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Una storia di LuigiMaiello

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"Il club degli incorreggibili ottimisti" e i suoi personaggi

La recensione all’opera prima di Jean Michel Guenassia

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Pubblicato il 04 aprile 2018 in Giornalismo

Tags: letteratura libridaleggere libro recensione

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Il club degli incorreggibili ottimisti è l’opera prima di Jean Michel Guenassia, avvocato che a un certo punto della sua vita decise di darsi alla scrittura.

Siamo a Parigi nel 1959, la seconda guerra mondiale è finita, ma molti ne portano ancora i segni addosso.

Il protagonista del racconto è Michel Marini, ha undici anni ed è figlio di immigrati italiani.

Michel adora leggere e lo fa ovunque: a scuola durante le lezioni ma anche mentre cammina per strada, fino a catalogare i libri in base a quanto ritardo accumula lungo il cammino. Alcuni autori, quelli russi ad esempio, sono da ritardo pericoloso e, se legge Dostojevskj, c’è poco da fare, non basta la giustificazione dei genitore perché l’espulsione è sicura.

“Nella lettura c’è qualcosa d’irrazionale. Prima ancora d’aver letto, s’indovina subito se un libro ci piacerà o no. Si fiuta, si annusa il volume, ci si domanda se vale la pena passare del tempo in sua compagnia. E’ l’alchimia invisibile dei segni tracciati su un foglio che s’imprimono nel nostro cervello. Un libro è un essere vivente.”

Filoni narrativi

La storia segue due filoni narrativi paralleli che, inevitabilmente, si legano in alcuni punti.

La famiglia di Michel.

Da una parte c’è la vita di Michel e della sua famiglia: le questioni lavorative e familiari tra madre e padre; il fratello Frank, filocomunista e sempre in guerra con la madre.

Un passaggio significativo è il litigio tra lo zio (socialista) e il padre, accusato di essere diventato capitalista quando apre una serie di negozi e utilizza la pubblicità per vendere di più.

Sullo sfondo c’è la Parigi imperialista (l’autore è nato ad Algeri) che manda i suoi ragazzi a combattere in Algeria una guerra che i proprio i ragazzi non vogliono. Ci manda anche Frank, che però vede delle cose che non gli piacciono e si ribella, uccidendo un suo superiore.

Sono gli anni in cui Michel scopre la musica rock di Little Richards e Jerry Lee Lewis, grazie ai dischi che gli ha lasciato un amico, anch’egli partito per la guerra in Algeria.

“Si cominciava a usare parole il cui senso non mi era chiarissimo: decolonizzazione, perdita dell’impero, guerra d’Algeria, Cuba, non allineati e guerra fredda. Non ero interessato a quelle novità politiche.”
Il club degli incorreggibili ottimisti di
Il club degli incorreggibili ottimisti di

Il Balto

L’altro filone narrativo racconta le vicende che si svolgono nel retro di un bar.

Michel, che ama girare e sfidare gli altri ragazzi a calcio balilla, un giorno entra nel retro di un bar attratto dalla scritta sulla porta “Club degli incorreggibili ottimisti”. Qui scopre un club di scacchi popolato di uomini di varie nazionalità sfuggiti alle dittature comuniste dei loro paesi (Russia ed Europa dell’est) e che hanno dovuto abbandonare mogli e figli per non essere fucilati.

Michel ci va spesso al bistrò Balto. È un posto frequentato anche da intellettuali francesi: qui vede spesso Jean-Paul Sartre, che se ne sta sempre da solo e Joseph Kessel che un giorno gli fa un dedica su un libro.

“La differenza tra noi e gli altri è che loro sono vivi e noi dei sopravvissuti. Quando si è dei sopravvissuti, non si ha il diritto di lamentarsi della propria sorte, sarebbe far torto a coloro che sono rimasti là”

I frequentatori del club sono persone di alto livello culturale e professionale, che ora cercano di sopravvivere alla meno peggio. Michel un po’ alla volta li conosce e da ognuno di loro impara qualcosa.

