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Una storia di LuigiMaiello

Questa storia è presente nel magazine L'angolo della scrittura

Il mio 2018 in libri

Quali ho letto e perché li consiglio: narrativa, saggi, libri sulla scrittura, sulla creazione di contenuti e motivazionali.

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32 minuti

Storia sponsorizzata

Pubblicato il 19 dicembre 2018 in Recensioni

Tags: #2018 #lettura #libri

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Quando ci aggiriamo confusi e disorientati in una libreria traboccante di novità e di classici, a volte è utile ricordarsi di un titolo consigliato da una persona fidata. Per questo ho deciso di stilare la lista dei libri che ho letto nel 2018.


In poche righe provo a descrivere ciò che mi ha trasmesso quel romanzo o saggio; le sensazioni che ho avvertito durante la lettura: il piacere, la curiosità, la sorpresa, oppure la noia.


Per ogni libro vi dico perché dovreste leggerlo, ma prendete questa lista solo come uno spunto. Sappiate però che di libri nel 2018 ne ho letti anche altri, ma quelli non ve li consiglierei, quindi non li trovate qua.

Ci sono anche alcuni libri più tecnici: sulla scrittura e sulla creazione di contenuti.


Ecco l'ordine in cui li trovate:

  • libri di narrativa,
  • saggi,
  • libri sulla scrittura,
  • libri sulla creazione di contenuti,
  • testi motivazionali.

Ora però inizio, ecco i libri che ho letto nel 2018.

Il selvaggio di Guillermo Arriaga (2018)

752 p.


Il selvaggio è il primo libro di Guilermo Arriaga che ho letto.

Mi sono approcciato a questa storia affascinato dal nome e dalla copertina del libro.

Le mie attese sono state ampiamente ripagate perché in questa storia si intrecciano tanti aspetti: la violenza (e la morte), l’amore, l’istinto, un’infanzia difficile a saltare sui tetti, la caccia, i lupi, il Messico, il Canada, la neve. Ma soprattutto un'idea di giustizia e di vendetta che appassionano il lettore.

Interessante anche il mondo in cui viene portata avanti la storia, o meglio le storie, con continui salti temporali e riferimenti a libri, a miti e a tanto altro che poi, in un modo o nell’altro ritroviamo nella storia, seguendo l’antico insegnamento di Cechov: “se in un romanzo compare una pistola, bisogna che spari”.


Lo consiglio perché: nonostante la lunghezza (752 pagine) è volato via per la leggerezza dello stile e per la curiosità di capire come andasse a finire.

Ci stendemmo sulla pietra calcarea, tutti e tre con grandi cicatrici, la nostra storia raccontata in quei solchi.

Le otto montagne di Paolo Cognetti (2016)

199 pagine *


Le otto montagne è un altro libro che mi è piaciuto moltissimo: un romanzo di formazione, la storia d’amicizia che nasce e cresce in montagna, ma anche quella di un rapporto difficile tra padre e figlio. La montagna è protagonista, intesa come quel luogo nel quale ciascuno trova la propria identità e il senso al proprio esistere.


Lo consiglio: ​​​​​​​Premio Strega 2017, ottima lettura, non impegnativa.


Letto con il Club del Libro di Napoli.

“L’estate cancella i ricordi proprio come scioglie la neve, ma il ghiacciaio è la neve degli inverni lontani, è un ricordo d’inverno che non vuole essere dimenticato.”

Fiorirà l’aspidistra di George Orwell (1936)

268 p.


È possibile affermare i diritti della poesia in un mondo dominato dal denaro? È questo il dilemma di Fiorirà l’aspidistra” di George Orwell.

Una bella riflessione sul denaro dal punto di vista di un ragazzo che di soldi non ne ha, ma che non fa nulla per cambiare la sua situazione. Un atteggiamento che fa quasi innervosire: vive in solitudine, povertà e squallore, tra vittimismo e frustrazione.

«Quei piccoli borghesi là, dietro le loro tendine ricamate, coi loro figli, i loro mobili dozzinali e le loro aspidistre, essi vivevano secondo il codice del denaro, senza dubbio, e riuscivano ciò nonostante a conservare la loro dignità. Avevano le loro norme, i loro inviolabili punti d’onore. Si “mantenevano rispettabili”: facevano garrire le loro aspidistre, come bandiere.»

Letto con il Club del Libro di Napoli.


Lo consiglio per​​​​​​​: lo stile di Orwell e per la riflessione sempre attuale sul rapporto tra denaro e lavoro.

Sylvia di Leonard Michaels (2016)

129 p.


Amore, sesso e droga in questo romanzo di Leonard Michaels che sembra uscito direttamente dalla beat generation.

Una coppia di studenti, un’ossessione d'amore, dove dietro ogni parola sembra nascondersi qualcosa di più profondo. Forse una disperata verità: che l’amore comanda e non lo si può respingere. L’amore va a finire nella pazzia. A me è piaciuto molto.


Lo consiglio per:​​​​​​​ lasciarsi trasportare in una storia d'amore che non conosce la ragione.

«Non sapevano come stavano davvero le cose. Neanche io lo sapevo, quando stringevo Sylvia tra le braccia e la insultavo e le dicevo che l’amavo. Non sapevo che eravamo perduti.»

