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Una storia di LuisaCagnassi

Memorie bambine

deja vu

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2 minuti

Pubblicato il 22 aprile 2016 in Altro

Tags: #ansie #condivisioni #Infanzia #Paura #ricordi

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Vivevo la mia oasi un po' in affanno, a volte. Percepivo una strana sensazione, succedeva all'improvviso; ero piccola, nemmeno quattro anni. Succedeva quasi regolarmente, ma da tempo l'avevo rimosso.

Intenta a dedicarmi al mio pacifico quotidiano, tra pesci rossi, canarini e porcellino d'india: Titina. Giocavo con lei, regalo di un amico di famiglia; proveniva da un laboratorio di analisi, era una cavia infatti.

Un cucciolo morbidissimo, il manto bianco e marroncino chiaro, deliziosamente affettuosa.

Nel corso della giornata, capitava che, improvvisamente, una vampata di calore mi aggredisse, simile a quelle causate da uno spavento: poi nella mente mi apparivano immagini di un "deja vu" sempre le stesse: tre erano le varianti.

Di uno di questi ricordo facesse parte un topolino bianco... ma non ricordo altro. Non erano visioni spaventose, solo si replicavano in modo perfettamente uguale, senza che io le richiamassi o ci pensassi. A quel punto mi sentivo mancare dallo spavento e il cuore mi traballava in petto da farmi fremere tutta quanta.

Non potevo respirare; un forte capogiro, mi dovevo appoggiare per non soccombere. Quasi un frammento di visione horror... non durava che pochi secondi, per me un incubo. Succedeva almeno un paio di volte la settimana e non ne ho mai parlato con nessuno: temevo di essere derisa.

In seguito, mano a mano che crescevo, quello strano fenomeno si è diradato sino a scomparire quando avevo già terminato le medie.

L’origine di quegli stati d'animo, del panico provato allora, non sono mai riuscita a spiegarmela. Forse un trauma subito nei primi anni della mia infanzia, che non ero in grado di ricordare?

Quella che mi è rimasta impressa, è la mia determinazione a tacere per non far preoccupare la famiglia, o forse per timore di inquinare la mia oasi serena.

Può una bambina tanto piccola, possedere già questo senso di responsabilità?

Eppure mi sono gestita da sola, cercando emozioni differenti, che mi allontanassero da ripetersi di quei "deja vu" dove forse erano immortalate le immagini di una vita vissuta precedentemente.

Già allora ero alla ricerca di sensazioni da condividere, infatti ho iniziano a trascriverle molto presto, sotto forma di "poesie".

Plausibile anche fossero causate da uno stato d'animo alterato da buchi bui, che non sapevo colmare, ma che comunque temevo di perdere.


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