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Una storia di Marilena

Sortilegio tra le righe

Il libro maledetto

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Pubblicato il 26 agosto 2018 in Fantasy

Tags: fantasy Libro magia streghe

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Prologo

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Porto di Scoglio d’Oro, 1850 d.c.


Il tramonto, all’orizzonte, riesce a diffondere un senso di pace anche al mare, estendendosi fino ai moli del porto della cittadina, dove gli ultimi scaricatori stanno finendo di spostare le merci intorno ai giganteschi velieri. Tra carri e carrozze trainati da cavalli molti di loro si stanno già dirigendo verso le loro abituali taverne, dove dimenticheranno le fatiche della giornata annegandole in enormi boccali di birra e buon cibo.

Anche la frenesia sulle strade, intorno alle botteghe e ai banconi carichi dei mercati si sta dissolvendo. Dietro ad essi, inizia a farsi notare uno stravagante emporio, al cui interno risulta stracolmo di oggetti esotici ed antichi, tutti ammucchiati senza ordine, alcuni ammassati gli uni sugli altri. Altri ancora pendono disordinati dalle travi del soffitto. Giacciono ovunque si trovi uno spazio libero, lasciandone poco al passaggio di chiunque voglia addentrarsi in quella strana giungla polverosa. In fondo ad esso, in un angolo buio, tra tutti questi oggetti, non è facile notare un vecchio libro foderato con un tessuto di damascato nero, chiuso sugli angoli da eleganti inserti argentati.

Ma per le anime cupe non è così. Queste vengono attratte da una strana energia sinistra emanata dalla cupa copertina, quasi splendesse.
Nessuno sa che tra le sue pagine bianche vaga, da molto tempo, tra i labirinti del terrore, un’anima intrappolata da un maleficio, in cerca di una via d’uscita.

Il regalo di una strega


Borgo di Valsa, 1400 d.c.


Nel cielo un falco taglia, con ampie falciate, l’aria sconfinata e priva di ostacoli quando finalmente, si tuffa planando sulle morbide e verdeggianti colline che circondano le solide mura del borgo di Valsa, che sovrastava le foreste che incorniciavano le sue terre. Dal basso una lepre sente scivolare rapido verso di lei l’ombra del predatore ed inizia a correre. La foresta è lontana da raggiungere, la sua corsa disperata contro il tempo è un'assurda lotta per la sopravvivenza. All’improvviso si sente dolorosamente afferrare e sollevare. Forse ormai è finita, ma lei si dibatte nell’ ultimo disperato tentativo di sfuggire alla sua fine. Il falco, si allontana con perfetto controllo verso l’alto. In lontananza, un uomo a cavallo che rincorre una donna fugge correndo, mentre s’inoltrano entrambi tra gli alberi della foresta.

Eduardo dell’Elsa Argentata, cacciatore di demoni e streghe, cavalca all’inseguimento di Lucilla, una strega molto potente, quanto pericolosa, cui da la caccia da diversi anni.
Lui è il più giovane di tre fratelli appartenenti ad una ricca casata nobile e la legge lo priva del diritto di possedere terre e ricchezze da ereditare, ma non del desiderio di fama, avventura e gloria. Il suo fisico vigoroso e il suo aspetto aggraziato lo aiutano a farsi notare nelle corti che l’ospitavano. È alto, i suoi capelli castani, che ama sempre raccogliere in una coda, mettono in mostra il suo viso, sempre curato e i lineamenti delicati. Lunghi ed estenuanti periodi di allenamenti, tra spade, battaglie e servizio militare, fortificano i suoi muscoli e la sua determinazione. Infine, diventando cavaliere, entra in una congrega segreta di uomini che come lui alimentano le stesse ambizioni e consacra la sua vita allo sterminio di esseri infernali.