M. Il figlio del Secolo di Antonio Scurati (2018)

848 p.


M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati è uno dei casi letterari dell'anno: il libro racconta gli avvenimenti tra la nascita dei fasci e poi del fascismo, fino al 1925 (poco dopo l'omicidio Matteotti). Il tutto è raccontato dalla prospettiva di Benito Mussolini e integrato con le testimonianze dell’epoca: articoli di giornale, telegrammi, ecc.

Un libro che mi ha fatto conoscere tante cose sul fascismo e sulla violenza che l’ha caratterizzato fin dalla nascita dei fasci.

Il libro è scritto benissimo, lo stile di Scurati è invidiabile.


Lo consiglio perché:​​​​​​​ è uno di quei libri che dopo averlo letto ti lascia qualcosa, in primis la conoscenza di quel periodo, necessaria soprattutto oggi.

Utile per rispondere a chi dice: “Ha fatto anche cose buone”. Quali?

Stoner di John Edward Williams (1965)

332 p.


Pubblicato nel 1965, Stoner è stato riscoperto negli anni 2000 e si è diffuso soprattutto grazie al passaparola e ai social network. La prima traduzione italiana è del 2012.

La storia è quella di una vita normale, al protagonista accadono gli avvenimenti che accadono a tutti noi ogni giorno: lo studio, il lavoro, l'amore; i litigi, gli imprevisti, i problemi.

La trama si potrebbe semplificare così: un ragazzo va all'università, poi diventa professore.

Proprio per questo è facile immergersi nella vita protagonista, che a un certo punto della sua vita scopre l'amore per la letteratura, e a quella si dedica nei momenti di difficoltà.

Ogni volta che sembra aver raggiunto un equilibrio, qualcosa lo rompe. La sua vita è una continua riconquista, è una lotta continua.


Lo consiglio per: lo stile. La prosa è chiara e lineare, le parole scorrono sotto i nostri occhi, come la vita del protagonista. Un libro emozionante.

Quando si congedarono, sentì che erano estranei in un modo per lui impensabile, e capì di essersi innamorato.

Letto con il Club del Libro di Napoli

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Da pochi giorni è stata pubblicata anche l'edizione illustrata​​​​​​​.

Mattatoio n.5 di Kurt Vonnegut (1969)

pag. 208


Un romanzo importante, immancabile nel bagaglio culturale di ogni lettore.

Un libro contro la guerra e contro tutte le guerre, che parte dal bombardamento di Dresda nella seconda guerra mondiale.

Vonnegut ha scritto una sorta di Bibbia dell’antimilitarismo.


Curiosità: Vonnegut fu realmente prigioniero dei tedeschi ed assistette al bombardamento di Dresda, quindi il romanzo nasce dall’esigenza di narrare una forte esperienza autobiografica.


Da leggere perché:​​​​​​​
tratta in modo inconsueto e originalissimo il tema della guerra e tutto ciò che ne consegue.

“Non c’è nulla di intelligente da dire su un massacro. Si suppone che tutti siano morti, e non abbiano più niente da dire o da pretendere.”

Riletto grazie al Club del Libro di Napoli.

Le nostre anime di notte di Kent Haruf (2017)

pag. 171


La storia parla dell’incontro di due persone avanti con l'età che hanno in comune la solitudine, quella delle persone della seconda giovinezza, che qui viene trattata con delicatezza, e fra le righe fa pensare.

Kent Haruf è forse l’autore del momento, il libro è scritto bene, con una grande attenzione ai dialoghi, estremamente asciutti ma allo stesso tempo molto intensi.

Non è il tipo di storia che mi fa impazzire, ma è uno dei casi editoriali degli ultimi anni.


Lo consiglio a chi: vuole perdersi in una storia d’amore di altri tempi.

“Sto parlando di attraversare la notte insieme. E di starsene al caldo nel letto, come buoni amici. Starsene a letto insieme, e tu ti fermi a dormire. Le notti sono la cosa peggiore non trovi?”

Il club degli incorreggibili ottimisti di Jean-Michel Guenassia (2010)

701 pagine.


Tra i migliori libri che ho letto, ne parlo in modo approfondito in questa recensione.

Si tratta di un romanzo che scorre via velocemente, anche se sono pur sempre 700 pagine da leggere.

La bravura di Guenessia sta soprattutto nel riuscire a trasmettere, attraverso il racconto in prima persona di Michel, sia gli aspetti storici (e politici) del periodo, sia la vita di un giovane che in quel periodo passa dall’adolescenza all’età adulta.


Da leggere perché: superate le prima pagine, si apre un mondo ricco di personaggi e storie interessanti.

“La differenza tra noi e gli altri è che loro sono vivi e noi dei sopravvissuti. Quando si è dei sopravvissuti, non si ha il diritto di lamentarsi della propria sorte, sarebbe far torto a coloro che sono rimasti là”

Luce di Bettina Bartalesi e Gianluca Di Matola


Luce è un romanzo di formazione ambientato negli anni di piombo, gli anni dell’alleanza saltata tra cattolici e comunisti: gli anni che avrebbero potuto cambiare il futuro dell’Italia.


