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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine I 7 - Racconto ad episodi

I 7 - parte 19

52 visualizzazioni

12 minuti

Pubblicato il 06 aprile 2020 in Avventura

Tags: #famiglia #fantascienza #fumetti #ragazzi #superpoteri

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Tom, al torrente, faceva pulizia delle divise sporche (so bene di non aver ancora parlato dei suoi poteri...e la cosa non è casuale), Il Sardo teletrasportava tutti i fucili da combattimento e le munizioni in un magazzino sicuro che i 7 usavano da anni (si trovava in un paesino sperduto e sconosciuto del Modenese) e Parma rifocillava un piuttosto sfiancato Fabio, mentre i 95 Sapiens Sapiens “riparati” da lui e dalla Canadese si rilassavano tra le splendide acque di quel pittoresco corso d’acqua. Di lì a poco il teleporta e telecineta della gang avrebbe iniziato a rispedire ognuno dei ragazzi a casa propria: grazie a Parma avrebbe perfettamente saputo dove mandare ognuno ed ognuna di loro.

Nel Casale, Missisauga (che è in Ontario ed è la sesta città del Canada, anche se totalmente sconosciuta al di fuori del Paese...e naturalmente in questo caso mi riferisco alla Mutaforma dei 7) entrò in cucina spingendo una leggermente titubante Demetra.

-Capo...ora puoi guardarla senza rischiare che la tua compagna ti meni per ore, perché è vestita!-

In quel momento ai fornelli c’era la Diavolessa, mentre “lo Zar” era impegnatissimo a rimettere un po’ in ordine, perlomeno relativamente (se ci fosse stata Valeria se ne sarebbe occupata lei).

-Raghi...vi presento Demetra e a te, Demetra, presento il Capo e la Diavolessa!-

La Sapiens non aveva ancora visto in volto il leader dei 7 e naturalmente lo trovò incantevole: quei folti capelli, quello sguardo misterioso di chi ne ha viste e passate tante e la barba da “finto trasandato” la colpirono subito. Oltretutto il Capo era l’unico maschio del gruppo ad avere un corpo piuttosto muscoloso e, indossando solo una vecchia canottiera sotto al grembiule, spalle e bicipiti risaltavano in modo piuttosto evidente. Demetra rimase per un istante senza parole, ma la Canadese le aveva già detto che lui e la Diavolessa stavano assieme (quella foto della coppia in costume in spiaggia, stampata sui loro grembiuli, comunque lo ricordava in modo palese) e che la procace pirocineta era forse l’essere vivente più geloso di tutto il Pianeta Terra (anche se a volte poteva perfino non sembrarlo), quindi spostò lo sguardo proprio sulla “valchiria”, come l’aveva chiamata lei. I grandi occhi nocciola della “first lady” dei 7 mutarono per un istante in rosso, e Demetra si sentì terribilmente in soggezione: -Sono davvero onorata di fare la vostra conoscenza!! - disse tutto d’un fiato e piuttosto rapidamente, per poi inchinarsi!! I 3 non umani si scambiarono espressioni stupite, per poi scoppiare a ridere di gusto dopo aver provato per un momento a trattenersi. L’ex mercenaria di Lansing non sapeva se farlo anche lei: quei 3 che erano scoppiati in grosse risate fecero salire il livello del suo disagio in modo esponenziale e ritenne che non sarebbe stato il caso di ridere ed arrivò addirittura ad immaginarsi che l’avrebbero uccisa, o magari le avrebbero risparmiato la vita per schiavizzarla...si disse che non sarebbe poi stato male essere schiavizzata da esseri così, provò un brivido di eccitazione, si sorprese di aver pensato una cosa simile, tornò ad aver paura.

Finirono di ridere come dei matti. Il Capo le sorrise dolcemente (anche con gli occhi) e lei provò ancora eccitazione sessuale, poi lui esclamò: -Addirittura l’inchino??? Non importava! Beh...il piacere è tutto nostro, Demetra!!!-

La Diavolessa le mise una mano sulla spalla e lei provò paura ma anche un tremito e per l’ennesima volta eccitazione sessuale. No: Parma non aveva momentaneamente azzerato i suoi istinti sessuali perché l’idea le era venuta dopo, dal secondo “Lazzaro” in poi.