Giostrandosi tra gli alberi della foresta, Edoardo galoppa col suo cavallo corvino, quando viene assalito da fiamme altissime che avrebbe divorato entrambi se avessero proseguito oltre. Il cavallo impazzito lo disarciona e lui, cadendo, picchia su un fianco. La gamba e la spalla sinistre lo paralizzano dal dolore. Resta sdraiato ed immobile fino a quando le fitta non allentano la morsa. Ormai è fatta, non raggiungerà più la strega, almeno, non in quest’ occasione. Si guarda intorno. Vede il cavallo. Si solleva da terra, quando un'ombra inaspettata gli si para di fronte. È Lucilla, bellissima e nello stesso tempo davvero inquietante. Non l’ha mai vista così vicina prima d’ora. Sopra il pesante mantello le ricadono lunghi capelli ramati che l’aria si diverte a scompigliare. Due occhi di ghiaccio lo fissano come se si trattasse di un interessante animale da circo.
- Eccovi ancora qui, mio cacciatore. Ho calcolato male il regalino che vi avevo offerto poc'anzi: vedo che siete ancora in vita. Le fiamme non hanno intaccato il vostro bel visino.
- Le fiamme divorano solo i dannati come voi. Vi stavo inseguendo per farvi conoscere subito il fuoco dell’inferno. Il vostro futuro è destinato a finire per sempre tra le fiamme e il tormento, che avete scelto voi stessa, facendo un patto col Maligno!
- Non temete per me, preoccupatevi piuttosto per voi, che conoscerete i tormenti dell’inferno prima di me, sono qui per questo.
Lui fa per attaccare, ma un incantesimo lo paralizza. Lucilla solleva le braccia e pronuncia suoni sconosciuti. Nello stesso istante Eduardo viene sollevato e le sue braccia vengono aperte a formare una croce. La predatrice gli si avvicina sinuosa, le sue mani gli sbottonano la giubba di pelle e slegano i lacci della camicia, finendo per accarezzare il petto dell’uomo con gesti canzonatori. Anche i suoi occhi lo scherniscono. Poi prende un pugnale dalla bisaccia che nasconde sotto il mantello senza staccare gli occhi da quelli di lui. La punta della lama è affilata e le basta una leggera pressione per tingere di sangue la pelle dell’uomo.
La vittima, imprigionata dall’immobilità, non può nemmeno gemere, intanto un nuovo movimento apre un’altra piaga dolorosa che inizia a sanguinare più generosamente.
- Scusate il fastidio, mi occorre più sangue!
Con queste parole la donna si gira e si allontana per andare a cercare qualcosa dentro un sacco che giace abbandonato dietro un albero. Ritorna con un libro voluminoso dalla copertina nera tra le braccia. Eduardo riesce a sgranare gli le pupille. Con un gesto misurato e lento la strega disegna un cerchio invisibile attorno a loro. A questo punto apre il libro. Le sue pagine sono bianche. Allora solleva la mano libera e la intinge col suo stesso sangue ferendosi con la lama del pugnale che impugna. Con quell’ inchiostro scarlatto inizia a macchiare il bianco candore delle pagine tracciando simboli esoterici.
- Eduardo dell’Elsa Argentata, io vi maledico e con quest’incantesimo incatenerò la vostra anima a questo libro avido di anime oscure. Scriverò io la prima storia e con essa avrà inizio il tormento infinito della vostra vita ultraterrena. Risorgere e morirete tra infiniti

tormenti di ogni storia. Tra poco userò le vostre ceneri imbrattate del mio sangue per suggellare tutto questo!
La lama gli trafigge con violenza il cuore.
Dal torace si apre un incendio che in pochi attivi divora tutto il corpo. Lucilla raccoglie le ceneri, ne mette un po’ in una piccola ciotola, il resto in un’ampolla. Mescola le prime con del suo sangue. Prende un pennino e scrivendo, come preannunciato, formule magiche sul libro, sigilla la sua volontà.
Infine scrive sulla prima pagina:"Le fiamme continuarono a straziare la carne di Eduardo anche dopo la morte!"
- Benvenuto all’ inferno! Da stasera sarai il mio principale divertimento!

Con il libro sotto braccio si allontana ridendo diabolicamente.

Il libro che divora le anime


Storia dopo storia, il sinistro libro incompiuto diventa sempre più affamato. Le sue pagine non arrivano mai alla fine. Sembra una pianta carnivora che attirava le prede, le inebria con la sua magia e poi, una volta che arrivano abbastanza vicine, le divora succhiandone l’energia fino a quando, di loro, non resta altro che l’involucro inerte. Al suo interno Eduardo viene inghiottito, nei tormenti d’interminabili nuovi persecutori che sostituivano quelli che muoiono.
Col passare del tempo le parole da sempre usate venivano sostituite, da quelle di lingue sconosciute.
Il libro inizia a fare il giro del mondo, passando per le mani di uomini diversi per lingua, etnia, religione. Però tutti loro hanno in comune un’anima oscura.


Intanto Lucilla, dopo aver abbandonato il libro per dedicarsi ad altri diletti, scompare. Di lei si perde traccia dopo che il Foro Inquisitore decima tutto quello che a loro parere abbia a che fare con la magia. La strega è ancora presente, nascosta sotto false spoglie.
Passano così quasi tre secoli e il libro ritorna nelle terre dove ebbe origine il maleficio. Viene trovato tra le mani di un mercante, che arriva dalle lontane ed esotiche terre dell’Est, in seguito morto per una strana causa che nessuno riesce a identificare. Il cadavere seppellito al cimitero di Colle di Valsa, viene segretamente trafugato. Intorno a lui iniziano a girare strane storie di persone misteriosamente scomparse.
Invece il libro viene affidato ad uno studioso di testi antichi affinché capisca di che cosa si tratti.

L'uomo è un'anima pia e non riesce ad interpretarne il mistero, ma ne intuisce il significato. Dopo intere giornate di studio arriva a comprenderne poche pagine e mentre legge Eduardo dall’interno del libro, finalmente trova qualcuno con cui possa comunicare. Costui rappresenta la sua salvezza! La speranza fa impazzire il cavaliere che inizia a gridare fino a sentirsi scoppiare la testa. Nel frattempo cerca di scrivere, incidendo a mani nude, con grande sforzo, la carta dal suo interno, ma le sue parole appaiono troppo sbiadite. L’energia del libro era troppo potente da attraversare. Ormai la giornata è alla fine e il vecchio studioso chiude stanco il libro e si allontana per la cena.

Il giorno dopo viene a trovarlo un collega di vecchia data a cui mostra lo strano oggetto, purtroppo non è una buona idea. Il libro s’insinua bramoso nella mente del povero malcapitato. Eduardo percepisce cosa accadrà e senza speranza si arrende al prossimo destino. La notte stessa il librò sparisce e di lui non se ne saprà nulla per altri due secoli.



Porto di Scoglio d’Oro, 1850 d.c.


