scrivi

Una storia di FrancescaBrandani

0

Concorde

Un Concorde per sognare

Pubblicato il 02 maggio 2015

1

CONCORDE E DINTORNI.

Nelle slides della mia vita c'è n'è una riservata agli aerei.

Il sogno cui con pazienza fin dagli anni giovanili, Leonardo Da Vinci verso la fine del quattordicesimo secolo lavorò alacremente, è stato realizzato.

Mi piace osservarli volare alti nel cielo, quando nelle belle giornate lasciano dietro a sé una bianca spirale di fumo che sembra un fumetto.

O quando decidendo di andare a svagarmi a Bologna, me li vedo passare sulla testa, bassi,

rombanti, le grigie metalliche pance e i carrelli ben visibili dalla statale che percorro, parallela all' aeroporto.

La notte chiudo gli occhi e immagino il blu profondo della calotta celeste, la pallida luna, le stelle e non solo.

Infatti, anche nel buio della notte gli aerei lampeggiano intermittenti attraversando il cielo: non riposano mai.

”Facciamo finta che siano stelle cadenti, ed esprimiamo un desiderio...ora!”

Cantano B.o.B e Hayley Williams nella sua stupenda “Airplaine FT”.

Non so se il nome Concorde vi dica qualcosa, ma per quanto mi riguarda rappresenta l'aereo più bello e sensazionale mai costruito

Vorrei tratteggiare un' istantanea di questo velivolo supersonico, di cui non resta che un appassionante ricordo.

Per cominciare il suo nome ufficiale è “Aèreospatial-Bac Concorde”.

Entrò apertamente in servizio nel 1976,

frutto di un lavoro congiunto fra industrie e governi francesi e britannici.

L'anno successivo iniziarono i voli verso New-York.

Volando a velocità Mach2, ovvero, oltre 2100Km/h, (velocità doppia rispetto agli aerei standard), era in grado di compiere il volo transoceanico in tre ore e

trenta minuti.

Il progetto cui con orgoglio e spirito di corpo avevano lavorato concordemente, (come esplica il nome) Francia ed Inghilterra, implose...

risucchiato dalla terribile esplosione di un aereo della flotta a Parigi, in fase di fase di decollo un giorno di fine luglio 2000.

Il Concorde inciampò in una lamella di metallo staccatasi e caduta sulla pista da un DC10 Continental americano decollato pochi minuti prima.

Forò un pneumatico facendo di rimbalzo esplodere un serbatoio, posizionato sotto l'ala.

La ripercussione del terribile schianto con conseguente morte dei 100 passeggeri e dell'intero equipaggio colpì l' aurea di affidabilità e sicurezza fino ad allora appannaggio dorato e intoccabile del velivolo, facendo riemergere improvvisamente che sì, in precedenza l'aereo aveva avuto vari ed eventuali, molto probabilmente sottostimati, problemi tecnici.

Complici del crack definitivo dell'era dei supersonici commerciali, anche gli esorbitanti costi di manutenzione, (quintupli rispetto ad aerei standard) e l'elevato consumo di carburante.

Con la guerra in Iraq e le conseguenziali ricadute sul prezzo del petrolio il progetto subì il definitivo tango down.

Il tutto nonostante fosse considerato dai suoi costruttori l'aereo più affidabile e tecnologicamente più avanzato mai costruito...usato tra l'altro nei viaggi ufficiali dai presidenti francesi.

La settimana scorsa feci una scappata alla “FinalViaggi”, un' agenzia autoctona di cui sono affezionata cliente, e mi rivolsi a Michela una delle due impiegate che vi lavorano, per fissare il mio prossimo viaggio.

Al termine della prenotazione, mi scappò di bocca un... “Sai Michela, sto scrivendo qualcosa sul Concorde, l'aereo...”.

Lei fissò lo sguardo nel nulla per qualche breve istante, cercando di fare mente locale...poi partì a raccontare.

Bene...mi confidò di come più di vent'anni fa, ancor prima dell'avvento dell'Euro, il biglietto del volo Milano-Parigi-NewYork costasse 8 milioni di lire, una bella cifra in verità...un corrispettivo odierno di circa 16.000 Euro!

E ricordò di come le tremasse la penna nel compilare i relativi moduli o mentre contrassegnava l'assegno che aveva davanti a sè.

(A quel tempo si stilava ancora tutto a mano).

E' con stupore che appresi di come alcuni miei facoltosi concittadini fossero ben disposti a pagare tale somma.

