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Una storia di NickVonMallard

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Floyd Jong-Un Vs Conor Trump

Prontuario di pop corn, missili e populismi estivi

Pubblicato il 05 settembre 2017

Si è arrivati a un punto in cui è tardi per parlare di come fermare l’ascesa dei populismi, dei nazionalismi espressi nelle loro forme più pericolose e violente, ovvero quelle basate sull’ignoranza e sulla paura. L'Europa è diventato il peggior soggetto politico che si potesse sperare. E’ tardi per parlare di come intervenire per evitare che la società distopica teorizzata realisticamente dalle più fortunate serie TV (Black Mirror), romanzi (1984) o film (Blade Runner) diventi effettiva, perché il gap con la realtà è rappresentato da qualche marginale e presto colmabile ritardo tecnologico, ma la maturazione (ovvero degenerazione) etica della società è completa, ovvero i presupposti per accogliere eticamente cose come la fidanzata cyborg (Denise, RealDoll) ci sono già tutti.

I fascismi non hanno più bisogno di moderarsi, e sfogano apertamente decenni in cui hanno accumulato frustrazione, apparentemente arginati dalla frangia radical benpensante che li ha di fatto alimentati, permettendo fenomeni come lo stabilimento balneare di stampo fascista e il manifesto di Forza Nuova con un nero che stupra una bianca. Il richiamo grafico estetico a certe vecchie locandine è consapevole e non è un azzardo, chi lo ha fatto sapeva di potersi permettere certo citazionismo esplicito.

Chi legge di cronaca nera, alla parola stupro si divide – alla stregua di tifoserie – tra chi spera che l’autore sia uno straniero e la vittima un italiano, e chi il contrario, consegnandosi in entrambi i casi a fazioni che non hanno la vista serena per poter vagamente interpretare i fenomeni in corso.

L’assurdità enorme e i toni da risiko della politica internazionale fanno sì che il cittadino spettatore al contempo ne prenda del tutto le distanze (per via appunto della totale assurdità) e ne partecipi divertito come davanti a un improbabile disaster movie, riservando alle bombe di Kim la stessa credibilità dei ganci di Mayweather a McGregor in un match altrettanto truccato nel quale entrambi si portano a casa borse ultramilionarie e gli allocchi si svegliano alle 4 del mattino e pagano 29 dollari di pay-TV.

Il meccanismo di delegittimazione del dubbio, della ricerca, dell’informazione è pienamente riuscito.

Il processo adesso è del tutto completo per mezzo del senso diffuso di pericolo imminente che il terrorismo moderno è riuscito a imporre. Una paura paralizzante che atrofizza il tasto zoom del cervello, costantemente regolato su un punto di vista minimale e del tutto incapace di una visione d’insieme anche abbozzata.

Le religioni, in controtendenza a un processo di secolarizzazione illuministica, si sono reimposte –esattamente come in tutta l’esperienza umana pre-illuministica – come linea semplicistica di divisione e incomprensione culturale, rappresentando in un contesto di confusione totale il nido ideologico e di valori nel quale andare a rifugiarsi. La rabbia che monta nel cittadino medio che si rifà a idilliaci decenni in cui la mescolanza delle genti era presumibilmente più regolabile diventa frustrazione davanti al non comprendere come sia possibile che in un’era di dati mobili e velocità non si possa di fatto più impedire la circolazione di uomini sul pianeta alla legittima ricerca di risorse. Lo status quo viene dato per scontato, come fosse sempre esistito, come non fossero avvenute epoche in cui l’europeo a sua volta si è spostato. Non certo per andare a lavare i piatti. Il razzismo diviene talmente paradossale che sento intorno a me italiani emigrati sostenere che gli africani debbano starsene a casa loro. E giù di botte, a livello di caccia all’uomo da parte di cerebrolesi 17enni che ridacchiano, o di residenti contro richiedenti asilo.

E’ sempre più difficile trovare fonti di informazione vagamente attendibili. Ed è del tutto passato pure il messaggio che ti rende poco adulto se provi anche solo a esternare un ragionamento, leziosità dietro a qualunque tentativo, una giuria agguerrita pronta a smontare modalità e contenuti. “Non serve a niente”, “non è questo il modo”, “non è questo il mezzo”.

Intanto in giro vedo droga in quantità industriale, di ogni genere, in ogni strato della società, coi fini più disparati, da quello ludico al rifugio emotivo all'alienazione mirata. Mi fanno notare che il papa andava dall'analista, e ormai nemmeno io ci capisco più niente.

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