È pomeriggio, la giovane coppia decide di andare a curiosare al mercato della cittadina di mare, dove si fermeranno ancora per qualche giorno. I loro cavalli stanno riposando nelle stalle della locanda dove hanno deciso di alloggiare, mentre loro si godono la vista del mare sul porto. Il tempo è meraviglioso. L’aria si muove allegramente e i due ragazzi con essa, sorridenti, stretti nei loro lunghi mantelli, per le strade del mercato. Una folata di vento improvviso scompiglia i corti capelli scuri alla ragazza. Lei cerca di proteggerli sotto un cappellino di lana rossa. Alex avverte il suo disagio.
- Sofia, tesoro, andiamo a curiosare in quel negozio di oggetti esotici!
Si avvicinano alla vetrina ed iniziano a sbirciare dentro.
-Penso che il nome giusto per questo posto sia "ammasso di roba vecchia"!
- Dai, entriamo! Qualcosa mi dice che troveremo qualcosa d'interessante.

Ci vuole qualche secondo per abituare la vista all'oscurità del negozio.
- Ahi!

Sofia sbatte il capo contro uno strano oggetto che pende da una trave del soffitto.

La proprietaria, una giovane signora, vestita di nero, con occhiali e capelli ramati raccolti in uno chignon si avvicina loro, sorridendo.
-Buon giorno! Stia attenta signorina! Se si rompe la testa non la posso comprare per poi rivenderla a un prezzo più basso... Posso esservi utile?
- Buon giorno anche a lei! Io e il mio compagno stavamo cercando qualcosa di particolare per riempire alcuni angoli vuoti di casa nostra.
- Accomodatevi pure! Il negozio è pieno di oggetti per tutti i gusti.
Si dividono. Sofia decide di soffermare la sua attenzione su un paio di tavolini. Alex prosegue come se stesse cercando di riconoscere qualcosa di famigliare.
- Noto che ha un gusto un po' inquietante!
- Alexander, non penserai sul serio di tenere esposto quel coso nel nostro salotto? E' davvero un libro?
- Non ti preoccupare, ti prometto che lo terrò sotto il letto dove, non arriverà a nessun occhio vivo.
- Ma che libro è?
Alex lo apre e lo sfoglia fino a trovare l'ultima pagina scritta.
- Sì, è un libro incompiuto, o meglio: noterete che è scritto da diverse mani, con lingue diverse, dalle più antiche a quelle dei nostri giorni. Questo è un antico libro di storie gotiche. Ogni suo possessore lo arricchisce con delle storie. Anche lei potrebbe scrivere la sua.
- Altroché! La firma di Alexander Djini rimarrà indelebile nella memoria della letteratura gotica! Questo libro tra 10 secoli diventerà un patrimonio di grande valore anche grazie a me!
- Macabro, direi!
- Tanto lo sai che lo prendo! Tu invece? Hai scovato qualcosa?
- Proprio in questo momento ho notato quello sgabello!
- Davvero orrendo, direi! Scommetto che quel “coso” nel salotto starebbe benissimo!
- Nel salotto mai!
- Ti ringrazio!
- Infatti pensavo all'ingresso!
- Non dirai sul serio...

L’acquisto ormai è compiuto e la giovane coppia si affaccenda a tirar su i loro acquisti.
- Ecco, piccola! Tu prendi il libro e io porto il “coso”!
Nel momento in cui Sofia prende in mano il libro, sul collo le brilla, per un momento, il medaglione che si scorge sotto il mantello. La negoziante alza lo sguardo verso di lei.
- Noto adesso, il suo magnifico medaglione!
- Grazie, è un regalo.
- E’ molto antico e raro, ragazza mia. Veniva usato come talismano contro gli effetti della stregoneria. Lo sapeva?

Sofia lo accarezza con le dita.
- Anche una mia amica ne ha uno uguale. Per me è più portafortuna che scaramantico, semmai esistesse una magia, da cui difendersi.
- Posso vederlo più da vicino?
La donna si avvicina per toccarlo, ma al contatto, il talismano le brucia la pelle dei polpastrelli e lei ritrae istantaneamente la mano. I ragazzi notano lo scatto.
- Già, dimenticavo. Ci sono delle leghe metalliche che mi fanno quest’effetto. Vorrei comprarlo. Sa, sono un’appassionata collezionista di questi oggetti esoterici. Sono disposta a pagarlo, per qualsiasi cifra mi chiederebbe.
- Davvero? E’ una vera tentazione. Diciamo che semmai avessi bisogno di soldi, potrei valutare la sua proposta. Purtroppo è un regalo a cui mi sento molto legata, per cui, preferisco declinare l’offerta.

La giovane coppia esce dal negozio. Lui, portando in spalla il massiccio sgabello, lei portando, nascosto in un involucro di velluto, il libro di damasco nero.
- La prossima volta che usciamo per souvenir mi porto la carriola, anzi, il carro!
- Dai, domani torniamo nella nostra bella Colle di Valsa in carrozza.​


Alle loro spalle, sulla porta, la proprietaria del negozio sorride togliendosi gli occhiali. Quando la coppia è ormai lontana, i suoi occhi di ghiaccio smettono di sorridere. Guardandosi la mano ustionata, le passa sopra l’altra. La ferita scompare lentamente.
- Ben tornata, cara Sofia!
Dalla strada si vede la sua testa ramata sparire dentro il negozio.

Un bagliore di speranza


E’ notte. L’appartamento è buio e Sofia e i due domestici dormono. La luce fioca di una lampada ad olio illumina solo il piano del tavolo. Rintanato nello studio, Alex è chino sul libro, intento a scrivere la sua storia. I suoi occhi sono alienati.

