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Una storia di chiara2

Era ed è, La mia famiglia.

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Pubblicato il 02 dicembre 2017 in Fantasy

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Agosto 2049,

Mi trovo come ogni estate nella casa al mare di Ischia. Ho sempre amato quest' isola, ci vengo da quando ho otto anni. Senza dubbio le cose sono cambiate da quando ero piccola; Le Strade, le case e persino il colore del mare e del cielo sono diversi. E' una cosa che faccio spesso quando sto qui, un piccolo reso conto degli anni precedenti, mi riesce bene farlo soprattutto perchè qui il tempo è fermo, immobile, lento. Le ore sembrano giorni e il silenzio è inquietante. Vengo per ritrovare la pace e la serenità che nelle città si è perduta ormai già da tempo. Sembra assurdo a dirlo, ma i miei capelli e la mia pelle riprendono vitalità e vigore... Sarà l'aria buona e fresca o forse solo una mia suggestione, ma io qui, ad Ischia, mi sento "naturale".

Mi alzo dal letto dopo aver osservato a lungo dalla finestra l'albero di albicocche, lo stesso sul quale mi arrampicavo quando avevo dieci anni e lo stesso sul quale ho raccolto i frutti a venti per farne una marmellata. Ma ora come si fa una marmellata? Me ne sono dimenticata, dovrò andare a cercare sul tablet, è da un bel pò che compro quella biologica al supermercato, che poi non so se è davvero biologica, o almeno non può mai esserlo come quella che feci a vent' anni. Faccio Una passeggiata in giardino. Il cielo è grigio, ma questa non è una novità, l'azzurro acceso del cielo ha lasciato il posto ad una leggera nube. Non mi rattrista solitamente, ma oggi, qui, sono più sensibile del solito e sicuramente più nostalgica e quindi decido di vivere per un giorno così, paragonando e scrutando ciò che c'è di diverso da prima , cosa è cambiato e cosa ancora cambierà nel mio mondo. Interrompe la mia passeggiata "Mitu" il mio governante, è un robot, l'ho acquistato dieci anni fa in un negozio chiamato "New Human" ormai è come se facesse parte della mia famiglia, gli voglio davvero bene. Mi porta il caffè e come ogni giorno , inizia a pulire casa e sistemare la credenza in cucina. Lo guardo attentamente, i suoi movimenti sono ogni anno più naturali, più umani. Devo assolutamente segnarmi di fargli l'aggiornamento annuale tra un mese, così migliorerà e assomiglierà ancora di più a noi.

Volevo bene anche a Francesco, il governante della mia famiglia, faceva sempre tanti casini, era buffo. Noi lo chiamavamo Francesco ma il suo vero nome era Ranjana, era Strilankese e ogni anno andava a trovare la famiglia e gli portava tutti i prodotti italiani e lui a sua volta portava a noi le prelibatezze e le tante spezie tipiche del suo paese. Ovviamente lui era umano e un giorno dopo otto anni di lavoro con noi, decise di andarsene senza dirci nulla, non ho mai capito il perchè. Mitu non farebbe mai una cosa del genere, non ne avrebbe nessun motivo e nemmeno le possibilità. Ci sono lati positivi e negativi del convivere con delle macchine e io ormai ci ho fatto l'abitudine. I miei figli invece, ci sono nati. Per Bianca e Lorenzo il cielo blu acceso non è mai esistito, e quando vedono le mie foto da giovane mi chiedono sempre se sono modificate o se sono quelli i veri colori degli alberi, del mare e del cielo... A me scappa sempre una risata!

Loro sono nati nella "New Era" e hanno imparato fin dalla nascita la lingua inglese poichè ormai è diventata obbligatoria. Ogni tanto gli racconto delle nostre tradizioni Partenopee, loro la prendono come una fiaba, un racconto di fantasia.

Gli racconto dell'origine di noi Napoletani, discendenti dei Greci, e della fondatrice di Napoli, Partenope. I mercati, i panni stesi e i vicoli stretti stretti, del pesce appena pescato e che poi ti andavi a mangiare a casa della nonna la Domenica con tutta la famiglia riunita. Quando voglio farli divertire inizio a parlare il dialetto napoletano facendo finta di essere la vecchia signora che si affaccia dal balcone e urla ai bambini che fanno casino lungo il vicolo mentre giocano con il pallone. Lorenzo anche gioca a pallone, a Napoli, in una squadra di bambini che hanno più o meno tutti la sua età e che provengono da diverse parti del mondo. Il suo migliore amico si chiama Eszrea e viene dalla Cecoslovacchia, con lui parla inglese come con tutti gli altri. Lorenzo mi chiede spesso perchè nessuno più parla il Napoletano, ma io una risposta non gliela so proprio dare... Mi dice che proverà a parlarlo con Salvatore, l'unico ragazzo che come lui, è napoletano.

Bianca invece è più grande, ha 17 anni e passa metà del suo tempo a cucinare, è una sua grandissima passione. Lo scorso Natale come regalo ha voluto il Robot da cucina 3Dx, Una macchina di ultimissa generazione che tramite un softwere ti fa avere gli ingredienti di ciò che vuoi cucinare direttamente a casa e che poi, cucina per te. Quel giorno io e mio marito avemmo una lunga discussione. Non ero d'accordo sul regalo di Bianca, ed ero del parere che prima di poter avere una macchina che cucina al posto suo, dovrebbe saperlo fare con le proprie mani. Giorgio non mi diede ascolto e glielo andò a comprare lo stesso rimproverandomi di essere troppo "all'antica".

Aveva ragione Giorgio, forse sono rimasta appigliata ad un passato che non c'è più, troppo attaccata alle mie tradizioni per potermele scrollare di dosso. Quando senti di appartenere ad un popolo, di avere delle mani che possono fare da sole, di avere dei libri in carta stampata e ritenerli così sacri da esporli come pezzo unico sul comodino vicino al letto, è difficile pensare che tutto quello che c'era e tutto ciò che hai tanto amato sta lasciando il posto a macchine, robot, codici e softwere, ma è anche vero che il mondo cambia e con esso anche noi. Continuerò però a raccontare ai miei figli del mondo di prima, della loro mamma che si divertiva andando a togliere i pinoli dalle pigne in giardino e che quei pinoli, poi... Erano la cosa più buona del mondo.

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