Peak District, ovvero un altopiano che per la gran parte si estende nel North Derbyshire, ma anche in altre contee, tra cui lo stesso Yorkshire. Graham Phillips e Martin Keatman sostengono che Verysdale potrebbe essere identificata con Kidwelly, visto che “very” e “welly” in alcuni dialetti sarebbero pronunciati in maniera simile e “dale” avrebbe avuto il significato dell'odierno “kid”[35]. D'altro canto, Robert B. Waltz suppone che Verysdale sia un errore di trascrizione e la corretta dicitura sia Ayredale. Il fiume Aire, che scorre nell'Airedale (zona nello Yorkshire) confluisce nell'Ouse tra York e Doncaster[36]. Infine, nelle sue “Old English Ballads” (1894), Francis Barton Gummere riporta che Ritson[37] scrive di una foresta di nome Wierysdale nel Lancashire ed è evidente che si possa individuare "un'assonanza" con il centro citato nel Gest.

II. Le gesta di Robyn Hode: datare il “Gest”

Se è possibile individuare un lasso di tempo durante il quale, il materiale che costituisce il Gest, è stato composto[1], risulta più difficile, invece, risalire alla genesi di quel materiale. Holt[2] formula delle ipotesi a partire dalla diffusione del cognome “Robinhood” e di alcune sue varianti. Questo perché la loro esistenza costituisce l'indicazione più datata che abbiamo in merito allo sviluppo della leggenda, prima che fosse trascritta e stampata. Appare evidente che, a mano a mano che si va indietro nel tempo, la tradizione dovesse essere trasmessa in maniera orale.

Il cognome “Robinhood” è abbastanza inusuale ed è legittimo supporre che, chi l'abbia scelto, l'abbia fatto perché conoscesse i racconti delle imprese del fuorilegge. Sono attestati 7 esempi di tale cognome tra il 1261 ed il 1296, la maggior parte dei quali localizzati nel sud-est dell'Inghilterra. È chiaro che ciò non rappresenta una prova inconfutabile data la difficoltà a rintracciare una documentazione esaustiva riguardo all'argomento, per l'epoca in questione. Di questi 7, comunque, 4 erano criminali o, per lo meno, persone che dovevano difendersi dall'accusa di aver commesso un reato[3]. In base a questi dati è possibile affermare che, all'epoca, esistessero diversi criminali che si ricollegavano (magari, anche volutamente) alla figura di Robin e che, con molta probabilità, contribuirono a diffondere ancora di più la sua leggenda.

I primi manoscritti su Robin risalgono alla metà del XV° secolo e sono composti in forma poetica. A proposito del periodo che va dalla seconda metà del XIII° secolo[4] fino alla comparsa dei testi redatti a mano si può che dire che, in quel lasso di tempo, fosse già diffusa la leggenda di un fuorilegge, il quale viveva nei boschi e derubava esponenti delle classi sociali più agiate, il più delle volte, disonesti e avidi. I tanti riferimenti alla figura dell'arciere[5] che saltano fuori nel corso di quegli anni sono una prova a sostegno dell'idea dell'esistenza di un'estesa e forte tradizione orale sul personaggio, diffusa dai menestrelli. La connessione tra i due modi di raccontare la storia è fornita da un aspetto che ha, da sempre, caratterizzato Robin. L'arciere andava d'accordo con i più poveri e rapinava i più ricchi. Un principio molto conveniente per chi operava al di fuori della legge e, spesso, poteva aver bisogno di complici. Del resto, i poveri potevano essere comprati e fornire, così, aiuto nelle situazioni più disparate[6]. Questo aspetto non è evidente nel Gest ed entra a far parte della tradizione scritta solo più tardi[7]. Probabile che ciò avvenga perché la fonte di tale peculiarità è da rintracciare nel ruolo che la figura di Robin giocava nei “May Games”[8] e, in generale, nelle feste di primavera. Erano queste celebrazioni nel corso delle quali i più giovani si recavano nei boschi e vi ritornavano con fiori e rami. Durante il tragitto, chiedevano una somma di denaro e, a partire dal XV° secolo in poi, è attestata la presenza di un Robin Hood con loro[9]. Tutto ciò dimostra come il personaggio di Robin, all'epoca, fosse ben conosciuto e avesse una fisionomia ben precisa.