“Finalesi D.O.C.?”, incalzai Michela, fissandola negli occhi.

“Certo che sì!!”, lei ribattè, definitiva.

“Se tanto mi dà tanto”, riflettei, “la Compagnia non si trovava in difetto di clientela”.

Eppure come una Star sul viale del tramonto lentamente, ma inesorabilmente l'aereo ridusse le sue apparizioni o linee commerciali che dir si voglia, fino alla chiusura definitiva nel 2003...

in controtendenza con questo nostro mondo sempre più global e competitivo, affetto dalla sindrome di TUI_”Time urgency and impatience”.

Tradotto in parole semplici,“ un mondo malato d'impazienza, che ruota vorticosamente su se stesso inseguendo limiti di velocità... di istantaneità”.

Ho letto recentemente, ad esempio, di come Google stia portando avanti in alcune città campione americane (la prima città ad essere cablata è stata Kansas City) un nuovo progetto, “Google Fiber” per una connessione in fibra con veeelocità “1GB” in upload e download.

Anche i percorsi dell'alta velocità ferroviaria di cui l'Italia è stata tra i paesi pionieri, ne sono un emblematico esempio.

Si può viaggiare con un treno ad alta velocità da Milano a Roma in tre ore e trenta minuti. ( Un record che mi ricorda qualcosa...forse una tratta, Concorde_Parigi-New-york?).

Tutte realmente cose bellissime e stupefacenti, che proposte dapprima come prodotto d'elite, vengono in seguito rese fruibili alle masse.

Così ora gira il mondo, e come gira!

I nostri vecchi ci rammentano quanto abbiano lavorato e poche altre cose..

“Non avevamo niente!”, ricordano lapidari.

Oggigiorno ci si lamenta invece di“quanto si corra”.

Le opportunità di svago al pari dei cosiddetti obblighi, si sono moltiplicati.

Nel suo primo lavoro da neo-laureata presso una Comunità, mia figlia veniva istruita dalle giovani colleghe sulle strategie per ottimizzare tempo, che mettevano in atto giunte a casa.

Un esempio?

Eccolo.

Spianare mooolto bene tirando con le mani, i panni lavati, mentre si appendono sullo stendino.

“Sai poi c'è meno da stirare... e resta il tempo per leggere un libro, fare jogging, o correre a prendere un aperitivo con gli amici”, le suggerivano premurose e convinte.

I viaggi sono divenuti emblematici riserve preziose di tempo.

Mentre ci si accinge a preparare il trolley selezionando con attenzione le sneakers e il pulloverino da infilarvi, si soppesa con cura, pregustandone il piacere, the book o ebook, il Cd acquistato per l'occasione o l'IPOD con i nuovi brani,... e per i minus habentes, un sapido audiolibro,

che ci terranno compagnia nello spostamento.

In un tempo che sembra proclamare a gran voce quanto il tempo sia prezioso, l' idea dei voli supersonici commerciali accantonata senza ripensamenti, suona anacronistica.

Anche se ci si può sempre consolare con un'altra rivoluzione pacifica che nel contempo sta attraversando i nostri cieli...le Compagnie Low Cost...di cui lo ammetto, ne approfitto sfacciatamente.

Nate concettualmente nel 1970 negli States, sono esplose nel tempo un po' ovunque.

In Europa la crescita di passeggeri che ne hanno usufruito è stata esponenziale.

Nel 1994 circa tre milioni, , nel 1999 ben 17,5, oltre 72 milioni nel 2010.

Un'operazione raggiunta grazie a strategie manageriali volte al risparmio che hanno reso felici azionisti e passeggeri!

“Sì viaggiare...”, detta alla Lucio Battisti, è diventato democratico.

Tornando al nostro Concorde in realtà nel 2003 l'estroso magnate britannico Richard Branson si offrì di rilevare l'intera flotta dalla compagnia di proprietà anglo-francese, per la cifra simbolica di una sterlina per ciascun aereo.

Cifra che a suo parere era stata pagata precedentemente dalla British Airway al governo, (fatto che la British negò a suo tempo vigorosamente)

Branson sosteneva di poter tradurre l'operazione in un successo.

Tale offerta fu categoricamente rifiutata dal consorzio anglo-francese cui la flotta appartiene.

Browson ne prese atto, ma a quanto pare l'idea del volo non lo abbandonò.

Sta infatti concretizzando l'idea di viaggi turistici per vip nello spazio.

