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Una storia di lisa1949

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Fuga da Kalhas

(ritorno alle origini) seconda parte

Pubblicato il 27 novembre 2017

Anno 2516. Sono appena trascorsi due anni dagli ultimi episodi avvenuti sul satellite artificiale Trebla. Procedono gli esperimenti atti a ripopolare la base isolando elementi geneticamente perfetti e dotati di intelligenza superiore, grazie a neuroni selezionati da DNA antropici custoditi nell’archivio del laboratorio spaziale.

Uomini ibernati e catalogati vegetano dentro teche trasparenti, tenuti in vita da macchine che ne monitorizzano le funzioni vitali per fornire dati utili al programma.

Nyls, comunica con il figlio Torken junior, tramite uno schermo collegato a un’area destinata alla sua formazione.

Gli scienziati intendono testare i risultati del progetto che ha programmato il suo concepimento avvenuto sul pianeta Kalhas, dopo la passionale notte trascorsa tra Nyls e Torken senior, suo padre, poi condannato all’eutanasia poiché contaminato da ricordi primordiali.

Il ragazzo è stato sottratto alle cure materne da mesi, per cui relazionano tra di loro tramite un display, controllati da nano chip sofisticati.

L’esperimento pare aver colto risultati straordinari. La capacità razionale ottenuta rivela un giovane con doti di raro acume e operosità ad alti livelli.

La madre è infelice per il loro distacco forzato, teme la regina Algot che pretende pieni diritti sul figlio, ma non si oppone per nascondere il suo contagio emotivo.

Le macchine artificiali velocizzano la crescita infantile: infatti, entro il prossimo anno Torken sarà adulto.

«Madre, vorrei porti un quesito.» Le chiede a sorpresa una notte.

«Non possiamo parlare, se ci intercettano siamo spacciati…» risponde Nyls.

«Non temere, ho generato un sistema che neutralizza i droni…» risponde sicuro.

Nyls ne è molto orgogliosa. È intelligente oltre le aspettative, ha occhi verdi identici ai suoi; la corporatura del padre e i lunghi capelli bruni raccolti nel copricapo della tuta in fibra di titanio, li rendono molto simili: è un bel giovane.

«Mi sono collegato ai dati dell’Alphandroid di mio padre individuando realtà ataviche straordinarie.» Confida.

«Codice RD555121E, presentati alle AI superiori, immediatamente!» Annunciano.

«Dobbiamo attingere a nuovi elementi dai tuoi codici.» Dispongono.

Ti accoppierai a Yrnel per confrontare il quoziente intellettivo del nuovo nato con quello del primogenito. Non puoi sfuggire questa volta.» Ordina risoluto l’aitante Achmen, divenuto comandante supremo.

«Verrai isolata da tuo figlio al fine di completare la sua formazione. Lo rivedrai dopo la nascita del neo-concepito.» Determinato, la decisione non prevede repliche.

Lei ascolta con amarezza.

Il cyborg Yrnel, é di aspetto sgradevole, inespressivo e ha modi brutali preoccupanti. Inoltre, Nyls non riesce a dimenticare la notte d’amore su Kalhas.

Da tempo Torken junior ha visioni tratte dai ricordi della memoria paterna: flashback che narrano mondi alieni. Ha perfino colto le proiezioni con i dettagli dell’incontro dei genitori. Ora, però,occorrono i dati custoditi nell’Alphandroid del padre: bisognerà recuperarlo.

«Madre, non permetterò che Yrnel ti tocchi al fine di generare un mostro.» Rassicura.

«Dobbiamo tornare su Kalhas a ritrovare il dispositivo lasciato sull’isola.»

Infatti, rintracciarlo consentirà di accedere ai codici e ricostruire il passato.

«Impossibile, sei ancora immaturo per comprendere il sistema.» Replica scettica.

«Mio padre ci guiderà attraverso tracce archiviate. So come agire.» La rassicura.

Con l’aiuto del dottor Wronk, il canuto e vecchio scienziato segregato da tempo poiché in possesso di formule segrete, hanno ideato di nascosto una navicella a propulsione capace di ricondurli su Kalhas.

«Dottor Wronk ci segua nella missione, lei è indispensabile!» Lo incita Torken.

È notte, quando un fascio di luce fluorescente fende l’Universo spezzando l’oscurità come un grande meteorite infuocato.

La sonda atterra rimbombante su una radura di Kalhas. La stessa già descritta.

Torken, riconosce i luoghi, li distingue nelle varie rievocazioni che gli compaiono.

Insieme allo scienziato scarica il materiale.

I pannelli in Cermet, bombardati da un fascio di particelle energetiche, procureranno la potenza utile alle mosse successive.

Dispongono le attrezzature nei punti strategici, aspettando la reazione della regina Algot, sicuramente infuriata dal tradimento del prediletto.

Nel rivedere Nyls, l’airone cinerino riappare gorgheggiando e, quando dispiega le ali, sembra volerla salutare festoso.

D’improvviso, un potente lancio luminoso trafigge il cosmo sorreggendo i raggi C mirati ai dati dei loro sistemi reattivi, tentando di distruggerli.

«Presto, al riparo nell’incavo della sequoia!» Urla Torken, intento a digitare sul comando dei pannelli, dati e formule. Infatti sta pianificando una reazione immediata per sterminare gli androidi a guardia della base spaziale. Dalla postazione invia alabarde radioattive che destabilizzano Trebla.

Segue un silenzio tombale, ma sia Wronk che Torken sanno che sarà l’inizio di un grave conflitto.