In conclusione, Robin sembra nascere come simbolo di evasione, di fuga dalla realtà cittadina e in risposta ad un malessere nei confronti delle autorità civili e religiose, ma senza alcuna pretesa di protesta sociale. Solo più tardi diventerà un ribelle, eppure bisogna ricordare che le storie che lo riguardano sono contaminate dalla fantasia e ciò rende difficile formulare una considerazione univoca in merito alla sua leggenda e, nel caso specifico, al testo cui si fa riferimento qui. Risulta chiaro che il personaggio di Robin Hood delle origini fosse molto differente da quello che oggi conosciamo e, pur con tutte le difficoltà del caso, riscontrabili nell'individuare i luoghi, i possibili riferimenti storici e socio-culturali, traspare comunque che il “Principe dei ladri”, oppositore dei normanni invasori e nemico di Giovanni Senza Terra, ha incominciato il suo viaggio attraverso i secoli a partire da questo suo lontanissimo antenato.

"The Passing of Robin Hood" N. C. Wyeth

Note

Premessa

1. Con il termine crociata, in genere, si indica una serie di conflitti militari promossi, a vario titolo, dalla Chiesa e combattuti tra l'XI° e il XIII° secolo, con l'obiettivo di conquistare la Terra Santa e liberarla dal dominio islamico. La terza si svolse tra il 1189 e il 1192. Voluta da Papa Gregorio VIII, per riprendere Gerusalemme (occupata nel 1187 dal condottiero turco Saladino), questa crociata vide scendere in campo il Re d'Inghilterra Riccardo I, quello di Francia Filippo II, soprannominato Augusto e l'Imperatore del Sacro Romano Impero Federico I, detto il Barbarossa. Per tale motivo, fu definita “Crociata dei Re”. Si concluse con la firma di un accordo che stabiliva una tregua di 3 anni, 3 mesi e 3 giorni tra le parti e il permesso per i pellegrini cristiani, non armati, di visitare Gerusalemme. Gli storici usano il termine crociata in riferimento, anche, a quelle campagne che la Chiesa promosse contro i movimenti eretici e il paganesimo

2. Riccardo I nacque ad Oxford l'8 settembre 1157 e morì a Chalus il 6 aprile 1199. In virtù del coraggio dimostrato durante l'assedio del castello di Castillon sur Agen, in Aquitania, fu soprannominato Cuor di Leone. È stato sovrano d'Inghilterra, duca di Normandia, conte del Maine, d'Angiò e di Turenna, duca d'Aquitania e Guascogna e conte di Poitiers dal 1189 fino alla sua morte. Fratello maggiore di Giovanni senza Terra, fu un abile guerriero e fu il maggiore comandante cristiano durante la Terza Crociata, anche per via della morte di Federico Barbarossa e del prematuro ritorno in patria di Filippo Augusto.

3. Giovanni nacque il 24 dicembre 1166 ad Oxford e morì il 19 ottobre 1216 a Newark-on-Trent. Ultimo figlio di Enrico II, non ricevette eredità e, da qui, deriva il soprannome Senza Terra. Fu Re d'Inghilterra dal 1199 al 1216. Nello stesso periodo fu pure conte di Poitiers e duca d'Aquitania e Guascogna, mentre dal 1199 al 1203 fu conte del Maine e duca di Normandia. Concesse, nel 1215, ai baroni ribelli, la Magna Charta Libertatum, documento con il quale si garantiva la protezione ai baroni dalla detenzione illegale, la limitazione sui pagamenti feudali alla Corona e la tutela dei diritti della Chiesa.

