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Una storia di Makeitbetter

Walking through my eyes

Una storia ancora breve

144 visualizzazioni

3 minuti

Pubblicato il 29 dicembre 2018 in Spiritualità

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CHAPTER ONE


Meetings


Fu una notte tormentata, una di quelle notti in cui si è talmente stanchi da non riuscire ad addormentarsi. Sollevai le palpebre e vidi che era già mattina; la luce del sole mi fece rabbuiare subito. Ho sempre odiato il sole in inverno. Richiusi gli occhi e mi lasciai alle sensazioni del momento: lo stomaco sembrava attanagliato in una morsa e il piccolo lembo di fronte che divide un occhio dall'altro sembrava volersi restringere, restituendomi una sensazione di nebbia cerebrale.

Mi alzai, andai in bagno, mi bagnai il viso con un po’ di acqua fresca e mi guardai allo specchio. Vidi una persona che non conoscevo.

Ero veramente io?

Percorsi con lo sguardo i lineamenti che mi caratterizzavano e realizzai che mai in 21 anni mi ero soffermata con pazienza sulla mia immagine riflessa. Arrivai a guardarmi negli occhi: cercai in quei pozzi di vita le risposte alle domande che nella notte mi avevano tormentata.

Non trovai nulla.
Ebbi la necessità di conoscermi meglio: decisi che ogni mattina avrei ritratto la mia immagine su un foglio di carta e, attraverso ciò che si veniva costituendo, avrei scoperto tramite quali occhi il mondo circostante sarebbe stato filtrato nelle ore che mi aspettavano.


Questa è la mia, ma anche la tua storia. Sì! Anche la tua storia, caro lettore.

Dentro di me, dentro tutti noi c’è un universo infinito, in cui a volte ci si sente soli.

Forse non ci conosciamo, ma ora che stai leggendo queste righe puoi guardare dentro ai miei occhi e, se lo vorrai, posso provare a portarti a camminare nel mio mondo...


CHAPTER TWO

Il Nulla


Alcune storie vanno lette accompagnate da una canzone.

Questa è una di quelle.

Where's My Love [Alternative Version] - SYML


Allo specchio oggi non mi vidi. C'era un volto riflesso, ma non era il mio. Semplicemente chiusi gli occhi e mi lasciai libero spazio alla mia immaginazione.


Camminavo in campagna.

La terra era gelata e a ogni passo sentivo la brina rompersi sotto i miei piedi. Mi guardai intorno ed ero in mezzo a un campo, un terreno morto, senza vita. In lontananza la linea dell'orizzonte era segnata dalla presenza di alberi, immobili e di un verde abbastanza scuro. Tenni lo sguardo fisso ma non mi sembra di vedere nulla. Tutto perse il suo colore e tutte le forme si confusero.

Chiusi nuovamente gli occhi.

Il vento gelido non soffiava più, o almeno io non lo riuscivo più a sentire. Tutto era confuso, tutto era silenzio. Il terreno sotto ai miei piedi non c'era più, mi sentii librare sopra quel piccolo pezzo di terra.Tanti pensieri, tanti ricordi percorsero la mia mente ma era come fossero lontani. Mi scese una lacrima. Tutte le delusioni si accumulavano sulle mie spalle. La mia anima trascese da tutto e mi sentii rinchiusa in un mondo tutto mio, solo mio...ferita.


I confini svanirono anche dentro di me. Cos'era il giusto e cosa lo sbagliato, dove ero io e dove non ero io non lo sapevo più. Chi ero? Cosa ero?

Attesi che i colori del mondo tornassero, da soli.

Attesi.

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