Ancora una volta, il nero delle parole scava solchi, aprendo crepe che inghiottono Eduardo nelle più orribili crudeltà.

Qualcosa in quel libro richiama lo scrittore in ogni momento, lo perseguita e lo spinge a scrivere storie orrende, che lui stesso non avrebbe mai immaginato di poter concepire.


Da quando il misterioso libro è entrato nella sua vita, Alex non riesce più a dormire e le poche volte che crolla, immagini sconvolgenti interrompono il sonno. L’ultima, lo scuoiamento del protagonista, le urla, non riesce a toglierle dalla mente. Non comprende il motivo di tanta violenza.


Mentre scrive il macabro racconto, cerca di staccarsi dal libro, ma le sue mani rimangono incollate al pennino e scrivono con una volontà propria. L’urlo che lo strappa dal delirio, gli salva la vita.

- Cosa sta succedendo, Alex? Stai male? Ti sei ferito?

- Mi sono addormentato sul libro e ho fatto un incubo terrificante da cui temevo di non riuscire a svegliarmi!

In cuor suo sa che era perfettamente sveglio.


Sofia, fin dal primo momento che Alex inizia a scrivere, capisce che la cosa non gli fa per niente bene. Lo sente più irascibile, teso, distante. Cerca in tutti i modi di assuefare questo interesse. Niente gli toglie questa dipendenza. Tutte le notti lo sente alzarsi di soppiatto dal letto, prendere il libro, e camminare invisibile nel buio verso lo studio, dove, dopo aver chiuso la porta, accende la piccola luce che con discrezione attraversa il profilo inferiore della porta. Sofia la scorge in lontananza dal corridoio, appoggiata alla porta della camera da letto e preoccupata rimane silenziosa a pensare al comportamento instabile del compagno. Ci sono delle volte in cui, esasperata dalla situazione e preoccupata per salute di Alex, corre a strappargli la penna dalle mani e a spingere lontano quel libro maledetto. Sa che il ragazzo, dopo un attimo di stupore, l’aggredirà con tutte le minacce e i ricatti possibili.

Lui non lo comprende, ma il motivo che lo tiene ancora in vita è Sofia, che con la sua insistenza riesce ad arrivare in tempo, a salvarlo dall’azione annientante del libro, che altrimenti, l’avrebbe già divorato. Ma questa non è la vera ragione, naturalmente.​


Questa volta Sofia lo trova a terra. Lo tocca e per fortuna è vivo. Spaventata manda un domestico a chiamare il dottore. L’uomo arriva nel giro di poco tempo.

- Dobbiamo portarlo immediatamente in ospedale.

Tutt’ insieme riescono a trascinarlo sulla carrozza del dottore. Sofia e il dottore lo portano di corsa all’ospedale.


La situazione è grave: un medico l’ha appena informata che il suo compagno è privo di sensi e che il suo stato vitale è molto debole. Appena ristabiliranno una situazione di equilibrio inizieranno ad indagare più a fondo sulle cause. Al momento il medico accenna che i colleghi non hanno diagnosticato ancora nulla e la invita a ricostruire un’anamnesi del paziente nel suo studio.

Nel tardo pomeriggio ritorna a casa. Un suo domestico prende il suo posto accanto ad Alex.

Mentre ritorna a casa, sente che la stanchezza ha un strano effetto su di lei. Si sente stordita, ma nello stesso tempo sa che potrebbe andare avanti senza cedere al sonno ancora per molto.

Arriva, apre la porta e avverte la strana atmosfera di diverso che le rimanda la casa. Le imposte sono chiuse. Si muove per andare ad aprire quella della sala, poi va in cucina ed infine nello studio. Accende la lampada: il libro è sul tavolo, innocuo, immobile. Non le trasmette nulla, se non un senso di ripugno.Toglie lo sguardo da esso e si butta sul divano accanto alla scrivania dove si addormenta fino al tardo mattino.


Le luci attraversano la finestra per andare ad accarezzarle i capelli scompigliati, mentre lei si sveglia strizzando gli occhi. Cerca l’orologio appeso alla parete, per scoprire che ha dormito parecchio.

Nel pomeriggio ritorna da Alex che si risveglia. Le sue condizioni sono migliorate e risulta fuori pericolo.

- Buon giorno, tesoro! Ben svegliato! Ci hai fatto prendere un brutto spavento. Come ti senti?

- Bene. E’ passato quasi tutto!

- Veramente, il medico dice che sei fortemente debilitato, anche se non ne capisce la causa!

- Mi sento bene!


Dopo aver passato il pomeriggio in ospedale, rieccola a casa, davanti a quel libro ancora aperto, mentre aspetta che sia pronta la cena e che vengano a chiamarla.

Si siede lì dove si era seduto Alex l’ultima volta e inizia a sfogliare il libro.

In quel momento l’animo di Eduardo si accende, finalmente, di nuova speranza.