4. Il termine "fuorilegge" indicava coloro che, accusati di aver commesso un reato, non si presentavano in giudizio per risponderne e si davano alla macchia.

Introduzione

1. La prima citazione letteraria del personaggio risale ad un poema allegorico scritto da William Langland, tra il 1370 ed il 1390, dal titolo “Piers Plowman” (anche noto come “Visio Willelmi de Petro Ploughman -William's Vision of Piers Plowman-in italiano, Pietro l'aratore). L'opera è scritta in middle english e racconta lo sforzo che il narratore compie per vivere una vera vita cristiana. Di seguito i versi che riguardano Robin (dal 395 al 397):

'I kan noght parfitly my Paternoster as þe preest it syngeþ,But I kan rymes of Robyn Hood and Randolf Erl of ChestreAc neiþer of Oure Lord ne of Oure Lady þe leeste þat euere was maked.'

('I don't know perfectly my Our Father as the priest sings it;I know rhymes of Robin Hood and Randolf Earl of Chester,But neither of Our Lord nor of Our Lady the least that ever was written.')

Le gesta di Robyn Hode

1. “Middle English”, in italiano “inglese medio”, è la locuzione con la quale si indica la lingua inglese parlata a partire dalla metà dell'XI° fino all'inizio del XVI° secolo. Assume dignità di lingua letteraria grazie ai “Canterbury Tales”, una raccolta di 24 racconti opera di Geoffry Chaucer.

2. Per approfondire l'argomento in questione, vedi il paragrafo “Le gesta di Robyn Hode: datare il Gest”.

3. Le “Child Ballads” sono una raccolta di ballate tradizionali inglesi e scozzesi e delle loro varianti irlandesi e statunitensi, accreditate come originali e catalogate dallo studioso americano Francis James Child (da qui il nome). Si tratta di cinque volumi, pubblicati tra il 1882 e il 1898, per un totale di 305 ballate, di varia natura. La più antica è quella che riguarda Giuda Iscariota, dal titolo “Iudas”. Il “Gest” è la numero 117.

4. L'uso del sostantivo “Gest” nel titolo fa riferimento alle imprese di Robin. Il nome è da intendersi, quindi, come è interpretato nella locuzione francese “Chanson de geste”, con la quale si indica quel genere a tema epico, sorto nel centro-nord della Francia, nell'XI° secolo. La scelta potrebbe essere semplicemente casuale o, magari, dovuta ad un tentativo di fornire maggiore dignità letteraria ad un'opera, una ballata, che per tipologia e tematiche, non poteva paragonarsi ai componimenti delle “chansons”.

5. Il termine non ha un'etimologia chiara, ma riguarda coloro che facevano parte della classe sociale inglese di piccoli proprietari terrieri agiati e/o funzionari al servizio di una casata. Aveva anche diverse accezioni militari, tra cui quella inerente il corpo di arcieri che fu determinante per le vittorie degli inglesi durante la prima fase della Guerra dei Cent'Anni. Oggigiorno, sono noti con questo nome i guardiani della Torre di Londra (Yeomen Warders) e coloro che fanno parte del reparto di guardie del corpo dei sovrani (Yeomen of the Guard). Per una spiegazione più dettagliata, vedi il paragrafo “Le gesta di Robyn Hode: Analisi del Gest”.

6. Sono espressamente citati Little John, Will Scarlett e Much, il figlio del mugnaio.

7. La base operativa di Robin è inizialmente a Barnsdale, area che i più identificano con il West Riding of Yorkshire. È evidente che la stessa geografia della leggenda si sia evoluta nel corso del tempo. Per ulteriori informazioni vedi il paragrafo “Le gesta di Robyn Hode: Analisi del Gest”.

8. Robin ordina che qualcuno sia rapito perché pretende di avere un ospite per cena. Quello dell'ospite a cena è un motivo ricorrente nella letteratura cortese.