-Perchè sei diventata tutta rossa???-

La Canadese, mentre il viso dell’umana assumeva la stessa tonalità del lungo vestito che indossava (viola), spiegò: -E’ imbarazzata: gli ho spiegato che voi siete i nostri leader ed è in soggezione...poi c’è una cosa che deve dirvi...e poi ci trova tutti bellissimi, ma non è la cosa che vuole dirvi!!!-

La compagna del Capo -Grazie, tesora...anche tu sei molto bella. Però, vedi...non si facevano Sintetici di brutto aspetto quindi per noi, più che un vanto, è un’ovvietà…-

L’umana si sentì ancora più a disagio, ancora più impaurita ma, allo stesso tempo, comunque eccitata; il quesito che la first lady le pose in seguito, però, la tranquillizzò: -Ti piacciono le canne?-

-Beh...esiste forse qualcuno a cui non piacciono?-

-Allora andiamo a sederci in salotto, facciamo su un paio di pini e sentiamo cos’hai da dirci...-

Pochi istanti dopo il Capo e la Diavolessa erano su un divano a far su un joint a testa e sul divano di fronte c’erano la Canadese e Demetra. Anche la mutaforma stava rollando, al che l’umana pose questo interrogativo, sempre con un po’ di titubanza: -Scusate...ma voi reggete meglio le droghe?-

-Noi Sintetici decisamente molto di più; per gli Originali generalmente la tolleranza non si alza poi così tanto rispetto a voi Sapiens Sapiens...- le rispose la Diavolessa, che poi si rivolse al suo amato tutta eccitata e con una vocetta acutissima: -Ma quant’è carina???? E’ così educata, così emozionata, vagamente impaurita!!-.

Acerina chiuse il joint, dette una pacca sulla coscia a Demetra e la tranquillizzò: -Infatti questa è per noi due ed è ben più leggera delle loro, che sennò collassi e ti saluto “devo chiedervi una cosa”...-.

La ragazza dai capelli a spazzola si guardò attorno ed osservò l’arredamento e l’ordine che ancora regnava più o meno sovrano in giro, tranne che in cucina e sul tavolino tra i divani (Valeria era sparita ancora da troppo poco tempo perché la casa si riducesse già ad un porcile), guardò il Capo e la Diavolessa che si comportavano come due esseri umani innamorati e complici e, tranne forse per la loro bellezza un tantino esagerata, non sembravano esseri così diversi da lei!

Si ricordò di aver studiato che gli Originali hanno (“avrebbero”, perché si insegnava che probabilmente non erano mai esistiti o erano comunque estinti) un patrimonio genetico in comune con quello umano solo al 60% e che il DNA dei Sintetici collima con quello dei Sapiens soltanto per una percentuale risicata che varia dal 3 al 10% (e tutto il resto è di sintesi o completamente artificiale). Ricordò che il gatto ha il 90% del DNA in comune con la razza umana e perfino il patrimonio genetico della banana è identico per il 50%, e si domandò come accidenti potevano sembrare così simili a lei quei due seduti sull’altro divano!!!

Winnipeg le passò il razzone, Demetra fece un tiro piuttosto piccolo perché aveva notato che la quantità di erba che la mutaforma ci aveva messo era comunque decisamente alta (alla faccia del “questa è per noi ed è più leggera”), ma tossì per mezz’ora. Quando si riprese la Diavolessa, che continuava a guardarla come in genere si guarda un bel cucciolo in un allevamento, la invitò ad esporre quello che doveva, non prima di aver urlato -Oddio, che occhi rossi!!! quant’è carina!!-.


Demetra si fece coraggio: due colpi di tosse per schiarire la voce e finire di riprendersi dal tiro di razzone. Abbassò lo sguardo e si espresse piuttosto chiaramente: -Non voglio che mi rispedite a casa. Voglio restare con voi ed aiutarvi a trovare dove George Lansing ha nascosto Valeria!-

Reazione della Canadese: la abbracciò, la guardò con l’espressione di una madre orgogliosa e le sussurrò “brava”.

