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Una storia di BrunoMagnolfi

Va dietro quell'altro.

Certe volte lui la incontra

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4 minuti

Pubblicato il 28 settembre 2020 in Altro

Tags: #disagio #raccontobreve

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Certe volte lui la incontra, la saluta, le sorride, scambia con lei qualche parola di circostanza, e questo gli basta. Però non ci sono ancora state delle nuove vere occasioni del genere questa settimana, lui lo sa bene, ed adesso un po’ se ne inizia a dispiacere, perché si potrebbe anche dire che ogni volta in cui esce da casa, o magari quando vi rientra, oppure quando va a fumarsi una sigaretta per rilassarsi davanti all’ingresso del palazzo, lui continui sempre ad osservarsi attorno, nella speranza di accorgersi se lei per combinazione proprio in quel momento sia davvero in quei paraggi, o da qualche parte: lungo le scale magari, oppure sul marciapiede davanti al condominio, forse nei pressi di quel grande caseggiato dove abitano in appartamenti purtroppo distanti tra di loro. Quando poi la vede, come sicuramente succederà magari questa sera stessa, oppure al più tardi anche domani, prova subito il desiderio di andarle vicino, di sorriderle, di dirle addirittura le prime cose che gli passano in mezzo alla testa, anche se a volte sono proprio delle sciocchezze spudorate. Ma lei lo ascolta ugualmente, gli sorride sempre, dice qualcosa a sua volta, sembra davvero contenta anche lei di incontrarlo, almeno quanto lui. Lui crede persino di averla sognata qualche volta, e forse è proprio così, considerato il desiderio che ha maturato in questi ultimi tempi di suonare il campanello del suo appartamento, magari accampando una scusa qualsiasi, pur di vedere di nuovo sulla sua faccia quella espressione sorridente che gli piace davvero e che lo incoraggia a ricercarla, e poi a dirle qualcosa di carino, qualcosa di semplice e di spontaneo.

Quando una donna ti guarda in maniera simile a come tu cerchi di guardare lei, gli ha detto qualche tempo addietro un suo amico, significa che prova le tue stesse sensazioni, e lui adesso si è quasi convinto che sia esattamente in questa maniera, anche se non ha mai avuto il coraggio fino ad ora di fare un passo di più. In fondo cosa importa pensa, mentre cerca con le proprie parole di convincere se stesso: queste persone spesso sono tutte uguali, indifferenti agli altri, ed anche se in apparenza fingono di tenere conto di uno come posso essere io, poi nei fatti non se lo filano per niente. Così lascia trascorrere i giorni senza combinare un bel nulla, però continua a pensarci, immagina che le cose potrebbero aggiustarsi in un solo attimo, magari con un semplice pizzico di fortuna. Va a fumare sulle scale, affacciandosi alla finestra che dà sul retro, e intanto la cerca; rientra a casa ed osserva sulle scale se lei fosse lì; va a comperare qualcosa per la cena nel negozio di fronte, ed intanto guarda se per caso lei sia là fuori. Una settimana infernale, quella che si sta concludendo, trascorsa così, nel niente, senza riuscire ad incontrarla.

Poi eccola, insieme ad un tizio mai visto prima. Fa la sciocca, ride, poi incrocia in un attimo il suo sguardo mentre lui rimane immobile accanto al portone. L’espressione che lui nota di lei adesso è seria, forse si sente dispiaciuta di essersi fatta trovare non da sola. Quasi si ferma nel momento che arriva proprio davanti a lui, sembra quasi che con il suo sguardo adesso sia impegnata nel tentativo di cancellare di colpo la persona che si trova accanto, come se tutto potesse essere come è sempre stato in quel loro incontrarsi, proprio come è apparso ogni altra volta. Ma adesso non è così, e le cose appaiono evidenti. L’altro alza una spalla, come a farla decidere su che cosa voglia fare, lei si spinge da una parte, poi affronta l’ingresso, e senza una parola fa entrare prima l’altro, lasciando in aria un’ultima occhiata tutta per lui che continua ad osservarla, e forse in quella pausa infinitesimale lei vorrebbe fermarsi a dirgli qualche frase, e spiegare in qualche modo quella situazione, per chiarire come stiano davvero adesso le cose, perché forse non sono proprio così come sembrano apparire, e lei magari vorrebbe proprio dirlo forte, precisare che cos’è che più di tutto le interessa veramente, oppure manifestare con un gesto quali siano sempre stati i suoi veri sentimenti. Ma poi abbassa gli occhi, allunga il passo, ed entra nel portone, dietro quell’altro.


Bruno Magnolfi


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