Consigliato per conoscere meglio quegli anni, attraverso la crescita e la sete di giustizia di una ragazzina di 13 anni.

Ne parlo qui​​​​​​​.

La cerimonia del massaggio di Alan Bennet (2002)

95 pagine


Una storia breve e divertente. La trama: siamo in chiesa durante il funerale di un massaggiatore, che ha messo le mani (e non solo) su tante persone di entrambi i sessi di Londra. Cosa accadrà?


Da leggere: perché ironico e ben scritto. L'ideale in una mattinata quando si è un po’ giù.

Fahrenheit 451 di Ray Bradbury (1953),

177 pagine


Letto anni fa, riletto quest’anno per il Club del Libro di Napoli.

Siamo in una società distopica in cui leggere o possedere libri è considerato un reato, per contrastare il quale è stato istituito un apposito corpo di vigili del fuoco impegnato a bruciare ogni tipo di volume.

Bellissimo l'incipit:

Era una gioia appiccare il fuoco

Perché leggerlo?​​​​​​​ È un classico che tutti gli amanti dei libri dovrebbero leggere. Una riflessione sulla lettura, ma soprattutto sull’importanza della conoscenza per la vita ognuno.

“È un bel lavoro, sapete. Il lunedì bruciare i luminari della poesia, il mercoledì Melville, il venerdì Whitman, ridurli in cenere e poi bruciare la cenere. È il nostro motto ufficiale.”

La paranza dei bambini di Roberto Saviano (2016)

352 pagine


Questo libro di Roberto Saviano narra la storia di dieci ragazzi napoletani, in parte da Forcella ed in parte da Ponticelli, guidati da Nicolas Fiorillo (o' maraja), e della loro ascesa nel mondo della Camorra. Parla della violenza di alcuni quartieri, delle paranze che fanno le stese.

Il libro scorre velocemente, senza momenti di “immobilità” o noia. Molti personaggi della terza stagione di Gomorra sembrano usciti da questo libro.


Da leggere perché: ​​​​​​​come capita spesso con Saviano ci si immerge immediatamente nelle vicende, chiedendosi sempre dove sta il confine tra la finzione e la cronaca.


Incipit:

Il nome paranza viene dal mare. Chi nasce sul mare non conosce un solo mare. È occupato dal mare, bagnato, invaso, dominato dal mare. Può starci lontano per il resto dell'esistenza, ma ne resta zuppo. Chi nasce sul mare sa che c'è il mare della fatica, il mare degli arrivi e delle partenze, il mare dello scarico fognario, il mare che ti isola. C'è la cloaca, la via di fuga, il mare barriera invalicabile. C'è il mare di notte.

Vita di Pi di Yann Martel (2015)

334 pagine


Una lettura molto particolare, in cui per gran parte della storia siamo in compagnia del giovane protagonista e della sua tigre a largo nell'Oceano. La parte che mi è piaciuta di più è quella che riguarda la disciplina da tenere per sopravvivere in mare aperto e quella necessaria per addomesticare la tigre.

Leggetelo se:​​​​​​​ siete alla ricerca di un libro avventuroso e spirituale allo stesso tempo.


Letto con il Club del libro di Napoli.

A sangue freddo di Truman Capote (1966)

391 pagine


L’obiettivo di Truman Capote in questo libro era di raccontare i fatti come erano realmente accaduti, ma adottando i moduli narrativi tipici del romanzo di finzione, coniando l'espressione di non-fiction novel, un genere del quale egli è considerato il fondatore nella narrativa USA.


Perché è da leggere: un quadruplice omicidio diventa il modo per indagare la psiche umana e la società americana degli anni sessanta.

Quando la folla scorse gli assassini, scortati dagli agenti della stradale in divisa blu, tutti si fecero silenziosi, come stupiti al vedere che avevano forma umana.

Limonov di Emmanuel Carrere (2011)

356 p.


Limonov è uno dei miei libri preferiti; la biografia romanzata di Eduard Limonov, la storia avvincente di un uomo che "è stato teppista in Ucraina, idolo dell'underground sovietico, barbone e poi domestico di un miliardario a Manhattan, scrittore alla moda a Parigi, soldato sperduto nei Balcani; e adesso, nell'immenso bordello del dopo comunismo, vecchio capo carismatico di un partito di giovani desperados. Lui si vede come un eroe, ma lo si può considerare anche una carogna: io sospendo il giudizio".

​​​​​​​

Leggetelo: una vita (e un libro) dal ritmo incalzante.

Inno selvaggio di Claudia Neri (2017)

328 p.


Claudia Neri è una giovane, ma già bravissima scrittrice che in Inno selvaggio tratta i sette peccati capitali in modo del tutto peculiare. Nove racconti in tutto, in cui i peccati capitali, o semplicemente i piaceri della vita, sono raccontati attraverso una rete fitta di personaggi, che cambiano da una all’altra.

L’universo di riferimento è quello dei giovani: le serate in disco, i primi amori e il sesso occasionale, l’alcol, la droga.


Lo consiglio perché: dai peccati nessuno può dichiararsi incolume e perché alla base di molte di queste storie c'è una difficoltà di comunicazione, una zona di silenzio al fondo dei rapporti umani.