Il potere del talismano


Sembra essere passata un’eternità da quando Eduardo è stato imprigionato in una dimensione sconosciuta, dentro il libro. Appena inizia ogni storia, il suo corpo si ricompone dal nulla, là dove lo scrittore decide d'inserirlo e dove lo sente palpitare, rabbrividire, soffrire e lo spinge verso situazioni estreme a combattere mostri, demoni, fantasmi, uomini altrettanto disumani, per sapere che comunque vada non avrà comunque scampo, morirà o in un’imboscata o sotto tortura o per condanna, quando giunto all’estremo delle forze si arrenderà.
Passano almeno due secoli prima che Eduardo acquisisca la consapevolezza di possedere il potere per sfuggire almeno all’oblio del limbo, in cui cade dopo ogni morte, tra una storia e l’altra. Poi si è rende conto di poter utilizzare la sua forza al di fuori delle storie.
Ricorda quando qualcuno,che non era sotto il potere del libro, aveva provato a leggere quello che lui disperatamente cercava di scrivere. Non riusciva a vederlo nitidamente, ma sentiva perfettamente la sua voce.
Ormai non fa che riflettere su come uscire dall’incubo a cui è condannato.
Sa che prima o poi riuscirà a diventare abbastanza forte per contrastare la forza oscura del libro.
A volte pensa a se stesso. In vita sapeva che sarebbe potuto morire per mano di una creatura dell’inferno, ma pensava alla morte come ad una fine di una caccia. Poi avrebbe riposato in pace, in eterno. Non immaginava un destino simile.

Delle mani scorrono lungo il bordo del libro. Eduardo ne sente la presenza anche se non riesce a vedere nitidamente nemmeno questa volta chi è.

Sofia sfoglia, senza vero interesse, le pagine. Ogni tanto legge tra le righe.
- Di sicuro, gli autori di questo libro non vincerebbero mai un premio per la calligrafia.

Si solleva dalla sedia per aumentare l’intensità della lampada.
Eduardo la sente allontanarsi e riavvicinarsi, poi sente muovere ed infine il tonfo del libro che si chiude.

Sofia chiude e poi riapre il pesante libro per ricominciare a sfogliarlo dalla prima pagina.
- Vediamo, seriamente, di capirci qualcosa di questo libro.
Eduardo, improvvisamente riesce a vederla. Sente dei brividi lungo la schiena e sa che non è il freddo. È la prima volta che, da secoli, sofferma lo sguardo su una creatura luminosa e gentile.
La trova bella, aggraziata. I capelli castani, corti e un po’ mossi, la carnagione olivastra, gli occhi grandi, un po’ obliqui, anch’essi scuri, le labbra delicate e nello stesso tempo piene. Si chiede se si tratta di un angelo venuto a salvarlo.
- Eduardo dell’Elsa Argentata. Questo nome mi dice qualcosa.
Eduardo ha un sobbalzo. Comprende l’importanza di trovare il modo di aprire un ponte con Sofia.
Sofia prende dell’inchiostro e scrive qualcosa su un foglio che poi richiude. Con un campanello richiama l’attenzione dei domestici.

- Grazie Matin, lo faccia arrivare subito alla mia amica Ginevra.

-Sarà fatto immediatamente mia signora, nel frattempo la cena è pronta.
- Ciao Ginevra! Sei l’unica che potrebbe aiutarmi. Ho tra le mani uno libro misterioso che sembrerebbe avere una strana influenza su Alex che i medici hanno deciso di trattenere in ospedale ancora per qualche giorno per tenerlo sotto controllo. Tutta questa storia ha a che fare con quelle cose di stregoneria che piacciono a te e che, sicuramente, soltanto tu saresti in grado di interpretare. Per favore, vieni subito, sento che Alex è in pericolo. Ti aspetto. Grazie.

Finalmente arriva Ginevra. Le due amiche si accolgono con un abbraccio.
- Forza, fammi vedere di che si tratta!
- Si trova in studio!
Insieme si dirigono lì.
L’amica s’irrigidisce appena entra nella stanza. Tira fuori dalla sua borsa dei rami di timo essiccato, da loro fuoco e poi li spegne. Infine li agita per la stanza, con movimenti fluidi, recitando frasi strane.
Una volta terminato, va al libro.

“Mio Signore, pietà! Un'altra strega!”, esclama Eduardo mentre la vede avvicinare: è una ragazza, bella anche lei, con lunghi capelli neri e lisci. Ha gli occhi verdi.
Ginevra inizia ad ispezionare il libro.
- Questo libro è pericoloso: ha una forza oscura molto forte. Dobbiamo proteggerci con un incantesimo che ci nasconda, prima che attiri altre forze oscure. Hai del Sale? Lo so che stai pensando che forse passo il tempo con troppe fattucchiere e sui libri di stregoneria, però, se mi hai chiamato, in fondo, sei convinta che ci sia del vero anche tu. Allora, il sale?
- Sì! Il sale ce l’ho, nella dispensa. Lo prendo subito.
- Versalo a filo di ogni finestra e porta ci siano in casa. Poi farò l’incantesimo di copertura. Una volta fatto tutto potremo dedicarci al libro.

