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Una storia di angelaaniello

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Quante volte...

Omaggio a Bob Dylan

Pubblicato il 14 ottobre 2016

Quante volte camminiamo nel vento, così senza pensarci e ci perdiamo nei volti prima di vedere volti e allunghiamo passi che sembrano distanze!

Quante volte rispondiamo soffiando alle amarezze: come sabbia scivoliamo nel mare ingoiando!

Quante volte arriviamo al molo, sentiamo la saliva impastarsi, ma neppure uno taglia quel nodo che affila sfidando!

Quante volte urliamo, fuggiamo, spintoniamo la vita svegliando i pezzi d'anima schiacciati con lo stomaco ammaccato e i piedi nudi!

Quante volte, sì quante volte giochiamo a raccontare quello che vorremmo essere dimenticando quello che siamo: tanto chi lo sa? Giochiamo a nascondino per settimane o all'incontrario; poi chi scopre che stiamo bluffando, capisce pure dov'eravamo e prende a ridere sul serio.

Quante volte le luci si spengono come tombe e siamo carte che non mollano, tirate a caso e non c'è nessuno che ascolti i lamenti correndo nella fretta!

Balliamo per non essere cimiteri, con la testa alta al rintocco dei giorni, deponendo le ore morte ai bordi della strada.

Balliamo guardando in giro chi rotola come le foglie e chi si accartoccia chiudendosi.

Balliamo seguendo le idee con gli occhi ripuliti dalla polvere e gli errrori buttati nelle tasche insieme a fili d'erba.

Lì dove tocca il sole, si ha voglia di fare l'amore e bere alla canna i sogni insieme alle lacrime.

Lì dove non c'è lontananza, succede la pace e la fratellanza, d'un fianco follie appese alle croci spiegano la pena e il suo neropece.

Dovremmo seguire la curva della notte, zingara, mentre le stelle si consumano a passare.

Sono un viaggio le facce dei bambini che parlano da sole e inietta sangue l'aria stordita che li fa soffrire.

Ripensiamo parole che non possono sbagliare con la bellezza a fior di pelle e i garbugli fra le onde in battaglia, biancospumose.

C'è pericolo che la libertà s'infranga nella meschinità: e se avremo bisogno di fermare l'orologio per raccogliere i "Troppo tardi! e gli "Ormai", finiremo nel terrore di non esserci svegliati abbastanza o di non aver sognato.

Così, colmi di oggi e di domani, sediamoci accanto alla vita in uno stato di stupore, senza paura di bussare, senza timore d'inciampare con il petto che ansima.

E tutto quel che torna fa bene a rimanere.

Dietro il vicolo ogni "da capo" sarà un bellissimo inizio!

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