Reazione della Diavolessa che se fosse stata un anime avrebbe avuto gli occhi a cuore: si voltò verso il Capo e lo supplicò: -Ti prego ti prego ti prego: possiamo tenerla??? Vuole aiutarci a ritrovare Valeria: non è tenerissima??????-

Reazione del Capo: continuò a fumare il suo personal senza mai staccare gli occhi dal viso di Demetra che provò a rialzare lo sguardo ma, incrociato quello del leader dei 7, lo riabbassò immediatamente temendo di venire uccisa seduta stante...o qualcosa di erotico (chiaramente); solo dopo un lasso di tempo che parve un’eternità, sbuffando una quantità di fumo bianco che pareva la torre di raffreddamento di una centrale elettrica, se ne uscì così: -Valeria vi ha fatto infilare il fucile in bocca e premere il grilletto...e tu vuoi aiutarci a ritrovarla?-

La ragazza da poco riportata in vita trovò un inaspettato coraggio ed una altrettanto insperata convinzione e ribatté: -Per come la vedeva lei eravamo dei nemici armati, e Lansing l’ha provocata…per quel poco che ho sentito da...Montreal?- e rivolse un faccino speranzoso in direzione della Canadese per vedere se aveva capito bene il trip di come chiamarla ricevendo una carezzina in testa e un “un po’ scontato ma sì, funziona così...e poi lo hai detto alla Francese e suona benissimo così”, per poi continuare: -Hum...scusate...ah! Per quel poco che fin’ora mi ha detto Montreal la vostra Valeria non è solo una tremenda assassina e, anzi, non faceva niente di male da anni! Io voglio trovare Lansing e dare una lezione a lui perché, anche se lei e l’uomo mascherato ci hanno riportati in vita, quello Yankee ci ha usati come carne da macello!!!! Ci ha dati in pasto a Valeria volutamente!!!-

-Già, gli serviva un diversivo...-

E la first lady, su di giri: -Dai!!! La possiamo tenere??? E’ convinta!!! E’ molto motivata!!!!-.

Sempre cercando di apparire il più rispettosa possibile, Demetra provò a far notare questo alla giunonica pirocineta: -Perdonami, Diavolessa...ma non ti sembra poco carino trattarmi come un cucciolo di animale domestico, oltretutto con me presente? Sono in grado di capire quello che dici...-

Tirando con forza un braccio al suo uomo, quella saltellò sul divano e neppure rispose all’umana: -E’ pure cazzuta!!! Ha avuto il coraggio di rispondermi!!!! Come un cucciolino che ronchia!!!! Che carina!!! Dai: la possiamo tenere????? E’ troppo tenera!!!!! Voglio che la teniamo!!!!!-

Il Capo fece un altro tiro gigantesco e, sbuffando, creò una nebbia modello pianura padana nella sala. Il suo tono verso Demetra si fece spaventosamente serio, tanto che la sua partner la piantò col trip idiota che tanto le stava piacendo portare avanti: -Ascoltami, mettiamo in chiaro le cose: George Lansing è un Sintetico e avrà di certo un piccolo esercito di Sintetici e Potenziati. Ti garantisco che noi bastiamo ed avanziamo per mettere ko qualsiasi alleato possa avere...ma tu...tu sei solo un’umana. Sei solo una semplice Sapiens Sapiens: sei fragilissima, debolissima, piuttosto lenta e con sensi poco sviluppati. Realisticamente quale utilità potresti mai avere per noi? Quando troveremo il luogo dove lui tiene prigioniera Vì e lo raggiungeremo, verrai uccisa immediatamente...-

-E a te cosa cambia? Hai appena detto che voi bastate ed avanzate per far fuori il probabile esercito di Lansing, quindi la mia morte non vi penalizzerà di certo!-

Il bel leader della gang fu sorpreso da quella risposta, che la mercenaria pronunciò senza mai interrompere il contatto visivo con lui.

-Non voglio che ci rallenti perché qualcuno di noi deve guardarti le spalle- la punzecchiò ancora, passandosi una mano tra i capelli.