9. Abbazia poco fuori York.

10. Robin gli chiede quanto denaro ha con sé e il Cavaliere afferma di avere solo 10 scellini, dichiarazione che si rivela vera.

11. 400 sterline.

12. Potrebbe trattarsi di una località di fantasia, ma diversi studiosi hanno provato a identificare il luogo che si nasconderebbe dietro questo nome. La questione è approfondita nel paragrafo “Le gesta di Robyn Hode: Analisi del Gest”.

13. Non è specificato se si tratti dello sceriffo di Nottingham. Per altri dettagli a proposito di vedi il paragrafo “Le gesta di Robyn Hode: Analisi del Gest”.

14. Dal momento in cui inizia a viaggiare con il cavaliere, Little John assume lo pseudonimo di Reynolde Greenleaf e sotto questa veste si presenta allo sceriffo.

15. I due hanno un battibecco perché Little John pretende di mangiare quando ormai non è più ora di pranzo, contravvenendo all'etichetta di corte. Il litigio sfocia in un duello, in cui il cuoco dimostra tutta la sua abilità come spadaccino, impressionando John.

16. Lo sceriffo giura solennemente sulla spada di Robin.

17. A differenza del cavaliere, il monaco cerca di imbrogliare Robin. Il fuorilegge gli chiede quanto denaro ha con sé e quello gli risponde di avere 20 marchi. In realtà, ha 800 sterline che, a quel punto, gli vengono sottratte. Perciò, Robin recupera, anzi raddoppia, l'importo che aveva, in precedenza, prestato al cavaliere.18. Aver soccorso lo yeoman che rischiava di essere linciato.19. È salassato più del dovuto e, quindi, muore dissanguato.

Le gesta di Robyn Hode: analisi del “Gest”

1. Dalla prima alla quarta stanza

2. Dalla quinta alla sesta stanza

3. Dalla settima all'ottava stanza

4. Attività praticata da Robin e i suoi uomini che, nelle foreste reali come Barnsdale e/o Sherwood (foresta in questo caso ha l'accezione di riserva naturale, di esclusiva prerogativa reale), cacciavano cervi e altri animali, protetti dalla legge.

5. Prendono il nome di statuti di Mortmain. Il secondo decreto risale al 1290. Furono emanati per ovviare al privilegio della “manomorta” di cui godevano gli istituti ecclesiastici. Dato che non potevano morire, raggiungere la maggiore età e avere i possedimenti confiscati per fellonia (reato di tradimento degli obblighi tra il signore feudale e il suo vassallo), gli enti religiosi in possesso di terreni non dovevano pagare le imposte inerenti le proprietà feudali. I provvedimenti in questione furono pensati per aggirare questa prerogativa. Mortmain proviene dal francese antico “morte main”, a sua volta dal latino medioevale “mortua manus”, ovvero “mano morta”.

6. L'incontro con Robin, il riscatto dei terreni e la riunione con il fuorilegge.

7. John al servizio dello sceriffo, la cattura di quest'ultimo, il torneo di tiro con l'arco, la morte dell'ufficiale, l'intervento del Re e il perdono reale.

8. Chiarimento relativo alla nota 13 del paragrafo “Le gesta di Robyn Hode”

9. “Robin Hood and the Monk” fa parte delle Child Ballads ed è la numero 119. In “Robin Hood” (1982), James C. Holt afferma che si tratta di una tra le più antiche ballate con protagonista il fuorilegge, di cui esiste un manoscritto del 1450. Qui ritorna il tema di Robin fedele alla Vergine Maria.

10. “Robin Hood and the golden arrow”, Child Ballad numero 157. Si fa cenno in maniera esplicita a Re Riccardo Cuor di Leone.

11. “The King’s Disguise, and Friendship with Robin Hood”, Child Ballad numero 151. Anche qui tra i protagonisti c'è Re Riccardo Cuor di Leone. A differenza di quanto avviene nel Gest, qui, il sovrano non è interessato ad impedire l'attività di Robin, ma piuttosto a conoscerlo.

