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Una storia di Psycopanz

Accadueo

.. da fare invidia alla famigerata particella di Dio al CERN

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6 minuti

Pubblicato il 14 settembre 2018 in Altro

Tags: #acqua #idrogeno #lavoro #ossigeno #veleno

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Idrogeno

Con il mento appoggiato saldamente sul tavolo guardo quei quattro bicchieri davanti a me e sorrido. Sono così trasparenti sebbene al loro interno ci sia ciò che io chiamo la mia 'uscita di scena trionfale'.

Sento la tasca dei pantaloni bruciare ma è solo paura infondata .. una sensazione sbagliata .. quel liquido infame versato frettolosamente pochi istanti prima nei quattro bicchieri ora è veleno in gabbia. Lo sento friggere e bruciare nel vetro.

Sento che solletica la mia gamba nonostante la stoffa tenga distanti pelle e contenitore.

Dicono che vita e morte siano separate da uno strato fragile e sottile di nulla che assume le sembianze del vetro. Talvolta qualche crepa permette alle due di comunicare bisbigliando .. a volte il vetro va in mille pezzi dando vita al più intenso caos che occhio umano abbia mai visto .. da fare invidia alla famigerata particella di Dio al CERN.

Domani dimenticherò il mio male di vivere .. domani quei tre avranno ciò che meritano.

'Ho una moglie ed un figlio da mantenere .. ho bisogno di lavorare .. non potete lasciarmi in mezzo alla strada'.

Mentre urlavo loro la mia disperazione, qualche giorno prima, avevo il sorriso di mio figlio davanti agli occhi .. che mutava in tristezza dinnanzi al rifiuto nel comprargli un giocattolo di plastica qualche anno più tardi.

'La nostra azienda è stata assorbita e di conseguenza sono stati previsti tagli al personale .. i chimici qui ora sono in esubero .. ci dispiace'.

Lasciai quel 'dispiace' incompleto .. la 'e' bussava prepotente sulla porta chiusa con violenza per aggiungere i suoi simili e completare quella fottuta parola.

'Dispiacere' .. sinceramente di vedere voi, domani, in orizzontale ricoperti da terra umida e gelata .. beh ..non mi dispiace un cazzo.

Sento il loro odore .. li vedo aprire la porta del ristorante avvolti in quelle strette giacche eleganti.

Devo uscire di scena .. sorrido .. spero abbiate tanta sete.


Ossigeno

'Scusate l ‘attesa’.

Entrando nel ristorante sento uno di loro dire quasi infastidito 'ma in che cazzo di posto siamo venuti .. i bicchieri sono già girati .. chissà la polvere che ci trovo dentro .. te che te ne intendi dici che dovremo farceli cambiare?'.

Mi siedo ancora affaticato e sudato dalla corsa per arrivare puntuale alla cena e rispondo, ponendo in fretta e furia la mia giacca sullo schienale della sedia, alla domanda dei miei capi.

'Assolutamente no! .. non sarà un pò di polvere a rendere spiacevole il vino che stasera scorrerà a fiumi .. a proposito .. il vino ve lo scelgo io .. è la mia festa dopotutto'

Apro la carta dei vini dalla copertina rigida su cui lascio l'unto delle mie mani sudate e scruto con attenzione la lunga lista delle bottiglie che esplode davanti agli occhi.

'Devo trovare un vino adatto per l'occasione .. ma voi avete ben intuito cosa sta succedendo alla nostra azienda? Qui cambia tutto!'

Cerco complicità nei loro occhi pronunciando con foga le mie parole ma ho come la sensazione di essere completamente ignorato .. stanno sbranando, come maiali davanti a poltiglia commestibile, i grissini offerti dal ristorante che sovente creano il tanto amato 'fermino' allo stomaco in attesa del cibo vero.

'Cazzo sbrigati con quel vino' esclama il maiale più grosso .. pezzi di cibo bianco avvolti da saliva cadono ovunque .. sulle mie mani .. a terra .. sulle posate .. lasciando incontaminati i bicchieri.