-Nessuno dovrà farlo: sono davvero brava con le armi e posso difendermi da sola! Oltretutto Lansing non è a prova di proiettile perché l’ho visto più volte indossare una tuta in kevlar...-

-Ma può creare illusioni complesse talmente simili e ben fuse con la realtà da rendere impossibile accorgersi che non lo è!-

Demetra si alzò dal divano e si avvicinò al Capo: stando in piedi lo guardava dall’alto in basso e la posizione e il suo tono di voce sembrarono quasi di sfida, tanto che la Canadese temette che il leader indiscusso della combriccola dei 7 avrebbe finito per perdere la pazienza.

-Siete così sicuri di poter sconfiggere un esercito di non umani senza versare una goccia di sudore, quindi anche Lansing in persona dovrà impegnarsi parecchio e se lo distrarrete e lo terrete occupato non ci metterò niente a piantargli un proiettile in testa: scommettiamo????-

Si alzò in piedi anche il Capo che era alto ma non proprio uno spilungone e in effetti superava Demetra in altezza solo di una manciata di centimetri (181cm lui mentre la mercenaria e la Diavolessa erano qualcosa oltre i 175cm): i loro due volti furono così vicini che le punte dei loro nasi si toccarono. Lo Zar le fece notare -Solo Parma ed il Sardo sudano; noi altri no...e hai detto tu stessa che hai visto spesso Lansing con tute in kevlar: suppongo che indossi anche un casco antiproiettile, no?-

-Meglio, almeno gli scarico un intero caricatore in testa e lo tramortisco per bene: farlo prigioniero sarà ancora meglio!- fu la risposta prontissima dell’umana che non mostrò il minimo dubbio o la più piccola esitazione: non avrebbe nemmeno saputo spiegare perché, ma era letteralmente pervasa da un immenso senso di sicurezza e si sentiva potentissima.

La Diavolessa e la Canadese seguivano la scena fumando e intrippate al massimo: se avessero avuto anche un paio di tortilla chips e salsa piccante sarebbe stato il massimo!!!

Da serio ed imperturbabile il viso sexy dello Zar tornò sorridente. Poggiò entrambe le mani sulle spalle della Sapiens Sapiens e annunciò: -Ok, Demetra: SEI DEI NOSTRI!!!- -Da...davvero?- -Sì: mi hai convinto! Potrai dormire nel letto di Valeria, ma non toccare le sue cose o ti ucciderà di nuovo, una volta che l’avremo trovata e riportata qua...per quanto riguarda i vestiti per ora puoi continuare a usare quelli di questa matta qui, e poi potrete andare a fare shopping voi femminucce...E NON INIZIATE A GRIDARE!!!! Dicevo? Ah...voi Sapiens Sapiens siete tanto delicati per il cibo: hai intolleranze o preferenze strane?-

-Nessuna intolleranza, e sono di bocca buona...- -Meraviglioso!!!! A proposito: inizia dando una mano a Yellowknife per apparecchiare la tavola...- -Yellowknife?-

Acerina le cinse un fianco e, portandola fuori dalla sala, spiegò: -E’ una città del Canada: ricordi come funziona?? Complimenti, Capo: questa era meravigliosa!!!- -Devo essere sincero: l’ho rubata al Sardo, che si intrippa sempre tanto cercando assurde cittadine sconosciute della tua terra d’Origine...-

Mentre uscivano di casa abbracciate come se si conoscessero da anni, la Canadese ci tenne a dirle: -Benvenuta tra noi, Demetra: ti troverai molto bene...- -Anche se sono umana?- -Dovrai sciropparti spesso battute sulla grande inferiorità della vostra razza e abituarti a pesanti allusioni sessuali da parte del Sardo e anche dalla Diavolessa; ma ti sentirai in famiglia. E poi io ti ho ridato la vita e mi sento come se fossi la tua mamma: se passeranno troppo il limite li metterò in riga io!-.

L’ex mercenaria, con gli occhi lucidi, osservò: -Grazie...Dio, che giornata: prima mi suicido con un colpo di Kalashnikov in bocca, poi tu mi rescusciti e ora vengo accolta da un gruppo di creature straordinarie...- -E non è ancora finita: c’è la tua prima cena in famiglia!!! Mi dispiace che non ci sia Valeria...ma sono convinta che la conoscerai presto, vi piacerete e ti chiederà perfino scusa!-

CONTINUA...


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