12. “Robin Hood and the Valiant Knight”, Child Ballad numero 153. Racconto della morte di Robin in seguito ad un salasso mal riuscito. Il fuorilegge necessita dell'operazione a causa della lotta con un cavaliere.

13. “Robin Hood's Death”, Child Ballad numero 120. La versione più antica è quella del “Percy Folio” (raccolta di ballate usata da Thomas Percy per scrivere il suo “Reliques of Ancient English Poetry”, 3 volumi, 1765). Quella presente nel Gest può essere considerata una sua sintesi.

14. Adam e i suoi compagni sono dichiarati fuorilegge perché infrangono le leggi che regolano la caccia sportiva. Fuggono nei boschi, che diventano la loro base operativa. Un giorno, William decide di recarsi in città per andare a trovare la moglie. Adam prova a convincerlo a non farlo, ma quello non lo asseconda. Arrivato in città, William è tradito da una anziana, che lo denuncia a sceriffo e giudice. Messi in salvo moglie e figli, William affronta lo sceriffo e i suoi uomini, ma, alla fine, è catturato e condannato a morte. Un ragazzo avvisa Adam dell'accaduto. Questo va in aiuto del compagno. Insieme a Clim, entra in città, spacciando una lettera per un lasciapassare reale e, una volta lì, libera l'amico e uccide giudice e sceriffo. Ritornati nella foresta, i tre incontrano Alice, la moglie di William e, in questo modo, la famiglia si riunisce. Poi, si recano dal Re per implorare il perdono del sovrano e lo ottengono grazie all'intercessione della Regina. È organizzata una gara di tiro con l'arco, durante la quale dimostrano il loro valore e, perciò, il monarca si convince a prenderli al suo servizio.

15. La strada principale tra l'Inghilterra e la Scozia, che univa Londra ad Edimburgo. Parallela ad essa, oggi, corre l'A1, la moderna autostrada.

16. Hereward il fuorilegge o l'attento (1035 circa-1072 circa) fu un nobile anglosassone, nemico degli invasori normanni. Secondo la leggenda, deve il suo soprannome al fatto che sventò un tentativo di omicidio ai suoi danni, durante una battuta di caccia. Altra teoria è quella che fa risalire l'appellativo alla famiglia nobile dei Wake (dall'inglese “Awake” ovvero “sveglio” e, quindi, “attento”), che rivendicò Hereward tra i suoi antenati. Le fonti che riguardano la sua vita sono diverse (Cronaca di Peterborough, Domesday Book, Liber Eliensis, Gesta Herwardi), ma la loro attendibilità non è sicura. Hereward, in italiano Ervardo, fu dichiarato fuorilegge da Re Edoardo il Confessore e le sue proprietà confiscate. Il tutto è raccontato soprattutto nel “Gesta Herwardi”, cronaca in latino, risalente al XII° secolo e composta nell'abbazia di Ely. A seguito di questi eventi, incominciò la sua battaglia contro le autorità normanne. Palesi i punti in comune con la storia di Robin Hood, soprattutto con la sua versione più recente.

17. Eustace Busket, detto il monaco, fu pirata e mercenario francese (1170-24/8/1217). Deve il suo soprannome al fatto che aveva trascorso parte della sua gioventù in un monastero benedettino. Fu dichiarato fuorilegge nel momento in cui non si presentò in giudizio per rispondere dei suoi errori quando ricopriva il ruolo di siniscalco e ufficiale giudiziario per il conte di Boulogne Renard de Dammartin. Nel XIII° secolo fu famosa una sua biografia romanzata, in cui si raccontava di come operasse ai danni del Conte, avendo come base delle sue operazioni una foresta. Ancora una volta sono evidenti le analogie con Robin Hood.