La variante di Lüneburg di Paolo Maurensing (1993)

158 p.


Il sessantenne Dieter Frisch, ricco uomo d'affari e grande appassionato di scacchi, viene trovato morto nella sua villa. Un lungo flashback descrive al lettore parte della vita di Frisch e le probabili cause della sua morte. Il filo della narrazione è tenuto dal gioco degli scacchi.


Da leggere per : le sorprese e giochi di potere.


Libro letto con il club del Libro di Napoli.

Un amore di Dino Buzzati (1963)

294 p.


Un uomo maturo attratto dalla bellezza e dalla freschezza di una giovane donna dal nome bellissimo: Laide.

Antonio, il protagonista, accetta di tutto, qualsiasi situazione imbarazzante, umiliante, capace di ricoprirlo di ridicolo, solo per poterla avere accanto, anche solo per dieci miserabili minuti. Rinunciare a lei, è fuori discussione.

Di una bellezza assoluta i monologhi interiori del protagonista che scavano nel turbine senz'ordine dei suoi pensieri, che Buzzati sceglie di rendere allo stesso modo: senza punteggiatura.


Da leggere perché: l’amore, la gelosia, le differenze, tutto è reso nello stile unico di Buzzati.

Come quando si ode dabbasso il cigolio del cancello e la casa è immensa, ci abitano centinaia di famiglie e all'ingresso è un continuo andirivieni eppure all'improvviso si sa che ad aprire il cancello è stata una persona la quale viene a cercarci.

Lettera a Berlino di Ian McEwan (1990)

264 p.


Siamo negli anni cinquanta a Berlino. Il clima è quello della guerra fredda e il giovane protagonista è un militare inglese che collabora alla costruzione di un tunnel per spiare i russi.

Il tranquillo Leonard incontra Maria, una donna divorziata che gli cambierà la vita.

Sono tutti innocenti prima che gli eventi li trasformino in altro; la guerra fredda e l’ambiente in qualche maniera sporcano tutti.

Un romanzo che ho letto prima di partire per Berlino, e che mi è piaciuto moltissimo.


Leggetelo: McEwan è una sicurezza.

Se anche d’un colpo fosse sparito tutto, avrebbero avuto parecchie difficoltà a ritornare al punto di partenza. Ma ciò che stavano per fare adesso l’avrebbe impedito per sempre. Perciò, sembrava talmente semplice in fondo, perciò stavano per commettere una cosa ingiusta. Ma ne avevano già parlato, non avevano fatto altro per tutta la notte.

L’amica geniale di Elena Ferrante (2011)

400 p.


Di questo libro ormai sappiamo tutto, ma se volete cosa ne penso, ecco la mia recensione.

Storie di Irene di Erri De Luca (foto) 2015

109 p.


Io ho un debole per Erri De Luca e questa storia conferma il mio amore verso questo autore.

Una bambina salvata in mare da dei delfini cresce orfana su un'isola greca. Si chiama Irene, di giorno vive in terraferma, di notte si unisce in mare alla sua vera famiglia.

A quattordici anni è incinta e consegna a uno straniero di passaggio la sua storia.


Lo consiglio:​​​​​​​ poche pagine leggere e intense, come i delfini sull'acqua.

“Nascere in mare è passare da un liquido stretto a uno sconfinato. È sbucare da un vicolo nel largo di una piazza.”

In nome della madre di Erri De Luca (2006)

79 p.


Erri De Luca qua interpreta i pensieri cullati da una donna incinta, che fantastica sul suo bambino, al quale parla mentre senza timore si espone al sole dell’alba.

L'autore dà una lettura della storia di Maria che restituisce alla madre di Gesù la semplicità di una femminilità coraggiosa, la grazia umana di un destino che la comprende e la supera.


Perché leggerlo:​​​​​​​ De Luca è al vertice della sua sapienza narrativa.

“Mentre parlava io diventavo madre. Gli uomini hanno bisogno di parole per consistere, quelle dell’angelo per me erano vento da lasciar andare. Portava parole e semi, a me ne bastava uno … Con le mani intrecciate sul ventre piatto mi toccavo la pelle per sentire sulla punta delle dita la mia vita cambiata. Era per me il giorno uno della creazione… Non mi importava delle conseguenze, da un’ora all’altra io non appartenevo più alla Legge”.

Come tele bianche di Carla Parolisi (2018)

68 p.


Come tele bianche è il libro d’esordio di Carla Parolisi, un vero e proprio romanzo di formazione, in cui ognuno di noi può riconoscersi un po’.

Quanto conosciamo noi stessi e quanto ci conoscono gli altri?


Leggetelo per:​​​​​​​ capire quanto le aspettative delle persone condizionano i nostri comportamenti.

Qui​​​​​​​ vi racconto cosa ne penso.

Il simpatizzante di Thanh Nguyen Viet (2016)

511 p.


Acclamata anche in Italia, è la confessione di un soldato vietnamita, un doppiogiochista che, figlio illegittimo di una vietnamita e di un prete cattolico francese, è cresciuto negli Stati Uniti ma è tornato in Vietnam per sostenere la causa dei Vietcong.