Un ragazzo con delle profonde borse sotto gli occhi si avvicina per prendere l'ordinazione. Il suo atteggiamento è un misto tra il preoccupato e l'impaurito, la pelle della sua fronte è unta ed umida .. probabilmente è qui da poco tempo .. lo intuisco dal tremore delle sue mani nel distribuire il listino a noi commensali .. ha uno strano vizio .. porta sempre la sua mano sulla tasca dei pantaloni e muove le dita frettolosamente grattandosi con violenza la gamba.

Saluta in modo freddo i miei capi .. loro annuiscono .. sembrano conoscersi .. ma non voglio sapere altro.

'Una bottiglia di Amarone della Valpolicella ed un litro d'acqua naturale grazie .. per il cibo abbiamo bisogno ancora di qualche istante’

Il pinguino sudato ringrazia e si allontana.

'Ma che cazzo bevi? .. acqua?' mi chiede il maiale pulendosi la bocca con la salvietta.

'Si .. sono astemio .. c'è chi nasce brutto e chi nasce bello .. chi magro e chi grasso .. beh io ho la sfortuna di non amare il vino'.

I cinque minuti a seguire scorrono veloci .. battute di cattivo gusto si alternano a profonde ed accurate analisi aziendali. I grissini erano finiti poco prima che arrivasse il cameriere lasciando spazio a del pane quasi raffermo e terribile .. adatto solo per essere sputato da bocche divoratrici che sovrastimano la quantità di cibo da poter ingurgitare in un sol boccone.

Il cameriere ora stranamente disinvolto raggiunge il nostro tavolo e con grande sorpresa apre il vino in modo ineccepibile. Versa con cura il liquido nei tre bicchieri.

Ora sorride ed è sicuro di sé .. l'espressione è a dir poco disturbante .. a volte ciò che cambia drasticamente desta stupore .. mette i brividi.

Io apro la mia bottiglia d'acqua naturale ed evito di brindare con loro per non offendere Bacco.

Il vino scende all'unisono nelle tre gole .. bagnate per l'ultima volta.

'Scusatemi vado un attimo in bagno’

Mi alzo e mi dirigo verso la porta con incisa in malo modo la scritta 'Toilette'.


Acqua

Ricordo da ragazzino il mio primo approccio con la chimica ed in particolare la formula che descrive l'acqua. Non capivo se quel 2 era da attribuire alle particelle di idrogeno o a quelle di ossigeno.

Ho lasciato da poco quel tavolo e penso che a breve inventerò una scusa ed abbandonerò la scena come una rockstar.

Quei tre maiali hanno organizzato la mia festa d'addio dopo avermi licenziato con motivazioni futili solo qualche giorno prima .. ed io ho regalato loro l'ultima cena.

Godetevi quindi per bene il cibo che ora starete ordinando a quel cazzo di cameriere mentalmente instabile. Nemmeno io con il veleno in tasca mi grattavo la gamba in quel modo.

A proposito, devo liberarmene in fretta. Svuotando quel liquido nella turca di quel maleodorante cesso penso alla serata .. a come io sia arrivato qui prima di loro .. .. a come io sia riuscito a mettere il veleno nei quattro bicchieri scappando dal retro del ristorante poco dopo e rientrando dalla porta principale quando i maiali avevano già occupato le postazioni del tavolo della morte.

Sono un bravo chimico dato che il veleno è la mia opera d'arte migliore .. dato che diventa letale con ogni liquido ma non con l'acqua.

Sono orgoglioso di me .. io sono idrogeno e sono ossigeno.


'Scusatemi tanto .. ho un problema a casa e devo scappare .. mio figlio sta poco bene. Vi ringrazio per la festa!'


Lascio il ristorante portando con me solo la bottiglietta d'acqua ed il compiersi di un capolavoro.

L'aria è calda ed i pensieri bollenti.

La tasca .. temperatura ambiente.

Ho sete.

Bevo.

Acqua.

Accadueo.



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