Sedute alla scrivania, con il libro chiuso sotto i loro occhi, Sofia racconta dell’effetto di questo su Alex.
Eduardo vede il libro richiudersi sopra di lui.
Poi si riapre ancora, sulla prima pagina.
Ginevra passa il dito sopra i segni lasciati da Lucilla.
- Si tratta di un potente incantesimo di stregoneria nera. Riesco a leggere il nome di Eduardo dell'Elsa Argentata, ma non riesco a decifrare i segni dell’incantesimo.
Lo so che ti sembrerà assurdo quello che ti dirò, ma questo libro è vivo e per sopravvivere attira uomini deboli e con un certo lato della personalità un po’ tetro, per nutrirsi della loro energia.
Tre secoli fa una strega molto potente che si chiamava Lucilla usava libri come questo, per trascriverci i suoi incantesimi e tenere lontano, allo stesso tempo, i cattivi intenzionati.
Andiamo avanti a sfogliarlo. Ma che schifo, ci sono scritte delle storie allucinanti!
Ma guarda cosa ha scritto anche Alex? Non gli conoscevo questo lato così sinistro! Ho capito subito che era stronzo, ma non così mostruoso!
- Beh! Io invece so da sempre che tu sei strana e non una strega!
-Ti devo fare un’altra rivelazione: anche tu sei una strega!
- Cosa? Che cosa stai dicendo?
- E’ una lunga storia. Adesso ti basti sapere che devi continuare a portare il tuo talismano perché è fondamentale per la tua sicurezza. Se quella donna sconosciuta, di cui parlava sempre tua madre, aveva insistito perché non te lo togliessi mai, avrà pure un motivo serio, anche se inspiegabile.
- Io stavo per vendere il mio.
- Non azzardarti a farlo!
Con questo commento lascia il libro aperto sull’ ultima facciata scritta a metà.
- Adesso occupiamoci del libro. Dobbiamo sbarazzarcene, ma soprattutto nasconderlo in un posto dove nessuno possa raggiungerlo. Sto pensando di legarlo ad un masso con una catena, per buttarlo in mare o in un pozzo!
- Non potremmo semplicemente bruciarlo con un falò?
- Credimi, non funzionerebbe!

Una scritta compare sulla pagina ancora bianca: “Aiutatemi per favore! Sono Eduardo dell…”. Poi il libro si chiude con un colpo violento.

Il cerchio si chiude


Il colpo è così energico ed inaspettato che entrambe le ragazze scattano in piedi spaventate. Il rumore delle loro sedie segue quello del libro che si è chiuso. Ginevra indica l’oggetto.
- Ho capito, questo Eduardo è uno stregone che divora anime servendosi di questo!
La stanza inizia a tremare. Il libro si solleva ed inizia a roteare alto, sbattendo contro qualsiasi cosa incontri. Le due arretrano per proteggersi. Ginevra interviene gridando.
- Adesso basta!
Con un gesto del braccio lo scaraventa sul tavolo.
Il chiarore della stanza si affievolisce fino a diventare debole quasi fosse quello di una candela. Il libro si risolleva, lentamente, in piedi rispetto al piano del tavolo, all’altezza delle loro spalle. Ne esce una lama di luce che si diffonde intorno all’oggetto. La stessa, si allarga come un ventaglio, aprendo il libro su due pagine ancora bianche per poi spegnersi. Sulla carta si accende un punto di luce che si allunga morbido a scrivere altre parole: “M’inchino a voi, mie preziose signore, invoco la vostra attenzione”, si ferma qualche secondo, poi riparte a incidere col suo luccichio il foglio. “Sono Eduardo dell’Elsa Argentata, cavaliere della Santa Casta dei Protettori Celesti della Chiesa del Santo Sepolcro”.
Ginevra l'interrompe indispettita.
- Una congrega segreta: si occupava della cattura e della consegna delle streghe al Foro Inquisitorio! Si parla spesso della strage di tanti innocenti, ma mai di tutte quelle povere persone morte per causa sua. Noi siamo riuscite a sfuggirla scappando in oriente. Quando siamo tornate finalmente a casa, nella nostra bella Colle di Valsa, siamo dovute scappare ancora una volta, perché una strega impazzita ci voleva eliminare.

Era una notte d’autunno, stavamo viaggiando su un calesse, attraversando la campagna umida e silenziosa per raggiungere il nostro borgo. Ne vedevamo estasiate le luci. All’improvviso una lampo ci folgorò ferendoci entrambe. Non avevamo avuto neanche il tempo di comprendere cosa fosse stato, quando un secondo cercò di raggiungerci. Riuscimmo a nasconderci dietro il carro che aveva preso fuoco. Slegammo i cavalli che fuggirono tra i boschi. Vedemmo avvicinare una donna, era una strega nera: si avvertiva la sua energia negativa molto chiaramente. Contrattaccammo, ma senza grande successo! La stanchezza aveva indebolito i nostri poteri!
- Perché ci state attaccando? Non vi conosciamo, non abbiamo mai fatto del male a nessuno!
- I miei tarocchi dicono che potreste farmene, invece!
- Cosa?


Ginevra continua a raccontare con fervore quell’assurda storia.