È una spia, un dormiente, un uomo con due facce che fotografa in gran segreto ogni rapporto e dispaccio e li invia a Man, suo addestratore tra le fila Vietcong.

Premio Pulitzer per la narrativa nel 2016.


Leggetelo: ​​​​​​​se cercate una storie originale; ma secondo me la storia è a tratti confusionaria. Non semplice da leggere.

“I passeggeri tacevano, ipnotizzati dall’ansia e dall’attesa del decollo. Stavano sicuramente pensando le mie stesse cose. Addio, Vietnam. Au revoir, Saigon.”

Livelli di vita di Julian Barnes (2013)

118 p.


Julian Barnes è un altro autore che amo particolarmente. “Il senso di una fine” è uno dei miei libri preferiti e anche questo mi è piaciuto ma si tratta di un libro molto particolare.

Livelli di vita è un'analisi del dolore, un tributo alla moglie scomparsa; infatti l'autore dice di aver rinunciato al suicidio, perché in questo modo lei sarebbe morta per la seconda volta.
Attraverso la metafora del volo, Barnes ci parla dell’amore e del dolore: prendere il volo in due, finché un giorno, si precipita, perché uno dei due muore e l'altro resta solo.

Barnes ha uno stile eccezionale. In ogni suo libro ci sono frasi che ti restano dentro.


“Metti insieme due cose che insieme non sono mai state; a volte funziona e a volte no.
Metti insieme due persone che insieme non mai state; a volte il mondo cambia e a volte no.”


Leggetelo perché: ​​​​​​​è libro che va gustato poco a poco. Un bel libro che fa pensare.

L’avversario di Emmanuel Carrère (2012)

169 p.


Quanto conosciamo realmente le persone che ci sono accanto?

È questa la riflessione che ci lascia il libro di Carrère che tratta una storia vera: un uomo che ha ucciso la moglie, i figli e i genitori, poi ha tentato di suicidarsi, ma invano.

L'inchiesta ha rivelato che non era affatto un medico come sosteneva e, cosa ancor più difficile da credere, che non era nient'altro. Da diciott'anni mentiva, e quella menzogna non nascondeva assolutamente nulla.


Leggetelo perché: ​​​​​​​per molti è il capolavoro di Carrère. Io gli preferisco Limonov, ma è comunque un'ottima lettura.

“Non sono mai stato così libero, la mia vita non è mai stata così bella. Sono un assassino. La mia immagine agli occhi della società è la peggiore che possa esistere, ma è più facile da sopportare che i miei vent'anni di menzogne”.

Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace (1997)

151 p.


Questo libro molto divertente nasce come reportage giornalistico che Wallace doveva scrivere per una rivista prestigiosa, ma poi diventa un’analisi sferzante sull'opulenza e il divertimento di massa della società contemporanea.

Il racconto è ambientato su una nave da crociera: l’autore col suo stile unico, ci racconta cosa succede su quella barca, dove sembra non succedere mai niente.


Leggetelo: per lo stile inconfondibile di David Foster Wallace.

Se il viziare, se la gentilezza radicale non sono motivate da un affetto forte e quindi né ti danno la certezza né ti aiutano a rassicurarti che insomma non sei un coglione, quale profondo e significativo valore vuole avere tutta questa condiscendenza e pulizia?

Novelle artigiane di Vincenzo Moretti (2018)

208 p.


Nei tre racconti che compongono il libro: L’uomo che aggiustava le cose; Il sogno di Sofia e Le miniature di Luigino sono centrali i principi del lavoro ben fatto, la visione di una comunità basata sulla fiducia e sulla collaborazione reciproca tra le persone.


Leggetelo per:​​​​​​​ un’idea positiva dell'uomo e del futuro, concetti molto rari da trovare in persone sempre più arrabbiate e sfiduciate.

Ne parlo in questa recensione.

Lacci di Domenico Starnone (2014)

134 p.


I lacci sono quelli che si spezzano o che tengono insieme le relazioni. Una storia breve, che mi ha coinvolto sempre più andando avanti con la lettura.

L’idea di fondo del romanzo sembra essere che a tenerci insieme a volte sia qualcosa di cattivo, di danneggiato, perfino di sadico, che non si riesce a perdonare e quindi non si cancella, ma ci accompagna.


Lo consiglio perché: alle relazioni tra i personaggi, si associa la soluzione di un enigma.

“Gli unici lacci che per i nostri genitori hanno contato sono quelli con cui si sono torturati reciprocamente per tutta la vita”

Il signore degli orfani di Adam Johnson (2013)

554 p.


Questo romanzo d’avventura mi è piaciuto molto, sia per la storia davvero originale, sia perché mi ha permesso di conoscere meglio la Corea Del Nord, un mondo che fino a oggi ci è stato tenuto nascosto: una terra devastata dalla fame, dalla corruzione, da una crudeltà che colpisce a caso, dove però esistono anche solidarietà, inaspettati squarci di bellezza e amore.


Il romanzo racconta la vita del protagonista, memorabili tantissimi passaggi: dalla parte dedicata ai rapimenti giapponesi alle avventure sul peschereccio, fino ad arrivare alla folle e tenere storia d’amore fra il protagonista e l’attrice nazionale Sun Moon.


