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Una storia di Franco.frasca.bhae

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FATTO DI CRONACA NERA

Pubblicato il 17 ottobre 2015

La vedova Lanzafame era angosciata. I telegiornali non parlavano d’altro. Delitti, uccisioni, rapine e soprattutto efferate violenze verso le donne. C’era una parola che ricorreva quasi ogni giorno e che era tragicamente inquietante: femminicidio! Lei viveva sola da più di dieci anni, da quando il cuore del suo amato e indimenticato marito si era fermato per sempre . Le rare uscite erano concentrate per lo più nella prima parte della giornata , spesa al supermercato una volta ogni quindici giorni , ritiro della pensione una volta al mese, messa di mezzodì ogni Domenica nella Chiesa del Carmine. Per il resto, pomeriggi interi a ricamare , a guardare dalle fessure delle persiane il mondo che le scorreva attorno , dallo spioncino della porta chi saliva e scendeva le scale del condominio . E poi tanti programmi televisi mandati in onda dai novantanove canali in chiaro del suo Telefunken di ultima generazione . Nello stesso pianerottolo si affacciava un altro appartamento abitato dai coniugi Scorzetta senza figli. Una coppia di impiegati dello stato che conduceva apparentemente una vita tranquilla tra lavoro, palestra, jogging, parrucchiere, estetista e cene con amici e colleghi. Quella sera la vedova Lanzafame sentì che stava accadendo qualcosa d’insolito nella casa dei vicini. I coniugi Scorzetta stavano litigando, e di brutto! Non era mai accaduto nulla di simile prima di allora. Rumori strani di piatti e bicchieri andati in frantumi , grida isteriche di lei e a tratti la voce grossa e decisa del marito. Poi all’improvviso era scoppiato il silenzio! La vedova di contro era entrata in uno stato di profonda agitazione . Non sapeva se chiamare i carabinieri oppure telefonare al parroco della Chiesa Madre per chiedere un qualche consiglio o addirittura farsi coraggio e bussare alla porta degli Scorzetta magari con la scusa, un poco infantile, di chiedere un limone, del sale o qualcosa del genere per tentare almeno di smorzare la tensione. Forse era troppo tardi per tutto, il bruto in uno scatto d’ira poteva già avere accoltellato la povera signora oppure averla soffocata con le mani con una bestiale stretta al collo. La tragedia si annusava nell’aria, qualcosa di terribile era certamente accaduto , un epilogo drammatico di una banale lite familiare. Di sicuro l’indomani sarebbero arrivati i giornalisti, i fotografi e perché no anche le telecamere. Forse conveniva farsi uno shampoo per mettersi in ordine nel caso di probabili interviste. Alle sette e trenta in punto solitamente gli Scorzetta uscivano di casa insieme per raggiungere i rispettivi uffici e la vedova Lanzafame era lì, a puntare dall’occhiello della propria porta il pianerottolo per osservare tutti i movimenti dell’assassino . Quella mattina questo non accadde! I conti tornavano , la sera prima era successo il fattaccio ed ora il ragioniere Scorzetta colto da terribili rimorsi con molta probabilità vegliava la compagna uccisa oppure ideava un piano criminale per crearsi un alibi o addirittura per liberarsi del cadavere. Conveniva restare all’erta in attesa degli sviluppi della triste vicenda tralasciando per il momento ricami e pulizie varie della casa. Ogni rumore o tramestio non l’avrebbero certo colta di sorpresa. La sua testimonianza sarebbe stata determinante per ricostruire gli accadimenti della sera prima e della mattina dopo. La stanchezza ebbe però il sopravvento e la vedova si addormentò profondamente sulla sua poltrona preferita. Fu svegliata all’improvviso dal suono insistente del campanello della porta. Prima di aprire bisognava darsi un’aggiustatina ai capelli, ripassare il rossetto sulle labbra e indossare la parure di perle, che le aveva regalato , in più riprese o meglio nei vari anniversari di matrimonio, la buonanima di suo marito. O erano i carabinieri , o era la stampa o addirittura la televisione. Queste sue convinzioni risultarono tutte sbagliate! Quando uscirono i coniugi Scorzetta per andare a fare jogging nel parco nel loro primo giorno di ferie autunnali, si accorsero che la porta della vicina era stranamente spalancata. Guardarono dentro , capirono cosa era accaduto e diedero subito l’allarme. La vedova Lanzafame prima di essere barbaramente uccisa era stata torturata forse perché non voleva rivelare il nascondiglio dei soldi e dei gioielli . Gli Scorzetta dichiararono agli inquirenti e ai giornalisti della stampa e della televisione di non aver sentito nulla, né grida, né rumori strani e che non riuscivano a spiegarsi come la vedova Lanzafame , di solito molto previdente e sospettosa abbia mai potuto aprire così facilmente la porta a degli sconosciuti . Gli autori del delitto furono presi quasi subito con la refurtiva ancora da ricettare, erano una coppia di tossicodipendenti che prendevano di mira gli anziani soli e indifesi ed entravano nelle loro case con le scuse più diverse allo scopo di rapinarli. Quella volta tutto fu più semplice perché quella signora stranamente sembrava che li aspettasse a braccia aperte. Poi gli eventi presero una piega diversa e quei balordi in crisi di astinenza usarono la mano pesante fino ad ammazzare la vittima della loro bravata. I coniugi Scorzetta restarono impressionati da quella violenza e dopo qualche mese si trasferirono in un altro appartamento nella zona nuova della città dove ripresero a condurre la loro vita serena di sempre tra lavoro, palestra, jogging, parrucchiere, estetista e cene con amici e colleghi ed anche con qualche piatto e bicchiere mandato ogni tanto in frantumi per una banale litigata fra due eterni innamorati!​

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