Il ritrovarsi quotidianamente per loro costituisce un modo per non dimenticare le proprie radici, il proprio passato, ma soprattutto di immaginare un futuro promettente.

“Preferisco vivere da ottimista e sbagliarmi,

che vivere da pessimista e avere sempre ragione”

Il club degli incorreggibili ottimisti di Jean Michel Guenassia
Il club degli incorreggibili ottimisti di Jean Michel Guenassia

I personaggi

Igor è un medico russo che fece partorire donne sotto le bombe di Stalingrado e che passò anni a riattaccare arti e ricomporre uomini maciullati; ora guida un taxi notturno.

“Quelli della notte sanno vivere. Non lesinano. Le mance a volte superano il prezzo della corsa. Di notte ti fai degli amici. Veri. Di giorno, le persone non hanno il tempo di parlarsi o di ascoltarsi”.

Leonid è il campione imbattuto di scacchi e di barzellette su Stalin; è soprattutto un ex aviatore dell’Armata Rossa il cui aereo fu abbattuto innumerevoli volte; unico sopravvissuto della forza aerea e per questo aveva ottenuto riconoscimenti da Stalin stesso.

“Chi sa cos’è un quartetto d’archi sovietico? Un’orchestra sinfonica di ritorno da una tournèe in Occidente.”

Tibor è un attore shakespeariano notissimo a Budapest, che a Parigi nessuno vuol far recitare per via dell’accento ungherese. Poi c’è Sasha, con cui nessuno parla; ci sono Imrè, Pavel e poi c’è Orecchioni, chiamato così perché se ne sta lì in un angolo senza parlare, e non è altri che un agente dei servizi di sicurezza francesi mandato ad origliare al bar.

Ognuno accusa l’altro di essere materialista o troppo esistenzialista, di essere stato “filozarista” quando altri avevano partecipato alla rivoluzione e alla guerra, ma in fondo tutti condividono il desiderio di tornare, prima o poi, nel paese dove avevano lasciato gli affetti e la loro storia. Purtroppo per loro sta per iniziare la Guerra Fredda, e da un momento all’altro, diventeranno prigionieri dell’Occidente.

Conclusioni.

Si tratta di un romanzo che scorre via velocemente, anche se sono pur sempre 700 pagine da leggere.

La bravura di Guenessia sta soprattutto nel riuscire a trasmettere, attraverso il racconto in prima persona di Michel, sia gli aspetti storici (e politici) del periodo, sia la vita di un giovane che in quel periodo passa dall’adolescenza all’età adulta.

Michel cresce a contatto con quei personaggi e con le loro storie. È per questo che si tratta soprattutto di un romanzo (corale) di formazione, in cui, più che al personaggio principale, ci si affeziona a tutti questi uomini un po’ a pezzi, saggi, bruschi, silenziosi, ironici, litigiosi, sospettosi. Tutti hanno un passato da raccontare, qualcosa in cui hanno creduto, e tutti sono, ancora e soprattutto, degli incorreggibili ottimisti.

L'autore - Jean Michel Guenassia

Jean Michel Guenassia (Algeri, 1950) è uno scrittore e drammaturgo francese.

Avvocato di professione scrive alcune sceneggiature per la Tv e per il teatro, nel 1986 scrive un romanzo poliziesco con Liana Lévi, Pour cent millions che gli vale il premio Michel Lebrun.

Oltre a Il club degli incorreggibili ottimisti (2009), ha pubblicato La vita sognata di Ernesto G. (2012), e La mano sbagliata (2015) e Il valzer degli alberi e del cielo. L'ultimo amore di Van Gogh (2017).

Jean Michel Guenassia
Jean Michel Guenassia
La vita sognata di Ernesto G. di Jean Michel Guenassia
La vita sognata di Ernesto G. di Jean Michel Guenassia
La mano sbagliata di Jean Michel Guenassia
La mano sbagliata di Jean Michel Guenassia
Il valzer degli alberi e del cielo. L'ultimo amore di Van Gogh di
Il valzer degli alberi e del cielo. L'ultimo amore di Van Gogh di

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