- Sofia tu fosti scaraventata contro un masso e perdesti sensi. Io approfittai della distrazione di Lucilla che ti fissava per soffocarla. La lasciai andare quando capii che eravamo fuori pericolo.
Corsi subito accanto al tuo corpo esanime vicino al masso. Per fortuna eri solo svenuta. Restammo nel bosco fino al mattino, fino a quando tu ripresi i sensi. Purtroppo il trauma alla testa ti aveva tolto parte della memoria. Ritornammo sui nostri passi, passando dove eravamo state aggredite. Il corpo della strega era sparito. Non c’era nessuno. Capii che se restavamo in quel posto eravamo in pericolo, contro qualcuno che non conoscevamo e soprattutto non comprendevamo. Decisi di rimetterci in viaggio.
Così arrivammo nelle Isole del Nord, dove delle streghe bianche ci accolsero calorosamente tra loro per qualche secolo e ci regalarono questi talismani per nascondere la nostra vera identità e per proteggerci contro chiunque volesse farci del male.
- Ma se io sono vissuta così tanti secoli senza dei genitori, perché adesso mi ritrovo una famiglia?
- Sono stata io. Ti ho creato una copertura. Ho individuato una coppia che non avesse figli e parenti intorno, l’ho manipolata dicendo loro che avevano una figlia, che un giorno incontrarono una sconosciuta che gli aveva dato un talismano da non farti mai togliere, l’ho portata qui a Colle di Valsa, così da lasciarti vivere una vita normale. Nel frattempo, cercavo e cerco tuttora di capirci qualcosa di quello che ci è successo, oltre che a trovare un incantesimo che ti riporti la memoria e soprattutto, tutti i tuoi poteri.
Invece al nostro cavaliere, immagino che sia successo di essere stato preso al laccio da una strega a cui dava la caccia. Da cacciatore a preda! Io direi di lasciarlo marcire dov’è, così impara a non infastidire delle signore.
La pagina riprende: “E’ vero, quello che state dicendo è verità! Tutto questo è opera di una strega a cui ho dato la caccia. Lucilla, questo è il suo nome: mi ha ucciso e successivamente ha imprigionato la mia anima in questo libro maledetto. Da allora sono condannato a morire e risorgere all’infinito, attraverso le storie di scrittori stregati dal libro, per vivere i più orribili tormenti. Il libro, nel frattempo, si nutre con loro energia fino ad ucciderli. Vi scongiuro di non abbandonarmi, sono certo che voi rappresentate la mia unica salvezza. Se non volete farlo per me, almeno per quelle povere anime maledette!”
- Lucilla è la strega di cui parlavi prima, Ginevra! Anche questo libro sembrerebbe opera sua!
- Eduardo, che aspetto aveva questa inquietante strega?
La pagina rispose: “Era una donna magra, con capelli rossi e grandi occhi grigio-azzurri.”.
- E’ la stessa bastarda che ci ha aggredite! C’è una strana connessione tra noi, te e Lucilla.
-Esiste un modo per tirarlo fuori da lì?
- Sì, esisterebbe! Un incantesimo che riutilizzando gli stessi ingredienti dell’incantesimo precedente, lo sostituisca! Il problema sono le ceneri. Eduardo, sono passati quasi 5 secoli da quando voi vivevate su questa terra. Potrebbe esserci, da qualche parte, qualcosa a cui voi, vi sentiate ancora legato?

In Eduardo cade si spegne l’eccitazione. Tutto quel tempo non ha più un significato, però sente che l’ha allontanato da tutto ciò che gli apparteneva. Avverte il vuoto ovunque, intorno a se. Ripercorre i ricordi con rimpianto misto a disperazione. La sua famiglia d’origine, la madre e i fratelli, quand’era piccolo, le terre paterne. Il padre era sempre lontano, al servizio dei Signori del Santo Sepolcro, il comando della Santa Casta dei Protettori Celesti.
Poi la partenza da casa, la vita militare ed infine la cappella e il momento in cui lo nominarono cavaliere. La croce incastonata che baciò al giuramento! Era il motivo per cui aveva consacrato la sua vita! Il solo pensiero gli infonde nuova energia! Allora ritorna a scrivere: “La croce della mia consacrazione, è il simbolo della nostra congrega e missione: si trova o si potrebbe trovare nella Chiesa del Santo Sepolcro. Davanti all’altare, c’era una fessura sulla pavimentazione, in cui noi cavalieri infilavamo la nostra spada, inginocchiandoci. Questa apriva un’entrata che portava al nostro santuario. Se c’è, la troverete là.“. Le due donne si guardano.
- Eduardo, tre secoli fa accadde che un archibugiere spagnolo tentò di sparare contro l'immagine sacra, ma il suo archibugio scoppiò e finì per uccidere il soldato stesso, lasciando integro il busto della Madonna, distruggendone però le braccia. La scultura divenne subito un simbolo: fu venerata, ed alla Madonna vennero attribuiti diversi miracoli. Si decise pertanto di costruire un santuario, all'interno del quale custodire la sacra immagine. Non so se esiste ancora questo vostro santuario. Però la croce, forse, so come raggiungerla. Allora! Non possiamo lasciare il libro incustodito, dobbiamo portarcelo dietro. Dobbiamo nascondere anche lui con un’ incantesimo. Sofia, andiamo in sala!

Sul pavimento, dove disegna un cerchio e segni magici, accende delle candele bianche e vi posa il libro. Recita qualcosa. Nella stanza arriva una folata il vento che fa alzare le pagine. Poi tutto torna come prima.
- Fatto! Non durerà a lungo, nel frattempo possiamo andare. Prendilo tu, il libro, Sofia, io devo guidare la carrozza.

