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Una storia di FernandaPassarelli

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QUESTA E' UNA STORIA, DA RACCONTARE

Può andare bene, può andare male

Pubblicato il 20 novembre 2017

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<div>Lo squillo del telefono lo aveva riportato nel suo mondo reale, la sua mente lo aveva rapito e trascinato con sè, facendogli vivere un turbolento viaggio dentro di sè. Quando i ricordi di una vita vissuta fanno fatica a riemergere, significa che sono ben nascosti e sanno che essere rievocati può portare a rompere un equilibrio che a fatica ognuno cerca di ricostruire.</div>

<div>La voce, dall'altra parte del telefono, Owen la conosceva bene, erano anni che non la sentiva, ma in cuor suo l'aveva sempre aspettata.</div>

<div><<Emma!...>> e, quando l'uomo pronunciò il nome, la voce si spezzò, portandolo ad alzarsi dalla poltrona che lo aveva avvolto e coccolato quel venerdì sera. La serata era tiepida e la primavera volgeva al termine, lasciando il passo ad un'estate che si preannunciava abbastanza calda e umida. <<Quanto tempo....>>, continuò Owen, cercando di contenere l'emozione che lo aveva fatto ingoiare a vuoto già due volte lasciandogli la bocca asciutta e, cercando di recuperare un po di coraggio, si versò due dita di whisky, aspettando che Emma continuasse a parlare.</div>

<div><<...Almeno cinque anni e perdonami se sono apparsa solo ora, ma come ricorderai la vita mi aveva portata lontana da te per motivi che allora ritenevo giusti, ma che oggi mi portano a vivere con angoscia la mia esistenza e quella di mia figlia>>, e su quest'ultima frase, Emma, iniziò un lungo silenzio.</div>

<div><<Una figlia?>> domandò, stupito, Owen,<<non ero a conoscenza della tua maternità, e quanti anni ha?>> chiese l'uomo, con la voce che si spezzò nuovamente.</div>

<<Cinque anni e si chiama Sandra>> rispose, piangendo, Emma.

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