scrivi

Una storia di GianlucaDiMatola

Sambuca

473 visualizzazioni

5 minuti

Pubblicato il 29 gennaio 2019 in Thriller/Noir

Tags: #amore #donna #noir #odio

0

Un mucchio di capelli arruffati. Le pennellate di trucco uscite fuori traccia. Il viso sfatto e mezzo gonfio per le poche ore di sonno. Poi righe di lacrime seccate. Uno specchio che, a quell’ora del mattino, si trasforma nel suo peggior nemico.

Sulla spalliera della sedia pende una borsa Louis Vuitton. La canotta Gucci sul pavimento. Sul comodino accanto a lei, invece, mezza pista di coca ancora intatta.

Scalza perché le piace il contatto con le piastrelle, Susetta che per la gente del rione è Susy, si avvicina in punta di piedi alla finestra per spalancarne le imposte. Lì, in reggiseno e con i gomiti puntati sul davanzale, tiene d’occhio i ragazzi che impennano in sella ai loro Liberty. Uno di quelli la saluta spazzando il vento con una mano. Il rispetto è importante.

Nuda nonostante il fresco d’aprile, nel riflesso del grande specchio che riveste le ante dell’armadio, Susy si controlla la ricrescita dei peli pubici. Pure lo smalto sulle unghie ha un urgente bisogno di intervento. Per questo avrebbe chiamato Nunzia, l’estetista, per prenotare un servizio completo. Poteva presentarsi a qualsiasi ora, fosse anche nel cuore della notte. Se a chiamare è Susy D’Ambrosio, non c’è lista d’attesa da rispettare. Lei scavalca chiunque.

Dal cassetto dell’armadio, tra un centinaio di perizoma griffati, Susy sceglie quello rosso con i ricami di pizzo sulla schiena. Le fa risaltare il culo come un dosso sull’asfalto.

Nello stretto corridoio che unisce la camera da letto alla cucina, Susy sente lo scrosciare della doccia che bagna il corpo del suo Mattia.

L’istinto la istiga. Le suggerisce di spalancare la porta e buttarsi lì sotto insieme a lui. Il desiderio di sentirlo nuovamente dentro di lei è forte. Le mani che le stringono i fianchi mentre la possiede da dietro. I graffi marchiano la schiena e rappresentano il possesso. Ma stavolta Susy tira dritto. Mette a tacere le sue voglie e punta decisa alla cucina.

Dal giorno in cui l’ha conosciuto, lei aveva soltanto 13 anni, Susy respira attraverso gli occhi di Mattia. Le basta uno sguardo per pisciarsi addosso. Con Mattia è debole. Impotente come una gatta a cui hanno scippato via gli artigli. E se ci pensa, le capita di frequente, prova un’enorme vergogna. Lei, proprio lei. La più corteggiata del rione. La donna che comanda un esercito di 50 uomini tra soldati e affiliati. Un clan intero che dipende dalle sue parole. Lei che scocca ordini da labbra saporite come le prime fragole di stagione è piegata dall’amore.

A Mattia l’ha incontrato che lui era già maggiorenne. Con Gesù Cristo tutto d’oro che gli pendeva dal collo, a Susy le si bloccò la pizzetta in bocca. «Tu sei mia», disse lui mentre con un pollice le ripuliva una guancia da un residuo di sugo.

Sul tavolo di rovere antico troneggia una bottiglia di Sambuca. Ancora nuda Susy si posiziona a capotavola. Di fronte a lei la televisione a schermo piatto da cinquanta pollici. È bella. Dà soddisfazioni. Quando segue Barbara D’Urso si consola.

Anticipato dal suo classico profumo Versace, Mattia entra in cucina per una tazzina di caffè. Sì è appena rasato la barba. Gli amici lo attendono fuori al bar Texas. In tasca ha la mazzetta di banconote da cento euro. Susy vuole che l’abbia sempre con sé: “Tu si l’omme mio. ‘E fa ‘o signor”, pretendeva. E’ guagliun del rione lo chiamano il pascià.

Non serve squadrarlo da capo a piedi per accorgersi che in fondo, Mattia, è un uomo tutto sommato passabile. Niente di ché. È basso. Fisicamente pienotto e con pochi capelli che si ostina a non rasare. Insomma, tutt’altro che un adone. Mattia, però, possiede una qualità. Tiene carattere. È sfrontato e sicuro come piace a Susy. “Se qualcuno ti guarda lo squarto”, minaccia stringendole il viso con una mano.

- Stai uscendo? – chiede mentre gli osserva le scarpe.

- Faccio un giro – risponde lui. E se ne va voltandole le spalle.

Ora, nella mente di Susy, c’è fissato lo schermo del proprio cellulare. Quel messaggio che non ha cancellato e che conserva da una settimana le è stato inviato da Amalia. E qui non si tratta di un infame qualunque. Di una persona invidiosa o di una cattiveria. Amalia è la sua migliore amica, i suoi due occhi di riserva.

Allora quella foto non si dimentica. Anzi, le ha tolto il sonno. È una pugnalata a tradimento al centro della schiena.

Susy non smette di guardarla. Mattia se ne sta al mare. Sulle sue ginocchia una ragazza di colore “’na nera” come avrebbe commentato lei. Mattia se la stringe che quasi la soffoca. Le poggia una mano sul seno. Nei suoi occhi Susy riconosce il peccato. Ormai lo tiene sgamato. Per lei Mattia è una partita di poker a carte scoperte.

La bocca si è fatta secca. Susy si versa un bicchiere di Sambuca che scola senza pigliare fiato. Con la lingua si liscia lo smalto dei denti. Poi dal telecomando seleziona un canale satellitare che spara musica italiana per tutto quanto il giorno. Sullo schermo spunta la faccia di Pupo.


Su di noi
Ci avresti scommesso tu
Su di noi
Mi vendi un sorriso tu


Da un cassetto vicino prende un cellulare usa e getta e compone un numero che conosce

a memoria.


Se lo vuoi
Cantare
sognare
sperare cosi.


- Addà murì – sentenzia Susy.

Su di noi
Gli amici dicevano no
Vedrai
e tutto sbagliato.


- A posto – replica la voce dall’altro lato un istante prima di riagganciare.


Su di noi nemmeno una nuvola
su di noi l'amore e' una favola
su di noi se tu vuoi volare.





Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×