E’ tarda serata quando una carrozza si ferma davanti ad cancello di ferro battuto che viene aperto, poi riparte per entrare in un viale, dove in lontananza, si scorgono le finestre illuminate in un tipico casale contadino immerso nella campagna. Due donne scendono dal veicolo e si avviano verso la casa. Una di loro porta un grande sacchetto, l’altra suona il campanello della porta. Si sente la voce di un uomo anziano rispondere.
- Chi è a quest’ora? Cos’è successo?
La porta si apre di qualche centimetro. Il volto di un vecchio grinzoso le osserva con sospetto.
- Ginevra, cosa succede?
- Buona sera Japoco, ho bisogno del tuo aiuto!
- Entrate, prego! Benvenute a casa mia!
Apre la porta. Mentre entrano vedono l’uomo appoggiare un fucile al muro.
- Sapete, ultimamente si rischia di fare qualche brutto incontro. Qui in campagna, lontano da tutti!
- Rassicurante! Jacopo lei è Sofia. Sofia lui è Jacopo.
I due si stringono la mano. Poi tutti assieme si accomodano al tavolo massiccio che domina, all’entrata, la stanza.
- Jacopo siamo qui perché tu sei forse l’ultimo discendente di quelli che una volta appartenevano alla casta dei cavalieri “Protettori Celesti” e che poi pentiti, hanno dato asilo e sostegno a chi veniva ingiustamente torturato e giustiziato nel nome della Chiesa. Anche lei è una strega bianca, purtroppo un brutto incontro con una certa Lucilla, le ha fatto perdere la memoria e con essa, la conoscenza della magia. Ho bisogno di te per trovare la croce incastonata che si usava durante la cerimonia delle investiture. Adesso tieniti, arriva il pezzo forte! Abbiamo con noi un libro, è una creatura della magia nera, ma al suo interno è stato imprigionato l’anima di un certo Eduardo dell’Elsa Argentata, costretto a subire orribili tormenti per mano della strega. La croce è l’unico elemento che potrebbe liberarlo da questa condizione.
- Conosco questo nome, era un cavaliere di grande fama, veniva nominato spesso nel passato, purtroppo scomparve nel nulla, inseguendo questa Lucilla e di lui non si seppe più nulla. La croce di cui parli non so dove sia, era patrimonio della Casta e sparì con essa quando questa venne sciolta.
C’è un attimo di silenzio. Subito dopo una forte esplosione spalanca la porta. Jacopo corre a prendere il fucile, una saetta lo colpisce sbattendolo per terra. L’uomo rimane steso a terra: è morto.
- Due piccioni con una fava, bene!
- In mezzo alla polvere si vede sbucare fuori una donna.
- La proprietaria del negozio di antiquariato!
- Già! Appena ho capito chi eri, avrei potuto ucciderti anche subito, ma poi avrei avuto tra i piedi quella seccatura della tua amica!
- Pensare che anch’io mi ero quasi persuasa di essermi sbarazzata di te! Però, una curiosità, si può sapere, che diavolo vuoi e a questo punto, chi è lei?
- Le mie carte dicono, che è una lontana consanguinea della famiglia del bel cavaliere che ho intrappolato nel mio libro. Ecco il motivo del mio accanimento su di voi. Intanto mi riprendo il libro.
Scaglia per terra Sofia, che sbatte violentemente la testa e con un gesto del braccio e gli strappa ciò che la ragazza si ostina a trattenere tra le mani. Ginevra devia subito la direzione, riportando il libro verso Sofia. Lucilla la blocca con un’ondata di fiamme che le ustionano il braccio.
- Porta via il libro!
Sofia invece rimane seduta a terra, lo sguardo perso nel nulla. La strega dagli occhi di ghiaccio sorride schiacciando Ginevra contro il muro con una pressione invisibile.
- Adesso, posso riavere il mio libro?
- Certo!
Risponde Sofia, questa volta in piedi. Mentre giaceva seduta sul pavimento, aveva sentito improvvisamente, tutti i ricordi attraversarla come una onda rigenerante. Ora, con tutta la forza dei poteri riconquistati, paralizza l’avversaria, tenendola sospesa dal pavimento, poi con il gesto di una mano le disegna intorno un cerchio di fuoco. Con il libro in mano attraversa le fiamme senza riportare ustioni. L’altra mano solleva un coltello che teneva nascosto dietro la schiena. Si avvicina alla nemica fino a sfiorarla. Con la lama si apre una ferita sul braccio che contiene il libro.
- Con questo incantesimo io, Sofia Delle Lande, sciolgo te, Eduardo dell’Elsa Argentata per sempre da questo maleficio!
Le fiamme si chiudono rapide ed alte sulle due donne fino a divorarle completamente per poi disperdersi in mille scintille!
- Nooooooo!
Ginevra urla sconvolta, incapace di raggiungere in tempo il fuoco.
Le scintille si accendono fino a formare una luce che rischiara tutta la stanza. Al suo interno appare la figura di un giovane dai lineamenti delicati, che le sorride con gratitudine e che, con un inchino, scompare.

La luce scompare e rannicchiata si vede Sofia che, esausta, alza lo sguardo verso l’amica.
- Il talismano, c’era un motivo se non dovevo mai togliermelo!

Epilogo


Borgo di Valsa, 1400 d.c.


Un falco si alza in volo tenendo aggrappato agli artigli una lepre che cerca ancora disperatamente di liberarsi. Il sibilo di una freccia lo raggiunge. Colpito, precipita, allentando la presa, fino a raggiungere il terreno, morendo. La lepre si salva. Schizzando come una scheggia si allontana, scomparendo nella foresta. Poco distante si scorge una donna, con un lungo mantello, che stringe un arco con la mano. E’ una strega bianca. Si alza il cappuccio del mantello sui capelli scuri, che porta corti, e poi, anche lei, si allontana per raggiungere quella che sembra un’altra donna, anche lei avvolta in un mantello.
- Perché l’hai fatto,Sofia?
- Perché vorrei che qualcuno facesse lo stesso con me, se mi trovassi nella stessa situazione!

Infine, insieme, continuano il loro cammino, mentre a grande distanza si sentono gli zoccoli di un cavallo.

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