A sorpresa, sbattendo le ali, torna l’airone palesando l‘intenzione di collaborare.

«Dottore, resti a proteggere Nyls, intanto ispezionerò la zona.» Lo delega fiducioso il giovane, salendo sul dorso del pennuto predisposto a guidarlo in volo a studiare la morfologia del pianeta.

Superata una folta barriera boschiva, sorvolano una catena montuosa e nei flashback individua la Cordillera orientale delle Ande. Ne resta affascinato mentre l’airone, a una velocità supersonica, lo conduce oltre. A quel punto attraversano l’Oceano.

In ogni percorso, Torken junior ripercorre come in un video la struttura della Terra esattamente com’era, prima che fosse distrutta per incuria e negligenza umana.

Oltrepassano le Alpi, la penisola italiana, i deserti, l’Oriente e gli arcipelaghi marini, ricostruendo ogni mappa, registrandola sul suo elaboratore personale.

Riesce a scorgere i tramonti e le aurore, inclusa quella boreale, straordinaria. Volano su ghiacciai e vulcani in eruzione e ne rimane talmente conquistato da decidere, con l’aiuto delle reminiscenze a cui ancora può attingere, di duplicare alla perfezione il vecchio Pianeta Terra.

Infine, terminato il viaggio, il giovane ordina all’airone di ricondurlo alla base.

«Questo era il mio compito prestabilito comandante. Solo ora mi viene concesso di dialogare con te.» Spiega il volatile al ragazzo a sorpresa.

«Vuoi dirmi che attendevi qualcuno per ripristinare ciò che l’uomo in passato ha distrutto?» Chiede ancora, stupefatto.

«Sei tu il predestinato, questo è il progetto segreto di tuo padre, elaborato per anni insieme al dottor Wronk.» Una rivelazione inaspettata.

«Drawa è il mio nome, d’ora in poi sarò il tuo paladino, ordina ed eseguirò.»

«Quindi il dottore ne è a conoscenza? Bene, allora conducimi da lui!» Gli ordina. Appena atterrano, trovano la desolazione. Sul terreno i resti di un bombardamento di frecce laser e, nel tratto che conduce alla sequoia, copiose tracce di sangue.

Torken si preoccupa per la sorte materna e corre imprecando nei confronti della regina Algot, per l’abuso dei poteri di sovrana.

Dentro la cavità dell’albero millenario, Nyls soccorre lo scienziato gravemente ferito nel corso di un attacco bellico.

«Wronk, ho bisogno di lei! Drawa mi ha svelato il progetto.» Lo incalza Torken.

«Sono vecchio e stanco, tu sei il prescelto imperatore del Nuovo Mondo. Tuo padre l’aveva previsto, per questo è stato eliminato.» Respira a fatica, ma si raccomanda:

«Non permettere agli uomini di distruggere ancora l’evoluzione naturale della specie, solo per sete di potere. Il satellite Kalhas è un’ulteriore occasione che vi viene concessa per rimediare agli errori commessi. Fa sì che molte vite, compresa quella di tuo padre, non siano state sacrificate invano.» La sua voce è flebile.

Il ragazzo stringe la mano al vecchio che, in un ultimo guizzo vitale, gli consegna fiducioso l’elaboratore segreto, insieme all’Alphandroid paterno, ritrovato all’interno della caverna. Inesorabilmente, poi la vita lo abbandona.

Il volto di Torken, per la prima volta, da che ha visto la luce, è inondato di lacrime.

«Drawa, vigila sui pannelli e conduci il corpo di Wronk sulle cime del vulcano più vicino, affinché le sue ceneri restino parte immortale del Pianeta!» Comanda Torken.

Poi legge sul display le istruzioni dello scienziato e, stupito dalla quantità di combinazioni, digita i dati in sequenza, rispettando le istruzioni.

Un’onda magnetica gigantesca si sprigiona nell’atmosfera, sembra l’Apocalisse.

Trebla ha moti sussultori simili a un sisma. Nei laboratori le teche che conservano gli umani ibernati si frantumano e i congegni tecnologici li riportano in vita rapidamente.

La folla di redivivi insorge al potere di Algot e Achmen e ai loro sistemi tirannici.

Dagli hangar, comandati a distanza da Torken, s’imbarcano i primi uomini diretti a Kalhas, pronti a ricostruire insieme la copia del Pianeta distrutto.

Occorrerà molto tempo per coordinare i lavori, ma il giovane è un Re appoggiato da menti ingegnose del passato, ogni tassello verrà posizionato in modo perfetto.

Nello spazio ripetuti fasci di luce, sovvertono le peculiarità dell’Universo intero.

Infine, un’esplosione smisurata fa oscillare il satellite per effetto delle onde d’urto, e finalmente è silenzio. É la fine di Trebla e di millenni di orrori.

Torken raduna i primi approdati esponendo loro i progetti, chiedendo la disponibilità a collaborare in piena pace, per ricostruire e ripopolare la Nuova Terra.

L’accordo è unanime e, dopo il giuramento di ciascuno, vengono assegnati i territori da ricostruire e nominati i comandanti di ogni contea.

Nella notte, una enorme stella cometa illumina il firmamento, quasi a voler celebrare la ricostruzione, un segno di buon auspicio per il futuro.

2518, finalmente la vita è cambiata e della guerra, degli orrori di un tempo, non resta che un ricordo conservato nei testi scolastici: un monito affinché non si debba mai più ripetere lo sterminio del genere umano, salvaguardando la bellezza del territorio.

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