Da leggere perché:​​​​​​​ pur rendendoci conto che siamo in un romanzo, comprendiamo che lo scrittore descrive perfettamente il delirio dei regimi totalitari.


Premio Pulitzer per la narrativa 2013.

Frankenstein di Mary Shelley​​​​​​​ (1818)

351 p.


Frankenstein affonda le sue radici nelle paure umane, tra cui la paura dello sviluppo tecnologico che non si sa dove può arrivare.

Ma allo stesso tempo è anche l’esaltazione della conoscenza, attraverso la quale l’uomo può (?) fare qualsiasi cosa. Interessante e stimolante anche la serie di crimini che spinge il lettore a capirne la motivazione.


Lo consiglio perché: è l'esempio del diverso, che in quanto tale, causa terrore.

Uno dei miti della letteratura.


Letto con il Club del Libro di Napoli.

Una lunga vita da idealista di Jean-Michel Guenassia (2018)

428 p.


Una lunga vita da idealista è un romanzo d'avventura, in cui il protagonista vive tante avventure e ne esce sempre bene, a volte sembra essere miracolato, altre solo fortunato, ma riesce sempre a scamparla.


Da leggere: se cercate avventura e epica romanzesca.


Ecco la mia recensione.

Il cerchio di Dave Eggers (2014)

391 p.


Il Cerchio è un’azienda di web marketing che investe i propri profitti anche per occuparsi di importanti scoperte e innovazioni in diversi campi, da quello scientifico a quello tecnologico, umanitario, sociale, medico, dell’educazione.

La condivisione continua, l'assenza di privacy, l'annullamento di se stessi, la completa trasparenza, tutto questo nel romanzo porta alla conseguenza che il giudizio degli altri diventa lo strumento principale in grado di partorire una realtà priva di qualsiasi male e scorrettezza.


Futuro distopico alla 1984 di George Orwell o qualcosa che già stiamo vivendo?


Lo consiglio se: ​​​​​​​volete un punto di vista singolare sul rapporto che esseri umani e aziende hanno nei confronti della tecnologia, al giorno d’oggi.

Fra le crepe dell’anima di Angela Aniello (2017)

90 p.


“Fra le crepe dell’anima”​​​​​​​ racconta la storia del dolore di Federico, alla continua ricerca di una vendetta per il rifiuto del suo unico amore, quello giovanile, che continua a ossessionarlo.

A incontri e ricordi romantici si alternano momenti passionali e carnali, in cui i temi centrali sono l’ossessione, la solitudine e il rimpianto.

Ad avere la meglio sono senz’altro il vuoto e la volontà di riempirlo in qualche modo. Qui la ragione esce sconfitta, a vincere è il desiderio ossessivo.


Da leggere:​​​​​​​ per il finale a sorpresa.

Silenzi d’autore di Bice Mortara Garavelli (2015)

pag. 149


Quante parole può nascondere un silenzio? Moltissime, soprattutto quando è d'autore, carico di significati che vanno oltre quelli veicolati dalla lingua.

La Garavelli ci offre una piacevole antologia con le pagine letterarie sul silenzio più note, dalla classicità greco-latina fino alla letteratura dei nostri giorni.


Lo consiglio perché:​​​​​​​ questo libro è una sorgente inesauribile di citazioni e di illuminazioni: da Elsa Morante ai testi religiosi, da Umberto Eco agli epigrafi di Primo Levi e Elie Wiesel su Auschwitz.

Homo Deus di Yuval Noah Harari (2017)

672 p


Homo deus è un libro che una volta letto lascia ampi segni.

Dove sta andando l'umanità? Harari ci guida in un excursus dove ci spiega che ormai nel mondo non si muore più per le guerre. Oggi è più probabile morire per un'abbuffata al McDonald's che per un periodo di carestia.

La morte è solo un problema tecnico, che un po' alla volta l'uomo prova a eliminare: arriveremo all'Homo Dues?


L'autore ci offre uno sguardo sulle prospettive post-umane a cui le ricerche tecnologiche e genetiche dell’ultimo secolo ci hanno inevitabilmente condotti.

Cosa accadrà quando robotica, intelligenza artificiale e ingegneria genetica saranno messe al servizio della ricerca dell'immortalità e della felicità eterna?


Da leggere perché: Libro dell’anno (2017) per «Guardian», «Evening Standard» e «Times Literary Supplement».

Factfulness di Hans Rosling (2018)

Dieci ragioni per cui non capiamo il mondo. E perché le cose vanno meglio di come pensiamo

363 p.


La factfulness non è solo un libro, si tratta più di un modo di vedere il mondo basato solo sui fatti e non sulle teorie.

La Factfulness è, ad esesmpio, riconoscere quando riceviamo una notizia negativa e ricordare che le informazioni sugli eventi spiacevoli hanno molte più probabilità di raggiungerci. Quando le cose migliorano, spesso nessuno ci avverte. Così abbiamo sistematicamente un’impressione troppo negativa – e molto stressante – del mondo che ci circonda.


