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Una storia di Gennaro

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Apple apre a Napoli

come rosicanooo

Pubblicato il 23 gennaio 2016

Un amico mi dice: lo sai Apple apre a Napoli? Bene penso io, andare ogni volta a Marcianise per un guasto al MAC non è comodissimo...poi la capisco meglio: Apple apre il primo centro di sviluppo APP europeo non in Italia, ma a Napoli!

Il mio primissimo pensiero è stato: AFMK (se sei delle mie parti capisci :-))...poi ho riflettuto un po' ed ho strutturato meglio il mio pensiero: il Napoli è primo in classifica, la Metro è prima, il teatro è primo, l'azienda più liquida del mondo sceglie di aprire qui, quindi per loro siamo primi, per The Guardian siamo i primi, per Trip Advisor siamo primi, ...ma chi cacchio le fa le classifiche che girano in Italia??? (seguito da un immancabile: AFMK!!!)

Basta euforia e basta distribuire AFMK, finisco giusto l'ultima goccia di vena polemica: hanno organizzato il benvenuto a Tim potendo offrire una lezione di come si faccia sistema. Io parlo del mio piccolissimo mondo (forse d'interesse per Apple) quello delle startup: in Italia ci sono diversi incubatori (forse troppi), ma pochi degni di nota...probabilmente volendo portare 5 startup al cospetto di Timmariè (che volete ci sto in confidenza ... :-)), probabilmente lo spazio per chiederne una ad ognuno c'era, poi magari non la trovavi idonea e la scartavi, ma chiedere sarebbe stato un gesto apprezzato. Non so (e non voglio entrare in questa polemica) da quali territori arrivassero le startup e se ci fosse qualcuno del nostro territorio e dell'ecosistema dell'innovazione (anche per buona creanza visto che stanno per trasferirsi qui da noi) a dare il benvenuto...ma lasciamo stare.

Finita anche l'ultima goccia, provo a descrivere quello che spero che accada: l'attrattività di un polo come quello di Apple dovrebbe spingere talenti del settore a venire a Napoli. Ci sarà spazio per molti (600 unità), ma non per tutti. Molti ragazzi in gamba rimarranno estasiati da una terra che tutti gli descrivevano diversa da quella che incontreranno, e proveranno a cercare alternative, arricchendo con la loro qualità le nostre aziende, le startup e l'ecosistema dell'innovazione tutto. Le università, già di qualità se chi poteva scegliere viene proprio qui, inizieranno a spingere ulteriormente sui temi d'interesse di Apple e, quindi, dell'ecosistema dell'innovazione in generale, incrementando, grazie alla domanda costante del colosso di Cupertell (Cupertino in napoletano :-)) l'offerta di sviluppatori mobile di grande qualità. A questo punto, tra l'importazione di talenti da fuori ed una maggiore produzione interna, il nostro territorio diverrà un'opportunità per le aziende del settore IT per trasferire (cosa già avvenuta in passato) le proprie industrie di produzione software avendo una grande offerta di talenti.

Altro elemento da tenere in considerazione: lo sviluppo mobile, così come le applicazioni in generale, hanno bisogno di infrastrutture informatiche, ma non delle classiche infrastrutture per le industrie metalmeccaniche, quelle infrastrutture territoriali che da sempre ci penalizzano, quindi qui è possibile creare un'area industriale dell'informatica. Quello che occorre a chi sviluppa invece è avere lo svago quando il lavoro, alienante, ti concede una pausa (e qui di svago se ne trova a iosa) ed una serie innumerevole di fattori al contorno che favoriscano la serenità per poter esprimere il proprio potenziale creativo (cercate le foto di Napoli...poi mi raccontate). Sinteticamente: le aziende troverebbero un ambiente efficiente e produttivo, gli sviluppatori lavoro, tempo libero ai massimi livelli, e qualità della vita...un mix esplosivo (ho premesso: quello che SPERO che accada :-))

Se non si fosse capito: sono contento! Perché non dovrei esserlo? A prescindere dei risvolti futuri che la scelta di Apple porterà, sono contento perché lo sforzo mio e di tanti pazzi come me (non li elenco perché sono realmente tanti) di cambiare pian piano la percezione della città/regione, inculcare nei giovani i principi necessari per affrontare le sfide del mercato, convincere amici vecchi e nuovi di fare uno sforzo economico e non solo per supportare i team vincenti, le istituzioni a prestare attenzione al fenomeno, i passanti a curiosare nel mondo che muove numeri piccoli, ma entusiasmo contagioso deflagrante; convincere persone distanti da questo territorio (nella lontanissima Milano) ad investire su Napoli non per campanilismo come l'elenco precedente, ma perché qui avrebbero fatto un investimento REMUNERATIVO, non buonismo, ma affari, non per aiutare il prossimo, ma per utilizzarlo per fare business insieme...insomma abbiamo convinto una parte del Paese (purtroppo ancora troppo piccola) che investire qui è un vero affare, altro che pacco, contropacco e contropaccotto. Insomma sono contento perché quanto meno tutto questo sforzo ha condotto (sebbene influenzandolo in minima parte) a questa scelta.

Ci siamo abituati, lo so, ma abbiamo ancora di più i riflettori puntati, non diamo il fianco ai nostri detrattori bruciandoci questa opportunità, dimostriamo che siamo molto più sistema noi nel nostro piccolissimo mondo che il grande blocco di ecosistema esterno che preme per farci fallire.

AFMK e FNS :-)

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