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Una storia di SaraPetruzzi

...e tutto mi sa di miracolo

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3 minuti

Pubblicato il 27 marzo 2020 in Didattica

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Sono le 5 del mattino, o poco più... Mi sveglio per l'ennesima volta, stavolta per buttare giù un sorso d'acqua. Mi alzo dal letto, scosto la tenda dalla finestra per vedere che aspetto ha il cielo: una delicata luna e qualche stella lucente mi danno il loro lieto saluto. Vado in cucina a prendere dell'acqua e torno in camera mia. Sto per rimettermi sotto le coperte per cercare di riprendere sonno. Devo riuscire a riaddormentarmi, così la pace silenziosa della notte si prolungherà un altro po'… Nel frattempo il mio sguardo viene catturato verso la finestra da una luce azzurrina, filtrata dal pallore della tenda, che si fa strada nel buio del cielo stellato. Mi avvicino alla gelida finestra, le mie mani si bagnano per via delle goccioline di condensa che durante la notte si sono adagiate sui vetri. Scosto la tenda e... MERAVIGLIA: il sole stava sorgendo proprio davanti ai miei occhi. Ricordo che la prima volta che ho potuto ammirare questo spettacolo della creazione ero in mezzo a tantissima gente, ma ora è diverso. Questo silenzio assordante in cui mi trovo immersa ha un certo fascino. Fa un po' paura certe volte, questo sì, ma ti fa rendere conto di alcuni dettagli a cui non avresti mai fatto caso! Mentre il sole lentamente è impegnato a cospargere con i suoi decisi e fermi raggi la dolcezza della notte stellata, il cinguettio degli uccelli si propaga nel cielo. Quest'aria fresca che mi avvolge, anche se fa a pugni con la mia fronte perlata di sudore (probabilmente a causa di qualche brutto sogno), mi fa sentire viva, mi fa arrossire le guance, mi fa sorridere e rimanere stupita di fronte a tanta bellezza.


Che meraviglia! Gli antichi Greci dicevano che è proprio dalla meraviglia, dal thaumazein, che nasce il desiderio di filosofare.. Ci credo! Come può tale bellezza naturale, non suscitare in noi il desiderio di dialogare con la Sapienza che l'ha creata?! Chiedergli che volto ha, cosa l'ha spinta a creare, cosa aveva nella mente quando ha fatto tutto ciò, quale maestosa creatività l'ha guidata…

È da un po’ che custodisco dentro di me un bellissimo verso di Salvatore Quasimodo: "e tutto mi sa di miracolo". Non è forse tutto questo un miraculum, una cosa meravigliosa?!


Comunque sia adesso basta pensare, ritorno a contemplare quel silenzio che tanto mi ha affascinata: è la pace di cui ho bisogno e che tanto ho cercato in questi giorni di totale monotonia. Vorrei che questo momento non finisse mai. È così sereno, così confortante, così irresistibile. E intanto il sole continua a farsi strada per irradiare con la sua luce un nuovo giorno. I lampioni sparsi qua e là cominciano a spegnersi. Le strade sono deserte e lo rimarranno ancora per molto, viste le disposizioni che ci sono per combattere nel migliore dei modi questa pandemia. Mi godo un altro po' questo silenzio, prima che la vita intorno a me si risvegli. Silenzio. Se mi concentro riesco quasi a sentire il cuore battere. Silenzio. Ecco, lo sento, rimbomba prepotentemente nella gola; potrei addirittura riuscire a percepire il sangue fluire nelle vene, ma voglio soffermarmi sul mio cuore. Se batte sono viva, ma come batte, per chi batte?! CHE RUMORE FA IL TUO CUORE?


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