scrivi

Una storia di ClaudiaNeri

Le luci di Natale

Quest'anno l'atmosfera la sento

319 visualizzazioni

4 minuti

Pubblicato il 24 dicembre 2018 in Storie d’amore

Tags: #capodanno #festa #luci #natale #regali

0

Negli ultimi tre o quattro anni ogni volta che sentivo la frase 'Però quest'anno l'atmosfera non la sento proprio' oppure 'Il Natale non è più come una volta', 'Quand'ero piccolo io...' eccetera mi scoprivo ad essere d'accordo. Le luci, i colori, il casino, le canzoncine insopportabili, i cenoni, i 'pranzoni', a tutto mi sembrava che mancasse qualcosa, ogni cosa aveva quel che di finto, obbligato, in cui io ero totalmente a disagio.

Esisteva un filtro tra me e la felicità che mi volevano inculcare.

Quest'anno sto cercando di capire perché le sensazioni sono diverse. Il forte stress del periodo precedente e quello che mi aspetta dopo forse mi hanno convinto a vivere a pieno la felicità e a godermi ogni tratto di essa.

Ogni secondo, ogni momento è prezioso e io posso rappresentare un tassello di quella felicità per qualcun altro.

Cammino per le strade di qualsiasi paese e penso che le luci di Natale sono meravigliose: avete mai pensato a quanto tempo ci vuole a montare e a organizzare tutte quelle coreografie assurde sui balconi dei palazzi? A montare le illuminarie? Ad arrampicarsi al freddo sui palazzi storici per appendere la scritta 'BUONE FESTE' e tutto il resto? E tutto questo solo perché E' NATALE e s'adda fa, ovvero 'si deve fare', rendere tutto più bello di quanto non sia in ogni altro giorno dell'anno.

Passeggio e amo tutto quello che vedo, ogni addobbo, ogni cappellino, ogni elfo che balla le canzoni ridicole dalle casse mal equalizzate del locale che si sta facendo promozione per la notte di Capodanno.

Ogni azienda, ogni negozio, qualsiasi attività a scopo di lucro nelle vacanze di Natale deve essere nel suo consumismo carina e coccolosa per funzionare.

Se ci fate caso, dalle multinazionali alle grandi marche di moda, dal cibo alle pubblicità, tutti si impegnano a mostrarci l'immagine migliore che riescono a creare, tutti devono sembrare più buoni.

Dopotutto il Natale è la festa dei bambini, ed è per loro che vengono spesi più soldi, quindi ogni cosa deve piacere a loro, convincere loro e attrarli: i bambini sono sinceri e cambiano idea in fretta, bisogna impegnarsi assai per sedurli.

E' semplice alla fine il Natale: le vetrine coi decori spesso ridicoli, le offerte irreali, i giocattoli nuovissimi, le promozioni, i parenti, le feste in discoteca, gli aperitivi, il poker con gli amici, la tombola, il baccalà, il Nord, il Sud.


Ci si prepara mesi prima a cambiare ogni piccolo dettaglio, fino all'ultimo nastro dell'ultimo pacchetto regalo incartato il 24 dicembre pomeriggio tardi.


Tornando a noi, non so perché quest'anno tutto mi piace particolarmente, persino i cliché che gli altri anni ripudiavo: il traffico mi ricorda che per arrivare al bar non c'è nessuna fretta e quindi non me ne frega niente se mi ubriaco più tardi perché non trovo parcheggio.

La gente asfissiante gli ultimi giorni di compere mi ricorda che i regali si possono fare anche dopo Natale e mia madre non mi amerà di meno per la mia scarsa puntualità.

I litigi assurdi tra le mamme esaurite, be' quelli mi consolano di non essere così stupida e infine tutta la gente che lavora mentre io mi rilasso mi riempie di gratitudine e gioia per quando i nostri ruoli saranno invertiti.


In sintesi, quest'anno sono stranamente pro-Natale, e me ne piace ogni aspetto, mi scoccio di sentirmi in colpa per chi non è felice come me o male perché finirà. Per una volta, mi do la possibilità di prendermi il buono e abbracciare il freddo e la neve, mettendo da parte ogni necessità impellente e bisogno che può essere rimandato.

E forse è proprio questo che volevano dirmi vent'anni di frase fatte sul Natale, quand'ero piccola in un tema di italiano alle scuole elementari scrissi che a Natale ogni cosa si ferma: per un giorno anche le guerre si placano per rispetto del bambin Gesù.

Oggi so che non è così, però ho capito anche quanto è importante dare valore alle 'pause' della nostra vita e al 'non pensare' per qualche momento.


Il mio Natale non è quello che vorrei, ci sono molti dettagli che lo allontanano da quello che mi piacerebbe vivere in famiglia, però ho capito che perché le cose sono diverse da come te le aspettavi (o da come le immaginavi paragonate a quello che fanno gli altri) non vuol dire che siano peggiori ma che forse


Basta apprezzare un po' di più quello che già ti piace e non vittimizzarti sempre per quello che manca, anche quando quello che manca è importante.


La vostra gioia potrebbe portare un Natale migliore a qualcun'altro come la mia gioia ha portato qualcosa di bello a tutte le mie bipolarità per metterle d'accordo sul fatto che, almeno qualche giorno, vale la pena staccare la spina e non sentirti in colpa neanche dopo il quarto piatto di struffoli con il miele.


Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×