Attraverso un attento studio dei dati, Hans Rosling dimostra che le cose non stanno andando così male e che, anzi, siamo di fronte a un radicale miglioramento.


Leggiamolo per:​​​​​​​ usare la forza dei fatti a nostro vantaggio, per capire e non lasciarci accecare dalla rabbia, dall’ignoranza, dalle semplificazioni.


Conoscenza, Ignoranza, Mistero di Edgar Morin (2018)

148 p.

​​​​​​​

Da leggere perché: Morin ci ricorda come a renderci umani siano lo stupore, la sensazione dell'ignoto e la consapevolezza del limite e ci pone una domanda


siamo sicuri di poter conoscere tutto ciò che è intorno e dentro di noi?


Ne parlo in modo approfondito in questa recensione.

“Se potessimo trovarci all’interno della mente/cervello di un umano che svolge in maniera routinaria il proprio lavoro, scopriremmo sogni a occhi aperti, fantasmi, fantasticherie, dialoghi, imprese, omicidi immaginari, fantasmi erotici”.

La quarta rivoluzione di Luciano Floridi (2017)

Come l'infosfera sta trasformando il mondo.

302 p.


Il mondo sta cambiando in fretta, grazie anche agli sviluppi nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Sta cambiando il nostro senso del sé, la maniera in cui relazioniamo con gli altri e anche il modo in cui diamo forma al mondo e interagiamo con esso. Come approcciarci a questi cambiamenti?


Da leggere perché:​​​​​​​ Luciano Floridi spiega i concetti con un linguaggio accessibile a tutti.

Ne parlo in modo approfondito in quest’articolo.

“Un numero crescente di persone trascorre la propria vita adulta su Facebook, Google+, Linkedin, Twitter, blog, YouTube, Flickr e così via. Per queste persone, interrogarsi sulle proprie identità online, trattarle come un serio work-in-progress e adoperarsi quotidianamente per dare loro forma e aggiornarle, è una cosa seria.”

Sul silenzio David di Le Breton (2018)

Fuggire dal rumore del mondo

277 p.


In questo saggio molto interessante, Le Breton ci mostra come il silenzio sia oggi un bene comune da riconquistare, nella conversazione, nella dimensione politica, nella spiritualità e nella religione.

Ce ne mostra i vari aspetti facendoci capire come porti con sé anche un carico di ambiguità e una miriade di significati che variano in base ai contesti politici, sociali e culturali.


Leggiamolo per:​​​​​​​ riscoprire l'importanza del silenzio e ridare valore alle conversazioni.

Ne parlo qui.

Il mestiere dello scrittore di Gardner (1983)

262 p.


J. C. Gardner fu uno degli insegnanti di Carver e infatti il libro inizia con alcune pagine che proprio Carver aveva dedicato a Gardner. Già questo sarebbe un buon motivo per leggere questo libro che offre tanti consigli di scrittura, ma anche di lettura.


Una delle utilità maggiori di questo libro è proprio il grande numero di autori che Gardner nomina e consiglia di leggere per capirne la tecnica.

Ve ne riporto qui alcuni: Conrad, Cechov, Dickens, Stevenson, Tolstoj, Melville, Bellow, Joyce, Oates, Nickleby, Austen, Hemingway, Mann, Bradbury, Vonnegut, Calvino, Irving, Miller, Asimov, Lem.


Consigliato perché: è un libro che, anche a distanza di tempo, fornisce strumenti per riprendere/continuare a scrivere; consigli che vanno oltre la semplice tecnica.


Ci sono anche consigli “pratici” per giovani scrittori, che però risultano un po’ datati.

La parola immaginata di Annamaria Testa

256 p.


Libro che riguarda gli aspetti teorici e pratici del lavoro di copywriter.

Annamaria Testa illustra le regole, i meccanismi e le strategie necessarie per inventare una campagna pubblicitaria efficace, spiega come scegliere le parole di un titolo, come queste vanno associate alle immagini, come la coppia creativa formata da copywriter e art director deve lavorare, e come accade che una campagna conquisti il favore del pubblico.


Da leggere: soprattutto quando bisogna pensare a un nuovo concept creativo.

Digital Copywriter di Diego Fontana (2017)

226 p.


Diego Fontana ha scritto un manuale pratico per tutti i copy, un percorso che va dal pensiero creativo alla scrittura. Utile nella biblioteca di chi si sta affacciando alla professione, ma anche in quella del copywriter professionista.


Come lavora un copy oggi? Come risolve creativamente un brief? E come declina la sua idea su tutti i canali? In questo libro di Diego Fontana trovate molte idee e risposte.


Da leggere: ​​​​​​​per riscoprire come il fattore umano umano e le sue emozioni siano imprescindibili per una comunicazione online efficace.

Language Design di Yvonne Bindi (2017)

Guida all'usabilità delle parole per professionisti della comunicazione

194 p.


Le persone (non) leggono. È questa la premessa di questo testo che tratta le interazioni tra parole e azioni. Con tanti esempi e curiosità, Yvonne Bindi si rivolge a designer, addetti marketing, pubblicitari, e in generale a chiunque si occupi di comunicazione e si trovi a lavorare con contenuti testuali per un'interfaccia web o mobile, e anche una brochure di una piccola attività, spaziando in ambiti diversi come il giornalismo, l’urbanistica, l’architettura, l’educazione.


