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una storia di Acewriter

Vita maestra

Chiunque può essere un insegnante di qualcosa per qualcun alitro

minuti

Pubblicato il 25 novembre 2020 in Avventura

Tags: #amicizia #curiosit #fanciullezza #scoperta #vita

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"Samuel Zachary Porter! Ti do esattamente due minuti contati per alzare il tuo ottuso e svogliato fondoschiena dal materasso del letto dove hai dormito, prima che venga personalmente a sollevartelo in maniera poco ortodossa!"

Colei che aveva pronunciato delle simili parole altri non era che la signora Wilhelmina Porter, al secolo Wilhelmina Emmanuelle Norringthon, prima che cadesse nella sciagurata tentazione di sposare il promettente giovanotto, presto rivelatosi un scioperato e mal sopportabile figuro rispondente al nome di Mathias Porter, da cui il cognome.

Per non mal figurare in mezzo a tutte le buone matrone, alte esponenti della società in cui Wilhelmina era già ben inserita, lei era usa raccontare a tutti coloro a cui venisse la curiosità di indagare sui suoi casi di famiglia, che il signor Porter occupava il proprio tempo esercitando la professione del rappresentante di pneumatici, occupazione che purtroppo lo costringevano a restare fuori dalla propria abitazione per la stragrande maggioranza del tempo, se non la quasi completa totalità.

Invece il Signor Porter aveva avuto la compiacenza, se tale si può definire, di far perdere le proprie tracce all'istante nel momento in cui era stato scoperto quale artefice e principale architetto di una articolata e macchinosa truffa ai danni dell'ufficio posta. Come conseguenza di questo gesto il Signor Porter aveva lasciato alle proprie spalle una consorte devota, per quanto in un certo qual modo esigente, e un giovane pargolo la cui esistenza era per il padre una completa incognita.

Per mantenere se stessa, oltre alla propria prole, la giovane genitrice si era introdotta in maniera certamente ingannevole, sebbene dettata dall'occorrenza, in un noto giornale locale per cui scriveva arguti e interessanti articoli riguardanti il tempo libero e i passatempi, sotto uno pseudonimo maschile e a cui inviava la propria produzione solo tramite invii epistolari, che oltre ad evitare spiacevoli domande, ne conservavano la ancor più preziosa anonimia.

Il soggetto della frase da lei appena proferita era un giovane virgulto promettente di sei anni, la cui voglia di recarsi all'istituto di istruzione primaria inferiore era direttamente proporzionale alla propria capacità di dimostrarsi produttivo nelle prime ore della giornata.

"Madre, non vorrei sembrare melodrammatico, ma mi pare una idea di cattivo gusto farmi mandare in un territorio ostile e barbarico affinché vi venga affidata la mia istruzione nelle mani di personale molto probabilmente meno qualificato di voi.", le fece Samuel, quando, una volta raggiunta la posizione eretta ed aver raggiunto il bagno per espletare le proprie funzioni corporali, si accingeva a tenere compagnia a Wilhelmina nella consumazione del primo pasto della giornata.

Wilhelmina detestava profondamente quando il proprio figlio usava il 'voi' con lei, perché sapeva che era il suo modo di canzonarla.

"Non fare storie, Samuel. Ti ho già spiegato che, per il fatto che lavoro in casa, non ho tempo materiale per provvedere alla tua istruzione. Inoltre devi imparare a socializzare con individui della tua stessa specie biologica."

"Dubito fortemente esistano individui della mia stessa specie in un istituto di istruzione pubblica.", rispose serafico Samuel.

"Ciononostante ti impegnerai al meglio delle tue possibilità al fine di socializzare. Intesi?"

Samuel contrasse il labbro inferiore. Sapeva fin d'ora che si sarebbe presto pentito della promessa da lui fatta circa l'impegno che avrebbe profuso nella costruzione di nuove amicizie e relazioni sociali. Ma una promessa è una promessa e Samuel non era tipo da mancare nell'adempimento della parola data. Tuttavia sapeva che avrebbe detestato quell'incombenza. Detestava i bambini suoi coetanei. Li trovava noiosi e vuoti di interessi, in quanto la maggior parte del tempo la spendevano in cose futili quali spiare cosa facessero gli altri e a progettare scherzi stupidi nei loro confronti.

Preferiva di gran lunga i ragazzini dei libri; sempre ammodo e senza mai dire cose che non fossero pertinenti, erano di gran lunga preferibili alle proprie controparti reali. Fino ad ora aveva avuto modo di saccheggiare alacremente la biblioteca comunale, ma con l'impiego del proprio tempo a scuola non avrebbe potuto passarci così tanto come prima. Anche questo era uno dei motivi che lo spingevano ad essere contrario ad un simile cambiamento,

Finito che ebbe la colazione, sparecchiò la tavola e, preso lo zaino, si diresse alla porta: la scuola lo attendeva.


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