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Una storia di IBonamiciFredducci

Questa storia è presente nel magazine STORIE INTERESSANTI

Qualcuno mi insegue nella foresta

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4 minuti

Pubblicato il 18 marzo 2021 in Thriller/Noir

Tags: #diario #paura #sogni #trip #vita

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E niente...e quindi ho fatto questo sogno. Questo...datemi un attimo per iniziare, cazzo!

Mi trovo in una foresta, una foresta apparentemente infinita. Non è di certo in Italia: pare un’ambientazione molto nordica. E’ pieno giorno e non fa freddo.

Scappo. Scappo a gambe levate, ad una velocità che non ritenevo possibile per me.

Qualcuno mi insegue.

Voltandomi mentre corro vedo rami ed arbusti che si spostano, ma non riesco a capire chi o cosa mi sta dando la caccia!

Cerco di andare il più velocemente possibile, ma è chiaro che quella persona-animale-cosa mi è sempre più vicina.

Nonostante un corpo snello e due zampe lunghe, non sono una persona allenata e non posso certo correre a perdifiato per un lungo periodo, soprattutto in un terreno boscoso non certo regolare!!!

Provo un rapido cambio di direzione: sento uno schianto e per un istante guadagno un minimo di vantaggio: chi mi dà la caccia deve aver picchiato contro una quercia.

Come cazzo faccio a sapere che queste sono querce? Io di piante non capisco una ceppa!!!

Sono querce e siamo in Polonia, cazzo…

Riesco addirittura a pensare al Treno d’Oro di Hitler, quello che svanì nel nulla dopo essere partito da Wroclaw e che era pieno zeppo di metalli preziosi e, si dice, sia sepolto da qualche parte in Polonia e ancora lo stanno a cercare…

Potremmo essere anche in Bielorussia, Germania, Ucraina o Russia, comunque…


L’istante in cui avevo preso vantaggio dal misterioso inseguitore svanisce, perché inizio a non farcela più e probabilmente i miei ragionamenti sul dove mi trovo e sul “treno d’oro” mi hanno fatto un minimo ridurre l’andatura.

Rsepiro in modo sempre più affannoso, entrambi i polmoni mi hanno detto “guarda che fumi da troppi anni e non possiamo fare miracoli”!

Sento forte il rumore dei miei scarponi sul terreno, coperto a tratti da foglie secche o da una specie di erba simile a muschio.

E’ molto umido e, scappando, ho finito per inoltrarmi in una zona di foresta ancor più fitta e meno illuminata dal sole.

Percepisco alla grande anche il casino assurdo del mio cuore: do un’occhiata allo smartwatch e segna 186 battiti al minuto.

Potesse parlare mi direbbe: -Ti cito: io sono solo una stupida pompa fatta di tessuti muscolari ed alimentata da impulsi elettrici! Non provo sentimenti, ma la fatica quella sì!!! Ti informo che a breve andrò in fibrillazione!!!!!!-

I rami spezzati che svolazzano qua e là alle mie spalle non dipendono da me ma da chi mi insegue che però, misteriosamente, continua a non emettere il minimo suono.


Non c’è verso: non posso continuare a scappare. Non ce la faccio: la persona-animale-cosa che mi insegue pare non stancarsi…

Ho il sospetto che possa andare molto più veloce, e che si stia divertendo a giocare al gatto col topo.

Inspiegabilmente mi dico: -Ma io non ho paura! E’ mezz’ora che scappo; ma non ho paura!!!!-

Non so se siano i polmoni, il cuore o la voce all’interno della scatola cranica; ma qualcuno mi percula: -Mezz’ora???? Ma de che: a malapena stai correndo da un minuto e mezzo!!!!-


Decido di fermarmi: inchiodo di colpo.

Qualsiasi cosa mi sta rincorrendo non sembra rallentare: è sempre più vicina.

Mi è praticamente addosso ed io continuo a dargli le spalle: vedo terra e fogliame che mi volano vicino e mi superano.

Sento frenare, scivolare sul terreno.

Mi volto di scatto, con incoscienza mista ad una spacconaggine che non mi appartiene e non è da me.

Mi volto e vedo la cosa che mi era alle calcagna.

La persona che era alle mie calcagna.

La vedo...e a quel punto ho paura. A quel punto ho paura davvero, cazzo.

Una paura tremenda, gigantesca, così reale e così forte da apparire quasi “solida”, “corporea”.


Il soffio gentile del purificatore d’aria: apro gli occhi e naturalmente sono nella mia stanza, col buio spezzato dal display di Alexa che segna le 5.


No, non ho visto chi cazzo mi inseguiva in mezzo ad una splendida foresta polacca, russa, tedesca, bielorussa o ucraina!

C’è stato il classico cambio di inquadratura da thriller: la visuale era in prima persona fin quando ho guardato con assurda sicurezza e anche giobbandomela in modo del tutto insensato chi c’era dietro di me e, a quel punto, BOOM!!!

Mi volto, a malapena vedo una figura umana e l’inquadratura stacca su ciò che vede lei (intesa come “figura umana”, perché non so se fosse un uomo o una donna): la mia faccia che è spavalda per una frazione di secondo e poi si tramuta in una maschera di autentico terrore.

Una faccia così impaurita da risultare essa stessa spaventosa.

Così impaurita da far paura.



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