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una storia di Pierfrancesco_rava

Essere Umani

Pensieri sparsi di quarantena

minuti

In questo momento così difficile che il mondo intero o quasi sta attraversando, di una cosa credo sia necessario ricordarsi: essere Umani. Con questo non intendo ricordare che siamo persone, uomini, ma riferisco e faccio appello all'Umanità che ognuno di noi porta con se'. Che ci piaccia oppure no la solidarietà, il rispetto reciproco, l' attenzione alle regole sono le piccole basi che saranno indispensabili per uscire da questo momento così drammatico che il Corona Virus, Covid-19, ci sta facendo vivere da diverse settimane.

Umanità, dal Latino humanìtas, è ciò che banalmente parlando ci distingue dal mondo animale. E' un sentimento essenziale e distintivo della specie, quella umana però. Denota la nostra capacità di comprensione, ci guida in quelli che sono i più alti concetti di cortesia, benevolenza. Umanità è aiutarsi l'uno con gli altri, è spogliare noi stessi di tutte le paure, delle angosce e delle esperienze negative che non ci permettono di vedere chi ci sta vicino, ma che ci lasciano solo guardare e non vedere. Il Buddhismo, per esempio, si basa proprio su questo. Essere Umani, compassionevoli, altruisti: credo siano valori universali per poter condurre una vita serena ed equilibrata. Ci aiutano a mantenere un distacco netto da ciò che nella vita non è poi così importante, come le cose materiali per esempio; in un momento difficile come questo ci rendiamo conto di quanto poco incida nelle nostre vite tutto ciò che abbiamo spesso considerato essere importante per noi, una macchina o un televisore non potranno mai essere comparati a un senso di amore, di benevolenza. Un cellulare nuovo non potrà mai sostituire un'amicizia profonda e vera, quella fatta di chiacchiere e confessioni a cuore aperto, di un buon bicchiere di vino e qualche risata. E' forse per questo che oggi ci troviamo in difficoltà, perché ci siamo dimenticati d' essere compassionevoli verso noi stessi e dunque verso gli altri. Sì, perché amare e rispettare noi stessi significa avere la capacità e gli strumenti per poterlo fare con gli altri. Rispettiamoci e rispettiamo le regole che vengono imposte in questo delicato momento, vogliamoci bene come quando ci ritroviamo in un bar a festeggiare la vittoria di un mondiale, innalziamo i nostri pensieri verso un bene comune perché ogni gesto di altruismo contagia tutti e non solo qualcuno in particolare. Siamo saggi, perché la saggezza è la capacità di passare oltre. Oltre le provocazioni, oltre la cattiveria, oltre la maleducazione. Spargiamo amore perché, letteralmente, l'amore non ha confini. Si stende come un manto attraverso il tempo e supera il passaggio della morte. Come scrive la mia zia Giovi, l'amore è l'acqua che muove il mulino della vita.

Come paese ne abbiamo la capacità, ci riempiamo spesso la bocca di nazionalismo ricordando al mondo intero chi ha inventato le macchine più belle, chi ha la cucina più buona, le motociclette più veloci, la moda più ricercata, la pasta: chissà quante altre cose ancora potremo scrivere che sono eccellenza nel mondo. Ecco, non fermiamoci qui, non è abbastanza. Adesso è la nostra opportunità per dimostrare che non solo sappiamo inventare cose nuove o rivoluzionarie, ma che siamo capaci ad adattarci anche alle situazioni più estreme, che riusciamo a tenderci la mano anche quando ci impongono di stare ad almeno un metro di distanza, che siamo ancora capaci di rispettare le regole; quante volte i nostri nonni ci dicono. "Ah, ai miei tempi. Si obbediva e basta." Facciamolo. Noi siamo più fortunati perché possiamo scegliere se obbedire o meno, ma facciamolo lo stesso. Con senso civico. Per amor proprio e degli altri. Per amor nostro.

Qui a Formentera la situazione è ancora tutto sommato molto tranquilla, il vivere fuori dal mondo come spesso mi ricordano alcuni amici in questo caso aiuta. Il virus non sembra essere momentaneamente arrivato, più che altro si parla e si discute di quelle che potrebbero essere le ripercussioni sulla stagione estiva che qui si aspetta come rondine a primavera. Si vive de verano come si dice da queste parti. No stagione, no party, per intenderci. Gli allenamenti con i cadetti per fortuna proseguono con regolarità, è appena arrivata una circolare dalla Federazione Balearia di Basket che ci permette di continuare l'attività semplicemente seguendo alcune regole che sono sinonimo di educazione; lavarsi le mani, coprirsi la bocca in caso di starnuto, etc etc. Educazione, insomma. E noi, prima che allenatori siamo educatori, istruiamo allo sport come alla vita. Ci impegniamo molto in questo senso, perché i miei cadetti sono il nostro futuro e mi piacerebbe vedere un futuro più educato, più rispettoso, un futuro capace di avvicinare le persone nel bene comune e nella volontà di aiutarsi reciprocamente. Un futuro più proficuo fatto di letture e testi scritti, suonato di musiche per l'eternità, di quadri dipinti e sculture costruite per riscrivere la storia. Educhiamoli per il futuro che sogniamo.

Impariamoci. Sfruttiamo l'opportunità. Siamo Umani.

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