Cosa impari:​​​​​​​ le parole sono stesse delle interfacce che permettono di compiere azioni.

Scrivere per il web di Daniele Fortis (2013)

261 p.


Anche questo libro è destinato a coloro che devono scrivere testi, nel caso specifico testi online.

Un testo completo in cui l’autore non dà nulla per scontato. Daniele Fortis affronta sistematicamente tutti gli aspetti della scrittura online: parte dalle basi e porta gradualmente il lettore a un livello avanzato.


Leggetelo:​​​​​​​ se cercate un manuale completo sulla scrittura sul web.

L’istinto di narrare di Jonathan Gottschall

Come le storie ci hanno reso umani

249 p.


L’istinto di narrare è un libro vivace, spigliato, di taglio divulgativo, e a sua volta molto narrativo: ogni capitolo infatti prende il via con una storia, vera o inventata.

Il libro di Gottschall nutre l’ambizione di fornire qualcosa di molto simile a una teoria coerente e unitaria dello storytelling.


Il punto di partenza è che gli esseri umani sono indissolubilmente legati alle storie.

Inventare e consumare storie è un imperativo della nostra specie: le storie sono state importanti per la nostra evoluzione, sono il collante della vita sociale, ci tengono uniti, e soprattutto ci permettono di vivere molte vite insieme, accumulando esperienze.

Le storie finzionali sono in realtà delle simulazioni che potrebbero tornarci utili.


Leggetelo se:​​​​​​​ volete un’opera che unisce sostanza concettuale e gradevolezza di lettura.

Creare successi di Derek Thompson (2018)

La scienza della popolarità nell'era delle distrazioni

334 pagine


Questo libro accattivante e piacevolmente interdisciplinare va in cerca, annuncia all'inizio del "segreto per realizzare prodotti che piacciono alle persone".

Il contributo migliore e più originale del libro è un capitolo che demolisce pazientemente l'idea che i prodotti culturali siano mai diventati "virali".

Il passaparola non è così potente, nemmeno sui social media. Dietro un'ondata di popolarità apparentemente "virale", Thompson dimostra che c'è sempre una massiccia "distribuzione" vecchio stile di uno o più influencer o organizzazioni star (Justin Bieber, il New York Times) che hanno già un pubblico di milioni, o una "trasmissione oscura" a un pubblico altrettanto vasto di cui i marketer non conoscono, ad esempio la comunità dei fan.


Utile: per capire che le persone cercano qualcosa che sia un nuovo, ma anche profondamente familiare.

Le vostre zone erronee di Wayne W. Dyer (1976)

Guida all'indipendenza dello spirito

239 pagine


È un libro che vuole ispirare l'autonomia di pensiero e l'indipendenza di azione, evitando di lasciarsi irretire dagli stati d'animo negativi.


Consigliato: testo che risente degli anni, ma comunque una buona lettura motivazionale.

La bussola del successo di Paolo Gallo (2016)

271 pagine


In questo libro Paolo Gallo, responsabile delle Risorse Umane del World Economic Forum, ridefinisce totalmente i criteri di ciò che è una carriera di successo e offre a chi sta entrando nel mondo del lavoro, ma anche a chi sente il bisogno di cambiare rotta, consigli e strumenti per creare un proprio percorso non convenzionale, in linea con le aspettative e i valori di ciascuno.


Utile: se state cercando un nuovo lavoro e se dovete confrontarvi con una nuova realtà/cultura aziendale.

Sulla strada giusta di Francesco Grandis (2017)

pag. 693


Stanco del lavoro logorante, fisicamente e mentalmente, il protagonista un giorno decide di mollare tutto, prepara lo zaino e parte, per un giro del mondo, in cerca della felicità.

Il protagonista stravolge completamente la sua esistenza e i dubbi, le paure che si affacciavano in un primo momento all'inizio questo cambio di vita, lasciano presto spazio alla consapevolezza che la scelta che ha fatto è stata quella giusta.


Un testo motivazionale: per chi non è contento di ciò che ha e cerca stimoli per cambiare vita e fare ciò che realmente gli piace.

“Non ho fatto il salto perché ho avuto il coraggio di affrontare l’ignoto, ma perché ho avuto paura di restare in un mondo che conoscevo fin troppo bene.”

Il leader calmo di Carlo Ancelotti (2016)

Come conquistare menti, cuori e vittorie

331 p.


Sono un appassionato di calcio e un grande tifoso del Napoli, ma questo c'entra in minima parte con la scelta di leggere questo libro scritto a sei mani con la partecipazione dell'esperto di management Chris Brady e l'ex ds del Chelsea e consulente di vari club Mike Forde.

I riferimenti al calcio ci sono, ma sono secondari.


Da leggere perché:​​​​​​​ Carlo Ancelotti ci parla di leadership e di gestione del gruppo, con racconti, aneddoti e insegnamenti derivanti dai suoi tanti successi.


E voi quali libri avete letto quest'anno?


Rispondetemi nei commenti, così trarrò nuovi spunti per le prossime letture.

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