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Una storia di angelaaniello

Questa storia è presente nel magazine Spunti di scrittura: #foglie

Nel viaggio di ogni foglia

la coperta del cuore

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2 minuti

Pubblicato il 23 ottobre 2018 in Altro

Tags: #Foglie

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Ho sempre creduto che gli uomini somigliassero alle foglie. Me ne resi conto in quella tarda mattina d'autunno quando il cielo sembrava danzare una musica rarefatta. Ero circondata da suoni d'aria e d'anima. All'unisono esplodevano fra giochi d'arancio e giallo languente schizzati di marrone.

Mi accorsi che le foglie disegnate ad ali erano destinate a tenerci insieme, una ad una nella loro leggerezza.

A grandi altezze si custodisce meglio il cuore?

Cominciai a domandarmelo per imparare a custodire tutta la vita che desideravo.

Sicuramente nel loro volteggiare c'era il passo di un uomo: aveva in sé il fruscio di una preghiera e il serpeggiare di un cielo senza confini.

Mi soffermai a osservare una panchina dei giardini pubblici: coperto da un cappello a falda larga il volto rugoso di un vecchietto sonnecchiava scricchiolando in un silenzio irreale.

Brulica la fragilità nella nicchia della solitudine.

Intorno a lui il mondo pareva fermarsi: munita di occhi incuriositi lambivo con vigore ogni direzione. Quasi a costeggiare multiple onde di presenza nella suggestione dell'emozione.

Fu l'eco garrulo di un bambino a destarmi:

"Mamma, guarda, quel nonnino dorme come le foglie in autunno!" e con le gote infiammate voleva avvicinarsi ad ogni costo per svegliarlo.

"Fermati, Enzo!" cercò di persuaderlo con voce affannosa.

"Ma le foglie poi quando dormono non hanno freddo senza coperta?"

Enzo poteva avere sei o sette anni e mi interessava quel dialogo.

Finsi di leggere un libro e indugiai.

"Uhm... forse hanno la coperta del cielo" rispose la donna senza molta convinzione.

Ma ad Enzo non bastava.

" E quel nonnino che coperta ha, mamma?"

Allora si abbassò e si guardarono a lungo.

"Quel nonnino ha la coperta del cuore, Enzo!"

" Ma io non la vedo!", obiettò deciso a capire.

Intanto la campana della piazza antistante rintoccava mezzogiorno.

Il vecchietto sollevò il bastone e andò via con passo malfermo.

Le foglie colpite dal vento erano girandole gioiose mulinando forti sospiri.

Enzo seguì la sagoma che si allontanava e sorrise.

"Andiamo a casa, mamma! Quella coperta deve essere speciale se non posso toccarla."

"Imparerai a sentirla ad ogni battito, figlio mio. Ad ogni battito!"

Chiusi il libro e mi affrettai.

Le foglie increspano i sentimenti, pensai.

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