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Una storia di Fiordaliso

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Pubblicato il 10 aprile 2017

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- Amore lo sai che sei bella?

- Sinceramente, non l'ho mai saputo. Non l'ho mai creduto.

Neanche quando, piccola, mi guardavo e cercavo i miei lineamenti negli occhi riflessi allo specchio. Neanche allora mi consideravo degna di attenzione. Anni dopo un'amica trovò una foto e mi freddò con la realtà che vi era impressa. Che cosa avevano visto i miei occhi? Da cosa erano coperti quando frugavano risposte in forme inconsuete?

Avevano desiderato, forse, un legame con mia madre, l'insegnante che si allontanò dalla mia persona e mi fece crescere, senza colpa, in un mondo privo di equilibri. Da quel momento il paragone con un'età troppo lontana, il riscontro manchevole, ogni volta, di quelle certezze agognate, mi ha chiuso gli occhi e mi ha cambiato la vista.

Anni dopo mi ritrovai ad annaspare spasmodicamente negli occhi di qualcun altro. Mi buttai tra diverse braccia e ogni volta fuggii delusa, pensando e non capendo che la realtà era riposta altrove. Altrove era il mio mondo, la mia anima a brandelli, persa a poco a poco in un vortice fremente d'angustia. Affogavo nel tentativo di risalire a galla per respirare ciò che mi ero persa, per ritrovare ciò che mi era sfuggito dalle mani. Inconsapevole correvo e, crescendo, sbagliavo. Non ho mai conosciuto l'amore, se non una volta sola, poi ho perso anche quello e ho rinunciato al tentativo di trovarmi.

- Per me sei sempre bella.

- Per me tu non vedi bene.

Il primo amore mi devastò. Anche lui trovò una foto e, provando a risanarmi, la salvò nella mia memoria. Ora so che anche quel tentativo fu vano. L'ho lasciato andare quando ho sperimentato la consapevolezza di non conoscermi. Quando mi sono specchiata e mi sono spaventata per ciò che ho visto. Allora credo di essere impazzita. Nessun freno, nessun tentativo di tornare alla realtà, nessuna possibilità di normalità. Vagavo tra le nubi più dense senza mai rendermi conto del bisogno disperato d'amore che nasceva in me. Era, quello di cui avevo bisogno, tuttavia, un amore ben diverso, sconosciuto. Gli altri ragazzi non hanno avuto un vero valore. Erano macchie estemporanee su di un tessuto tarlato.

- Smettila.

- La foto che mi invii, come le altre, non mi parla di niente, di nessuno.

Continuo a cercare nei baci degli altri un volto che non conosco. Nelle loro braccia un calore che non mi appartiene più.

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