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Una storia di GiuliaC

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Chi vuoi essere?

Siamo tutto, siamo nulla, siamo ciò che decidiamo di essere

Pubblicato il 28 settembre 2017

Pensavo che sarebbe bello addormentarsi, stanotte, nel proprio comodo letto e poi svegliarsi, all’alba, in un altro posto. Pensate a quanto sarebbe affascinante poter decidere dove aprire gli occhi. Immaginare tonalità di colori inesistenti penetrare tra le strette fessure della finestra e scoprire, al di là di questa, il mare. Un mare di un blu che non pensavi potesse esistere. Sarebbe bello, sì.

Pensavo anche che sarebbe bello poter decidere di cambiare, modificare, eliminare, migliorare pezzi di vita, i nostri. Gestirli a propri piacimento, tornare indietro, frugare in un passato quasi dimenticato e stravolgerlo, per stravolgere il presente che ormai sarà anch’esso passato. Quanto dura il presente? Sempre troppo, o troppo poco. Sarebbe bello, già.

Quando i pensieri entrano in circolo negli infiniti labirinti dell’anima, perdendosi in luoghi sconosciuti, e non riesci a raggiungerli, domarli. Cosa fai? Corri con loro o ti fermi. Continui a pensare, perché non puoi farne a meno, provi a evitarli, ma loro ti invadono e non puoi far altro che conviverci. E dunque li decori, li colori, li modelli, perché devi sopravvivere. E sopravvivere non è mai stato così eccitante.

Riusciamo a immaginare luoghi lontanissimi, se non inesistenti; viaggiamo di fantasia e ispirazione lasciandoci trasportare semplicemente da emozioni, alienandoci da una realtà sempre troppo stretta, fingendo di essere qualcosa che non siamo e in cui non ci riconosciamo. Evasori mentali di professione, mal pagati. Voliamo sugli oceani e sulle montagne, sempre più distanti, perdendo di vista ciò che accade a un palmo dal nostro io. Estremamente concentrati a fare una buona impressione sugli altri, controllati nei modi, nelle parole, puntando a essere i migliori, ma rimanendo mediocri insieme a tutta la folla.

Quando è stata l’ultima volta che hai ballato senza controllo?

E quando l’ultima corsa sotto la pioggia?

O riso a squarciagola ripensando a un vecchio aneddoto?

Pensavo che sì, sarebbe bello perdersi un po’ per andare alla ricerca della propria personalità, noncuranti delle conseguenze, prevedendo una grande delusione o una inaspettata sorpresa. Come quando tu, ragazzo, al liceo eri innamorato della ragazza della seconda e ti confidavi con l’amica che, in segreto, stravedeva per te, senza mai avertelo detto. Il dubbio permane in lei, avendo lei stessa sbagliato. Sbagliato a non correrti dietro e confidarti i suoi pensieri, i suoi sentimenti. Perché non l’hai fatto, amica? Perché hai aspettato che lui finalmente conquistasse la ragazza della seconda?

Siamo ciò che siamo perché modelliamo il nostro essere in base alle nostre scelte ed esperienze, le circostanze possono aiutare o meno, ma le scelte rimangono le nostre e le conseguenze imputabili solo a noi stessi.

Dove vorresti svegliarti domani?

Quali pezzi di vita vorresti modificare?

Chi vuoi essere?

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