18. Fulk III° FitzWarin nacque nel 1160 e morì nel 1258. Fu marchese nello Shropshire, territorio situato tra Inghilterra e Galles. A causa di dispute inerenti la proprietà del Castello di Whittington, fu dichiarato fuorilegge da Re Giovanni Senza Terra. La sua vicenda è narrata in chiave romanzata in “Fouke le Fitz Warin”, che racconta dell'amicizia tra Fulk e il Principe Giovanni fin dall'infanzia. Crescendo, tra i due, nasce una rivalità che conduce Giovanni a dichiararlo fuorilegge una volta divenuto sovrano. Da quel momento in poi, Fulk si rifugia nella foresta e da lì agisce contro il monarca. Anche qui, i parallelismi con Robin sono lampanti.

19. n originale: “Thou shalt with me to grene wode, Without ony leasynge, Tyll that I have gete us grace Of Edwarde, our comly kynge”.

In inglese moderno: “You shall come with me to the greenwood, Without slowing down, Til I have got us the grace of Edward, our comely king”.

20. Non c'è traccia di alcuna condotta criminale da parte di quest'uomo. È, quindi, difficile immaginare che il personaggio di Robin derivi dalla sua persona.

21. Come riportato, ad esempio, da Joseph Hunter in “The Great Hero of the Ancient Minstrelsy of England, Robin Hood; his Period, real Character, etc., investigated and perhaps ascertained” (1852) e da James C. Holt in “Robin Hood” (1982).

22. Il termine è di fatto accettato come indicativo dei piccoli proprietari terrieri agiati a partire, più o meno, dal XVI° secolo in poi, ma era già in uso in precedenza.

23. Quella che prendeva il nome di “Landed gentry” e che si riferiva ai proprietari terrieri che vivevano di rendita ed erano amministratori dei loro possedimenti. In origine, il termine indicava chi non aveva titolo nobiliare. Ricoprivano spesso incarichi amministrativi, facevano carriera in politica e/o all'interno delle Forze Armate. Erano esponenti della “gentry” i baronetti (“baronets”), i cavalieri (“knights”), gli scudieri (“esquires”) e i gentiluomini (“gentlemen”).

24. In Inghilterra, questa classe sociale godeva di maggiore vivacità ed era più eterogenea rispetto all'equivalente continentale e, anche, da ciò deriva la confusione nella definizione e la molteplicità di denominazioni.

25. Nel “Concise Oxford Dictionary” è presente la seguente definizione di Yeoman: “a person qualified by possessing free land of 40/- (shillings) annual [feudal] value, and who can serve on juries and vote for a Knight of the Shire. He is sometimes described as a small landowner, a farmer of the middle classes ”.

26. In questo caso, l'etimologia deriverebbe da “iunge man” (unione dei sostantivi “young” e “man”), il che indicherebbe la giovane età di coloro che entravano a far parte di questo reparto.

27. “Assize of Arms” del 1252 fu un proclama che Re Enrico III emanò per garantire l'esecuzione dell'Assize of Armrs del 1181, che stabiliva l'obbligo per alcune categorie di persone di aver armi e il loro dovere di giurare fedeltà al Re.

28. “Longbow”, in italiano “arco lungo”, è una tipologia di arco a curvatura unica.

29. “Robin stode in Bernesdale”,

“Robin stood in Barnsdale”.

30. Per ulteriori informazioni consultare “Robin Hood” di James C. Holt. L'autore in questione, comunque, ritiene che i tre luoghi principali del mito (Barnsdale, Sherwood Forest e Nottingham) siano spesso confusi. Il West Riding of Yorkshire è una delle tre suddivisioni storiche dello Yorkshire.

31. Stephan Knight in “Robin Hood: A Complete Study of the English Outlaw” suggerisce che la Barnsdale del Gest potesse essere nel Rutland, contea nelle cui vicinanze si trovavano due foreste reali (quella di Lee e quella di Rutland) e con qualche associazione con i Conti di Huntingdon, successivamente collegati alla leggenda di Robin.