A tale scopo, l'estroso magnate che compare nella Top List delle cinque persone più ricche del Regno Unito (è stato addirittura onorificato con un “Sir” dalla regina Elisabetta) si è fatto costruire dal famoso architetto inglese Norman Foster ( tanto per intenderci il progettista di St.Mary Axe, il grattacielo che spicca nello skyline di Londra con la sua peculiare forma ad uovo), un aeroporto aereospaziale.

Si trova in New Mexico (USA), è costato circa 140 milioni di dollari e sarà la base da cui partiranno i voli galattici per turisti danarosi.

Angiolina Jolie, Lady Gaga, Bieber hanno anticipatamente prenotato un biglietto dai 200.000 dollari in su.

Senonchè a bordo della SpaceShipTwo, lo spazioplano che la Virgin Galactic ha intenzione di usare come navetta passeggeri, l'ottobre scorso si verificò un grave incidente.

Il pilota morì mentre il copilota rimase ferito gravemente.

Naturalmente l'episodio ha suscitato più di una perplessità sulla credibilità del progetto, nonchè la comprensibile retromarcia circa il futuribile viaggio di alcuni dei vip coinvolti nell'iniziativa.

“Che ne sarà dei voli supersonici commerciali?”, mi chiedo, riprendendo il filo del discorso, e ponendo fine alla digressione.

In realtà negli States un progetto è nell'aria, ma talmente d'elite, che fatico ad appassionarmene.

Trattasi di lussuosi mini jets privati con capienza di all'incirca 12 passeggeri frutto della collaborazione fra il gigante europeo Airbus e la compagnia aerea americana Aerion, che vedrà la luce nei prossimi anni.

Nulla a che vedere a quanto pare con il Concorde, nemmeno in termini di velocità.

Così mi riguardo ancora una volta e con piacere sul display del mio P.C., le slides del velivolo.

Non riesco a staccare gli occhi dalle immagini del Concorde che si susseguono...mi intrigano come,

come... solo un'opera d'arte può fare.

Mi piace osservarlo in ogni sua angolazione, pensare ai suoi potenti motori Roll-Royce, e osservare il suo design francese perfetto ed elegante come una creazione Dior.

Visto di pancia, candido mentre si staglia contro il cielo blu, pare un airone dal lungo collo, in volo.

Gioisco di fronte alla bellezza armonica, sia che si tratti di un fiore, di un tramonto, di un aereo, oppure di un indovinato logos d'autore.

Mi illanguidisce il cuore ed eleva lo sguardo, colpendomi con pensieri trasversali.

“Forti!”, come quello che sovrappone un Concorde a un orante.

Le ali che si protendono non paiono forse braccia?

Uniche, tra tutti gli aerei, a delta ogivale..

Sì, ad ogiva, proprio come le vetrate arabescate di una chiesa.

E cosa dire della sezione anteriore detta “muso”, orientabile, che al decollo si piega umile verso terra per permettere ai piloti una maggiore visibilità?

Sembra un capo, chino.

Ora sto ammirando l'aereo in un video, mentre rolla sulla pista e quindi si solleva potente verso il cielo.

“Come una preghiera”, mormoro a voce bassa.

Un'avventura conclusa e durata circa trent'anni.

Il progetto bellissimo, ma forse un po' ambizioso, per il momento giace impolverato in alcuni hangars.

Ma nonostante tutto, un grosso successo indiretto lo ottenne.

Finalmente le nazioni dell'Europa occidentale lasciate da parte le rivalità e le gelosie nazionali si unirono in campo aeronautico per poter costruire aerei in grado di competere con i Boeing americani.

Fortemente voluto dalla Francia nacque nel 1970 il consorzio Airbus Industries.

Francia, Regno Unito, Germania e Spagna furono le nazioni che aderirono al consorzio.

E l'Italia? Ahimè, da sempre molto filo-americana da un punto di vista aeronautico, rimase locked (chiusa) alla proposta, e certamente anche un poco Lockheed.

Lasciandosi ad ogni bel modo scivolare di mano, un'ottima opportunità.

-Nota .

Tanto per ricordare.

Anni 70'. Presidente della Repubblica, Giovanni Leone.

Scoppio dello scandalo Lockheed. L'azienda statunitense ammise di aver pagato mazzette per poter vendere i suoi aerei all'Italia e ad altri paesi europei. Molti funzionari e militari di alto grado dovettero dimettersi.

Inizia a far sentire la tua voce attraverso le tue storie. Iscriviti, è gratis.

!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×

Ops, c'è stato un errore. Riprova più tardi.

×

Sicuro che sia questa l'email?

×

Email non valida

×