32. Come sostiengono Joseph Hunter in “The Great Hero of the Ancient Minstrelsy of England, Robin Hood; his Period, real Character, etc., investigated and perhaps ascertained” (1852) e Thomas Hahn in “Robin Hood in Popular Culture: Violence, Transgression, and Justice” (2000).

33. Nel testo, Robin invia i suoi uomini a cercare qualcuno che viaggiasse lungo la Watling Street (una sezione della Great North Road), che nel West Riding of Yorkshire, passa, non a caso, per una località dal nome Barnsdale Bar. L'altra strada citata (“The Saylis”) è stata individuata, da Richard Dobson e John Taylor in “Rymes of Robyn Hood”, come quella zona dove l'A1 (la moderna Great North Road) si interseca con l'estremità settentrionale di Barnsdale.

34. La radice “Very” in Verysdale sarebbe facilmente riconducibile a Wyre e la locuzione Lee compare nel nome intero del cavaliere, Sir Richard at the Lee, per l'appunto.

35. In “Robin Hood: The man behind the Myth” (Hardcover, 1995).

36. In “The Gest of Robyn Hode: A Critical and Textual Commentary”

37. Nel suo “Robin Hood: A Collection of All the Ancient Poems, Songs, and Ballads, Now Extant, Relative to That Celebrated English Outlaw: To Which Are Prefixed Historical Anecdotes of His Life. 1795, 2 volumi”.

Le gesta di Robyn Hode: datare il “Gest”

1. A tal proposito vedi l'inizio del paragrafo “Le gesta di Robyn Hode”.

2. Nel “Poscritto” presente all'interno dell'edizione più recente del suo “Robin Hood”.

3. Ad esempio, un “William Robehod” è associato ad un gruppo di fuorilegge del Berkshire, tra il 1261-62 e un “Alexander Robehod” era accusato di furto, nell'Essex, nel 1272. Da precisare che è possibile rintracciare anche un certo “Robert Hod” come fuggitivo in base ai procedimenti penali del luglio 1225, presieduti dal giudice Robert de Lexington, tenutisi a York.

4. Periodo in cui i vari criminali con cognome sospetto compaiono in documenti ufficiali.

5. Riferimenti e citazioni a Robin risultano in opere letterarie (nel “Piers Plowman” di Langland, nel “Troilus and Criseyde” di Chaucer) e in documenti ufficiali (come i carteggi della Court of Common Pleas, il tribunale che si occupava dei casi tra privati e che non riguardavano il Re).

6. In “Robin Hood and the Bishop”, il fuorilegge trova rifugio nell'abitazione di una donna anziana, alla quale aveva fatto dei favori tempo addietro.

7. Ad esempio, con Martin Parker e Joseph Ritson. Il primo fu l'autore di “A true tale of Robin Hood” (1632), Child Ballad numero 154, mentre il secondo ha scritto “Robin Hood: a collection of all the ancient poems, songs, and ballads, now extant, relative to that celebrated English outlaw. To which are prefixed historical anecdotes of his life” (1885). Però, per Parker, questo atteggiamento non era dovuto ad un voluta politica sociale, ma solo a semplice carità cristiana. Fu Ritson, ad interpretarlo in chiave politica. Aspetto questo che diventerà centrale e si unirà a quello dell'anglosassone o, comunque, dell'inglese avversario dei normani in “Ivanhoe” (1820) di Walter Scott e “Storia della conquista dell'Inghilterra da parte dei normanni” (1825) di Augustin Thierry.

8. Durante queste festività iniziano a diffondersi i “broadsheet” e i “cheapbook” inerenti Robin. I primi erano dei fogli di carta, stampati da un solo lato, dal costo irrisorio, mentre i secondi erano testi di piccolo formato, di poche pagine, venduti da ambulanti.

9. Si trattava, ovviamente, di un attore.

"Robin Hood", N. C. Wyeth

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